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	<title>Cultura e societa</title>
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	<description>Canale Cult di Panorama.it</description>
	<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:47:47 +0000</pubDate>
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		<title>The Bourne Legacy, il primo trailer</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aldo_fresia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La saga di Jason Bourne celebra un nuovo protagonista (Jeremy Renner), che prende il posto di Matt Damon]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_90014" class="wp-caption aligncenter" style="width: 682px"><img class="size-large wp-image-90014" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/the-bourne-legacy-il-trailer_00-large.jpg" alt="Un'immagine del film - Credits: © 2012 Universal Studios" width="672" height="403" /><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine del film - Credits: © 2012 Universal Studios</p></div>
<p>Il quarto capitolo della saga cinematografica mantiene il suo nome nel titolo, ma celebra un cambio di protagonista. Fuori <strong><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/jason-bourne/" target="_blank">Jason Bourne</a></strong>, dentro l&#8217;agente Aaron Cross. Il primo <strong><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/trailer/" target="_blank">trailer</a></strong> del film <strong><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/the-bourne-legacy/" target="_blank">The Bourne Legacy</a></strong> ce lo presenta freddo, determinato e letale quanto il suo collega, ma basterà questo a farlo digerire ai fan delle pellicole precedenti?</p>
<p><span id="more-90009"></span></p>
<p>Il personaggio di Jason Bourne è un&#8217;invenzione del romanziere <strong>Robert Ludlum</strong>, che lo fa debuttare nel 1980 con il libro <em>The Bourne Identity</em> e che lo ripropone nei sequel <em>The Bourne Supremacy</em> (1986) e <em>The Bourne Ultimatum</em> (1990). Quando nel 2001 Robert Ludlum muore la saga viene continuata da <strong>Eric Van Lustbader</strong>, che scrive altri sei romanzi, tutti con Jason Bourne protagonista.</p>
<p>Perché dunque <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/matt-damon/" target="_blank"><strong>Matt Damon</strong></a> non torna nel quarto film della serie? Perché non intende farlo a meno che dietro la cinepresa non ci sia <strong><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/paul-greengrass/" target="_blank">Paul Greengrass</a></strong>, autore del secondo e terzo capitolo. E siccome quest&#8217;ultimo s&#8217;è tirato fuori, i produttori hanno dovuto correre ai ripari chiedendo a <strong><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/tony-gilroy/" target="_blank">Tony Gilroy</a></strong>, sceneggiatore delle prime tre pellicola, di mettere sotto i riflettori un protagonista differente. Lui ha eseguito, s&#8217;è accaparrato anche la regia di <em>The Bourne Legacy</em> e ha affidato la parte dell&#8217;agente Aaron Cross al 41enne <strong><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/jeremy-renner/" target="_blank">Jeremy Renner</a></strong>.</p>
<p><code>
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<p>Tutto sommato, Tony Gilroy ha una bella mano con il thriller (vedi <em>Michael Clayton</em>) e il trailer del suo nuovo film ha un certo fascino. Però i fan già si lamentano, dicendo che i produttori avrebbero dovuto <strong>cambiare il titolo</strong> e per certi versi non hanno torto. Il verdetto definitivo spetta ovviamente alle sale cinematografiche: <em>The Bourne Legacy</em> debutta negli Stati Uniti il 3 agosto e arriva in Italia il 31.</p>
<div id="attachment_90016" class="wp-caption aligncenter" style="width: 682px"><img class="size-large wp-image-90016" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/the-bourne-legacy-il-trailer_01-large.jpg" alt="Il poster del film - Credits: © 2012 Universal Studios" width="672" height="1063" /><p class="wp-caption-text">Il poster del film - Credits: © 2012 Universal Studios</p></div>
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		<title>Olivia Newton John: ho sposato l’unico uomo che non aveva mai visto “Grease”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[«Finché una sera, sul divano, io, lui e John Travolta...»: i ricordi della regina del musical più amato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-89552" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/cult-113-large.jpg" alt="Olivia Newton John: ho sposato l’unico uomo che non aveva mai visto «Grease» " width="672" height="404" /></p>
<p>di <strong>Cristiana Allievi</strong></p>
<p>La sua risata fa tremare l’aria sonnolenta dell’hotel nel cuore di Roma in cui sta dando l’intervista. Pare una signora normale, in splendida forma senza avere fatto ricorso al bisturi, invece è un mito per un’intera generazione: ha venduto 50 milioni di dischi, vinto quattro Grammy e cantato per la regina d’Inghilterra, i Clinton, i Bush e persino Giovanni Paolo II. Ma per tutti lei rimarrà sempre<strong> Sandy</strong>, la brava ragazza con il nastro di raso colorato nei capelli del musical cinematografico di maggior successo della storia, <em><strong>Grease</strong></em>. Dal 10 febbraio <strong>Olivia Newton-John</strong> sarà di nuovo al cinema in <em><strong>Tre uomini e una pecora</strong></em>, una wedding comedy firmata da Stephan Elliott (<em>Priscilla, la regina del deserto</em>).<span id="more-89545"></span> Prossimo lavoro: Olivia sarà impegnata in un lungo tour in Australia e noi la vedremo sullo schermo in una versione inedita: sarà una signora bene della borghesia di campagna che al pranzo di matrimonio della figlia finisce a ballare sui tavoli, ubriaca e sballata dalla cocaina.</p>
<p><strong>Che cosa l’ha spinta a tornare sul grande schermo? Di recente l’avevamo vista solo in tv, in due puntate di «Glee» in cui cantava «Physical».</strong><br />
Ho girato un film anche l’anno scorso, ma ha fatto meno rumore di <em>Tre uomini e una pecora </em>(<em>presentato all’ultimo Festival del cinema di Roma</em>, ndr). Io e Stephan abbiamo parlato per quattro anni, poi mi ha proposto questa pellicola. Ho letto il copione su un volo dall’America all’Australia, era notte fonda, tutti dormivano e io ridevo come una matta.</p>
<p><strong>Alcol e droga, anche se in chiave comica, sono alla base del film: nessuna preoccupazione in merito?</strong><br />
Per un attimo sì, poi mi sono detta: «Non hai più 20 anni&#8230; ed è una commedia!». Mi creda, non sono mai stata Sandy, anche se ormai sono abituata al cliché.</p>
<p><strong>Cosa crede di avere in comune con il folle personaggio che interpreta?</strong><br />
Più di quello che pensa, così come del carattere di Sandy avevo il sentirmi un pesce fuor d’acqua. Lei era una ragazza che veniva dall’Australia ed era stata catapultata in un altro mondo, era innocente, non capiva cosa le succedesse intorno. A scuola ero così anch’io, un tipo naïf. Infilarmi i pantaloni in pelle nera sembrava una sfida.</p>
<p><strong>Ma «Grease» le ha cambiato la vita?</strong><br />
Ero in pista già da tempo, avevo già successo, mi conoscevano. Diciamo che il film mi ha portata a un altro livello e, visto che cantavo un genere country western e canzoni sdolcinate, e i manager avrebbero sempre voluto che cambiassi registro, dopo <em>Grease</em> è successo: sono stata capace di fare <em>Physical</em>, che mi ha spostata in un’altra direzione (<em>nel 2008 «Billboard Magazine» l’ha inserita nella sua Top 100 delle canzoni di tutti i tempi</em>, ndr).</p>
<p><strong>Al contrario di molte star hollywoodiane di ieri e di oggi, lei è l’incarnazione della bellezza naturale.</strong><br />
Sono sempre stata una donna con i piedi per terra. I miei genitori erano professori universitari (<em>sua madre è figlia del premio Nobel per la fisica del 1954, Max Born</em>, ndr), in casa contava chi si era, non l’immagine.</p>
<p><strong>Eppure, lei ha una carriera nello spettacolo.</strong><br />
Ricordo chiaramente un episodio. Durante un concerto del tour di <em>Physical</em>, avevo un mare di gente davanti e ho avuto questo pensiero: è bellissimo, però domani sera su questo palco ci sarà qualcun altro. Una visione realistica che mi ha conservata sana.</p>
<p><strong>Riceve molte offerte per il cinema?</strong><br />
Sì, ma ho una vita così piena che scelgo un film solo se è davvero quello giusto, anche perché una pellicola prende molto della tua vita, e ora ho davvero altro da fare.</p>
<p><strong>La cosa più importante per lei?</strong><br />
La vita con mio marito, John Easterling. Siamo sposati da quattro anni e fino a oggi siamo stati a casa al massimo due settimane di fila. Lui ha la sua azienda, Amazonherb, io il mio ospedale. Uno segue l’altra e viceversa. E se aggiunge i concerti, di tempo non ne abbiamo.</p>
<p><strong>Il centro contro il cancro e per il benessere di Olivia Newton-John aprirà in giugno, a Melbourne: orgogliosa?</strong><br />
Mi ci sono voluti 10 anni e moltissimi soldi. La cosa più importante è che sarà un ospedale per la terapia del cancro (<em>che lei stessa ha sconfitto nel 1990,</em> ndr) ma avrà un wellness center per prendersi cura del corpo, della mente e dello spirito dei pazienti, offrendo anche terapie alternative.</p>
<p><strong>Deve allo sport il suo stato di forma?</strong><br />
Cammino molto, ho la palestra in casa e quando sono in Florida gioco a tennis tre volte alla settimana con il mio coach.</p>
<p><strong>Negli ultimi anni molti australiani hanno avuto successo a Hollywood.</strong><br />
Sì. Sono cresciuta in Australia fino al compimento dei 16 anni, e anche se ho passato tutto il resto del tempo negli Stati Uniti sento che è ancora la mia casa, sono le mie radici, è un posto speciale.</p>
<p><strong>A proposito di radici: sua figlia Chloe pare seguire le sue orme.</strong><br />
Canta, scrive la sua musica, in effetti è così. Ha 25 anni, le sue idee, e l’unica cosa in cui l’ho sempre incoraggiata è essere se stessa, senza copiare gli altri. Oggi è proprio un’artista, non una donna in cerca di fama.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ha visto «Grease»?</strong><br />
A pezzi, in tv, non ricordo quando. Pensi che mio marito non lo aveva mai visto prima che ci sposassimo: mi sembra grandioso, mi ha conosciuta per chi sono davvero.</p>
<p><strong>Sta scherzando, vero? E quando si è deciso a vedere quel pezzo di storia del cinema?</strong><br />
È una storia molto buffa. Eravamo a cena da John Travolta e mio marito a un certo punto ha menzionato il film, dicendo che non lo aveva mai visto&#8230; Travolta gli ha chiesto: «Hai per caso vissuto in una caverna finora?». È finita che lo ha visto sul divano, seduto tra i due protagonisti in carne e ossa. E alla fine ci ha anche detto che era un bel film.</p>
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		<title>Litfiba: così ci siamo ripresi lo scettro del rock</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:56:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Non incidevano un disco insieme da 13 anni, Piero Pelù e Ghigo Renzulli, i leader della più famosa rock band italiana dell’ultimo ventennio. Ora sono tornati (e volati al primo posto in poche ore) con Grande nazione, un cd vecchia maniera, nel segno del rock potente e diretto.
«C’è stato il divorzio perché non avevamo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-89540" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/cult-103-large.jpg" alt="Litfiba: così ci siamo ripresi lo scettro del rock " width="672" height="404" /></p>
<p>Non incidevano un disco insieme da 13 anni, <strong>Piero Pelù</strong> e <strong>Ghigo Renzulli</strong>, i leader della più famosa rock band italiana dell’ultimo ventennio. Ora sono tornati (e volati al primo posto in poche ore) con <em><strong>Grande nazione</strong></em>, un cd vecchia maniera, nel segno del rock potente e diretto.<span id="more-89537"></span></p>
<p>«C’è stato il divorzio perché <strong>non avevamo più comunicazione tra noi</strong>. Oggi abbiamo chiarito tante cose e abbiamo ricominciato a divertirci sul serio» spiega Pelù. «Questo disco» interviene Renzulli «è l<strong>a somma della musica che abbiamo fatto negli anni Ottanta e Novanta</strong>. <em>Grande nazione</em> si muove fra denuncia diretta e ironia.<em> Squalo</em>, il primo singolo, è un pezzo ironico e amaro contro il sistema economico-finanziario che ci sta divorando l’esistenza. Parla dei pescecani che sbranano noi pesci piccoli».</p>
<p>L’operazione di riavvicinamento che li ha riportati ai vertici delle classifiche non è stata un lampo: «Tutto è iniziato con un sms per il compleanno di Piero» prosegue Ghigo. «Abbiamo iniziato a scambiarci messaggi sei anni fa, poi ci siamo visti a pranzo. Ce n’è voluto di tempo per ricreare un rapporto» chiosa Pelù. «Certo è che siamo tornati per rimanere: commetteremo ancora errori, ma non quello di dividerci di nuovo».</p>
<p>«Certo, un buon risultato in classifica fa sempre piacere» spiega Pelù «ma, se vogliamo dirla tutta, il rock, delle classifiche, se ne dovrebbe infischiare. <strong>Il rock esiste a prescindere dalle classifiche</strong>, esiste nelle cantine e nei club, esiste nelle chart indipendenti. Ci sono fior di gruppi che ancora sanno come si fa a stupire. Ovviamente è difficile oggi inventare un genere tutto nuovo, però le combinazioni rimangono infinite. Due band che mi convincono? Non ho dubbi: i<strong> Red Hot Chili Peppers</strong> e i <strong>Black Keys</strong>».</p>
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		<title>Adriano Celentano: Vate retro</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:45:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Adriano Celentano torna a Sanremo per propinarci i suoi sermoni sul bene e sul male. Sul numero di Panorama in edicola dal 9 febbraio, ecco confidenze, aneddoti e confessioni del paladino dell'italiano qualunque]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-55423" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/cover08-large.jpg" alt="cover08" width="672" height="403" /></p>
<p>Puntuale come il freddo d&#8217;inverno <strong>Adriano Celentano</strong> torna a Sanremo per propinarci i suoi sermoni sul bene e sul male. Sul numero di <strong><em>Panorama</em></strong> in edicola da domani, giovedì 9 febbraio, ecco confidenze, aneddoti e confessioni che spiegano come ha fatto un cantante di talento a diventare il sacerdote dell&#8217;ovvio e il paladino dell&#8217;italiano qualunque (anzi qualunquista). </p>
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		<title>Dvd in edicola con Panorama, Amici di letto</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:25:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 9 febbraio la commedia con Mila Kunis e Justin Timberlake]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89959" class="wp-caption aligncenter" style="width: 682px"><img class="size-large wp-image-89959" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/amici-di-letto-dvd-large.jpg" alt="Amici di letto (Warner Bros)" width="672" height="403" /><p class="wp-caption-text">Amici di letto (Warner Bros)</p></div>
<p>Jamie e Dylan, i protagonisti di <em><strong>Amici di letto</strong></em> (<em>Friends with Benefits</em>), infrangono tutta una serie di regole d&#8217;oro del quieto vivere: mai andare a letto con un amico, mai fare entrare il sesso in un rapporto di lavoro, tanto più tra capo e sottoposto, mai innamorarsi del proprio oggetto del desiderio se l&#8217;obiettivo è solo quello di divertirsi. I due però non sembrano preoccuparsi troppo di giocare col fuoco nella commedia romantica girata da <strong>Will Gluck</strong> e prossima anteprima in Dvd in uscita con <em>Panorama </em><em>(in edicola dal 9 febbraio)</em>.<span id="more-89929"></span></p>
<div id="attachment_89958" class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img class="size-medium wp-image-89958" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/amici-di-letto-dvd2-medium.jpg" alt="Amici di letto (Warner Bros)" width="320" height="445" /><p class="wp-caption-text">Amici di letto (Warner Bros)</p></div>
<p>Jamie e Dylan (interpretati da <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/mila-kunis"><strong>Mila Kunis</strong></a> e <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/justin-timberlake/"><strong>Justin Timberlake</strong></a>) hanno appena rotto con i rispettivi fidanzati. Delusi dalle storie andate a vuoto e stanchi di cercare il vero amore, si dedicano completamente al lavoro. Jamie è un&#8217;affascinante cacciatrice di teste che recluta Dylan per un posto di art director del magazine Gq. Dylan si trasferisce da Los Angeles a New York e trova, oltre al nuovo impiego, una nuova amica.</p>
<p>La manager fra l&#8217;altro avrà un bonus se il giovane collega resterà almeno un anno e ha tutto l&#8217;interesse a rendergli piacevole la permanenza.<br />
I due disinibiti trentenni decidono quindi di stringere un accordo. Coltiveranno la propria amicizia, per entrambi preziosa, e faranno sesso ogni volta che ne avranno voglia, senza coinvolgimenti sentimentali. Unica clausola: se dovesse scattare l&#8217;innamoramento, per evitare problemi, si porrebbe fine al sodalizio. Le cose vanno molto bene, almeno all&#8217;inizio. Tra Jamie e Dylan ci sono un&#8217;attrazione sessuale molto forte e un&#8217;intesa sia lavorativa sia personale fuori dal comune, ingredienti perfetti di una storia con finale a sorpresa.</p>
<p>Quello di Gluck risulta così un film riuscitissimo e divertente. Grazie anche a un <strong>Woody Harrelson</strong> nei panni di un gay grassottello e spassoso e a una <strong>Patricia Clarkson</strong> che interpreta la madre spigliata di Jamie.<br />
Il sesso preso dal lato spensierato e giocoso funziona sempre,  non  tanto per   le scene spinte (quasi assenti), quanto per un copione fatto di battute incalzanti e sboccate al punto giusto, e per due protagonisti in gran forma e davvero affiatati.<br />
Gluck insomma strizza l&#8217;occhio ai classici del genere, ma non si fa ingabbiare da stereotipi e cliché. Per un risultato fatto di leggerezza, irriverenza e tanta ironia.</p>
<p>Il Dvd di <em>Amici di letto</em> è con <em>Panorama</em> a 16,90 euro.</p>
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		<title>…E ora parliamo di Kevin, dramma crudo con Tilda Swinton - Video in anteprima</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona.santoni</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[...E ora parliamo di Kevin]]></category>

		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<category><![CDATA[Tilda Swinton]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film della regista britannica Lynne Ramsay presentato a Cannes 2011 sarà nelle sale il 17 febbraio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89878" class="wp-caption aligncenter" style="width: 682px"><img class="size-large wp-image-89878" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/e-ora-parliamo-di-kevin2-large.jpg" alt="...E ora parliamo di Kevin (Bolero Film)" width="672" height="403" /><p class="wp-caption-text">...E ora parliamo di Kevin (Bolero Film)</p></div>
<p>Definire <em><strong>&#8230;E ora parliamo di Kevin</strong></em> semplicemente &#8220;thriller&#8221; sarebbe riduttivo. Perché il film della regista britannica <a href="http://www.imdb.com/name/nm0708903/" target="_blank">Lynne Ramsay</a>, tratto dal <a href="http://www.bol.it/libri/...e-ora-parliamo-di-Kevin/Lionel-Shriver/ea978883849992/" target="_blank">romanzo omonimo di Lionel Shriver</a>, è molto di più, è dramma famigliare e sociale, è dibattito irrisolto su quanto influisca la natura e quanto l&#8217;ambiente sulla mostruosità umana, è lo straziante senso di colpa di una madre, interpretata dalla superba <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/tilda-swinton/"><strong>Tilda Swinton</strong></a>.<br />
Presentato in concorso al Festival di <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/cannes-2011/">Cannes 2011</a>, il 17 febbraio arriverà nelle sale italiane. <em>Panorama.it</em> ve ne offre un estratto <strong>video in esclusiva</strong>. <span id="more-89868"></span></p>
<p>La Swinton è Eva, una donna affamata di vita e di viaggi che si ritrova madre, senza essere pronta, senza volerlo, sacrificando per questa maternità la sua carriera. La relazione con suo figlio Kevin si mostra però difficile sin dai primi mesi e anni di vita, nonostante le rassicurazioni del marito Franklin (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0000604/" target="_blank"><strong>John C. Reilly</strong></a>).<br />
E quando a quindici anni Kevin (lo splendido <a href="http://www.imdb.com/name/nm3009232/" target="_blank"><strong>Ezra Miller</strong></a>) compirà un gesto irrazionale ed imperdonabile agli occhi dell&#8217;intera società, Eva non potrà che chiedersi se la colpa di tutto, in fondo, non sia sua.</p>
<p>Ecco il video in anteprima estratto <em>&#8230;E ora parliamo di Kevin</em>:</p>
<p>&nbsp;<a href="http://video.panorama.it/Cult/cinema/e-ora-parliamo-di-kevin.flv" title="http://video.panorama.it/Cult/cinema/e-ora-parliamo-di-kevin.flv" target="_blank">http://video.panorama.it/Cult/cinema/e-o&#8230;</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>#copiaeincrozza, anche il grande comico fa i conti con la rete</title>
		<link>http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/copiaeincrozza-anche-la-comicita-fa-i-conti-con-la-rete/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara.massaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[#copiaeincrozza]]></category>

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		<category><![CDATA[Maurizio-Crozza]]></category>

		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;A Roma nevica ogni morte di Papa&#8220;: chissà quanti avranno ironizzato  su presunte scaramanzie del Santo Padre quando, dalle Stanze Vaticane, ha visto i primi fiocchi scendere sulla capitale: in  metropolitana, sul divano di casa, in ufficio e in fila in banca la battuta scontata e - va detto - neppure particolarmente sagace, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89907" class="wp-caption aligncenter" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/crozza.jpg"><img class="size-large wp-image-89907" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/crozza-large.jpg" alt="Maurizio Crozza a Ballarò (Credits: La Presse)" width="672" height="402" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Crozza a Ballarò (Credits: La Presse)</p></div>
<p>&#8220;<em>A Roma nevica ogni morte di Papa</em>&#8220;: chissà quanti avranno ironizzato  su presunte scaramanzie del Santo Padre quando, dalle Stanze Vaticane, ha visto i primi fiocchi scendere sulla capitale: in  metropolitana, sul divano di casa, in ufficio e in fila in banca la battuta scontata e - va detto - neppure particolarmente sagace, di certo è stata spesa.</p>
<p>Capita, però, che in tempi di social network e  salotti televisivi il corto circuito del copyright dell&#8217;umorismo sia dietro l&#8217;angolo  e così, quando ieri <strong>Maurizio Crozza</strong> nei suoi soliti otto minuti al vetriolo in  apertura a Ballarò ironizza sulla gestione del maltempo a Roma e, appunto,  sui pensieri di Papa Benedetto a proposito dell&#8217;irriverente diceria,  scoppia un putiferio. <span id="more-89903"></span></p>
<p>Frenetici gli internauti si affrettano a prendere  in mano mouse e tastiera e su <strong>Twitter</strong> è gara per alzata di mano a chi si  accaparra per primo la paternità dell&#8217;&#8221;irresistibile&#8221; battuta. <strong>#copiaeincrozza</strong> diventa in un attimo trend topic del social e la polemica si accende quando Crozza infila un altro paio di freddure già sentite nei giorni scorsi proprio su Twitter. &#8220;Dovrebbero assegnare a Roma le olimpiadi invernali&#8221; dice Crozza; oppure &#8220;forse a Roma le scuole riapriranno a primavera&#8221;.</p>
<p><code>
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<p>Apriti cielo, i comici mancati del web puntano il dito contro il sarcasmo di seconda mano usato da Crozza: &#8220;Crozza non copia le battute, le Raicopia&#8221; tweetta qualcuno, &#8220;Tutti copiano -ironizza un altro- Luttazzi da Letterman, Monti dallo Sceriffo di Nottingham, Gigi D&#8217;Alessio da Cip e Ciop&#8221;, altri prendono le difese del comico genovese &#8220;Penso che nessuno pretenda il diritto d&#8217;autore sui tweet. Solo un po&#8217; di correttezza da parte di comici affermati e famosi&#8221;.</p>
<p>Da quasi 24 ore è un rimbalzare di tweet, retweet, hashtag e compagnia bella, tanto che lo stesso Crozza ha preso la palla al balzo e ha dato una risposta in linea con la polemica:  &#8220;Cari amici della Rete, cari italiani&#8221;, scrive <strong>Crozza</strong>, &#8220;colgo  l&#8217;occasione per salutarvi. Scrivo queste poche righe per una  fondamentale dichiarazione sulla polemica che gira in rete, su tre  battute che avrei copiato da Twitter. Lo confesso: e&#8217; tutto vero&#8221;. &#8220;Sono  trent&#8217;anni che io lavoro copiando dalla rete. Anche quando la rete non  esisteva, io la copiavo. A scuola ho sempre copiato da Twitter. Anche  questo comunicato non e&#8217; mio: l&#8217;ho appena trovato su Twitter&#8221;. &#8220;Tutti i  miei personaggi di &#8216;Mai dire gol&#8217;, di &#8216;Quelli che il calcio&#8217;, di  &#8216;Rockpolitik&#8217;, di Sanremo, di &#8216;Crozza Italia&#8217;, di &#8216;Crozza Alive&#8217;, di  &#8216;Italialand&#8217; li ho copiati da Twitter. Le copertine di Ballaro&#8217; no:  quelle le copio da Facebook. Quindi, che dire: grazie Twitter! Tra  l&#8217;altro: io Twitter non ce l&#8217;ho. Se mi dite come si usa mi fate un  favore&#8221;.</p>
<p>Nel tardo pomeriggio sempre Twitter inizia ad intuire la sterilità di una polemica decisamente smisurata rispetto alla marachella del Crozza-copione. &#8220;Il mondo - sintetizza un saggio navigatore della rete - è tutto un grande #copiaeincrozza&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>‘ ‘O Capoclan’, divampa la polemica sul web per la canzone in favore della camorra</title>
		<link>http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/o-capoclan-divampa-la-polemica-sul-web-per-la-canzone-in-favore-della-camorra/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>t.taddei</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA['O capoclan]]></category>

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		<description><![CDATA[L'autore del brano, Nello Liberti, è stato indagato dalla Procura di Napoli per istigazione a delinquere. Nonostante un testo che inneggia ai boss c'è chi lo difende appellandosi all'articolo 21 della Costituzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89916" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/camorrista1.png"><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/camorrista1-large.png" alt="Uno screeshot del videoclip di Nello Liberti" width="672" height="368" class="size-large wp-image-89916" /></a><p class="wp-caption-text">Uno screeshot del videoclip di Nello Liberti</p></div>
<p>Una canzone fa scoppiare la polemica sul web. Il brano (già censurato da Youtube alcuni anni fa) si intitola <strong>&#8221;O capoclan&#8217;</strong> e a interpretarla è un cantane neomelodico napoletano, indagato pochi giorni fa per istigazione a delinquere, <strong>Nello Liberti</strong>. Il provvedimento ha fatto scattare la scintilla in Rete con centinaia di messaggi al vetriolo degli internauti che puntano il dito contro la censura e la decisione della Procura di Napoli. Il testo inneggia alla camorra e per molti è un inno al boss <strong>Vincenzo Oliviero</strong>, ucciso nel 2007. <span id="more-89902"></span></p>
<p>Dopo un blitz che ha permesso di catturare vertici e affiliati dei clan<strong> Birra-Iacomino e Ascione-Papale</strong>, risultano indagati anche il cantante neomelodico, Nello Liberti, e un figurante del videoclip. Sono accusati dalla Procura di <strong>istigazione a delinquere</strong> perché hanno <em>&#8220;inneggiato alla camorra esaltandone atteggiamenti e abitudini&#8221;</em>, descrivendola in pratica come un fenomeno positivo. Per Liberti, in particolare, la Procura aveva chiesto l’arresto, non concesso però dal gip.</p>
<p>Ma c&#8217;è chi ora si oppone e in Rete torna a divampare la polemica,<strong> scoppiata per la prima volta quando Youtube aveva messo i lucchetti al video</strong>, rendendolo accessibile solo a un pubblico maggiorenne. Questo il messaggio di un utente, a corredo del video caricato, che ha dato vita ad una lunga serie di risposte.</p>
<p><em>Il brano descrive la mentalità di alcune persone che riconoscono nel capoclan un mito e una guida morale. Questa canzone è già stata rimossa da Youtube per le proteste di alcuni utenti. Vogliamo forse impedire a un cittadino di esporre la propria opinione, calpestando l&#8217;articolo 21 della Costituzione? E poi, siamo davvero sicuri che Liberti condivida il contenuto della canzone? Esistono migliaia di canzoni a tema malavitoso nelle quali l&#8217;autore interpreta un personaggio dal quale prende le distanze (&#8230;)</em></p>
<p><strong>Ecco un breve estratto del videoclip:</strong></p>
<p><a class="video_pano" title="Anarchy Media Player - Right click to download file" href="http://video.panorama.it/Cult/capoclan.flv"><img src="http://video.panorama.it/video_pano.png" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Rai blocca lo spot di Celentano, “E’ un danno all’azienda” - Video</title>
		<link>http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/la-rai-blocca-lo-spot-di-celentano-e-un-danno-allazienda/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>t.taddei</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[NotiziaHome]]></category>

		<category><![CDATA[Adriano-Celentano]]></category>

		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>

		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[rai]]></category>

		<category><![CDATA[Sanremo 2012]]></category>

		<category><![CDATA[spot]]></category>

		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel promo il Molleggiato consigliava ai telespettatori di cambiare canale. Viale Mazzini: "Autolesionista". E lui intanto medita la contromossa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89889" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/spotcelentano1.png"><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/spotcelentano1-large.png" alt="Lo spot vietato dalla Rai" width="672" height="369" class="size-large wp-image-89889" /></a><p class="wp-caption-text">Lo spot vietato dalla Rai</p></div>
<p>Quel promo non deve andare in onda. E&#8217; di nuovo frattura tra i vertici <strong>Rai e il clan Celentano</strong>. Tutta colpa stavolta di uno spot che annuncia la presenza (dopo tante polemiche) del &#8216;Molleggiato&#8217; al <strong>Festival di Sanremo</strong>, pubblicità giudicata <em>&#8220;sconveniente e autolesionista&#8221;</em> perché chiede al telespettatore di &#8220;cambiare canale&#8221;. <span id="more-89870"></span></p>
<p>Da lunedì su Rai1 doveva iniziare la messa in onda di <strong>tre pubblicità</strong> a rotazione e che facevano parte dell&#8217;accordo raggiunto tra la Rai e Celentano. Si trattava di spot ideati e realizzati dallo stesso cantante. Era tutto pronto ma, all&#8217;ultimo minuto, la Rai, senza comunicarlo al clan (a Sanremo da ieri), ha deciso di bocciarli per l&#8217;ironia eccessiva (mal capita da Viale Mazzini). Ed è così di nuovo scoppiata la guerra. </p>
<p>L&#8217;entourage di Celentano parla di <strong>&#8220;censura&#8221;</strong> mentre l&#8217;azienda si difende mettendo sul tavolo il <strong>danno oggettivo</strong> nei suoi confronti. E la guerra non sembra in queste ore sopirsi: Celentano, a cui era stata data libertà artistica, ideativa e realizzativa, non ci sta e prepara così a fare la sua contromossa. Un altro capriccio oppure un coup de théâtre? Intanto la Rai non ha ancora comunicato quante sono le serate in cui prevede la partecipazione del Molleggiato. </p>
<p><code>
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		</item>
		<item>
		<title>Vasco e Ligabue…due cuori e…una polemica</title>
		<link>http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/vasco-e-ligabuedue-cuori-euna-polemica/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara.massaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Ligabue]]></category>

		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Vasco-Rossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pace fatta tra Vasco e Ligabue: "Buon compeanno Komandante",  mette il sigillo all'antica querelle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89873" class="wp-caption aligncenter" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/vasco1.jpg"><img class="size-large wp-image-89873" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/vasco1-large.jpg" alt="Vasco (Credits: La Presse)" width="672" height="403" /></a><p class="wp-caption-text">Vasco (Credits: La Presse)</p></div>
<p>&#8220;E poi ci troveremo come le star a bere del whiskey al Roxy Bar&#8221;&#8230; ci piace immaginare che sia andata così tra<strong> Vasco e Ligabue</strong> e che la &#8220;pace fatta&#8221; tra le due facce del rock &#8216;n roll <em>made in Italy</em> duri più di un ghiacciolo ad agosto.<span id="more-89857"></span></p>
<p>La questione è vecchia come il ciuffo di Elvis: ai concerti di Vasco si canta &#8220;chi non salta Ligabue è&#8221; e presumibilmente ai vari Campo Volo qualche stoccata verso il Blasco ci scappa, ma ammettiamolo: chi ci crede&#8230;nel mondo del rock italiano c&#8217;è spazio per entrambi e più che cugini i due sembrano casuali coinquilini del grande palazzo della musica; la realtà è che forse i due in fondo si divertano anche a stuzzicare l&#8217;appetito mediatico con pillole di gossip a suon di scaramucce: &#8220;sono più bravo io&#8221;, dice uno; &#8220;io ho più fans&#8221;, replica l&#8217;altro e così passano gli anni e ogni tanto battono il tacco dei Camperos a misura di giornalista.</p>
<div id="attachment_89875" class="wp-caption aligncenter" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/liga.jpeg"><img class="size-large wp-image-89875" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/liga-large.jpg" alt="Ligabue (Credits: La Presse)" width="672" height="403" /></a><p class="wp-caption-text">Ligabue (Credits: La Presse)</p></div>
<p>Succede che nei lunghi e afosi pomeriggi estivi di quest&#8217;anno i due si siano lanciati stoccatine a colpi di messaggi sui social, niente di serio..roba da prime donne. Però di polemica in polemica la cosa è montata tanto che è stato necessario intervenire e il vecchio <strong>Vasco</strong> - col suo solito sarcasmo - ha seppellito definitivamente (per ora) l&#8217;ascia di una guerra più mediatica che vissuta scrivendo sul suo Feisbùk: &#8220;Rinnovo la stima per Ligabue.  Non esiste alcuna antipatia, odio o rivalità tra me e lui. La nostra è tutta una finta commedia&#8221;. Salvo poi aggiungere, per sottolineare una leadership che, a ben guardare, ritiene indiscussa, la sua: &#8220;Mi ha fatto diventare il migliore sul… palco. Non sul campo però…nella vita, dove probabilmente se la cava meglio lui&#8221;.</p>
<p>Dal canto suo <strong>Ligabue</strong> da vero signore ha risposto a distanza con una lunga missiva diretta più che a Vasco a chi alimenta la polemica che inizia così:  &#8220;Allora, cari miei,  diversi di voi mi hanno fatto notare il post che Vasco ha scritto sulla sua pagina fb e mi è venuta voglia di dirvi qualcosa sulla annosa questione &#8220;io, Vasco e l&#8217;informazione che ci riguarda&#8221;.  Da circa vent&#8217;anni, in buona parte delle interviste, mi sento sempre fare tre domande : 1 &#8220;cosa ne pensi di Vasco?&#8221; 2 &#8220;cosa ne pensi della rivalità fra te e lui?&#8221; 3 &#8220;farete mai un duetto insieme?&#8221;. Tutte domande dice in sintesi Ligabue che sviliscono la mia musica, la sua e alimentano un gossip fine a se stesso, quindi signori, smettetela. Non solo: con ben venti giorni d&#8217;anticipo Ligabue ha augurato <strong>buon compleanno al Komandante</strong>.</p>
<p>E adesso che i postumi della festa per il sessantesimo di Vasco stanno lentamente andando scemando e i successi di entrambi danno conto del rispettivo spessore nel panorama musicale verrebbe voglia di smetterla con questa polemica che, forse, è la volta buona che magari un duetto ce lo regalano davvero.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Marco Borriello fermato in Svizzera per colpa di Belen</title>
		<link>http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/marco-borriello-fermato-in-svizzera-per-colpa-di-belen/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Google News]]></category>

		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[NotiziaHome]]></category>

		<category><![CDATA[Belen Rodriguez]]></category>

		<category><![CDATA[gossip]]></category>

		<category><![CDATA[Marco Borriello]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giocatore si è visto vietare l'uscita dal confine svizzero per una vecchia multa di 600 euro mai pagata. La contravvenzione era stata fatta alla showgirl]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89861" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/belen-rodriguez_alta_kika27640891.jpg"><img class="size-large wp-image-89861" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/belen-rodriguez_alta_kika27640891-large.jpg" alt="Belen Rodriguez" width="672" height="402" /></a><p class="wp-caption-text">Belen Rodriguez</p></div>
<p><em>&#8220;Belen quanto mi costi!&#8221;</em>, avrà detto il calciatore <strong>Marco Borriello</strong> quando si è visto vietare l&#8217;uscita dal confine svizzero per una vecchia multa di <strong>600 euro mai pagata</strong>.<span id="more-89858"></span></p>
<p>Dopo l&#8217;incredulità del ragazzo, che stava rientrando in Italia dopo una breve vacanza, non ci è voluto molto tempo per svelare l&#8217;arcano e capire a chi fosse stata fatta la contravvenzione. La responsabiltà, infatti, è della ex, una ex che fa molto parlare di sè: <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/belen-rodriguez/" target="_self"><strong>Belen Rodriguez</strong></a>, attuale compagna di <strong>Fabrizio Corona</strong>. La showgirl, dopo diverse infrazioni collezionate a Milano, sempre con la Mini Morris di Borriello, aveva raggiunto un totale di 6 mila euro di multe. Tra la showgirl e il calciatore la storia d&#8217;amore è finita da alcuni anni: Belen, infatti, è fidanzata da tempo con Fabrizio Corona, con il quale sta anche progettando di avere un figlio.</p>

<a href='http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/marco-borriello-fermato-in-svizzera-per-colpa-di-belen/belen-rodriguez-3-2-2-2/' title='Belen Rodriguez'><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/belen-rodriguez_alta_kika27640891-thumbnail.jpg" width="120" height="90" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/marco-borriello-fermato-in-svizzera-per-colpa-di-belen/belen-rodriguez-3-3/' title='Belen Rodriguez'><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/belen-rodriguez_alta_kika2764092-thumbnail.jpg" width="120" height="90" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/marco-borriello-fermato-in-svizzera-per-colpa-di-belen/belen-rodriguez-2-2/' title='Belen Rodriguez'><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/belen-rodriguez_alta_kika2764100-thumbnail.jpg" width="120" height="90" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/marco-borriello-fermato-in-svizzera-per-colpa-di-belen/belen-rodriguez-mamma/' title='Belen Rodriguez'><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/belen-rodriguez-mamma_alta_kika2764086-thumbnail.jpg" width="120" height="90" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/marco-borriello-fermato-in-svizzera-per-colpa-di-belen/belen-rodriguez-mamma-2/' title='Belen Rodriguez'><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/belen-rodriguez-mamma_alta_kika2764093-thumbnail.jpg" width="120" height="90" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>

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		<title>War Horse, Steven Spielberg: “I cavalli? Bravi attori come gli umani”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il regista racconta la sua ultima opera: "E' un racconto sulla profonda connessione che puo' esistere fra noi e gli animali. Da bambino una volta sono caduto dalla sella e non ho avuto piu' tanta confidenza. Però da terra li amo, sono stati una grande scoperta nel cinema"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_87107" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/01/golden-globe2012-spielberg.jpg"><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/01/golden-globe2012-spielberg-large.jpg" alt="Steven Spielberg, il regista di War Horse" width="672" height="403" class="size-large wp-image-87107" /></a><p class="wp-caption-text">Steven Spielberg, il regista di War Horse</p></div>
<p><strong>Di Marco Giovannini</strong></p>
<p><em>&#8220;Il re e&#8217; tornato&#8221;</em>, hanno titolato i giornali americani, mai avari di ipeboli, per salutare il fatto che <strong>Steven Spielberg</strong>, il regista piu&#8217; famoso del mondo, dopo un&#8217;assenza di tre anni (il quarto Indiana Jones era del 2008) e&#8217; riapparso nelle sale non con uno ma con due film: &#8216;Le avventure di Tintin - Il segreto dell&#8217;Unicorno&#8217;, e &#8216;War Horse&#8217;. Che si sono sfidati a Natale in una sorta di super bowl fratricida. Per ora e&#8217; pareggio: <strong>75 milioni di dollari di incasso</strong> e golden globe per il miglior film animato per <strong>&#8216;Tintin&#8217;</strong>, <strong>77 milioni di dollari e 6 nomination</strong> (incluso miglior film) per &#8216;War Horse&#8217;. In Italia, come nel resto dell&#8217;Europa, Tintin e&#8217; gia&#8217; uscito, a fine ottobre, mentre &#8216;War Horse&#8217; arriva il 17 febbraio. <span id="more-89792"></span></p>
<p>Tratto da un romanzo inglese del 1982 passato quasi inosservato, poi trasformato in una commedia teatrale di grande successo nel 2007, e&#8217; la storia di un cavallo, Joey, venduto all&#8217;esercito inglese, per poi finire fra i francesi e perfino fra i nemici tedeschi, mentre il suo giovane proprietario, Albert, si fa arruolare per ritrovarlo. Dunque uno scenario di guerra, come tanti precedenti film di Spielberg, che con &#8216;Schindler&#8217;s list&#8217; e &#8216;Salvate il soldato Ryan&#8217; ha vinto i suoi due oscar. Ma con una differenza sostanziale: non parla della seconda guerra mondiale, bensi&#8217; della prima. Oltretutto dalla parte di quegli autentici militi ignoti che sono stati i cavalli al fronte (del milione usati dall&#8217; esercito inglese, solo 62mila sono sopravvissuti).</p>
<p><em>&#8220;Anche se sembra un paradosso, per me &#8216;War Horse&#8217; non e&#8217; un vero film di guerra&#8221;</em> esordisce <strong>Spielberg</strong>, sistemandosi il suo immancabile cappellino da baseball.<em> &#8220;Di combattimenti ci sono si e no 15 minuti. E&#8217; un film sulla profonda connessione che puo&#8217; esistere fra gli animali, creature semplici, genuinei, istintive e senza sovrastrutture,e gli esseri umani. Il cavallo Joey porta con se&#8217; la speranza, anche in un periodo cosi&#8217; buio. Non a caso nella sua odissea unisce soldati che combattono sotto diverse bandiere. Ammetto che c&#8217;e una certa mitologia,e non certo il realismo di &#8216;Salvate il soldato Ryan&#8217;, o delle serie che ho prodotto per la tv &#8216;Band of Brothers - Fratelli al fronte&#8217; e The Pacific. Rappresenta la maniera in cui vorrei che andasse il mondo, non quella in cui veramente va&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Sul set le e&#8217; venuto da dire come Riccardo III &#8220;il mio regno per un cavallo&#8221;?</strong></p>
<p>Abbiamo girato in Inghilterra, la Patria di Shakespeare: sul set era il tormentone piu&#8217; usato. In Tintin un personaggio fondamentale e&#8217; il cane Milu&#8217; , in questo il vero protagonista e&#8217; il cavallo Joey.</p>
<p><strong>Cosa e&#8217; successo allo Spielberg delle creature feroci e selvagge come squali e velociraptors?</strong></p>
<p>(ride) Si e&#8217; imborghesito&#8230;.ma non pensa che era ora che facessi dei film per famiglie, che possono vedere tutti senza fare salti sulla sedia?</p>
<div id="attachment_83774" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/12/golden-warhorse.jpg"><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/12/golden-warhorse-large.jpg" alt="Il film di Steven Spielberg &#39;War Horse&#39; (Credits: ufficio stampa)" width="672" height="402" class="size-large wp-image-83774" /></a><p class="wp-caption-text">Il film di Steven Spielberg 'War Horse' (Credits: ufficio stampa)</p></div>
<p><strong>Seriamente, come e&#8217; nato War Horse?</strong></p>
<p>Katkleen Kennedy che e&#8217; la mia produttrice da sempre, e quindi mi conosce bene, mi ha consigliato di andare al New London Theatre nel West end a vedere questa commedia. Avevo un buon feeling perche&#8217; molti anni fa a Londra avevo scoperto Sam Mendes, un regista di teatro che non sapeva di essere anche un potenziale regista di cinema, e gli avevo affidato la sceneggiatura di American beauty che poi vinse l&#8217;oscar. Ma non divaghiamo: in un paio di punti di &#8216;War horse&#8217; sono scoppiato a piangere come un bambino. E incredibilmente i diritti erano liberi, e anche io&#8230;</p>
<p><strong>Ma non stava gia&#8217; girando Tintin?</strong></p>
<p>Si, ma avevo appena fatto le motion capture degli attori, per cui c&#8217;era un lungo lavoro di postproduzione per trasformare le immagini in animazione, e se ne sarebbe occupato Peter Jackson con la sua Weta in Nuova Zelanda. Insomma, avevo una finestra di circa 9 mesi liberi. Mi e&#8217; sembrato un segno del destino.</p>
<p><strong>La sua tribu&#8217; di figli (ne ha sette, n.d.a.) hanno influenzato la sua scelta?</strong></p>
<p>Soprattutto Destry che ha 15 anni ed e&#8217; una cavallerizza provetta a livello agonistico. Fa gare di salto. Ha molto insistito perche&#8217; nella nostra famiglia entrasse, metaforicamente, Joey&#8230;</p>
<p><strong>E lei che cavallerizzo è?</strong></p>
<p>Da bambino una volta sono caduto da cavallo, e non ho avuto piu&#8217; tanta confidenza. Poi la mia carriera, mai veramente cominciata, e&#8217; finita quando mi sono fatto male alla schiena durante la lavorazione di Il colore viola. Pero&#8217;, da terra, amo i cavalli. Ne abbiamo dieci nella nostra tenuta. E mia moglie e&#8217; anche lei una brava cavellerizza. Un luogo comune consiglia di evitare di girare film sull&#8217; acqua, con i bambini e con gli animali.</p>
<p><strong>Giusto o sbagliato?</strong></p>
<p>E&#8217; appunto un luogo comune, come dire stai lontano da quello che puo&#8217; essere imprevedibile e non sempre puoi governare. Ma i cavalli sono stati una grande scoperta, come attori, intendo.</p>
<p><strong>Perché?</strong></p>
<p>Sono animali bellissimi, e questo lo sapevo, ma anche molto sensibili. In qualche misterioso modo, captano l&#8217;energia di chiu li circonda, e si adattano al loro umore. So che puo&#8217; apparire ridicolo quello che sto dicendo, ma hanno perfino improvvisato delle scene non previste, seguendo la recitazione dei loro partner umani.</p>
<p><strong>Come comunicava con loro?</strong></p>
<p>Attraverso il trainer Bobby Lovgrer, cioe&#8217; &#8220;the horse whisperer&#8221; (come nel film &#8216;L&#8217;uomo che sussurrava ai cavall&#8217;i, n.d.a.), che ha un team eccezionale, assemblato in tutto il mondo, Spagna, Austalia, Inghilterra, Irlanda e America. Per essere sicuro ho fatto lo storyboard e le previsualizzzaioni di tutte le scene del film, in modo che lui mi dicesse cosa un cavallo poteva ragionevolmente fare e cosa no. Siamo riusciti a realizzare l&#8217;85% di quello che volevamo.</p>
<p><strong>Quanti cavalli ha usato?</strong></p>
<p>In tutto il film circa 300. Solo per la parte di Joey, 14 diversi. Ma il vero attore era uno, Finder, una star, era stato anche in Seabiscuit, Le avventure di Zorro e Cowboy e aliens. </p>
<p><strong>Avere invece scelto Jeremy Irvine, un esodiente come protagonista, non e&#8217; stato rischioso?</strong></p>
<p>Ho fatto provini a centinaia di ragazzi fra i 17 e i 21 anni, e Jeremy ne ha superati ben 5. Era perfetto. Non ho paura degli esordienti: lo era anche Christian Bale quando l&#8217;ho scelto per L&#8217;impero del sole. E Drew Barrymore in E.T. Non hanno fatto una cattiva riuscita, no?</p>
<p><strong>Ci sono pochi effetti speciali, come c&#8217;e&#8217; riuscito?</strong></p>
<p>E&#8217; un film all&#8217;antica, come quelli che si facevano una volta, fra gli anni Quaranta e i Sessanta. E ci ho messo omaggi ai miei registi epici preferiti, John Ford, David Lean, Akira Kurosawa, Howard Hawks, Raoul  Walsh, Victor Fleming. D&#8217;altronde non e&#8217; un caso, ne&#8217; un segreto, il fatto che prima di girare ogni nuovo progetto io riveda, per ispirazione e sintonia, sempre gli stessi quattro capolavori: &#8216;Lawrence d&#8217;Arabia&#8217;, &#8216;I sette samurai&#8217;, &#8216;La vita e&#8217; meravigliosa&#8217;, &#8216;Sentieri selvaggi&#8217;&#8230;  </p>
<p><strong>Ricapitolando: 300 cavalli, 750 membri della troupe e 5800 comparse. Un vero kolossal. Di cosa e&#8217; piu&#8217; fiero?</strong></p>
<p>Di averlo girato in 63 giorni, senza sforare nemmeno di uno. E di aver speso solo 65 milioni di dollari, tre meno del previsto. L&#8217;esperienza e&#8217; l&#8217;unico vantaggio dell&#8217; invecchiare&#8230;</p>
<p><strong>La sua vocazione di storico non si e&#8217; ancora placata. Ha gia&#8217; girato un altro film, Lincoln, sul sedicesimo presidente degli Stati Uniti e sulla guerra civile, protagonista Daniel Day Lewis&#8230;</strong></p>
<p>Amo la storia. In questo mi sento molto europeo, perche so riconoscere  e difendo le nostre radici. Sa chi e&#8217; un altro grande appassionato? Peter Jackson. Mi ha messo a disposizione la sua collezione di armi, uniformi e souvenir della prima guerra mandiale. Ha perfino due biplani, tipo quelli del barone Rosso, che pero&#8217; non mi servivano. Ma mi spedito sei contaneir dalla Nuova Zelanda a Londra, e a  spese sue. Un vero amico.</p>
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		<title>Demy Moore in clinica: le controindicazioni del toy boy superano quelle del botox</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:15:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Melania Dalla Costa]]></category>

		<category><![CDATA[Zac-Efron]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un toy boy può regalare la gioventù, ma anche la profonda crisi. Lo sa bene Demi Moore: dopo la sofferta rottura sentimentale tra la bellissima attrice e il suo attore e modello Ashton Kutcher, Demi ha imparato il vizietto di allungare le mani in pubblico. Le sue attenzioni infatti tempo fa sono ricadute sul giovincello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_83195" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/12/chi_sale_demi_moore2.jpg"><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/12/chi_sale_demi_moore2-large.jpg" alt="Demi Moore (Ansa)" width="672" height="402" class="size-large wp-image-83195" /></a><p class="wp-caption-text">Demi Moore (Ansa)</p></div>
<p><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/tag/la-mela-tentatrice/"><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://www.panorama.it/adv/speciali/images/strip-mela-tentatrice.jpg" alt="La Mela Tentatrice" /></a></p>
<p>Un <strong>toy boy</strong> può regalare la gioventù, ma anche la profonda crisi. Lo sa bene <strong>Demi Moore</strong>: dopo la sofferta rottura sentimentale tra la bellissima attrice e il suo attore e modello <strong>Ashton Kutcher</strong>, Demi ha imparato il vizietto di allungare le mani in pubblico. Le sue attenzioni infatti tempo fa sono ricadute sul giovincello <strong>Zac Efron</strong> che è stato palpeggiato ripetutamente, per tutta la serata, dalla stupenda  attrice durante un evento. Demi si era divertita a spulciare nella preziosa rubrica della figlia <strong>Rumer</strong> per selezionare il suo nuovo toy boy che non ha molto apprezzato le attenzioni dell’attrice. <span id="more-89826"></span></p>
<div id="attachment_46551" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/01/segui-il-tuo-cuore.jpg"><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/01/segui-il-tuo-cuore-large.jpg" alt="Zac Efron (Credits: Universal Pictures)" width="672" height="403" class="size-large wp-image-46551" /></a><p class="wp-caption-text">Zac Efron (Credits: Universal Pictures)</p></div>
<p>Gli anni passano insieme alle buone maniere, ma non solo. Pare che Demi Moore prima della sua &#8220;crisi&#8221; uscisse con<strong> Annie Starke</strong>, la figlia di <strong>Glenn Glose</strong> di appena 21 anni. Niente di saffico, per carità, ma la domanda è d&#8217;obbligo: a 49 anni quali saranno gli argomenti da condividere con una ragazzina? </p>
<p>L’attrice mi sembra a caccia di gioventù che ormai ha perso e cerca di ritrovarla frequentando amiche poco più che ventenni e bei giovanotti. Ma non finisce qui. In questi giorni Demi Moore è stata ricoverata nella clinica &#8216;Cirque Lodge&#8217; a Los Angeles per abuso di farmaci ed ora si trova in totale isolamento dopo aver perso la retta via. Sembra che la clinica sia frequentata sempre più spesso da vip e che negli ultimi tempi si sia presa cura di <strong>Lindsay Lohan ed Eva Mendes</strong>. Abusare di farmaci, alcol e droghe sembra rientrare nella normalità, ma in Italia per fortuna le attrici non hanno il vizietto di perdere l’equilibrio e di “andare in vacanza” in luoghi di recupero. Ormai è diventata una moda e sempre più spesso si leggono casi simili sui giornali.</p>
<div id="attachment_88145" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/01/demi-moore-ricoverata-in-ospedale_09.jpg"><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/01/demi-moore-ricoverata-in-ospedale_09-large.jpg" alt="Ashton Kutcher e Demi Moore al Festival di Berlino nel 2009 (Credits: Epa)" width="672" height="403" class="size-large wp-image-88145" /></a><p class="wp-caption-text">Ashton Kutcher e Demi Moore al Festival di Berlino nel 2009 (Credits: Epa)</p></div>
<p>Penso che la causa sia l’eccesso, il vivere di superficialità senza rinunce ai massimi livelli. Gli abiti preziosi, le macchine di ultimo grido non regalano il sorriso. Le donne che svolgono attività poco appariscenti  e che non sguazzano nell’oro non hanno il tempo di soggiornare in clinica e quindi di ammalarsi perché hanno ben altri pensieri.</p>
<p>Il voler sembrare le più belle, le più ricche e le più giovani non vuol dire esserlo dentro. Una buona dose di normalità non fa male a nessuno.</p>
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		<title>Giorgia Wurth: “Vorrei fare un film con Tinto Brass”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudiacatalli</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L'attrice interpreta una pornostar nella pellicola 'Com'è bello far l'amore': "Trovo che sia più onesto fare sesso in un film hard che per ottenere qualcosa nella vita"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89821" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><img class="size-large wp-image-89821" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/giorgia-wurth_alta_kika2722061-large.jpg" alt="Giorgia Wurth in 'Com'è bello far l'amore' (Credits: Kika Press)" width="672" height="402" /><p class="wp-caption-text">Giorgia Wurth in &#39;Com&#39;è bello far l&#39;amore&#39; (Credits: Kika Press)</p></div>
<p>Escort, amante, lapdancer, rovina-famiglie, Cicciolina e di nuovo pornodiva. Sono questi i ruoli che continuano ad affidare all&#8217;attrice <strong>Giorgia Wurth</strong>, 32 anni, fisico invidiabile e  sguardo malizioso, sexy partner di Filippo Timi in <em>&#8216;Com&#8217;è bello far l&#8217;amore&#8217;</em>di <strong>Fausto Brizzi</strong> (dal 10 febbraio in 600 sale). Proprio lei, che si definisce un&#8217;&#8221;anti-sensuale&#8221; per eccellenza: <em>&#8220;Non me lo so spiegare, nella vita sono molto più  maschile che femminile: non so sedurre, non saprei proprio da dove iniziare, solo grazie a questi ruoli sfogo la mia sensualità nascosta&#8221;</em>. <span id="more-89756"></span></p>
<p><strong>Nascosta ma ben evidente sullo schermo: è vero che il porno l&#8217;attrae?</strong></p>
<p>Ci tengo a chiarire una cosa: tutti ora titolano così, ma io non l’ho mai detto, non è la mia aspirazione e non credo che sarei in grado di farlo. Ho grande  rispetto per chi fa il porno, è una roba difficilissima, per interpretare Cicciolina in <em>Moana</em> avevo studiato parecchio questo  settore, è stancante, non è certo una passeggiata di salute e bisogna essere bravi - soprattutto gli uomini- per non fingere e mantenere viva la concentrazione. E&#8217; un modo di praticare sesso fine a se stesso con molta  onestà, non ne ho una visione idealizzata, ma trovo sia più onesto fare  sesso in un film porno che per ottenere qualcosa nella vita.</p>
<p><strong>Com’è fare l’amore in 3D?</strong></p>
<p>Non l&#8217;ho mai fatto, anche se è la mia seconda volta in una commedia in 3D dopo <em>Box Office</em> di Ezio Greggio. Il film di Brizzi è una commedia ironica e per famiglie, era il mio sogno dividere il set con Filippo Timi, sono sua fan da tempi non sospetti: è instancabile, l&#8217;attore con più energia in assoluto.</p>
<p><strong>Il segreto per fare scene di sesso credibili?</strong><br />
Devi creare un profondo senso professionale  con il tuo partner, e poi una buona igiene non guasta, io poi sono fissata  su questo! Il segreto sta nella condivisione: devi pensare sempre  alla scena e al film, mai a te stessa. Superare l’imbarazzo non è  facile, come attrice a volte ti senti un burattino o un  oggetto, ma ci sono cose peggiori nella  vita, anche perché magari hai un bel partner!</p>
<p><strong></strong></p>
<div id="attachment_89825" class="wp-caption alignnone" style="width: 682px"><strong><strong><img class="size-large wp-image-89825" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/kika2761606-large.jpg" alt="L'attrice alla premiere romana (Credits: Kika Press)" width="672" height="403" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">L&#39;attrice alla premiere romana (Credits: Kika Press)</p></div>
<p><strong>Sensualità secondo lei fa rima con?</strong></p>
<p>Inconsapevolezza. Se  inizi a prendere coscienza di una cosa e la razionalizzi, quasi improvvisamente svanisce: la seduzione non dev’essere intenzionale. Mi seduce un odore, un sorriso, uno sguardo, una stretta di mano, una porta che mi viene aperta. E poi sono sempre stata attratta da uomini e donne che sanno ascoltare.</p>
<p><strong>Accetterebbe mai di girare un film hard?</strong></p>
<p>No, un conto è interpretare una pornostar, un altro fare la pornostar e non mi sentirei a mio agio, c&#8217;è un limite a tutto. Però accetterei una proposta da parte di <strong>Tinto Brass</strong>: come tutti ha fatto anche cose di livello non eccelso, ma ha un senso estetico molto sviluppato e lo stimo molto.</p>
<p><strong>Ha scritto un libro, <em>&#8216;Tutta da rifare&#8217;</em>: che ne pensa della chirurgia estetica? </strong></p>
<p>Credo sia un’arma, dipende dall’uso che ne fai. Conosco persone che stanno meglio con se stesse, altre che non si riconoscono più. Nel libro volevo raccontare il pericolo della dipendenza, è scientificamente provato che la chirurgia lo sia al pari di droga, alcol, e così via, per questo secondo me ogni chirurgo dovrebbe essere affiancato da uno psicologo. A priori non sono contraria, dipende sempre se ha senso.</p>
<p><strong>Per finire: il suo <em>Voglio vivere così</em>, in onda su Cielo, sta andando molto bene. E&#8217; stata contagiata dalla voglia di mollare tutto? </strong><br />
Prima o poi lo farò: non puoi pensare di vivere in quest’ambiente tutta la  vita, per ora è un gioco e finchè funziona ok, ma il mondo patinato dello  spettacolo va bene a piccole dosi, un giorno vorrei rendermi utile, aiutare gli altri magari. Intanto vado in giro per l’Italia a raccontare persone che cambiano casa e vita,  e spesso mi ritrovo in posti bucolici: mi sono resa conto di quanti casali anche antichi ci siano, e siano abitati. Sembra di entrare in un’altra epoca, è meraviglioso.</p>
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		<title>La Cina conquista anche le passerelle dell’alta moda</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara.massaro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E&#8217; tra le 50 modelle più belle del mondo, e arriva dalla Cina, ecco Liu Wen, 24 anni di fascino orientale che ha conquistato le griffe dell&#8217;alta moda, da sempre terreno dell&#8217;egemonia assoluta del prototipo di bellezza occidentale. La giovane e affascinante ragazza orientale ha iniziato la sua carriera partecipando al New Silk Road World [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_89784" class="wp-caption aligncenter" style="width: 675px"><a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/liu-wen11.jpg"><img class="size-full wp-image-89784" src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/liu-wen11.jpg" alt="Ecco Liu Wen, la prima top con gli occhi a mandorla (Credits: Kika press)" width="665" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco Liu Wen, la prima top con gli occhi a mandorla (Credits: Kika press)</p></div>
<p>E&#8217; tra le 50 modelle più belle del mondo, e arriva dalla Cina, ecco <strong>Liu Wen</strong>, 24 anni di fascino orientale che ha conquistato le griffe dell&#8217;alta moda, da sempre terreno dell&#8217;egemonia assoluta del prototipo di bellezza occidentale. La giovane e affascinante ragazza orientale ha iniziato la sua carriera partecipando al New Silk Road World Model Contest e conquistando la copertina della rivista Chinese FHM. La visibilità internazionale è arrivata nel 2007 quando è comparsa su un servizio per un magazine con abiti disegnati da Karl Lagerfeld e Viktor and Rolf, stilisti per i quali in seguito sfilerè. Nel 2009, Liu Wen è diventata la prima donna est-asiatica a sfilare per Victoria&#8217;s Secret.</p>
<p> <span id="more-89799"></span></p>

<a href='http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/la-cina-conquista-anche-le-passerelle-dellalta-moda/liu-wen/' title='Liu Wen'><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/liu-wen11-thumbnail.jpg" width="120" height="90" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/08/la-cina-conquista-anche-le-passerelle-dellalta-moda/liu-wen-2/' title='Liu Wen'><img src="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2012/02/liu-wen_alta2-thumbnail.jpg" width="120" height="90" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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