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Amy Winehouse: continua nel suo percorso autodistruttivo? - Credits: HD/CRS/MTX©kikapress.com
Ormai è ufficiale: Amy Winehouse, la rockstar inglese famosa per i suoi eccessi e le tendenze autodistruttive, ci è cascata di nuovo.
Dopo aver rotto ogni relazione con l’ex marito Blake Fielder Civil, l’autrice di Back to black, ci ha ripensato ed è tornata sui suoi passi.
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Amy Winehouse è stata ricoverata d’urgenza in ospedale lo scorso venerdì dopo una notte folle passata a bere con amici. La controversa cantante si è sentita male nel mezzo del party tanto da costringere gli ospiti a chiamare un’ambulanza. Le condizioni precarie di Amy potrebbero compromettere il suo live show previsto per domenica 31 maggio allo Shepherd’s Bush Empire di Londra come ha ammesso una fonte dello staff: “Il concerto è a rischio e con molta probabilità verrà cancellato. Amy non è pronta a esibirsi in pubblico. Nonostante lei voglia salire sul palco è meglio lasciare stare: sarebbe una carneficina”. Anche lo scorso mese la venticinquenne è collassata nella sua lussuosa villa caraibica dopo aver esagerato con sostanze stupefacenti e pochi giorni dopo è scoppiata in lacrime al St Lucia Jazz Festival davanti a tutti i presenti: “Amy si reggeva in piedi a malapena. Non si ricordava le parole delle canzoni. È stata una vera disgrazia. Era così ubriaca da non sapere neppure dove si trovava. Oramai è una causa persa”.
Amy Winehouse – il videoclip You Know I’m No Good
Nella vita di Amy Winehouse c’è un nuovo boyfriend. Lui si chiama Shayne Ross, vive ai Caraibi e fa il musicista. La star di Back To Black, che ha appena ottenuto il divorzio dall’ex marito tossicodipendente Blake Fielder-Civil, è stata sorpresa più volte a scambiarsi tenere effusioni durante il party natalizio sulla spiaggia di St. Lucia. I due si trovavano al barbecue dove non si sono persi un attimo di vista. Anche in precedenti occasioni, però, non hanno tenuta nascosta la loro attrazione reciproca, come conferma una persona del luogo: “Amy ha visto Shayne altre volte. Lei suona di continuo la chitarra ed ha composto una canzone che parla del suo divorzio e del nuovo amante caraibico”. Per il momento la Winehouse ha affermato che non intende fare ritorno in Inghilterra, ma sta pensando seriamente di trasferirsi alle Antille: “Potrei facilmente vivere qui. Le persone sono fantastiche e la scena musicale locale mi ispira molto”. Sembra in effetti che la controversa bad girl stia ritrovando uno stile di vita sobrio grazie a una dieta salutare e tanto esercizio fisico guidato da un personal trainer. Una sua amica ha dichiarato: “Amy è entusiasta del suo allenamento sportivo. Adora andare in bicicletta, prendere peso e praticare il Power Plate”.
Amy Winehouse: il videoclip di You Know I’m No Good
Amy Winehouse si è lasciata Londra alle spalle ed è partita per la paradisiaca St. Lucia, nel mare dei Caraibi. Quest’anno la tormentata cantante di Back to Black, vincitrice di cinque Grammy, ha deciso di dare un taglio al suo passato denso di eccessi e di stupefacenti preferendo un sano tuffo nelle calde acque della rinomata località. Nessuno si aspettava, però, di vedere Amy praticamente nuda, intenta a divertirsi con un’amica. Infatti, la popstar di Enfield, senza pensarci due volte, si è tolta il top del bikini, offrendo un topless insolito ai fan che, finalmente, possono tirare un respiro di sollievo. Sembra proprio che la Winehouse stavolta si stia impegnando sul serio per combattere la dipendenza da crack, cocaina ed alcol. E, come dimostrano le foto nel link sotto, anche il suo fisico debilitato sta riacquistando una forma invidiabile. Ecco la dichiarazione di un suo amico in merito: “Amy si è sfilata il top e si è lanciata in mare fregandosene del resto del mondo. Adesso è in gran forma e sta molto meglio di quanto non sia mai stata. Un po’ di sole era proprio quello che le ci voleva”. I più maligni, comunque, sostengono maliziosi che la vera idea vincente della 25enne non sia stata il salutare break, ma l’aver chiesto e ottenuto il divorzio dal marito Blake Fielder-Civil, da poco uscito di galera.
Amy Winehouse in topless a St. Lucia
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“È colpa del demonio se continuo a fare uso di sostanze stupefacenti!”. Così Amy Winehouse ha inveito contro le forze del male che, sembra, la costringono a perorare nelle sue cattive abitudini. Ancora una volta, quindi, la sballata cantautrice di Enfield ha dato fuori di matto davanti a diverse persone rimaste attonite per le folli dichiarazioni. La controversa vicenda si è svolta come segue: Amy si trovava in West London, nello studio di registrazione dove sta cercando di incidere le nuove canzoni del prossimo album, quando è sbottata per la mancanza di ispirazione. La venticinquenne stava da decine di minuti seduta su di uno sgabello con in braccio la sua chitarra da 3.000 sterline, strimpellando ripetitivamente due sole note musicali. Ad un certo punto è impazzita, frustrata dalla sua stessa paralisi artistica, e ha scagliato con forza la chitarra contro il muro, sfasciandola. È proprio in questo frangente che ha accusato Satana di fornirle droghe in quantità. Una testimone ha ammesso che Amy è irrecuperabile: “L’abbiamo pesa definitivamente”. Quest’ultimo incidente ha riacceso la paura che la star soffra ancora di gravi disturbi mentali. A supporto di questa tesi ci sono diversi episodi accaduti negli ultimi due mesi. Pochi giorni fa la Winehouse ha cercato di uccidersi con un coltello, poiché, ha affermato, le mancava troppo il marito, Blake Fielder-Civil, che sta scontando una condanna di 27 mesi per lesioni aggravate e per aver ostacolato il corso della giustizia. Lo scorso mese si è trascinata sul palco del London’s Berkley Square Ball, evento caritatevole annuale, dove avrebbe dovuto suonare con la figlioccia Dionne, che in quell’occasione lanciava la sua carriera musicale. Invece Amy è riuscita solo a mormorare delle parole sconnesse e si è defilata senza neppure attendere la fine dello show. Dopo di che ha aggredito un fan che cortesemente le si era avvicinato chiedendole un autografo. In ultimo ha esclamato: “Questa non è vita. È tutto un imbroglio. Non posso vivere ancora. Non posso continuare così”. Nel frattempo il suo manager, Mark Ronson, ha rivelato il nome del brano scritto per il tribute album del leggendario produttore Quincy Jones, You Dont’ Own Me.
AMY WINEHOUSE BEFORE AND AFTER DRUGS
“Un disastro, la mia esistenza è un disastro”. Così la cantante più tormentata del momento ha risposto a un giornalista inglese che le chiedeva di fare un bilancio della sua vita. “Tutti i sogni mi stanno crollando addosso e non vedo una via d’uscita”, ha dichiarato. Lo sfogo è avvenuto la sera della prima esibizione della sua figlioccia su un palco londinese. La ragazzina, Dionne, ha soltanto dodici anni, ma sembra che abbia già un grande talento vocale. ” Quando la guardo mentre canta”, ha spiegato Amy, “mi sembra di rivedere me stessa all’inizio di questa storia, quando ero un’aspirante cantante con tanti sogni innocenti. Mi impegno a non lasciarla sola per evitare che le succeda quello che è capitato a me. Ancora adesso non riesco a credere di essere scivolata così in basso”. Pare che la Winehouse non sia nemmeno riuscita a seguire per intero la performance di Dionne. Secondo alcuni testimoni, a metà show, Amy sarebbe stata accompagnata all’esterno in stato confusionale. Tanto per cambiare…
Amy Winehouse: Back to black
Fischi, urla di scherno e una folla sull’orlo della crisi di nervi al Bestival sull’Isola di Wight per la performance deludente della cantante di Rehab. Questo è l’effetto Amy Winehouse. Anche dopo le mille polemiche degli scorsi mesi, dopo i concerti cancellati all’ultimo minuto e le cause legali da affrontare per le sue mancate apparizioni agli show. Amy non impara mai e continua ad innervosire i fan, che la sopportano a malapena. L’ultimo episodio che l’ha vista protagonista per nulla apprezzata è quello di sabato scorso al Bestival. Amy è arrivata con 45 minuti di ritardo sul palco, perché non ne voleva sapere di raggiungere la location attraversando un campo di erba bagnata e fangosa. Quindi, con tutta l’arroganza delle star che non hanno capito niente, ha obbligato lo staff a prenderla in braccio per trasportarla in camerino, urlando senza ritegno la sua disapprovazione: “Io di certo non mi esibisco su quella fottuta melma fino a quando qualcuno non asciuga tutto”. Una volta arrivata nel backstage ad attendere la ragazza di Enfield c’erano ben 48 bottiglie di Jack Daniel’s. Questa infatti era stata la richiesta della 25enne agli organizzatori del festival, che l’hanno accontentata pur temendo l’inevitabile, che puntualmente si è verificato. Dopo essersi scolata un paio di bottiglie, la Winehouse, infatti, è arrivata sul palco in condizioni oscene, continuando ad interrompere a metà i brani e cominciando a cantarne altri, provocando l’ira della folla. Ma il suo problema non era certo l’irritazione dei presenti. L’unico cruccio di Amy era terminare la performance il prima possibile per tornare a farsi i fatti suoi. Questa una delle frasi sconnesse che ha esclamato al pubblico: “Passiamo a Rehab, veloce, veloce. Manca ancora una canzone, e voglio finire quanto prima, anche se so che non siete così annoiati”.
Amy Winehouse live at the Isle of Wight Festival 2007

«Qui il rumore di Londra non arriva. Si metta comodo, tra un paio di minuti sarò tutto suo». Seduto nella sua house boat-studio di registrazione sulle rive del Tamigi, Mr. Pink Floyd si concede una fetta di melone e un bicchiere d’acqua che sorseggia come fosse champagne. «Mi trova rilassato? Il motivo è semplice: la mia vita è meravigliosa. Ho otto figli, una moglie che adoro, tanti soldi e quando vado in giro a suonare con la mia personal band, senza i Pink Floyd, la gente corre a vedermi. Il cd (con dvd annesso) che uscirà a settembre, Live in Gdansk, è stato registrato davanti a 70 mila persone nei cantieri di Danzica, in Polonia, dove è iniziata la fine del comunismo. L’ho riascoltato ieri e mi sono detto: “Niente male per uno che fa questo mestiere da 44 anni”».
Si dice che tutto sia iniziato strimpellando la chitarra in spiaggia…
Sì, in Spagna e nel sud della Francia. Avevo 16 anni, i miei si erano trasferiti per lavoro in America e io non avevo una sterlina in tasca. Così, con un gruppo di amici abbiamo iniziato a girare l’Europa in sacco a pelo. A quei tempi suonare in costume sulla sabbia mi sembrava un lavoro redditizio…
Poi, siete stati ingaggiati da un club di Parigi.
Il primo vero contratto della mia vita! Ci esibivamo solo nel weekend e il lunedì i soldi erano già finiti. E quando dico finiti, intendo che avevamo le tasche pulite. Ho saltato i pasti anche per tre giorni di fila. Al quarto sono svenuto e mi sono risvegliato in ospedale con la flebo nel braccio.
Quindi, ha deciso di darsi alla carriera di modello.
Lo ammetto: ho ceduto per una questione di sopravvivenza. Anche se più che il modello facevo il manichino. Ero rigidissimo, mi muovevo come un pupazzo di legno. Però ero un ragazzo carino e questo bastava. Mi pagavano bene e e mi regalavano dei vestiti che in realtà non ho mai indossato.
Nemmeno quando ha cercato di conquistare Brigitte Bardot?
Guardi, tutto quello che ho fatto è stato strizzarle l’occhio più volte mentre mi esibivo in un party a Parigi. Stavo suonando la chitarra e non potevo muovermi. Lei mi ha sorriso e se n’è andata con un signore tedesco per niente sexy, ma molto più elegante di me.
Qualche settimana dopo la chiamano i Pink Floyd e la sua vita cambia per sempre.
Dovevo affiancare il chitarrista originale, Syd Barrett, che spesso era troppo fuori di testa per incidere dischi o suonare dal vivo. Ma dopo poco fu chiaro a tutti che le sue condizioni erano irreversibili. Troppa droga e troppi problemi psichici lo avevano messo fuori gioco per sempre. Purtroppo. (Barrett è morto il 7 luglio 2006 nella sua casa di Cambridge dopo decenni di autoreclusione, ndr). Ma la prego non scriva che l’Lsd gli ha bruciato il cervello. Mi creda, Syd era una persona profondamente instabile. Le sostanze chimiche hanno solo amplificato il suo disagio.
Pensa che sia così anche per Amy Winehouse?
Quella ragazza mi fa paura. Il suo problema non è tanto la droga quanto l’assurda convinzione che per essere artisti veri bisogna essere strafatti. Ecco, questo è quello che la sta rovinando. Io spero e prego che un giorno si svegli e realizzi di essere una cantante straordinaria. Non sono il crack e la cocaina che la rendono unica, ma la sua voce e il suo talento naturale.
Sta dicendo che drogarsi non aiuta la creatività? Molti della sua generazione erano convinti che gli stupefacenti fossero fondamentali per scrivere grande musica e fare grandi concerti.
Teorie senza fondamento. Nessuno diventa un artista migliore drogandosi. Qualche volta, se sei sotto effetto di sostanze, puoi avere la sensazione di un flusso creativo straordinario. Ma non serve a nulla, perché il giorno dopo non ti ricordi niente.
Lei di quale sostanza aveva abusato quando, negli anni Settanta, in Arizona, s’è lanciato con la moto nella vetrina di un ristorante affollatissimo?
In quel caso la droga non c’entrava niente. Era una scommessa con Roger Waters (bassista e cantante dei Pink Floyd fino a metà anni Ottanta, ndr). A lui piaceva provocarmi con sfide impossibili. Mi disse: “Vedi questo pacco di dollari? Se entri nel ristorante in sella alla moto diventano tuoi. Dimostrami di essere un vero uomo”. Detto, fatto. Ho acceso la Harley Davidson e ho puntato dritto alla vetrina. Davvero una pessima idea.
Sono iniziati quel giorno i litigi che hanno portato Waters ad abbandonare la band a metà anni Ottanta?
No, lì eravamo ancora in un clima di goliardia da liceo. Vede, sulla storia della nostra rottura è stato scritto di tutto, ma raramente qualcuno si è avvicinato alla verità. Non eravamo più in sintonia su nulla. C’era un conflitto reale sulla musica e sui testi. Per non parlare della politica: le sue posizioni erano troppo spostate a sinistra anche per uno come me, che pure si sente di sinistra. Lui è a priori contro tutte le guerre. È un pacifista intranisgente, il pacifista più aggressivo che abbia mai conosciuto. C’erano molte discussioni, a volte anche inutili. Ma se in quel periodo avessimo scritto musica meravigliosa, non ci saremmo separati. La verità è che le canzoni su cui stavamo lavorando erano mediocri e non all’altezza della nostra reputazione.
Così, da un giorno all’altro, lei si è trovato titolare del marchio Pink Floyd, la band più popolare del pianeta.
E sa di chi è il merito? Di Roger Waters. Mi ha spedito una lettera in cui annunciava di volersene andare: io ho preso in mano la situazione e sono diventato Mr. Pink Floyd.
Visti i precedenti, come avete fatto a suonare insieme qualche brano al Live 8 del luglio 2005?
Ci siamo sentiti più volte al telefono, abbiamo fatto delle prove insieme e devo dire che abbiamo lavorato in un’atmosfera di grande serenità nonostante tutto. Ma proprio quell’esperienza mi ha convinto che rimettere insieme il gruppo e andare in giro a suonare come una volta non è quello voglio. A volte, è meglio non riaprire le pagine chiuse.
È vero che prima dello show di Danzica, Lech Walesa, l’ex leader di Solidarnosc ed ex Presidente della Polonia, ha voluto incontrarla a tutti i costi?
Sì è andata così. Devo dire che anch’io ero curioso di conoscere l’uomo che ha contribuito a far crollare i regimi dell’Est. Mi ha travolto con un fiume di parole sulla situazione politica internazionale. Ma soprattutto mi ha fatto bere un numero impressionante di bicchierini di liquore un’ora prima della conferenza stampa che avremmo dovuto tenere insieme. Ho cercato di parlare il meno possibile per evitare gaffe.
Secondo lei perché il Primo ministro inglese, Gordon Brown, è così impopolare tra i suoi concittadini?
A volte, non riesce a comunicare il senso dei suoi provvedimenti, ma credo che alla base ci sia un deficit di carisma. Senza quello non si va molto lontano: nella musica, in politica e nella vita.
Dai suoi due matrimoni sono nati sette figli (l’ottavo è stato adottato) che hanno un’età compresa tra i 6 e i 32 anni. È preoccupato di farli crescere nell’Inghilterra delle gang di teenager che picchiano, uccidono e stuprano?
Sono preoccupato, ma non voglio impedire ai miei ragazzi di vivere una vita normale. Lo so che se vanno al pub o in discoteca rischiano di trovarsi coinvolti in una rissa. Ma non ho intenzione di tenerli al riparo dietro le mura della nostra villa in campagna.
Quando non indossa i panni di Mr. Pink Floyd, che cosa fa David Gilmour?
Tutto quello che non farebbe Mr. Pink Floyd. Compreso andare ai concerti come uno spettatore qualsiasi con mia moglie. Adoro anche passare ore al supermercato. Sono uno specialista nell’acquisto di cose inutili. Mi immergo così tanto nel ruolo di uomo casalingo da dimenticarmi chi sono. Non le dico l’imbarazzo quando mi chiedono un autografo mentre sto scegliendo la marca di fagioli e cipolle in scatola da portare a casa.
Amy Winehouse
Amy Winehouse in un’esibizione al Glastonbury Festival
Saranno Alicia Keys e Jack White a incidere il pezzo, Another Way To Die, che farà da colonna sonora alla fortunata serie. La popstar britannica, però, non ci sta e promette di pubblicare ugualmente il suo brano, che non ha ancora un nome, facendo coincidere la data d’uscita nei negozi con quella della release ufficiale, attesa per il 31 ottobre. Piena di rabbia per il licenziamento, la cantante di Rehab, ha anche lanciato un appello a mezzo stampa ai boss di James Bond, assicurando loro che si pentiranno presto per averla scartata: “Stanno cercando un sound pulito e noioso. Quando uscirà il mio brano – e farò di tutto per pubblicarlo lo stesso giorno di quello di Alicia Keys e Jack White- sarà la più grande hit mai ascoltata. Se dovessero cambiare idea, però, io sono pronta”. E aggiunge che solo lei è in grado di scrivere un pezzo capace di andare al numero uno nelle chart di mezzo mondo: “Avrebbero dovuto aspettare. Se quello che cercano è una worldwide hit, io ce l’ho in testa”. Peccato che i produttori di 007, non la pensino allo stesso modo. Loro, infatti, hanno già ascoltato la canzone, giudicandola sotto standard per il sequel di un format così amato. Il management, probabilmente, è stato anche condizionato da un recente studio statistico, che mostra lo scarso appeal della 24enne sugli inglesi. È stato chiesto, infatti, a 3.500 persone quali fossero le celebrities e i politici che più spesso popolano i loro incubi notturni. Al top della lista compare proprio lei, la fulminata Amy Winehouse, seguita da Marilyn Manson, Gordon Brown e Pete Doherty.
Amy Winehouse: il videoclip di You Know I’m No Good
Alla fine è sbottata. La vocalist gallese, che quest’anno che ha dominato le classifiche con l’album Rockferry, non ha retto l’ennesimo giornalista che la paroganava a Leona Lewis, la superstar inglese di X-Factor. A fare le spese dell’ira funesta di Duffy è stato un reporter americano che alla fatidica domanda “Ma lei si sente la nuova Leona?” è stato travolto da un fiume di parole. “Sarebbe come dire che tutti gli articoli sono uguali perché in ognuno ci sono le virgole, i punti e le parentesi”, ha sibilato la cantante. Che ha aggiunto: “Mi fa diventare pazza sentire che le persone mi paragonano a Amy Winehouse e a Leona Lewis. Mi etichettano come una di loro, senza nessun rispetto per la fatica, la determinazione e la visione artistica che ogni giorno metto in campo”. La 24enne, è davvero arrabbiata e ripete ossessivamente che vuole essere riconosciuta per il suo sound, ben diverso da quello delle colleghe. Ha deciso, quindi, di togliersi tutti i sassolini dalla scarpa, rivendicando la sua forte personalità: “Perché dovrei essere qualcun altro? Io non sono uguale a nessuno e voglio essere semplicemente me stessa”. La cantante di Mercy, però, si contraddice subito dopo0 ammettendo che alcuni paragoni, specialmente se appartengono alla top five delle sue icone musicali, le fanno molto piacere e gratificano il suo ego, come è successo di recente: “Sono stata paragonata a Diana Ross l’altro giorno, e questo per me è stato un vero complimento. Ho letto, poi, che qualcuno pensa io sia la versione femminile di Otis Redding, cosa che mi fa sentire molto bene, visto che lui è uno dei miei eroi”. In realtà, quindi, a Duffy non dispiacciono i paragoni, purchè vadano nella direzione che lei preferisce. Quello che davvero Duffy non sopporta sono le colleghe. Probabilmente si sente troppo brava e cerca di allontanare le possibili rivali. Che sia solo invidia?
Duffy: il clip di Warwick Avenue