
Credits: Ufficio Stampa A Loud Promotion
Suona et labora. Raphael Gualazzi va dritto come i treni, o meglio come le auto che lo stanno portando in giro per l’Europa con il suo “Reality and Fantasy Tour”.
Disciplina d’altri tempi e approccio quanto mai diligente all’esercizio della professione, dopo aver vinto Sanremo Giovani con la sua “Follia d’amore” e aver guadagnato il secondo posto all’Eurovision Song Contest di Duesseldorf (l’Italia mancava alla rappresentazione da 13 anni), girella in lungo e in largo (il 7 agosto al Locus Festival di Locorotondo, l’8 agosto a Lecce e via di seguito).
“Avrò date anche in Francia, Belgio, Germania fino ad ottobre, poi ci sarà Amsterdam… Insomma fino a febbraio marzo mi fermerò poco”.
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D'Offizi, Baraldi, Gissi - Credits: Diletta Parlangeli
I loro nomi scorrono sullo schermo in basso mentre Ugo Tognazzi arriva davanti alla chiesa di San Miniato per portare a termine la sua ennesima supercazzola (prematurata).
È l’inizio di “Amici miei atto II”, ma quella scena accompagnata dalle musiche di Rustichelli non è che un esempio di come gli interpreti (immensi, in questo caso) o i registi di un film (giganti) possano senza volerlo distogliere l’attenzione dello spettatore dall’identità di tutti quelli che sono al loro fianco, nel senso più nobile del termine.
Direttore della fotografia: Sergio D’Offizi. Scenografo: Lorenzo Baraldi. Costumista: Gianna Gissi.
Sono proprio loro, ospiti del Festival di Cortometraggi Salento Finibus Terrae (che ha avuto luogo dal 19 al 30 luglio in Puglia per la direzione artistica di Romeo Conte) a ricordare Mario Monicelli.
Fu lui a filmare il capolavoro il cui progetto originale portava il nome di Pietro Germi, e che li ha visti protagonisti tutti insieme, così come in altre opere nel corso della vita.
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Aloe Blacc - Credits: Ufficio Stampa
Tra le “Good things” che ha fatto, c’è anche il suo ritorno in Italia.
Aloe Blacc, classe 1979, sarà in Italia questa sera per una data unica a Locorotondo (Bari), per il Locus Festival (live a ingresso libero).
Il suo album (”Good Things”, appunto) è uscito nel 2010, e pian piano il singolo “I need a dollar” - sigla della serie “How to make it in America” - si è fatto strada scalando le classifiche inglesi e americane conquistando anche le radio e relative charts in Europa.
Zigzagando tra i generi (il suo passato è nel rap, ma adesso a tratti la sua voce rimanda persino al gospel) restituisce con i suoi singoli - da vedere assolutamente il video di “Love you is killing me” - un pieno stile soul che di rado viene riproposto ormai nella sua forma più tradizionale.
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Neri Marcorè - Credits: Diletta Parlangeli
“Siamo caldi, siamo carichi”: Neri Marcoré è l’unica nota di colore – e calore – nella grigia giornata romana che precede l’ormai storico live di piazza San Giovanni ideato da Cgil, Cisl e Uil.
Sarà l’attore il presentatore del “concertone” che dedica inevitabilmente quest’edizione 2011 ai 150 anni dell’Unità d’Italia.
“La storia siamo noi. La storia, la patria, il lavoro” è il titolo dell’evento che porterà sul palco svariate rivisitazioni delle colonne sonore del nostro Paese, oltre alla consueta scaletta di musica di qualità.
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Lamberto Sposini, principe del question time - Credits: ANSA / ETTORE FERRARI
Diciamoci la verità: questo è stato il Festival degli uomini. Il “capitano” Gianni Morandi, gli splendidi Luca e Paolo e anche Lamberto Sposini, conduttore del “Question time” pomeridiano.
Ogni giorno dalle 14.12 alle 14.49 (ieri dalle 14.04 alle 14.45), ovviamente su Raiuno, la trasmissione ha ospitato, in diretta dalla sala stampa dell’Ariston, le domande dei giornalisti agli ospiti presenti.
E anche per questa appendice della kermesse gli ascolti sono stati più che soddisfacenti: un crescendo di spettatori culminato nella giornata di ieri con 3milioni e 924 mila spettatori e il 21,88% di share. Merito, anche (o soprattutto) della conduzione di Lamberto…
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Roberto Vecchioni, vincitore del 61° Festival di Sanremo, abbraccia Gianni Morandi - Credits: ANSA/CLAUDIO ONORATI
Persino Emma arriva in sala stampa canticchiando il brano vincitore del Festival di Sanremo, “Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni, mentre la voce del professore che si definisce “poetastro” ancora passa dai monitor per la diretta di Raiuno.
Quando arriva lui invece, il professore, la sala stampa rimbomba di applausi, in molti si alzano e gli arriva anche una rosa.
Si chiude con una bella soddisfazione per tutti il sessantunesimo Festival della Canzone Italiana: non era solo la canzone che più piaceva alla critica (gli è arrivato anche il premio “Mia Martini”), ma è quello che piaceva al mondo della musica – che riconosce nell’artista un maestro – ed evidentemente anche al pubblico televotante, quello che ci si aspetta sempre faccia la scelta che va contro la cultura.
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Roberto Vecchioni insieme alla PFM, compagni nella serata dei duetti - Credits: ANSA/CLAUDIO ONORATI
Doveva pur arrivare un momento di panico. Peccato che si sia generato su uno degli aspetti più delicati, il televoto.
Per tutte le trasmissioni che ricorrono al parere del pubblico da casa, e a maggior ragione per il Festival di Sanremo, proprio quest’anno che gli occhi erano puntati sulle possibili truffe made in call center.
Sul campo minato si è avventurato un rappresentante di RaiTrade – che cura insieme ad altri il controllo del sistema – chiamato davanti ai giornalisti a rispondere dell’andamento di chiamate e sms in seguito alla domanda della giornalista de La Stampa Marinella Venegoni nel corso della conferenza stampa mattutina.
Catapultato davanti al microfono ha detto l’unica cosa che non doveva dire: “Il più televotato di ieri è stato Roberto Vecchioni”. Apriti cielo.
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Robert De Niro, ospite a Sanremo 2011, pare dire: "Are you talking to me?" - Credits: ANSA / CLAUDIO ONORATI
Gianni Morandi davanti alla Bellucci, ovvero: “Noi siamo quelli dell’ormone libero”, come recitava uno spot.
Lascia un po’ perplessi il crescendo del conduttore davanti alla prima ospite (internazionale? Nazionale? Francesce, e non se ne parla più): “Io sono pazzo di lei, lo sa? Possiamo darci del tu?” e poi “mia moglie mi ha regalato il libro con tutte le sue foto”, ma soprattutto “le farei… che le farei, si faccia abbracciare”.
Non fosse stato per l’intervento finale di Luca e Paolo “Ci scusiamo se nonno le ha dato fastidio è che sa, quando vede le ragazze giovani…” si sarebbe quasi pensato che l’adrenalina nel corpo di Morandi avesse fatto un giro strano…
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