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Archivio per autore: » teresa.potenza

Nasce Kangaroo: Bbc, Itv e Channel 4 fanno pace. Sul web

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  • Tags: Bbc, channel-4, itv, Kangaroo, tv-on-demand
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Bbc, Itv e Channel 4 non hanno molto comune, anzi: sono tre agguerriti - e concorrenti - canali televisivi britannici. Eppure, in nome dell’audience, sembra che abbiano lasciato da parte le rivalità per creare, insieme, una tv on line. Al momento a questa nuova “creatura” è stato dato il nome provvisorio di Kangaroo e dovrebbe cominciare a trasmettere a partire dall’anno prossimo.

La nuova tv conterrà oltre 10 mila ore del meglio dei tre broadcaster e la sua proprietà sarà suddivisa in tre parti uguali. Alcuni programmi saranno gratuiti mentre altri si dovranno acquistare o affittare. Kangaroo, però, non andrà a sostituire le trasmissioni on line delle tre emittenti ma al contrario le integrerà.

I commenti dei diretti interessati sono entusiasti e c’è già chi comincia a chiedersi se questa triplice partnership rivoluzionerà la tv on demand. Attenzione, però. La Bbc ricorda che questo progetto deve ancora essere formalmente approvato dal board: è ancora un po’ presto per dire che i tre concorrenti hanno trovato pace sul web.

  • teresa.potenza
  • Giovedì 29 Novembre 2007

McDonald’s e Starburst fanno di necessità virtù. E puntano sul web 2.0

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  • Tags: cibo-spazzatura, Guardian, junk-food, McDonalds, minori, Ofcom, pubblicità, social-networking, Starbust, tv, web 2.0
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A Londra pensavano di avercela fatta a salvare i bambini dalle tentazioni del junk food, il cibo spazzatura. O almeno di averlo cancellato dai programmi tv per i più piccoli. E invece no: dopo il divieto di Ofcom, l’autorità britannica garante delle comunicazioni che ha proibito di pubblicizzare in televisione il junk food, aziende come McDonald’s, Haribo, Skittles e Starburst si sono rimboccate le maniche e hanno cambiato. Non strategia, beninteso, ma mezzo di comunicazione: hanno canalizzato gli investimenti sul web.

Invece di farsi pubblicità tra un cartone animato e l’altro, hanno cominciato a presidiare i siti più frequentati dai piccoli, quelli che favoriscono l’aggregazione (i siti di social network), usati da circa il 70 per cento dei giovanissimi britannici. A rivelare la preoccupazione dei magistrati della Corona è il quotidiano londinese The Guardian, secondo il quale per i pm ma anche per il dipartimento della Salute è arrivato il momento di fare ammenda: togliere la pubblicità del junk food dalla tv ha avuto l’unico effetto di spostare i budget su Internet. Adesso è il momento di passare a una nuova fase…o forse solo a una più accurata legislazione.

  • teresa.potenza
  • Martedì 31 Luglio 2007

Londra, la National Gallery scende in piazza

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  • Tags: arte, Flickr, Hewlett-Packard, Londra, national-gallery
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http://www.flickr.com/photos/renaissancechambara/602987318/in/pool-401497@N23

Chi l’avrebbe mai detto che un’austera e antica istituzione come la National Gallery sarebbe scesa letteralmente in piazza, a Londra, per far (ri)innamorare cittadini e turisti dei suoi capolavori? Eppure è successo. Nelle strade della capitale più trendy d’Europa si può sorseggiare un caffè ammirando lo Stagno delle ninfee, armonia in verde di Monet oppure fermarsi estasiati davanti all’Autoritratto a 34 anni di Rembrandt che campeggia in Rose Street. Ma non temete, perché le spledide opere, 30 in tutto, non rischiano di essere rovinate da eventuali attacchi barbarici: sono copie. Trenta copie perfette realizzate non da pittori, ma da Hewlett-Packard, che sponsorizza l’iniziativa. I quartieri di Piccadilly, Soho e Covent Garden si sono così trasformati quasi in una depandance del museo e lo saranno per tutta l’estate, fino a fine agosto.

Così, mentre altre città europee, italiane incluse, danno sempre più spazio all’arte contemporanea, Londra va come al solito in controtendenza. La National Gallery, però, non si è limitata a piazzare le opere. Ha aperto un sito dedicato, offre un servizio di audioguida in Mp3 e intende coinvolgere a tal punto i cittadini da promuovere uno scambio di immagini su Flickr.

  • teresa.potenza
  • Lunedì 25 Giugno 2007

Design e investimenti volano a Basilea

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  • Tags: ambra-medda, art-basel, basilea, craig-robins, design-miami/, miami
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Galleristi e architetti, artisti, collezionisti e investitori: dal 12 al 16 giugno sono tutti attesi a Basilea per il forum internazionale Design Miami/ Basel, che si terrà negli stessi giorni di Art Basel. Un evento fatto di conferenze, opere di design a edizione limitata e incontri con investitori e mercanti id’arte, pensato per favorire l’incontro tra artisti e collezionisti e aumentare il business che ruota intorno al mondo del design. L’evento si tiene a dicembre in Florida, a Miami, e a giugno a Basilea, appunto. Qui, a ospitarlo è il Markthalle, il palazzo famoso perché racchiude una delle cupole più grandi d’Europa. Ad aver mobilitato il fior fiore degli artisti internazionali è stata una giovane americana di origine italiana, Ambra Medda. Con l’aiuto di un socio ben preparato in materia di finanza e uno sponsor come Hsbc, uno dei gruppi bancari più grandi del mondo.

L’idea di dar vita a Design Miami/ è arrivata osservando le tendenze nel mondo del design, che premia sempre di più gli artisti impegnati nella creazione di pezzi a tiratura limitata o unici. “Il mio socio fondatore Craig Robins e io abbiamo cercato di trasferire al design il sistema organizzativo dei mercati d’arte” dice Ambra Medda a Panorama.it “per creare una manifestazione interamente dedicata al design da collezione”.

Una volta messa in piedi la macchina organizzativa, i due fondatori hanno scelto le sedi: era il 2005 quando aprì i battenti la prima di Design Miami/. Naturalmente a Miami. E poi a Basilea. Due scelte naturali: “Basilea si è da tempo affermata come centro nevralgico internazionale nel mondo dell’arte” continua Medda “mentre Miami è diventata una delle nuove capitali culturali perché ha scommesso su design, architettura e arte”. Basti pensare allo stile decò degli anni Venti e Trenta che ne ha forgiato gli hotel su Ocean Drive o al WolfsonianFiu (Florida International University), la storica istituzione dedicata al design con una strepitosa collezione oltre che mostre e pubblicazioni d’alto livello. E proprio in questo contesto ha cominciato a operare Craig Robin con la società di real estate di cui è amministratore delegato, Dacra: ristruttura e riqualifica le zone degradate della città insieme con artisti e architetti.

Con queste premesse, Ambra Medda sostiene che gli ostacoli all’organizzazione di Design Miami/ siano stati uguali a zero, grazie all’intuizione di differenziarsi da altre fiere puntando sul connubio tra arte e mercato. “Tutto è ruotato intorno al design da collezione” puntualizza la curatrice. “Di qui la decisione di invitare i designer a partecipare con le loro opere ma anche a creare pezzi unici sul momento, utilizzando macchine da prototipo, sabbia, argilla e attrezzi vari. In contesti creati ad hoc“. Architettura e design vanno insomma di pari passo, le scenografie d’impatto danno il giusto rilievo alle opere e i galleristi fanno da tramite agli investitori: arte e mercato, appunto.

  • teresa.potenza
  • Martedì 12 Giugno 2007

Londra, Olimpiadi 2012: il logo è davvero brutto?

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  • Tags: logo, Londra, olimpiadi-2012
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Il logo per i Giochi Olimpici di Londra 2012 ha poche ore di vita (è stato presentato il 4 giugno) ma ha già scatenato polemiche: perché è brutto. Almeno così la pensano molti cittadini di Sua Maestà, a giudicare dai commenti dello sport ’s editor dell’emittente britannica, pur possibilista sul fatto che a lungo termine potrebbe anche rivelarsi una sorta di opera d’arte post moderna, e dalle migliaia di commenti che hanno invaso la stessa Bbc. Non solo: è nato subito un sito per raccogliere le sottoscrizioni - oltre 23 mila, ma aumentano di minuto in minuto - di quanti vorrebbero che il Comitato olimpico si rimettesse al lavoro per cambiare quel “ridicolo logo”.

Il simbolo svelato dal presidente di Londra 2012 Sebastian Coe è la stilizzazione del numero 2012, dove il primo 2 contiene la parola Londra e lo 0 racchiude i cinque cerchi olimpici. Affidato all’agenzia Wolff Olins, è costato 400 mila sterline (circa 600 mila euro): poco male, se davvero frutterà i 2 miliardi di sterline in 5 anni (circa 3 miliardi di euro) che si aspettano gli organizzatori. E per scongiurare un flop, un portavoce di Londra 2012 ha già messo le mani avanti: “Il simbolo è flessibile” ha detto alla Bbc “ed evolverà nel corso degli anni”. Aspettare per credere.

  • teresa.potenza
  • Martedì 5 Giugno 2007

Alla scoperta dell’arte islamica, on line

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  • Tags: archeologia, arte, arte-islamica, Discover-Islamic-Art, islam, mostre, Museo-Senza-Frontiere
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L'arte islamica al museo virtuale

L’arte islamica va in mostra on line. Dagli Omayyadi ai Mamelucchi fino alla fine dell’impero ottomano nel 1922, “Alla scoperta dell’arte islamica” è il titolo di un progetto che include 18 mostre virtuali ospitate dal sito di Museo Senza Frontiere (Museums with no frontiers), un’organizzazione trans-nazionale che raggruppa varie strutture museali del mondo.

L'arte islamica al museo virtuale

Le 18 mostre sono suddivise in tre macro aree: le grandi dinastie del Mediterraneo islamico, i temi che abbracciano l’intero arco geografico-temporale (come l’arte figurativa, la calligrafia araba e il ruolo della donna) e i momenti di contatto fra la storia dell’Europa e quella del Mediterraneo islamico, dalle Crociate all’arte siculo-normanna. Ciccando sulle varie sezioni si potranno visitare La Mecca e la Terra Santa, conoscere le raffigurazioni dell’Eden e ammirare le misteriose decorazioni geometriche e le splendide creazioni dell’arte della calligrafia. Il viaggio è intenso e avviene attraverso un ricco patrimonio culturale e una selezione di oltre 200 fra monumenti e siti archeologici e di più di 600 opere d’arte di 14 paesi: tutti visionabili on line grazie a circa 8 mila immagini spiegate in otto lingue.
Alla scoperta dell’arte islamica è il frutto del progetto Discover Islamic Art, finanziato per l’80% dall’Unione Europea nell’ambito del programma Euromed Heritage. Le mostre sono state inaugurate il 18 aprile in contemporanea in Italia e in altri paesi partecipanti a Discover Islamic Art: Egitto, Germania, Giordania, Marocco, Portogallo, Siria, Spagna, Svezia, Tunisia e Turchia.
L'arte islamica al museo virtuale

  • teresa.potenza
  • Giovedì 26 Aprile 2007
Televisione
Tutto sulla musica: concerti, spettacoli, classifiche, artisti
Cinema, di Simona Santoni

Tv, il blog di Angelo Ferrari




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