Devono aver intuito che il pericolo era dietro l’angolo gli otto fondatori del Festivaletteratura. E devono aver avuto paura, paura di non farcela a rimanere impermeabili alle pressioni delle case editrici e alla tentazione di dilatare quella cinque giorni di libri, parole, caffè, incontri. Gli stava per scoppiare in mano. L’avevano pensata per risvegliare la loro città: solo volontariato, nessun padrino politico né editoriale, temi selezionati, autori di qualità, voglia di scorrazzare per le molte culture (del mondo e dei linguaggi), vietati i protagonismi da bestsellerista. Questa era l’anima di Mantova, alle origini. E questa torna a essere nell’edizione numero 11 (5-9 settembre): meno incontri, più semplicità, meno clamori e più idee. Un messaggio forse rivolto anche ai tanti festival sorti su quel modello, mai riusciti appieno perché carenti di un ingrediente (ce ne è sempre uno segreto, in ogni ricetta da gran gourmet): il pubblico.
Quello mantovano è un pubblico speciale, lo dicono gli autori che per Panorama hanno scritto le loro impressioni; lo ha detto l’attenzione che ha accompagnato ogni incontro in passato, quasi una ola silenziosa all’indirizzo dei relatori. E allora la domanda: perché, proprio lì, quel pubblico? Gli otto del comitato organizzatore dicono che Festivaletteratura è un «luogo in cui si fa comunità», ma c’è anche il passo «pulito» della rassegna, la dimensione di mondo a parte, popolato solo da umani che amano frequentare la pagina scritta.
Quest’anno nel programma ci sono momenti unici. David Grossman farà una passeggiata nel bosco con i suoi lettori e intanto parlerà di libri scritti e da scrivere. Michael Connelly, Robert Crais, Dennis Lehane, Georges Pelecanos, giallisti da brivido sicuro, si confronteranno nell’incontro “Quattro penne rosso sangue”. Boris Spassky, re degli scacchi, sfiderà gli autori ospiti in “Uno contro venti”, una simultanea con scrittori-giocatori. L’Accademia della Crusca farà la crocerossina della lingua italiana, malmenata dalla teleignoranza collettiva, con un’ora di lezione in «Pronto soccorso». Si andranno a rivedere stralci dimenticati di romanzi in «Pagine nascoste»: Hemingway, Verne, Beckett, Ellroy…
Fra romanzieri e giornalisti, la lista dei relatori è polposa, molti gli stranieri come Vikram Chandra, Chuck Palaniuk, John Banville, Tariq Ramadan, Kiran Desai, Jonathan Coe, Moshin Hamid, i premi Nobel Wole Soyinka e Orhan Pamuk; e gli italiani Andrea Vitali, Giuseppe Pederiali, Maria Nodotti… È previsto anche un omaggio a don Lorenzo Milani nel cinquantenario della scomparsa e un altro a Primo Levi nel ventennale. Si rifletterà sul vivere in altri luoghi, dal Sud Africa alla Germania post-unione. Si parlerà di cinema e se ne vedrà non poco, con una serie di anteprime (altra novità della rassegna). E a teatro ci sarà Giorgio Albertazzi con Memorie di Adriano; Erri De Luca, Gianmaria Testa e Michele Tirabassi con Chisciotte e gli invincibili, testo inedito di De Luca. Un faccia a faccia (imperdibile) tra Franca Valeri e Alberto Arbasino. Incontri giornalieri su temi planetari come surriscaldamento, energia solare.
Agli autori ospiti è stata chiesta maggiore disponibilità, di tempo e di situazione, perché quella paura di cui si diceva all’inizio ha ricordato che Mantova può piacere solo a chi trova nella parola e nella lettura una panacea del vivere.
LEGGI LE TESTIMONIANZE, raccolte da Stefania Berbenni, di Michael Connelly, Cristiano Cavina, Stefano Bartezzaghi, Tullio Avoledo, Erri De Luca, Andrea Valente, Massimo Cirri, Marco Belpoliti, Bjorn Larsson, Alessandro Zaccuri, Giuseppe Pederiali, Simonetta Agnello Hornby, Beppe Severgnini
Festival della Letteratura 2007: il programma
Interviste, recensioni, segnalazioni sul canale LIBRI di Panorama.it
- Lunedì 27 Agosto 2007








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