
Alicia Keys, Demi Moore e Jennifer Aniston
Ottenere successo davanti alla macchina da presa non è un’impresa complicata per artiste che dalla loro hanno quantomeno la bellezza. Ma se si mettessero dall’altra parte della telecamera, come se la caverebbero?
In realtà sono numerose le attrici che hanno tentato di andare oltre il loro solito mestiere, diventando anche registe o produttrici; questa volta ci provano Jennifer Aniston, Demi Moore e Alicia Keys, alle prese con un film a favore della lotta contro il cancro.
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Credits: RyanNoble182©kikapress.com
L’affascinante artista si prepara al tour promozionale per il suo ultimo disco. In Italia si esibirà in una location d’eccezione: l’Arena di Verona.
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Sono state rese note le nomination degli American Music Awards in programma a Los Angeles il prossimo 23 novembre. La gara è aperta ma a giudicare dalle cinque nomination in varie categorie, pare proprio che il 2008 sarà l’anno di Alicia Keys. Qui di seguito, tutti i candidati a un premio.
Pop/Rock:
Male Artist - Chris Brown, Kid Rock, Usher
Female Artist - Mariah Carey, Alicia Keys, Rihanna
Band, duo or group - Coldplay, Eagles, Daughtry
Album - Coldplay, ‘Viva La Vida or Death and All His Friends’, Eagles, ‘Long
Road out of Eden’, Alicia Keys, ‘As I Am’
Country:
Male Artist - Garth Brooks, Kenny Chesney, Brad Paisley
Female Artist - Reba McEntire, Taylor Swift, Carrie Underwood
Band, duo or group - Brooks and Dunn, Rascal Flatts, Sugarland
Album - Garth Brooks, ‘The Ultimate Hits’, Rascal Flatts, ‘Still Feels
Good’, Carrie Underwood, ‘Carnival Ride’
Rap/Hip-Hop:
Male Artist - Flo Rida, Lil Wayne, Kanye West
Band, duo or group - G Unit, Three 6 Mafia, Wu-Tang Clan
Album - Jay-Z, ‘American Gangster’, Lil Wayne, ‘Tha Carter III’, Kanye
West,’Graduation’
Soul/Rhythm and Blues:
Male Artist - Chris Brown, J. Holiday, Usher
Female Artist - Mary J. Blige, Alicia Keys, Rihanna
Album - Mary J. Blige, ‘Growing Pains’, Mariah Carey, ‘EMC2′, Alicia Keys,
‘As I Am’
Soundtracks:
‘Alvin and the Chipmunks,’ ‘Juno,’ ‘Mamma Mia!’
Alternative Rock:
Coldplay, Foo Fighters, Linkin Park
Adult Contemporary:
Daughtry, Eagles, Jordin Sparks
Latin:
Enrique Iglesias, Juanes, Wisin Y Yandel
Contemporary Inspirational:
Casting Crowns, MercyMe, Third Day
Breakthrough Artist:
Colbie Caillat, Flo Rida, Jonas Brothers, Paramore, The-Dream
Artist of the year:
Lil Wayne, Chris Brown, Alicia Keys, Eagles, Coldplay
Alicia Keys: No one
![Jack White[1]](http://media.panorama.it/media/foto/2008/09/15/48ce33a59d8a6_zoom.Jpg)
“Quel brano era stato scritto per 007”. Jack White non ci sta e prende le distanze dalla nuova pubblicità della Coke Zero che utilizza, senza alcun consenso da parte dell’artista, il brano scritto da lui per Quantum of Solace, nuovo episodio della fortunata serie di 007. L’idea di “regalare” i diritti della canzone Another Way to Die alla più famosa azienda produttrice di bevande gasate è stata della Sony Pictures, che ha voluto ricompensare la Coca Cola per la partnership sulla promozione del film. Lo spot gira su internet senza censure e riprende esattamente i titoli di testa del film così come verrà proposto al cinema. Il brano portante della pubblicità è per l’appunto lo stesso della colonna di Quantum of Solace, interpretata dal duetto White-Keys. Il management di Jack ha provato ad opporre resistenza, ma la Sony lo ha rimbalzato, costringendo il manager ad emettere un comunicato stampa che recita così: “È stata la Sony Pictures a commissionare la scrittura del tema della colonna sonora per il nuovo film di James Bond, Quantum of Solace, non la Coca Cola. Ogni altro utilizzo della canzone è basato sulla volontà altrui. Siamo amareggiati che migliaia di persone abbiano ascoltato il brano prima nello spot di promozione per Coke Zero, piuttosto che nella sua versione originale”. Tutti quelli che vogliono ascoltare in anteprima il pezzo, possono cliccare sul link sotto, altrimenti dovranno attendere il 7 novembre, quando nelle sale cinematografiche uscirà il 22esimo episodio dell’atteso sequel.
Quantum of Solace: Coca-Cola spot
Amy Winehouse
Amy Winehouse in un’esibizione al Glastonbury Festival
Saranno Alicia Keys e Jack White a incidere il pezzo, Another Way To Die, che farà da colonna sonora alla fortunata serie. La popstar britannica, però, non ci sta e promette di pubblicare ugualmente il suo brano, che non ha ancora un nome, facendo coincidere la data d’uscita nei negozi con quella della release ufficiale, attesa per il 31 ottobre. Piena di rabbia per il licenziamento, la cantante di Rehab, ha anche lanciato un appello a mezzo stampa ai boss di James Bond, assicurando loro che si pentiranno presto per averla scartata: “Stanno cercando un sound pulito e noioso. Quando uscirà il mio brano – e farò di tutto per pubblicarlo lo stesso giorno di quello di Alicia Keys e Jack White- sarà la più grande hit mai ascoltata. Se dovessero cambiare idea, però, io sono pronta”. E aggiunge che solo lei è in grado di scrivere un pezzo capace di andare al numero uno nelle chart di mezzo mondo: “Avrebbero dovuto aspettare. Se quello che cercano è una worldwide hit, io ce l’ho in testa”. Peccato che i produttori di 007, non la pensino allo stesso modo. Loro, infatti, hanno già ascoltato la canzone, giudicandola sotto standard per il sequel di un format così amato. Il management, probabilmente, è stato anche condizionato da un recente studio statistico, che mostra lo scarso appeal della 24enne sugli inglesi. È stato chiesto, infatti, a 3.500 persone quali fossero le celebrities e i politici che più spesso popolano i loro incubi notturni. Al top della lista compare proprio lei, la fulminata Amy Winehouse, seguita da Marilyn Manson, Gordon Brown e Pete Doherty.
Amy Winehouse: il videoclip di You Know I’m No Good
- Tags: Aerosmith, Alicia-Keys, Amy Winehouse, Bruce Springsteen, Christina Aguilera, Eminem, Eros-Ramazzotti, Guns 'N Roses, Gwen-Stefani, Musica, rider, The-Kiss
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Il “rider” è l’elenco dettagliato di quello che le popstar pretendono assolutamente di trovare nei camerini. E infatti basta pronunciare la parola per accendere il terrore negli occhi degli impresari di concerti di tutto il mondo. Perché il rider è il loro nemico, è quel foglio di carta maledetto che può trasformare il giorno dello show in un incubo. Ne sa qualcosa l’organizzatore del Musicology Tour 2004 di Prince. Arrivato di corsa nel backstage a Washington, “The Artist” (Prince esige di essere chiamato così) non ha trovato le sue 16 bustine di Yogi cocoa tea, bevanda che lui definisce “vitale” per il suo equilibrio psicofisico. Ma quello che l’ha fatto sprofondare nella più cupa depressione sono state le candele. Sul tavolo del camerino, ricoperto da una sottile tela indiana color prugna, c’erano due banali candele bianche. Nessuno, dicasi nessuno, s’era precipitato ad acquistare quelle al gelsomino e alla lavanda che lo mettono di buon umore. Eppure, il rider parlava chiaro. Offeso e umiliato, “The Artist” ha imbracciato la chitarra ed è salito sul palco senza nemmeno rivolgere lo sguardo a quei bifolchi del suo staff.
Un po’ quello che farebbe Jennifer Lopez se nelle ore che precedono lo show non venisse immersa in un mondo bianco latte. Bianche devono infatti essere le pareti del camerino, bianco il tavolo da trucco, bianchi i fiori con i relativi vasi, bianchi i cuscini su cui sdraiarsi e bianche le candele rigorosamente non profumate. Ma c’è un dettaglio che può compromettere la stabilità dell’ex ragazza del Bronx: il succo di pomodoro. Se per sbaglio ne avverte l’aroma, l’area preconcerto può trasformarsi nel set di Harry, pioggia di sangue.
Messa a confronto con J.Lo, Alicia Keys diventa una diva dal volto umano. Sul suo rider la cantante di No one specifica solo di voler trovare la toilette pulita, otto litri di acqua Evian e tre sandwich al tonno e maionese. Unico imperativo: niente carne di maiale e… d’oca. Una frugalità che fa a pugni con le esose richieste di Britney Spears, che in camerino pretende un telefono rosso a fili (mai un cordless). Se non c’è, l’organizzatore dello show paga una multa di 5 mila dollari.
Per scatenare l’ira di Elton John basta non fargli trovare le 12 bottiglie in vetro di acqua San Pellegrino e l’amatissima gazzosa. Scorta della polizia con tanto di sirene dall’albergo al luogo dello show è quello che esige Christina Aguilera (che non sopporta il traffico). La sua dressing room deve contenere 24 bottiglie di acqua minerale. Ma a una condizione: che non sia Evian.
Succo di aloe (sei bottiglie da un litro), crema di formaggio di capra tiepida (un chilo) e cinque rotoli di nastro adesivo giallo ad alta tenuta sono i capricci dei californiani Red Hot Chili Peppers. Che, tra i desiderata, aggiungono spesso quattro pizze senza mozzarella da farcire con Tabasco e würstel.
Atmosfera zen rilassata prima dello show per Eros Ramazzotti. Incensi e massaggi sono le condizioni per arrivare al concerto in forma. Due le persone che si prendono cura del suo corpo: un massaggiatore e una massaggiatrice shiatsu.
Indifferente al cibo, ma non all’alcol, la “ragazza rehab”, ovvero Amy Winehouse. L’importante per lei è avere nel camerino due bottiglie di vino rosso, una di vodka Smirnoff, una di champagne con otto calici e una cassa di birra bionda. Decisive anche le sigarette (tre pacchetti di Marlboro light senza la pellicola di plastica), gli accendini (quattro, di cui due rossi), quattro limoni e un vasetto di miele per schiarire la voce. Esplicita la postilla in neretto che chiude il rider di Winehouse: “Queste richieste sono un obbligo. Prima di rimuoverne una dalla lista, contattate con la massima urgenza il tour manager di Amy”.
Dopo aver ammesso di “aver aspirato tanta cocaina quanto il perimetro del Perù”, gli Aerosmith iniziano a preoccuparsi della loro salute. Per questo chiedono di avere a disposizione, prima e durante lo spettacolo, due medici esperti in problemi cardiaci.
Non fare innervosire Eminem prima del concerto è un’impresa disperata. Il “losco smilzo” (come lo chiamano gli amici rapper di Detroit) ha fatto del rider la sua religione e verifica sempre che i suoi desideri siano stati esauditi. A volte sorvola sul numero di posacenere in vetro (ne esige tre), ma se entro due ore prima dell’esibizione non arriva un secchio fumante di Kentucky fried chicken, allora sono guai. Come in Giappone, quando i guardaspalle si sono presentati in lacrime dicendogli: “Abbiamo setacciato Tokyo, ma non c’è stato niente da fare”. Eminem ha aspettato che i suoi uomini uscissero dalla stanza e poi ha cosparso di maionese e Ketchup tutto quello che gli capitava a tiro.
Un camerino sbriciolato e tre sedie e un tavolo attaccati al soffitto con una colla potentissima sono il ricordo che i Guns ‘N Roses hanno lasciato all’uomo che aveva organizzato un loro concerto ad Atlanta, in Georgia. Il povero Mr Barreto aveva esaudito tutti ma proprio tutti i capricci della band (compresa una terrificante pizza al Tabasco del diametro di 60 centimetri), ma si era dimenticato il plico di 15 riviste pornografiche in inglese con “modelle” rigorosamente bionde. Però ad Atlanta se li ricordano anche per i cinque televisori lanciati in strada dal trentaquattresimo piano di un hotel a cinque stelle…
Non è certo questa l’aria che si respira nel retropalco di Bruce Springsteen, Il Boss e la E-Street band non sono mai stati dei cattivi ragazzi, ma anche il loro rider presenta spunti divertenti. Bruce convive con l’incubo che qualcuno faccia sparire le sue preziosissime chitarre. Quindi, per tenere a bada l’ansia, vuole che un giovanotto della sicurezza le sorvegli dalle 11 del mattino fino all’inizio dello show.
Decisamente più goderecce le richieste dell’uomo sax Clarence Clemons. Il gigante nero, a metà concerto, si assenta dal palco per addentare un pollo arrosto che gli viene fatto trovare puntualmente sul tavolo del suo camerino.
E che dire di Patti Scialfa, la moglie del Boss? Lei non chiede nulla di speciale, ma una targhetta sulla porta con scritta ben visibile: “Stanza di Patti Scialfa Springsteen”. Quasi a ribadire che è lei l’unica fanciulla autorizzata ad avvicinarsi al re del rock.
Clima monastico e massima serietà invece nel bunker preconcerto di Gwen Stefani. La bionda popstar è una fervente credente nel bio e pretende chili di verdure fresche e frutta a volontà non trattate con pesticidi. Meglio non ammettere mai, come ha sperimentato nel 2005 a Londra una sua assistente, che l’anguria e gli spinaci non provenivano da coltivazione biologica.
Nella scia di Stefani gli immarcescibili Kiss (in concerto all’arena di Verona il 13 maggio), 35 anni di carriera da rocker e il volto perennemente truccato. A prima vista, sembrerebbero i profeti della trasgressione, ma le loro richieste da backstage smentiscono tutte le illazioni. Niente alcol e niente sigarette. Pollo al vapore, verdure grigliate e fettine di mela rossa sono il must dei quattro di New York. Che il controllo lo perdono solo se nel camerino non trovano le gigantografie delle loro facce appese al muro. Un caso incurabile di egomania? No, i maxiritratti servono solo per replicare alla perfezione il trucco.
Unica concessione a qualcosa di rock, le groupie, ovvero le fan seriali assetate di sesso. Il bassista e leader del gruppo, Gene Simmons, ne ha collezionate migliaia: “Tutti mi chiedono se è vero che ho dormito con 4 mila 600 fan. La mia risposta è no! Dormire non ha nulla a che vedere con quello che ho fatto io”.
Guarda la GALLERY con l’elenco delle richieste

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Il Grammy per il miglior album dell’anno va ad un veterano di un genere musicale senza tempo: il jazz. Herbie Hancock ha vinto per il suo tributo a Joni Mitchell, River: The Joni Letters. Non è stato l’unico momento di gloria per il jazzista, Hancock ha infatti ricevuto insieme al pianista asiatico Lang Lang una standing ovation per aver suonato in duetto, durante la serata, il celebre classico di Gershwin, Rhapsody in Blue. Hancock non è riuscito a rovinare la festa a distanza, alla quale Amy Winehouse era ormai preparata. La cantante inglese, in collegamento da Londra per non aver ricevuto in tempo il visto di entrata negli Stati Uniti, ha potuto emozionarsi e abbracciare i genitori (con lei in uno studio della capitale inglese), per le cinque statuette ricevute: migliore nuova artista, miglior record dell’anno, miglior album vocale per Back to Black e miglior canzone e miglior performance pop per la canzone Rehab, il cui titolo suona profetico dopo le ultime vicissitudini della cantante, ora in cura in un centro di disintossicazione dalla droga.
Quattro statuette sono andate all’altro favorito della serata Kanye West, che aveva al suo attivo il maggior numero di nominations, otto. Kanye, ha vinto fra l’altro i grammofonini per il miglior album rap per Graduation e per la migliore rap solo performance con Stronger. Il cantante, in lutto per la morte della madre avvenuta lo scorso novembre a causa delle complicazioni di un intervento chirurgico, si è esibito in un’emozionante versione della sua canzone Hey Mama. La sua capigliatura mostrava la parola Mama scritta con un gioco di rasatura dei capelli. Accettando il premio ha dedicato parole d’affetto alla donna: “Continueró a renderti orgogliosa di me”. Un altro momento toccante della serata è stato l’omaggio a Luciano Pavarotti reso da Andrea Bocelli che prima di cantare, insieme al collega Josh Groban, la canzone The Prayer, ha ricordato il grande tenore italiano: “Ha dato al mondo emozioni e momenti indimenticabili. La sua voce e la sua generosità rimarranno per sempre”.
Poi la serata è proseguita con le premiazioni. Tre Grammy sono andati alla leggenda del rock Bruce Springteen premiato con la Best Rock Instrumental Performance per Once Upon A Time In The West e, per Radio Nowhere, con i premi per la migliore canzone rock e la migliore Solo Rock Vocal Performance. Justin Timberlake ha ottenuto i Grammy per la migliore performance maschile e per la miglior dance recording, I Foo Fighters hanno vinto il premio per il miglior album rock, con Echoes, Silence, Patience & Grace e, con la canzone The Pretenders, il premio Best Hard Rock Performance. Rihanna ha vinto il grammofonino per la migliore collaborazione rap/sung con il suo popolarissimo Umbrella. Alicia Keys, che ha aperto la serata cantando in duetto con una registrazione di Frank Sinatra, e poi è stata premiata per la categoria Best R&B Song per il suo No One. Grande sconfitta della serata Beyoncè che non ha portato a casa nemmeno un grammofonino, ma si è consolata cantando un trascinante medley di successi con Tina Turner. Emozionanti anche le esibizioni di Aretha Franklin e Jerry Lee Lewis. I Beatles, rappresentati alla serata da Ringo Starr e Yoko Ono, sono stati omaggiati con uno spettacolo acrobatico dei ballerini del Cirque du Soleil, sulle canzoni dello storico gruppo di Liverpool.
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