
Monti e Napolitano alla "Prima" della Scala (Credits: AP Photo/Paolo Giandotti)
Mannaggia che regalo ha fatto Robert Carsen, il regista del Don Giovanni che ha inaugurato la stagione scaligera, a notisti politici, giornalisti e commentatori piazzando nel palco reale fra Giorgio Napolitano e Mario Monti il Convitato di pietra. Ne è rimasta sorpresa la platea del mondano 7 dicembre targato “sobrietà” sentendo la voce del baritono arrivare dal fondo, là dove sa sempre sono sedute autorità e reali: il Commendatore, ormai statua mortifera, (lo ha ucciso Don Giovanni) che accetta l’invito a cena del libertino settecentesco. Continua

Teatro alla Scala di Milano (Credits: AP Photo/Brescia e Amisano, Courtesy of La Scala)
E’ sconfinata la letteratura sul Don Giovanni mozartiano, l’opera più famosa del Salisburghese. Districarsi tra interpretazioni critiche e divulgazioni è arduo. Da qui l’idea di questa guida semiseria su cosa si deve sapere per evitare “magre” se siete fra gli invitati alla prima o se seguite l’opera in tv o sul maxischermo posto in Galleria a Milano.
I basic. Don Giovanni fu scritto nel 1787, debuttò a Praga dove fu accolto trionfalmente, mentre più tiepide furono le successive prima, soprattutto quella di Vienna che rattristò il compositore. Continua


Per quasi quattro anni Marcello Sannino, classe 1971, una macchina da presa in mano e voglia di capire dentro, ha seguito Ciro, ragazzo nato nel posto sbagliato, a Ventaglieri, quartiere difficile di Napoli, con un sogno giusto: diventare un campione di boxe e riscattare le origini.
Solo che è dura salire sul ring e vincere se ti puoi allenare poco e dormire meno perché fai mille lavoretti. Finisci per piangere e tirare di boxe senza crederci. Ma poi riparte tutto, la passione, e arriva pure l’amore.
In quattro anni a Ciro è cambiata la vita e Corde racconta come.
Documentario narrativo: così si chiamano questi film che non sono film né reportage, diventati di gran moda. Ma forse il termine è inappropriato.
Diciamo che la realtà, uscita dalla porta del cinema, è rientrata dalla finestra grazie a questo genere di racconto per immagini sulla cui definizione si accapigliano gli addetti ai lavori: docufilm, documentario narrativo?
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Il cervello l’ha allenato su Tacito e Catullo al liceo classico per poi laurearsi in scienze politiche. Pettorali, bicipiti e addominali sono il combinato disposto di narcisismo, testardaggine e di un tortino «magico» di sua invenzione.
Tonico e col capello a prova di tifone, Valerio Merola è arrivato davanti alle telecamere alcuni decenni fa senza mai lasciarle, malgrado invochi oggi «il diritto all’oblio».
Impossibile, però, per gli italiani dimenticare Merola, classe 1955, romano, che nel 1996 divenne oltremodo famoso («troppo» dice lui ora) per la linea difensiva scelta dal suo avvocato in un’inchiesta molto chiacchierata e finita in nulla, su un presunto giro di ragazze dello spettacolo concupite: innocente poiché superdotato.
Non sono bastati tre lustri e più per archiviare la singolare etichetta. Ed è questo che fa infuriare il conduttore che ha movimentato l’estate a modo suo, prima con La giostra sul due, un talk-show in riva al mare di Calabria, e poi polemizzando con Aldo Grasso che sul Corriere della sera ha rivangato il Merola che fu. «Non ne posso più di quell’etichetta».
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Il cast del nuovo Amici miei
Urla la suorina scandalizzata nel vedere il neonato. Urla perché le dimensioni di ciò che all’occhio fa la differenza fra un maschietto e una femminuccia in fasce sono esagerate.
Del resto, il poveretto nella cesta da neonato, abbandonato nella ruota dei trovatelli dello Spedale degli innocenti, è un nano, macropenico per nascita e leggenda.
Ce lo hanno infilato a forza quattro fiorentini del Quattrocento con il buzzo degli scherzi, pronti a tutto pur di farsi una risata.
Sono gli antenati, non di sangue ma per affinità elettive ludiche, degli Amici miei che nel 1975 fecero la loro comparsa sulla scena italiana per non lasciarla mai più: le loro gag sono tuttora cliccate su Youtube con migliaia di contatti; i tre film della serie in dvd fanno cassa; e la fatidica «supercazzola» (lo scherzo verbale diventato tormentone) è uno dei cavalli di battaglia delle Iene.
Tanto che la notizia del prequel ambientato 600 anni fa ha scatentato la qualunque.
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The Twilight saga: New moon, al cinema dal 18 novembre
LE GALLERY: NEW MOON, I PROTAGONISTI - IMMAGINI DI SCENA
Avrebbero dovuto riportare l’androne del Palazzo Comunale al colore originario, bianco latte. Ma i politici di Montepulciano se ne sono ben guardati, non sono dei masochisti, sanno quanto può rendere quell’androne rosso vermiglio, meglio dire rosso sangue visto che ha a che fare con la saga Twilight, amore e vampiri. Continua

Baarìa
L’ingranaggio è complicato, va oliato alla perfezione. Non è facile vincere un Oscar né esserne candidato né entrare nella cinquina né finire sui libri di cinema o nei siti con in mano quella statuetta che vale poco (295 dollari, circa 200 euro) ma che rende molto. Continua
Si è commossa Mannina, madre di Tornatore, nel vedere Baarìa e nel ricordare gli anni “quando si abbracciava la vita così come arrivava”. Lo racconta lei stessa nella sua prima, e unica, intervista. Continua