
Francesco Liggieri ed Elena Picchiolutto, curatori di NoTitle Gallery
Nel circuito italiano della gallerie d’arte da quasi un anno è entrata a pieno diritto anche No Title Gallery:
Una piattaforma per l’arte giovane ed alternativa, situata soltanto online. Nasce come galleria espositiva virtuale che in determinati periodi dell’anno si rende tangibile in occasione di esposizioni, workshop, performances ed altri eventi, in luoghi e non luoghi della città di Venezia.
Dopo il primo contatto per la mostra di 108 e Marco Cecotto, ho fatto quattro chiacchiere con Francesco ed Elena, curatori del progetto.
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I magazine scelti per la prima edizione de L'edicola - (credits:l'edicola)
Cinque i magazine selezionati, suddivisi tra arte, design, moda e fotografia che dovranno presentare per l’occasione materiale inedito sia come grafica che come contenuti.
Una location molto particolare sull’isola della Giudecca, a Venezia.
L’inaugurazione il 24 maggio.
Questi gli elementi della prima edizione de L’edicola.
Ho incontrato Saul Marcadent, uno dei curatori del promettente progetto.
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Il momento dell'asta di Munch da Sotheby's - (EPA/ANDREW GOMBERT )
La notizia rilasciata un paio di giorni fa è di quelle che riempiono i giornali, i TG e i post come questo. Una delle versioni del celebre Urlo dipinto da Edvard Munch è stato battuto all’asta a Sotheby’s per la cifra record di 120 milioni di Dollari. È notizia di oggi invece la pubblicazione dell’Economist di un grafico che raccoglie le 20 opere d’arte più care della storia, battute in aste pubbliche. Continua

The Folding of a Known World - (credits: Patricia Armocida)
Tutto si crea, tutto si distrugge e tutto si trasforma potrebbe essere l’originale adagio che accompagna “The Folding of a Known World“, mostra collettiva in scena fino al 21 luglio alla Galleria Patricia Armocida di Milano.
Sessanta opere di Swoon, Monica Canilao e Dennis McNett, alcune realizzate singolarmente, altre - a mio avviso le più potenti - frutto dell’unione dei singoli talenti.
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Orto botanico a Brera - (Gian Mattia D'Alberto - LaPresse)
Che il Fuorisalone milanese sia da molti anni un punto di riferimento nel calendario è risaputo.
Che venga vissuto da differenti punti di vista e con grandi aspettative l’ho sempre trovato affascinante.
Ogni sera - pioggia permettendo - studenti, professionisti del settore o semplici curiosi si riversano in zone dai nomi diventati mito: Brera Design District, Zona Tortona, Ventura-Lambrate, chi per rilassarsi dalla giornata lavorativa al Salone vero e proprio, chi semplicemente usufruendo degli abbondanti cocktail party gratuiti, magari accomodati su divani da alcuni definiti strani e nemmeno tanto comodi.
Ma è il Design e non sempre viene apprezzato, condiviso, accettato, compreso. Come per l’arte, è il suo fascino nascosto.
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Le curatrici di BRANCHIE Silvia Basso e Giuliana Tammaro
Quarta puntata del viaggio nel mondo dell’editoria indipendente italiana. Ho incontrato Silvia e Giuliana, curatrici dal 2010 di BRANCHIE, un medium, filtro, racconto e comunicazione con base a Venezia.
Le ragazze oltre ad avere le idee ben chiare, producono una fanzine, gestiscono un blog e girano l’Italia presenziando ad eventi dedicati all’editoria indipendente.
Partirei subito dalla domanda probabilmente più scontata: quali sono i motivi che vi hanno spinto a creare il progetto Branchie?
Il desiderio di andare oltre i limiti geografici e sociali. Venezia è una realtà urbana intricata e, contrariamente a come appare se vista dall’esterno, è piena di vita e di proposte culturali giovani di qualità.
BRANCHIE è nato dal nostro forte desiderio di condivisione delle informazioni per permettere a chiunque, non solo agli amici degli amici, di frequentare e conoscere la vera Venezia.
Tra gli strumenti di cui vi avvalete, ho trovato molto interessante l’elenco degli spazi espositivi di Venezia. Sarà un elenco che si estenderà anche ad altre regioni o preferite rimanere legate al territorio?
Inizialmente l’idea era che BRANCHIE potesse essere un format attuabile in altre città, oltre che a Venezia.
Successivamente abbiamo dovuto fare i conti con la realtà: siamo un team che conta sulle energie di poche persone e, con in mente il detto saper fare di necessità virtù, abbiamo deciso di puntare sulla qualità assicurata dalla nostra personale esperienza della città.
Attualmente l’archivio è l’unico strumento che rimane focalizzato sull’area del veneziano; blog e magazine raccontano invece il tessuto culturale indipendente a livello nazionale.
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Damien Hirst alla Tate Modern - (EPA/Kerim Okten)

Artista : 1. Chi opera nel campo dell’arte come creatore o come interprete: essere un eccellente a.
2. Professionista dello spettacolo: a. di teatro
3. estens. Chi esegue il proprio lavoro con una perizia tale da raggiungere risultati unici SIN maestro: un lavoro da a.; chi ha doti di gusto e sensibilità estetica
In quale di queste tre definizioni collochereste Damien Hirst?
I suoi sostenitori probabilmente le troverebbero tutte riduttive, in quanto le sensazioni che si innescano di fronte ad una sua opera non possono essere liquidate così facilmente.
Vanno oltre la semplice definizione.
L’arte è colma di aspetti inafferrabili, ma terribilmente presenti.
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Autoritratto con June e modelle - ANSA/UFFICIO STAMPA GRAND PALAIS PARIGI
Con la primavera aumenta la voglia di viaggiare e Parigi è sempre una pratica scusa per lasciare qualche giorno la propria città.
Un secondo - ottimo - motivo è la mostra di due maestri della fotografia mondiale: Helmut Newton e Henri Cartier-Bresson.
Eviterò di addentrarmi in aneddoti e note biografiche, poichè a parlare per loro sono le migliaia di immagini che hanno regalato alla storia.
Due punti di vista molto diversi; due modi di raccontare la storia attraverso le vite dei protagonisti, i loro vizi e le loro virtù.
Il Grand Palais - fino al 17 Giugno - dedica una intera sala alla prima vera retrospettiva del fotografo tedesco, a otto anni dalla sua morte.
In 250 fotografie sarà possibile ripercorrere gran parte della sua carriera, partendo dai primi scatti di moda per riviste e periodici nelle quali era già ben visibile il suo stile anti convenzionale e diretto.
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