
In un Paese come l’America, dove vota solo il 50, massimo 60% degli aventi diritto, le elezioni possono essere incerte fino all’ultimo. Anche un personaggio carismatico come Obama, che ha conquistato l’attenzione e la passione del popolo americano, rischia alla fine di vedere il suo vantaggio ridotto al minimo dal sistema di elezione non diretto (il presidente non è chi ottiene il voto popolare ma chi vince in più stati; Gore aveva infatti vinto il voto popolare nella sfida contro Bush 8 anni fa) e dai molti elettori che, il giorno del voto, per una ragione o per l’altra, si “dimenticano” di andare a votare.
Per attirare l’attenzione delle generazioni più giovani, quelle che votano meno di tutti (perché votare e tutto ciò che a che fare con la politica non è considerato “cool”), molte star della musica si sono attivate promuovendo campagne di supporto al voto. L’emittente MTV ha lanciato da diversi anni il programma Rock The Vote, che prevede tutta una serie di iniziative dirette, appunto, alla “MTV generation”, spiegando loro l’importanza di esercitare il proprio diritto fondamentale nella democrazia.
I Beastie Boys, una delle più celebri e rispettate band di rapper bianchi, icona della generazione di americani che oggi è trentenne ma idoli anche dei più giovani, è andata oltre, organizzando un vero e proprio tour, il Get Out and Vote Tour, una serie di concerti negli stati ancora più incerti tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre (ricordando a tutti che l’Election Day è il 4 novembre), con date in stati solitamente ignorati dai grandi eventi musicali, quali Nord Carolina, Virginia, Ohio e Minnesota.
Il trio formato da Adam Horovitz (AdRock), Adam Yauch (MCA) e Mike Diamond (Mike D) è dalla parte di Obama ma l’obiettivo dichiarato del tour non è di supportare uno o l’altro candidato, ma soltanto di convincere i ragazzi ad andare a votare in modo che il prossimo governo sia una vera rappresentazione di tutto l’elettorato americano.
“La scorsa elezione ben 70 milioni di elettori americani non hanno votato è ci è sembrato veramente troppo”, ha dichiarato Horovitz. “Durante le scorse settimane ci stavamo stressando pensando a cosa potessimo fare noi e ci siamo detti: ‘Siamo una band e facciamo concerti. Andiamo a suonare negli stati degli indecisi. Abbiamo pensato che portare più gente a votare non poteva che essere una buona idea”.
L’impegno sociopolitico dei Beastie Boys non si esaurirà con questo tour. La band ha già annunciato che il loro prossimo album, atteso per l’anno prossimo, sarà molto più politicamente coinvolto. Un ulteriore passo avanti nella consapevolezza di questi ragazzi sempre all’avanguardia (sono largamente considerati tra i principali precursori del rap), che negli anni ‘80 e ‘90 cantavano di droga e abusi, per poi fare un clamoroso dietrofront nell’album Sabotage (in cui esaltavano il rispetto delle donne) e nel seguente 5 Boroughs (un inno alla città di New York), raggiungendo ora la piena maturità creativa.
- Giovedì 30 Ottobre 2008











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