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Avere 50 anni e non mostrarli, non aver mai fatto un lifting o aver usato il botulino per nascondere le rughe dell’età, mantenere una forma perfetta senza un filo di cellulite; è sicuramente il sogno di tutte le donne che raggiungono il traguardo della mezza età. Ma in questo caso non stiamo parlando di un’attrice o di una qualsiasi vip di turno che fa notizia sui giornali per il suo aspetto; ma di Barbara Millicent Roberts in arte Barbie, la bambola più amata e invidiata del mondo che il prossimo 9 marzo compirà mezzo secolo.
Era, infatti, il 1959 quando Ruth Handler moglie di uno dei fondatori della Mattel (colosso americano di giocattoli), ma soprattutto mamma della piccola Barbara, guardando giocare sua figlia con pupazzi di carta ai quali assegnava ruoli da adulti, ebbe l’ispirazione . Fu così che Ruth, in seguito anche a un viaggio in Germania e dopo aver notato la bambola teutonica Bild Lilli, decise di creare Barbie e di presentarla nella sua prima versione alla fiera dei giocattoli di New York con il costume zebrato bianco e nero e le sue forme perfette tanto da assomigliare più alla mitica Betty Boop in versione anni Cinquanta. Alla fine del primo anno di vita di quella Barbie vennero vendute ben 350.000 esemplari, un vero record. E di record e di curiosità del genere è costellata la vita di questo fenomeno planetario. Come recita il motto sul sito della Mattel: More than a doll (più che una bambola), infatti Barbie è stata compagna di giochi di milioni di bambine sparse per il mondo che hanno seguito passo passo le sue vicende familiari come la storia d’amore con Ken (anche questo nome è stato preso dall’altro figlio della fondatrice): Una love story, quella con Ken, che dopo oltre quarant’anni di convivenza è finita in maniera consensuale nel 2004.
La Barbie ha dovuto subire la concorrenza agguerrita di altre bambole come le Bratz (la Mattel ha anche fatto causa proprio al creatore delle Bratz per spionaggio industriale); è stata messa al bando in Arabia Saudita perché ritenuta poco incline ai dettami dell’islam; e oggi deve fare i conti con l’avanzata del nuovo fenomeno legato alle italianissime Winx di Iginio Straffi. Ma a distanza di 50 anni Barbie continua a rimanere la numero uno nelle preferenze delle bambine con oltre un miliardo di esemplari venduti nel mondo e con negozi monomarca a lei dedicati.
Per celebrare l’evento la stessa Mattel ha deciso di rimettere in commercio tutti i modelli realizzati nel corso di questi anni a cominciare dal primo esemplare apparso quel fatidico 9 marzo del 1959 e con questi verranno anche ripresentati gli abiti realizzati per Baribie dai maggiori stilisti internazionali, da Giorgio Armani a Versace, da Burberry a Christian Dior per finire con Yves Saint Laurent.
La Sicilia attraverso gli occhi del Gattopardo. Così si intitola il lungo e dettagliato articolo che il critico letterario dell’Observer, Adam Begley, ha scritto qualche giorno fa sul New York Times forse per celebrare il cinquantesimo anniversario della pubblicazione di uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana, ma allo stesso tempo anche per invogliare i turisti americani a recarsi nell’isola per visitare i luoghi raccontati da Giuseppe Tomasi di Lampedusa e magistralmente rappresentati da Luchino Visconti nella ancor più nota trasposizione cinematografica che gli valse la palma d’oro a Cannes nel 1963.
Begley, che definisce la Sicilia meravigliosa, un’isola denigrata e adorata in maniera esasperante ne “Il Gattopardo” si rivolge direttamente ai suoi lettori: “Caro lettore se tu ami il romanzo (o il film) dovresti fin d’ora cominciare a pianificare un viaggio, non perché troverai che la Sicilia di Lampedusa sia lì ad aspettarti e non veda l’ora che tu arrivi (non sarà così, credimi), ma perché l’amara, rassegnata, romantica nostalgia che pervade Il Gattopardo è anche la fisicità che insaporisce la decadente “grandeur” di un’isola bruciata strato dopo strato dalla sua storia tragica e benedetta dalla sua sconvolgente bellezza, molta della quale perpetuamente calante”.
Il suo è un viaggio nel viaggio alla ricerca dei luoghi raccontati, quasi un volersi catapultare a ritroso nel tempo per incontrare il principe Salina che discute di politica col nipote Tancredi o che balla con Angelica nella splendida scena girata da Visconti a Palermo nel Palazzo Valguarnera-Gangi, purtroppo chiuso al pubblico, e interpretata magistralmente da Burt Lancaster e Claudia Cardinale.
Alla fine dell’articolo-racconto Adam Begley, per non far mancare nulla ai turisti suoi connazionali, si lascia andare anche a consigli più pratici segnalando alberghi e ristoranti dove sostare.

È una di quelle notizie che fanno immediatamente il giro del web, e non potrebbe essere altrimenti. Il colosso editoriale Bertelsmann ha annunciato che il prossimo settembre pubblicherà un volume contenente la summa della versione tedesca dell’enciclopedia online Wikipedia.
Certo, nell’era di Internet che corre veloce e del sapere accessibile a tutti e fruibile gratuitamente, rappresenta sicuramente un controsenso il fatto che un editore tradizionale voglia trasportare su carta e a pagamanento (il costo del libro infatti sarà di circa 20 euro) quella che negli ultimi anni ha incarnato il ruolo di principale avversario delle più classiche enciclopedie.
Nel comunicare l’iniziativa i responsabile della Bertelsmann hanno sottolineato che a comporre il volume saranno brevi definizioni delle voci più cliccate dagli internauti. Da ciò si possono dedurre due cose: la prima è che più che un enciclopedia sembrerebbe un annuario, e infatti già si sa che la pubblicazione avrà un seguito nei prossimi anni. Il secondo elemento, e forse quello più importante, è la brevità delle definizioni; con ogni probabilità questa scelta è dovuta alla volontà di evitare di incorrere in errori grossolani di cui Wikipedia si è resa responsabile in più di un’occasione mettendo in dubbio l’attendibilità stessa del sito e soprattutto di coloro che lo aggiornavano. Anche Umberto Eco in passato, pur elogiando la bontà dell’idea di Wikipedia, aveva tuttavia avanzato qualche dubbio sulla qualità dell’informazione e in particolare del controllo della stessa.
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L’Infinito batte la Divina Commedia, o meglio Giacomo Leopardi batte Dante Alighieri. È questo, infatti, il risultato del sondaggio mensile promosso dalla Società Dante Alighieri sul sito Ladante.it.
Il massimo esponente del Romanticismo e del pessimismo, mal sopportato dagli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, è risultato il poeta più amato dagli italiani con il 25% delle preferenze, superando in una sfida stellare il Sommo Poeta tanto rivalutato negli ultimi anni grazie alle declamazioni televisive di Roberto Benigni e che ha ricevuto il 17% dei consensi.
Certo versi come “Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte De l’ultimo orizzonte il guardo esclude” sono tra le più alte espressioni della nostra letteratura e ancora oggi sembrano provocare emozioni e ispirazioni in ognuno di noi così come ha dichiarato una cantante rock come Gianna Nannini: “È come se mi raccontasse il nostro mondo di oggi, come se vedesse più lontano e avesse già previsto tutto”.
Al terzo posto di questa straordinaria classifica, cui hanno dato il loro voto milioni di internauti, troviamo Eugenio Montale seguito da Giuseppe Ungaretti e Giovanni Pascoli. Una nota di particolare merito va sicuramente alla poetessa milanese Alda Merini che con la sua decima posizione è l’unica vivente ad essere entrata nell’Olimpo della poesia precedendo addirittura mostri sacri come Petrarca, Carducci e Quasimodo.
Classifica
1-Giacomo Leopardi
2-Dante Alighieri
3-Eugenio Montale
4-Giuseppe Ungaretti
5-Giovanni Pascoli
6-Ugo Foscolo
7-Luigi Pirandello
8-Alessandro Manzoni
9-Cesare Pavese
10-Alda Merini
11-Francesco Petrarca
12-Primo Levi
13-Gianni Rodari
14-Italo Calvino
15-Giosuè Carducci
16-Salvatore Quasimodo
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“Non devi essere un genio per capire il lavoro di un premio Nobel”. Questa massima la si può trovare nell’introduzione alla sezione Educational Games del sito internet ufficiale del prestigioso riconoscimento nobelprize.org. E se a sostenerlo è la fondazione stessa, allora c’è da crederci.
Ogni anno, un rappresentante dell’Accademia annuncia i nomi dei più grandi studiosi del mondo che ritirano l’onorificenza dalle mani del re di Svezia per i loro studi nei cinque diversi campi del sapere (medicina, fisica, chimica, economia e letteratura), e puntualmente in ognuno di noi nasce la domanda, più che legittima, su quale sia realmente la scoperta che potrà migliorare la nostra vita. Adesso con questo simpatico gioco realizzato con animazioni accompagnate da semplici domande è possibile capire quelle scoperte e la loro utilità nella vita di tutti i giorni oltre a dare la possibilità a tutti di mettere in pratica le proprie capacità e di immaginarsi Nobel per qualche minuto.
Questa settimana è stata pubblicata un’invenzione che ci rende orgogliosi e che consentì all’italiano Giulio Natta di ricevere il Premio Nobel nel 1963. Proprio la motivazione del Premio assegnato a Natta è un esempio dell’incomprensibilità delle scoperte: “Professor Natta. Lei è riuscito a preparare mediante un nuovo metodo macromolecole che hanno una struttura spaziale regolare. Le conseguenze scientifiche tecniche della sua scoperta sono immense, e ancora non possono essere valutate pienamente”. Forse adesso a distanza di anni capiremo cosa veramente realizzò Giulio Natta. Infatti con i suoi studi riuscì ad ottenere da un gas una nuova sostanta plastica, il polipropilene, spianando così la strada all’industria della plastica di oggi visto che viene utilizzato in molti oggetti che abbiamo sotto mano quotidianamente.
Il sito internet, oltre a questa sezione, contiene informazioni di ogni genere utili per scoprire i segreti di questo premio che, oltre ad assegnare il cospicuo assegno di dieci milioni di corone svedesi, consegna alla fama eterna coloro che lo ricevono. Da qualche giorno sono state comunicate anche le date in cui verranno annunciati i nomi dei premi Nobel 2007. Si comincerà il prossimo 8 ottobre e si concluderà il lunedì 15. Rimane segreta, come tradizione, la data dell’annuncio del premio Nobel per la Letteratura.

La notte tanto attesa sta per arrivare. Sabato 21, a mezzanotte in punto, arriverà nelle librerie inglesi e americane Harry Potter and The Deathly Hallows, ultimo capitolo della celebre saga.
La febbre dei numerosissimi fans sparsi in tutto il mondo è ormai alle stelle, tutti sono curiosi di sapere che fine farà il maghetto più amato della letteratura, morirà o sopravviverà? Per celebrare l’evento la scrittrice scozzese Joanne K. Rowling parteciperà a una maratona di letture siglando anche autografi al Natural History Museum di Londra, lo stesso luogo che tenne a battesimo il primo libro della serie. Alla serata parteciperanno soltanto 1.700 fortunati lettori che sono stati scelti in base a un’estrazione. Ma tutti gli altri, sparsi nel resto del mondo, che non avranno la fortuna di poter acquistare il libro o di assistere all’happening, potranno comunque ingannare l’attesa prima di sapere l’esito della storia. Per tutti loro la casa editrice americana Bloomsbury ha deciso di trasmettere sul proprio sito internet la lettura di mezzanotte dando la possibilità agli appassionati di chattare con la Rowling. L’autrice, attraverso una webcam, risponderà alle domande che le verranno poste. Non ci rimane che attendere l’arrivo di Harry Potter su Internet.
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I trucchi di J.K. Rowling per proteggere i segreti del maghetto
LA GALLERY
A poche ore dall’uscita di Harry Potter and The Deathly Hallows, ultimo capitolo della saga del maghetto si susseguono i record e le curiosità legate all’evento. Le dieci più importanti:
1-La Universal Orlando Resort aprirà in Florida entro la fine del 2009 il primo parco tematico interamente dedicato a Harry Potter. Il costo dell’investimento sarà di 265 milioni di dollari.
2-La casa d’aste londinese Bonhams lo scorso 26 giugno ha battuto la bozza del primo libro di Joanne K. Rowling, Harry Potter e la Pietra Filosofale, uscito nel 1997, alla “modica cifra” di 2.642 dollari.
3-Il sito internet Amazon ha comunicato di aver raggiunto la cifra di due milioni di ordinazioni dell’ultimo volume della saga.
4- Harry Potter and The Deathly Hallows verrà stampato in carta riciclata per il 30% e sarà di 784 pagine in America e di 608 pagine in Gran Bretagna.
5-La casa editrice americana Scholastic stamperà 12 mln di copie del settimo volume e la casa editrice Bloomsbury ne stamperà 3 milioni.
6- Le Royal Mail, le poste britanniche, hanno emesso due serie di francobolli dedicai a Harry Potter.
7-Il sesto volume della saga Harry Potter e il Principe Mezzosangue ha venduto in un solo giorno dieci milioni di copie, più di quanto ha venduto in un intero anno Il Codice da Vinci di Dan Brown.
8-I libri della Rowling hanno venduto 325 milioni di copie in tutto il mondo, sono stati tradotti in 65 lingue tra cui zulu, latino e greco antico.
9-L’uscita del settimo libro in altri paesi: l’editore francese Gallimard ha annunciato che avverrà il prossimo 26 ottobre; l’editore greco Psichogios ha previsto per il 13 novembre; in Vietnam arriverà a metà ottobre; nei paesi in lingua spagnola bisognerà aspettare ai primi del 2008.
10-L’uscita del libro in Italia è prevista per i primi di dicembre. La casa editrice Salani ha affidato la traduzione a due traduttrici per accelerare i tempi. Della prima parte se ne occuperà Beatrice Masini, la seconda parte sarà affidata ad Angela Ragusa.

Le Sette Meraviglie del Mondo Antico stanno per abdicare definitivamente nei confronti di sette nuove opere architettoniche di altrettanta imponenza e questo avverrà il prossimo 7 luglio nello stadio da Luz di Lisbona in Portogallo. Lì verranno proclamate, nel corso di una solenne cerimonia della durata di novanta minuti e ripresa da 160 televisioni di tutto il mondo, le Sette Meraviglie del Mondo Moderno elette grazie a un referendum planetario realizzato tramite internet sul sito New7Wonders Foundation e dove è ancora possibile votare.
La scelta della data non è stata casuale visto che dal punto di vista numerico il giorno della proclamazione corrisponde allo 07/07/07.
L’idea venuta al miliardario svizzero-canadese Bernard Weber che nel 2000 propose di eleggere sette nuovi siti che andassero a sostituire le celebri Mirabilia andate completamente distrutte (il Colosso di Rodi,la Statua di Zeus a Olimpia, il Tempio di Artemide a Efeso, i Giardini Pensili di Babilonia e il Faro di Alessandria) unica eccezione le Piramidi di Giza. Il primo gennaio del 2006 una speciale commissione di esperti composta da sei architetti di fama internazionale, e guidati dall’ex direttore generale dell’Unesco Federico Mayor Zaragoza, ha annunciato le 21 opere finaliste che avrebbero partecipato alla fase finale. Dopo l’iniziale diffidenza da parte di tutti, in molti hanno capito le possibili ricadute economiche dal punto di vista turistico insite nella possibilità di fregiareìsi del titolo di Meraviglia. Così alcuni governi si sono impegnati con campagne pubblicitarie costose per promuovere i propri monumenti. Anche la Regina Ranja di Giordania si è esposta in prima persona per promuovere l’antica città di Petra. E i giornali di tutto il mondo hanno dedicato pagine intere per supportare i monumenti delle proprie nazioni.
I voti pervenuti sul sito della fondazione sono stati milioni. Sempre sul sito è possibile acquistare anche i biglietti per partecipare alla serata e una serie di gadget con l’immagine stampata dei monumenti finalisti, si va dalle classiche magliette, ai cappellini, alle tazze, alle borse, alle spillette.
Mancano ormai pochi giorni alla data ed è possibile votare fino alla mezzanotte del giorno precedente la proclamazione. Ai primi posti c’è il nostro Colosseo, insieme alla Grande Muraglia Cinese e al sito archeologico del Machu Picchu in Perù. Agli ultimi posti invece la Statua della Libertà e la basilica di San Basilio al Cremlino.
A questo punto non rimane che aspettare, ma di una cosa si può essere certi: il giorno dopo l’annuncio ufficiale nessuno si “meraviglierà” per le polemiche che nasceranno per l’esclusione di qualcuno dalle nuove sette Mirabilia.