
di Giorgio Ieranò
Si può aver paura di un cavatappi? Sì, se è quello disegnato da Alessandro Mendini, maestro del design italiano.
Un pezzo celeberrimo, inventato anni fa per la ditta Alessi. Molti magari ce l’hanno in casa. Ma pochi, senz’altro, si sono resi conto di quanto sia inquietante quel cavatappi antropomorfo, bizzarra marionetta.
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Che cos’è la decorazione? È arte o design? Può un laminato diventare oggetto artistico? Sulla questione si sono interrogati 14 famosi designers (come Alessandro Mendini, Alessandro Guerriero e Lisa Ponti) e 6 studi under 40, i cui progetti saranno esposti al Forum di Omegna (Vb) tra il 13 dicembre e il 30 agosto, nella mostra dal Tra Decor e Decus, un titolo che gioca volutamente sull’ambiguità della parola “decorazione”, dai suoi concetti di abbellimento fino al senso del “decoro” degli antichi (dal latino “Decus”, appunto). All’indagine hanno partecipato anche molti giovani progettisti attraverso un concorso che ha selezionato altre due opere inserite nell’esposizione.
In un’affermazione secca, Sara Magnone (vincitrice della sezione Piemonte con E la Berta filava…pixel) dice: “La decorazione è un’altra dimensione”, Francesca Diotti e Francesco Porro (vincitori della sezione Naba con Breaking the code) la definiscono “… Alice nel Paese delle meraviglie”. “La decorazione è il romanzo scritto sulle cose” ha detto invece Alessandro Mendini, che è anche il progettista della struttura che ospiterà la mostra.
In un’affermazione altrettanto secca, professor Mendini, può definire il design e l’arte contemporanea?
Penso che il design sia l’insieme degli attrezzi che compongono il palcoscenico della vita degli uomini. E penso che l’arte contemporanea sia la ricerca dell’anima di quella vita.
Qual è il confine tra design e arte contemporanea, dato che sempre più spesso ci troviamo ad assistere a mostre in cui si confondono?
Il rapporto fra design e arte è come il movimento di un pendolo: agli estremi le due discipline sono isolate, ma lungo il percorso stanno assieme, senza soluzione di continuità.
L’oggetto d’arte aveva un tempo la caratteristica di essere unico, ora si è passati alla produzione industriale d’oggetti d’arte, mentre gli oggetti di design diventano sempre più oggetti in edizione limitata; cosa ne pensa?
Arte industrializzata, prototipi, tirature limitate di design, edizioni di oggetti: sono tutti modi di essere e di esprimere concetti e strumenti, validi o non validi, caso per caso.
In questa mostra Tra Decor e Decus, il laminato diventa un oggetto d’arte; si può rendere arte qualsiasi cosa?
Dire che qualsiasi cosa sia arte è un paradosso, tutti sanno che non è vero. E questi laminati Tra Decor e Decus sono semmai arte applicata.
Trova che l’Italia sia un paese effervescente dal punto di vista dell’arte contemporanea? E del design?
Penso che design e arte in Italia, in questo momento, non siano al massimo della loro energia. Diciamo che c’è una fase di… ripensamento.
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S’intitola Piccoli segni per un grande disegno. I “segni” sono i bozzetti preparatori, i modelli di studio, i prototipi e le opere donate da più di 50 architetti e designer di fama internazionale. Il “grande disegno”, invece, è il completamento dell’hospice di Villa Sclopis a Salerano (Torino). Ovvero la riconversione della Villa, per donare una sede adeguata alla cura di malati in fase terminale, come fortemente voluto dal gruppo di medici volontari dell’Associazione Casainsieme Onlus di Salerano.
La mostra, a cura di Luca Molinari e Simona Galateo con la collaborazione dello Studio di Michele De Lucchi (che ha sviluppato il progetto di riconversione), ha lo scopo di raccogliere i fondi necessari per concludere i lavori. Per questo, le opere in rassegna allo Spazio FMG per l’Architettura (Via Bergognone 27, Milano, ingresso libero dal 14 al 24 novembre) saranno protagoniste di un’asta benefica il 27 novembre grazie all’ospitalità de La Triennale di Milano e alla collaborazione di Sotheby’s. Il ricavato sarà interamente devoluto all’Associazione Casainsieme, l’ente responsabile della realizzazione di Villa Sclopis. Tra 50 pezzi in rassegna, opere di Cini Boeri, Massimiliano Fuksas, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Renzo Piano, Marco Zanuso, Matteo Thun.

- Tags: Alessandro-Mendini, arte, Carrà, Depero, design, Ettore-Sottsass-jr, Franco-Albini, Gio-Ponti, Marco-Zanuso, Mart, Morbelli, mostre, Vico-Magistretti
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Il meglio della creatività italiana del secondo Novecento è esposto al Mart di Rovereto nella rassegna Il modo italiano. Ci sono i grandi designer come Vico Magistretti, Ettore Sottsass jr, Franco Albini, Gio Ponti, Marco Zanuso, Alessandro Mendini. E poi le fotografie di reporter come Mario De Biase, e le opere dei grandi pittori del dopoguerra, come Depero, Carrà e Morbelli.
La rassegna non è soltanto uno sguardo sulla fantasia degli artisti. E’ anche la storia di un Paese che si reinventa grazie alla creatività. Il design italiano esposto al Mart nasce dalle macerie della guerra, quando le indusrtie italiane si trovano di fronte un Paese distrutto e da risollevare. Imprenditori illuminati, come Adriano Olivetti, decidono allora di rilanciare i consumi di massa. E puntano sulla ricetta che ha fatto nascere il marchio (e il mito) del made in Italy: unire l’utile al bello. Nelle industrie entrano disegnatori e architetti con un nuovo compito: reinventare gli oggetti d’uso quotidiano, renderli desiderabili, dare forma ai sogni. Nascono così i vasi di Melotti, i mobili di Mollino e di Pesce, le supellettili di Mendini. Pezzi ora esposti a Rovereto ma presenti anche in tutti i libri di storia del design, e universalmente riconosciuti come icone del bello. Di fianco a questi esemplari con prezzi da capogiro, al Mart ci sono anche oggetti famigliari al grande pubblico, come la la macchina per scrivere Olivetti Lettera 22 resa celebre da Montanelli o la caffettiera napoletana. Al loro fianco, alcune opere di grande pittura, in un un percorso espositivo che ripercorre il rapporto tra diverse discipline.
Il modo italiano
Design e avanguardie artistiche in Italia nel XX secolo
MartRovereto
Corso Bettini, 43
Rovereto (Tn)
Dal 2 marzo al 3 giugno 2007
www.mart.trento.it
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