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Wikipedia vince il Premiolino, il più prestigioso premio giornalistico italiano

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  • Tags: frieda-brioshi, giancarlo-galli, giornalismo, premi, premiolino, Wikipedia
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Il logo di Wikipedia,

Il logo di Wikipedia

C’è anche Roberto Saviano tra i vincitori della 50° edizione del Premiolino, il più antico e prestigioso premio giornalistico italiano, assegnato ogni anno a personalità che si sono distinte nel mondo dei media per il loro impegno, la professionalità, l’indipendenza, il lavoro al servizio del cittadino. L’albo d’oro pullula di nomi illustri, da Montanelli a Brera, da Sergio Zavoli a Giorgio Bocca, da Oriana Fallaci a Ennio Flaiano. Quest’anno però tra i premiati c’è una novità: Wikipedia, l’enciclopedia online scritta dagli utenti della Rete.     “La scelta”, racconta Giancarlo Galli, giornalista e presidente del Premio, “è scaturita da una discussione tra noi vecchi rimbambiti giornalisti, che abbiano negli occhi la carta stampata e pensiamo che tutti dipendano da quella. Vi siamo legati anagraficamente ma col fluire del tempo abbiamo lentamente preso atto dell’esistenza della tv prima e dei nuovi media poi”.
Chi ha proposto la canditura di Wikipedia?
È venuta fuori una voce che credo di poter attribuire a Enrico Mentana. Noialtri, che siamo sì vecchi ma non proprio rimbambiti, sapevamo tutti che cos’è il prodotto, pur ignorando chi siano gli autori, e abbiamo deciso di fare un salto e proiettarci nel futuro. Tutti siamo in buona misura debitori a Wikipedia per le informazioni che fornisce. E con un voto abbastanza ampio, anche se non unanime, c’è stato un consenso intorno a questa candidatura, segno di una maturità di questo premio che si proietta nei prossimi 50 anni.
Ma non si tratta di un premio anti-giornalistico? Infondo chi collabora a Wikipedia non è un giornalista, tutti possono farlo.
Con la crisi che la carta stampata e i media tradizionali stanno attraversando, questa scelta secondo me è un segnale positivo: bisogna guardare in avanti e non mettersi a fare Amarcord. Ed è anche il segno che tutti noi possiamo farci partecipi dell’informazione; non ci siamo ancorati a vecchi schemi o vecchie glorie. Per il Premiolino mi pare una prova di vitalità.
Come celebrate i 50 anni?
La storia non va dimenticata, perciò grazie alla generosità del nostro sponsor, che da tre anni è Birra Moretti, pubblichiamo dopo anni di silenzio un volume che la ripercorre. È un bel volume che testimonia tutti i nomi dei vincitori, che sono circa 500-600, e in cui si mettono in risalto alcune figure particolarmente significative. In questi anni abbiamo sempre cercato di premiare un giornalismo di denuncia, di avanguardia e sensibilità verso la società civile e ci proponiamo di continuare a farlo.

Abbiamo chiesto a Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia, che ritirerà il premio in rappresentanza di tutti i Wikipediani, come ha appreso la notizia.
È stata un’incredibile sorpresa. Un giorno trovo una mail di Gian Antonio Stella (giornalista del Corriere della Sera e membro della giuria n.d.r.) che mi scrive: “Ho una bella notizia da darle: mi richiami subito. Stella mi ha detto che la giuria era molto contenta e che tutti usano Wikipedia.
E’ un premio anti-giornalistico?
Direi che noi forniamo un servizio anche ai giornalisti. Il fatto che questo premio non vada a un sito che fa del giornalismo è un segnale abbastanza chiaro. Per me significa che c’è attenzione verso quello che sta succedendo, e che i giornalisti non vivono nella loro scatoletta, ma sono ben calati nella realtà che li circonda. Credo che il premio testimoni che su Wikipedia si trovano informazioni di buona qualità.
Dopo la raccolta di fondi andata a buon fine, quindi, un altro motivo per gioire?
La raccolta di fondi si è conclusa bene, abbiamo superato anche se di poco il tetto previsto che erano i 6 milioni di dollari necessari per il funzionamento del progetto per quest’anno. Era cominciata molto in sordina, ma la lettera aperta del nostro fondatore Jimmy Wales, che ha sottolineato i rischi del mancato raggiungimento della cifra, tra cui quello molto reale di considerare l’inserimento della pubblicità, ha dato una scossa alla campagna. Quando vi hanno comunicato la vittoria del premio vi siete accorti che su Wikipedia mancava una voce sul Premiolino, è vero?
Che figura avremmo fatto a non parlarne nemmeno? Ho subito messo un annuncio sul bar di Wikipedia per dire che la voce non esisteva. Immediatamente è stato scritto un primo decoroso abbozzo e tra ieri e oggi è già cresciuta parecchio. Potere della community…

La premiazione si terrà il 4 febbraio a Palazzo Marino a Milano alla presenza del sindaco Letizia Moratti.

  • marta.buonadonna
  • Mercoledì 21 Gennaio 2009

Su YouTube esplode la mania dei clip “letterali”, nuovo genere comico

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  • Tags: anni-80, dustin-mcclean, video-letterali, video-musicali, youtube
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Duran Duran
Com’erano belli i videoclip degli anni Ottanta. Che acconciature, che abiti appariscenti e poi che trovate stilistiche… Ma avevate mai notato quanto poco le immagini avessero a che fare con i testi delle canzoni? Qualcuno lo ha fatto e ha deciso di riscrivere alcuni di quei brani raccontando per filo e per segno ciò che accade nel video. Il risultato, manco a dirlo, è esilarante, l’esperimento è piaciuto, ha acquistato dignità di nuovo genere, battezzato dal suo creatore, il geniale Dustin McLean, col nome di Literal video, e gli spettatori su YouTube sono già milioni.
McLean, il cui pseudonimo su YouTube è Dustomcneato, è in realtà prima di tutto un animatore e lavora per il canale Current Tv. Il primo video letterale, Take on me, degli A-Ha, lo ha realizzato con la traccia da karaoke della canzone sulla quale ha poi aggiunto un testo del tutto rivisitato. Qualche esempio? Quando la ragazza entra nel fumetto insieme al bel Morten Harket, il nuovo testo recita: “Così finalmente sei dentro. Tutto è disegnato e super anni 80″. Oppure in Under the Bridge, il cantante dei Red Hot Chili Peppers esordisce, illuminato da un bagliore violaceo: “Qualche volta canto sotto luci viola, qualche volta sto a petto nudo e inclino la testa”.
Alcuni dei video letterali di DustoMcNeato


Dusto ha già qualche imitatore, ma il fenomeno riguarda solo canzoni in lingua inglese, dagli A-Ha ai Red Hot Chili Peppers ai Tears for Fears. I più riusciti sono i video in cui la voce che ricanta la versione letterale riesce a imitare quella del cantante originale. Una volta creato il genere, come spesso accade su YouTube, c’è da scommettere che anche molti brani italiani potranno essere riscritti per dare finalmente un senso ad immagini altrimenti incoerenti.

E tra gli emuli di McLean c’è chi unisce al concetto di video letterale uno degli scherzi più in voga su internet, quello di mostrare video di Rick Astley a inconsapevoli spettatori. E’ il RickRoll, una forma di spam musicale. Ed ecco il suo literal video.


Per il momento noi dobbiamo accontentarci delle parodie, alcune delle quali peraltro molto spassose, fatte dai comici in tv. Da Checco Zalone che riscrive i testi di Giusy Ferreri e Tiziano Ferro, a Rocco Tanica che rifà Fossati meglio del vero, fino a Fabrizio Casalino, con le sue sigle di Heidi nello stile dei vari Consoli, Vasco, D’Alessio.

Zalone riscrive così “Non ti scordar mai di me”

Le sigle di Casalino


Del resto anche Dustin McLean si è ispirato per l’invenzione dei suoi video a un comico che sulle parodie delle canzoni ha costruito una carriera: Weird Al. Ve le ricordate le sue versioni di Bad (Fat) e Like a virgin (Like a surgeon)?

  • marta.buonadonna
  • Domenica 16 Novembre 2008

Sarah Palin regina degli sketch comici in tv

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  • Tags: 30-rock, paola-cortellesi, sarah-palin, satira, saturday-night-live, tv
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Sarah Palin
Non sappiano se vincerà le elezioni americane. I sondaggi per il momento danno per favoriti gli avversari Obama e Biden. Di certo però la candidatura di Sarah Palin alla vicepresidenza degli Stati Uniti d’America un segno indelebile lo ha già lasciato. Se non nella politica almeno nella satira televisiva. Imitarla è diventato uno sport non solo nazionale ma si direbbe globale, dato che perfino la nostra Paola Cortellesi ne farà una personalissima imitazione nel programma Brutti, sporchi e cattivi che debutta il 6 novembre su Raitre.

Spot con Cortellesi che imita Palin

Il piglio deciso da boscaiola, il fucile sempre sguainato, ma anche le gaffes e le ingenuità che hanno puntellato la sua campagna al fianco di McCain, oltre alla sua presunta incompetenza in materia di politica estera, sono i bersagli prediletti di una comica d’oltreoceano, Tina Fey. Al Saturday night live, storico show di satira giunto quest’anno alla 34a edizione, ha presentato una Sarah Palin insolitamente appaiata a Hillary Clinton in un fantomatico messaggio contro il sessismo in politica. Le battute clou? La sua risposta a qualunque domanda di politica estera è sempre la stessa: “Vedo la Russia da casa mia”.

Un estratto dello sketch su Palin e Clinton

Anche l’intervista rilasciata alla CBS alla giornalista Katie Courie è stata seguita da una coda di polemiche sull’incompetenza della Palin e subito rimessa in scena in chiave comica da Tina Fey (qui il video sul sito della NBC). Palin-Fey descrive la sua prima visita alla Nazioni Unite lamentandosi di quanti stranieri ci lavorino: “Quando il senatore McCain e io saremo eletti rimetteremo quei posti di lavoro nelle mani degli americani”. E che dire dei capi di stato stranieri? Tutti simpatici, anche “Bono, il re d’Irlanda.”
Insomma, la campagna più martellante per la popolarità della candidata la stanno facendo i comici. C’è da giurare che molti di loro si augurino che il governatore dell’Alaska non esca di scena tanto presto: in fondo c’è sempre più gusto a prendere in giro i vincitori.
E in Italia vedremo presto Tina Fey nella serie tv che ha appena vinto un premio Emmy: 30 Rock. Prodotta dalla stessa Fey, che vi recita insieme a un redivivo Alec Baldwin, il telefilm, eletto miglior serie comica della passata stagione americana, è ambientato dietro le quinte di una sit-com.

  • marta.buonadonna
  • Sabato 11 Ottobre 2008

Un magazine e un podcast per lo sport d’altri tempi

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  • Tags: Danilo-Francescano, enrica-salvatori, historycast, Marco-Della-Croce, podcast, Sandro-Daneri, sport, storie-di-sport, vintage
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Il pallone di una volta

La chiami, chi vuole, operazione nostalgia. La verità è che anche questa è storia. La storia degli eventi sportivi del passato, dei grandi campioni ma anche un modo per raccontare come la Storia con la s maiuscola e lo sport si intreccino in modi a volte imprevedibili. Il sito Storie di sport ha aperto i battenti lo scorso aprile e conta già centinaia di contatti al giorno. Ha forse dato una risposta a tutti coloro che non vogliono dimenticare e per i quali la passione per lo sport va al di là dei risultati della domenica.
“L’idea è venuta un anno fa”, racconta il creatore del sito Marco Della Croce, “a me e al mio principale socio Danilo Francescano. Lui è un personaggio geniale con moltissimi interessi ma poco produttivo. Tra l’altro scrive molto bene e abbiamo deciso di unire le forze per cercare di fare un progetto comune”.
Della Croce non è nuovo dell’ambiente, giornalista free-lance, web designer e “farmacista part-time” a La Spezia, ha lavorato dietro le quinte anche per la realizzazione di un altro podcast di ottimo successo, Historycast, gestito da sua moglie Enrica Salvatori, docente di Storia Medievale all’Università di Pisa. “Ci è venuto in mente di fare un sito che riprendesse personaggi ed eventi dello sport che nessuno ricorda più o che si ricordano a malapena”, racconta Della Croce. Ma per evitare un’operazione di banale revival, hanno deciso di non tralasciare la contestualizzazione storica e “anche letteraria”.

Un articolo-ricordo a settimana e un podcast bimestrale costituiscono la spina dorsale del sito. “Il testo scritto per il podcast riprende l’argomento di uno degli articoli ma ha un tono più letterario e infatti viene letto da un attore professionista, Sandro Daneri”, che restituisce l’emozione del momento e aiuta ad entrare in una dimensione quasi teatrale. Tutto gli sport sono rappresentati, dal tennis agli scacchi, dal calcio al canottaggio, dal motociclismo al rugby. Può trattarsi del racconto di un incontro memorabile, di un personaggio dimenticato, di una stagione gloriosa. E alla fine di ogni pezzo c’è una ricca linkografia per chi desiderasse approfondire l’argomento.

“Grazie al passaparola, senza alcuna forma di pubblicità, siamo arrivati ad avere 300-400 visite al giorno”, racconta Marco Della Croce. Ma chi è il lettore -tipo? “Non abbiamo statistiche, ma dalle email che riceviamo direi che si tratta per lo più di uomini over 35, con qualche ragazzo giovane e più donne di quello che si potrebbe immaginare”. Anche se il sito viene realizzato sostanzialmente nel tempo libero di tutti coloro che vi collaborano, non è detto che non vengano in futuro prodotte anche nuove attività collaterali.

“Il progetto si ingrandisce man mano”, ammette Della Croce. “Due mesi fa abbiamo organizzato a Monterosso un incontro pubblico con i vincitori delle medaglie d’oro nel canottaggio alle Olimpiadi del ‘48, del ‘56 e del ‘60 ancora viventi. È stata una serata bellissima con 300 persone entusiaste. Così abbiamo pensato che sarebbe bello fare un Festival dello sport distribuito per tutte le Cinque Terre”.

  • marta.buonadonna
  • Sabato 4 Ottobre 2008

Premio Chatwin, in viaggio si diventa artisti

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  • Tags: concorsi, fotografia, Genova, letteratura, Premio-Chatwin, reportage-di-viaggio
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Azalai - lungo la via del sale
Sulle tracce di un grande viaggiatore-narratore, possiamo tutti tentare di esprimere l’emozione della scoperta con un diario di viaggio che può consistere di parole ma anche di fotografie o di immagini in movimento.
Questo è l’invito del Premio Chatwin, concorso riservato ai reportage video, fotografici e di narrativa nato nel 2001 per “promuovere gli scambi culturali tra i popoli, contribuire alla realizzazione di opere sociali e sostenere progetti umanitari”.
Per la sezione video i temi sono “I grandi viaggi”, dedicato ad operatori professionisti, “Camminando per il mondo”, concorso per non professionisti e “Amore senza frontiere” per chi si occupa di volontariato nel mondo. I corti non devono superare la durata di 10 minuti.
Sul fronte della narrativa si accettano elaborati di lunghezza massima di 50 righe per 60 battute che raccontino storie di viaggio, con la massima libertà di spaziare. Infine la sezione fotografica del Premio, che prevede due categorie: “Immagini dal mondo”, 5 scatti per descrivere un viaggio, e “Castelli, manieri e fortificazioni delle Liguria”, anche qui in 5 scatti, un omaggio alla Regione che ospita e patrocina la manifestazione.
Basta armarsi di un taccuino, magari il mitico Moleskine, che tra l’altro ogni anno pubblica un’edizione speciale con un quadernetto allegato che contiene i migliori racconti del Premio, di una macchina digitale o di una videocamera e il viaggio diventa l’occasione per improvvisarsi reporter, lo spunto per raccontare una storia. Il concorso, il cui termine per la presentazione degli elaborati scade il 20 ottobre prossimo, ha il suo culmine nel Festival del viaggio, che si terrà a Genova dal 26 al 29 novembre e che vedrà, oltre alla premiazione dei vincitori, e alla proiezione dei migliori reportage, anche una nutrita serie di incontri letterari.
“Saranno quattro giorni di incontri e mostre”, spiega Luciana Damiano, ideatrice del Premio, “e un laboratorio di scrittura dedicato ai ragazzi delle scuole medie superiori gestito in collaborazione con la scuola Holden di Torino. Inoltre attribuiremo i premi speciali, consegnati a personaggi del mondo della cultura, della letteratura e della musica”. Gli anni scorsi sono stati premiati, tra gli altri, Lorenzo Jovanotti, Luca Zingaretti, Fernanda Pivano, Teresa De Sio, Fulco Pratesi. E il Festival sarà anche l’occasione per dare la visibilità che meritano agli elaborati (foto e video) che pur non avendo vinto sono di ottima qualità. “Stiamo organizzando alla Biblioteca Berio uno spazio per proiettare non solo i video dei tre vincitori ma anche i più bei videoreportage delle varie edizioni, e di esporre al Castello D’Albertis le foto migliori selezionando quelle dei 10-12 concorrenti più talentuosi”.
Sono tra i 2000 e i 2500 gli elaborati che arrivano agli uffici di Sarzana, sede del Premio, fra racconti, video e foto, categoria quest’ultima inserita soltanto nel 2006 a furor di popolo e che ha un enorme successo tra i partecipanti. In palio, c’era da immaginarselo, ci sono tanti viaggi, grazie anche al contributo di numerosi sponsor: Hong Kong, Mar Rosso, Australia, Giordania, Praga. La giuria sarà presieduta dal regista Paolo Virzì.

Guarda la LA GALLERY: Un viaggio in 5 scatti, immagini dal mondo ( i vincitori del Premio Chatwin 2007 nella sezione Fotografia)

Intervallo - di Alberto Pinato. Il video vincitore del Premio Chatwin 2007 della sezione Camminare per il mondo dedicata ai non professionisti.

Gli aquiloni di Ahmedabad - di Stefano Rebechi e Francesca Lignola. Il video vincitore del Premio Chatwin 2007 della sezione Grandi viaggi, dedicata ai professionisti.

  • marta.buonadonna
  • Mercoledì 25 Giugno 2008

Lost, dal 23 giugno tornano i naufraghi per il gran finale di stagione

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  • Tags: Fox, Lost, serie-tv, sky
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Torna Lost per il gran finale di stagione
Claire e AaronAlcuni ce l’hanno fatta a fuggire dall’isola, ma le cose non sembrano essergli andate poi troppo bene una volta tornati a casa. Lo abbiamo capito dai molti flashforward che hanno caratterizzato la quarta serie di Lost fino ad ora e che continueranno a dare ritmo alla storia nel finale di stagione. Già, perché dopo l’interruzione forzata, dovuta allo sciopero degli sceneggiatori, Lost torna anche in Italia a partire dal 23 giugno su Fox (canale 110 di Sky). E promette scintille soprattutto nella tripla puntatona finale che andrà in onda il 7 luglio alle 21. Finalmente avremo delle risposte ai pressanti interrogativi ancora aperti. Come sono riusciti ad andarsene i “6 dell’Oceanic”? E con quali conseguenze per chi è rimasto? Che ne è dell’isola e dei suoi poteri taumaturgici? Cosa comporterà l’effetto di distorsione spazio-temporale sperimentato da Desmond? Jack, Kate e gli altri torneranno indietro a salvare i compagni?
In molti alla fine delle prime due stagioni pensavano che sarebbe stato difficile mantenere il livello di tensione e suspense creato dagli sceneggiatori della serie. E se in effetti la terza stagione era stata da molti fan giudicata un po’ deludente, la quarta ha rimesso gli spettatori sulla graticola. Non dubitiamo che, insieme a qualche risposta, le prossime puntate apriranno nuove zone d’ombra; in fondo gli sceneggiatori devono mettersi in condizione di produrre materiale sufficiente per il 2009 e il 2010, anno in cui la serie arriverà ufficialmente alla fine. E dovranno anche recuperare il tempo perduto a causa dello sciopero che ha bloccato la lavorazione di questa e di molte altre seguitissime serie (i fan di Grey’s anatomy ne sanno qualcosa). Se Lost 4 si ferma a quota 14 puntate, le prossime stagioni consisteranno di 17 episodi ciascuna invece dei 16 previsti. Quanti altri misteri ci aspettano?

Se vi siete persi qualche puntata… Le prime tre stagioni di Lost in otto minuti


Guarda la GALLERY

  • marta.buonadonna
  • Domenica 22 Giugno 2008

L’Opera lirica va sul grande schermo, in diretta

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  • Tags: Dynamic, Gioacchino-Rossini, Il-barbiere-di-Siviglia, La-Fenice, Metropolitan, New-York, opera, Qubo, Venezia, XCD
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Dynamic
Il 23 aprile non prendete impegni perché c’è Il barbiere di Siviglia alla Fenice di Venezia. Non siete di Venezia? Non importa, perché anche i melomani che vivono in città dove non c’è un teatro lirico potranno apprezzare l’opera di Rossini, nel sontuoso allestimento del Teatro La Fenice, in una sala cinematografica della propria città, dove l’evento verrà trasmesso via satellite. Un posto nel loggione della Fenice costa 53 euro, per vedere lo spettacolo in diretta in alta definizione via satellite nel cinema sotto casa si pagheranno tra i 10 e i 15 euro a biglietto.
A chi è venuta l’idea? Varie aziende hanno unito le proprie competenze per rendere possibile la realizzazione del progetto, che ha debuttato con successo al Teatro Massimo di Palermo con il Mefistofele il 27 gennaio scorso. Così, a permettere l’operazione sono state: Qubo, società che fornisce servizi ai cinema e lavora per la promozione del cinema digitale in Italia; Dynamic, casa editrice specializzata in cd e dvd di musica classica e opere liriche; XDC, società belga che si occupa di cinema digitale e Microcinema, il primo network digitale satellitare italiano.
“Iniziative simili già si fanno negli Stati Uniti”, racconta Silvia Compalati, responsabile marketing di Dynamic. “Lì però la logica è diversa: il Metropolitan di New York e la San Francisco Opera hanno accordi diretti con un circuito di sale cinematografiche che trasmettono in tutto il Paese le opere di questi teatri. In Europa il Covent Garden di Londra si sta attrezzando per fare altrettanto. Qui la prospettiva cambia” continua Compalati “e siamo noi professionisti del settore a selezionare le opere messe in scena nei più prestigiosi teatri d’Europa. Le scelte avvengono in base a criteri di eccellenza, in funzione del cast, dell’allestimento e dell’opera stessa”.
Non è quindi il singolo teatro a “imporre” il proprio cartellone, ma un soggetto terzo a scegliere ciò che può valer la pena trasmettere pescando da una produzione molto nutrita, che travalica i confini italiani: “Il 19 maggio”, spiega ancora Compalati, “sarà la volta dell’Orfeo di Monteverdi, trasmesso in diretta via satellite in alta definizione dal Teatro Real di Madrid”.
Per il Barbiere della Fenice le sale cinematografiche HD che aderiscono all’iniziativa sono una sessantina in tutta Europa, dall’Olanda alla Polonia, dalla Spagna alla Germania. In Italia le sale in cui si potrà seguire l’opera di Rossini sono sparse su tutto il territorio nazionale, da Genova a Palermo, da Milano a Cesena, Verona, Grosseto, passando anche per piccoli comuni, che pur non avendo il prestigio di ospitare un teatro dell’Opera potranno offrire agli appassionati uno spettacolo coi fiocchi.

Nel video, alcuni estratti del Mefistofele, ripreso al teatro Massimo di Palermo
Mefistofele

  • marta.buonadonna
  • Giovedì 17 Aprile 2008

Su Raitre debutta Gargantua: la cultura non è più snob

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  • Tags: ayaan-hirsi-ali, cultura, Gargantua, giovanna-zucconi, libri, raitre, submission, theo-van-gogh
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http://flickr.com/photos/simiant/29251636/
“Gargantua è qui per scegliere”. Nella confusione di un’offerta culturale abbondante e a volte ridondante, il nuovo programma settimanale di Raitre, che esordisce stasera alle 23,45, si ripromette di aiutarci a decidere a cosa vale veramente la pena prestare attenzione. E si passa dall’abbuffata che porta all’indigestione a un’accurata selezione di primizie che soddisfa il palato.

Giovanna Zucconi, aiutata da quattro giovani intellettuali e da un regista di opera, Denis Krief, che avrà il ruolo del provocatore, conduce con garbo, facendo le domande giuste, comprese le più semplici che a volte meglio di altre aiutano a capire. Libri in uscita, mostre, teatro, balletto, cinema, musica: la cultura non ha niente di aulico, se ne può parlare insieme, intervistando i protagonisti, dando un’occhiata a cosa succede di nuovo in Italia e anche fuori, andando a pescare autori e artisti ancora poco conosciuti che hanno qualcosa di originale da dire.

Gargantua sarà prima di tutto un programma di attualità, culturale, s’intende, ma pur sempre fedele alla missione di fare informazione, dare notizie interessanti, spunti di riflessione, facendo parlare i protagonisti non tanto dei loro “prodotti”, ma prima di tutto delle loro passioni. In uno studio che somiglia a uno spazio scenico aperto, anche all’improvvisazione.

Si parte con un’ospite d’eccezione: Ayaan Hirsi Ali, sceneggiatrice del film Submission, costato a vita al regista olandese Theo Van Gogh, che vive in un luogo segreto negli Stati Uniti, dove Giovanna Zucconi è andata a registrare l’intervista che vedremo stasera. Autrice di un’autobiografia, L’infedele, nella quale racconta cosa abbia significato per lei ribellarsi ai dettami dell’Islam, Ayaan Hirsi Ali si dichiara felice della propria scelta, pagata al prezzo di una vita in fuga. Nella puntata d’esordio vedremo anche, tra gli altri, Susanna Tamaro, Lorenzo Mattotti e Piergiorgio Odifreddi.

La partecipazione del pubblico è prevista e anzi incoraggiata tramite due spazi che verranno attivati sul web. Uno è il blog della trasmissione, al quale sarà possibile mandare commenti, suggerimenti e contributi, l’altro è Garga Tube, al quale si potranno inviare contenuti video.

  • marta.buonadonna
  • Martedì 8 Aprile 2008
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