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Amy Winehouse
Fischi, urla di scherno e una folla sull’orlo della crisi di nervi al Bestival sull’Isola di Wight per la performance deludente della cantante di Rehab. Questo è l’effetto Amy Winehouse. Anche dopo le mille polemiche degli scorsi mesi, dopo i concerti cancellati all’ultimo minuto e le cause legali da affrontare per le sue mancate apparizioni agli show. Amy non impara mai e continua ad innervosire i fan, che la sopportano a malapena. L’ultimo episodio che l’ha vista protagonista per nulla apprezzata è quello di sabato scorso al Bestival. Amy è arrivata con 45 minuti di ritardo sul palco, perché non ne voleva sapere di raggiungere la location attraversando un campo di erba bagnata e fangosa. Quindi, con tutta l’arroganza delle star che non hanno capito niente, ha obbligato lo staff a prenderla in braccio per trasportarla in camerino, urlando senza ritegno la sua disapprovazione: “Io di certo non mi esibisco su quella fottuta melma fino a quando qualcuno non asciuga tutto”. Una volta arrivata nel backstage ad attendere la ragazza di Enfield c’erano ben 48 bottiglie di Jack Daniel’s. Questa infatti era stata la richiesta della 25enne agli organizzatori del festival, che l’hanno accontentata pur temendo l’inevitabile, che puntualmente si è verificato. Dopo essersi scolata un paio di bottiglie, la Winehouse, infatti, è arrivata sul palco in condizioni oscene, continuando ad interrompere a metà i brani e cominciando a cantarne altri, provocando l’ira della folla. Ma il suo problema non era certo l’irritazione dei presenti. L’unico cruccio di Amy era terminare la performance il prima possibile per tornare a farsi i fatti suoi. Questa una delle frasi sconnesse che ha esclamato al pubblico: “Passiamo a Rehab, veloce, veloce. Manca ancora una canzone, e voglio finire quanto prima, anche se so che non siete così annoiati”.
Amy Winehouse live at the Isle of Wight Festival 2007

«Qui il rumore di Londra non arriva. Si metta comodo, tra un paio di minuti sarò tutto suo». Seduto nella sua house boat-studio di registrazione sulle rive del Tamigi, Mr. Pink Floyd si concede una fetta di melone e un bicchiere d’acqua che sorseggia come fosse champagne. «Mi trova rilassato? Il motivo è semplice: la mia vita è meravigliosa. Ho otto figli, una moglie che adoro, tanti soldi e quando vado in giro a suonare con la mia personal band, senza i Pink Floyd, la gente corre a vedermi. Il cd (con dvd annesso) che uscirà a settembre, Live in Gdansk, è stato registrato davanti a 70 mila persone nei cantieri di Danzica, in Polonia, dove è iniziata la fine del comunismo. L’ho riascoltato ieri e mi sono detto: “Niente male per uno che fa questo mestiere da 44 anni”».
Si dice che tutto sia iniziato strimpellando la chitarra in spiaggia…
Sì, in Spagna e nel sud della Francia. Avevo 16 anni, i miei si erano trasferiti per lavoro in America e io non avevo una sterlina in tasca. Così, con un gruppo di amici abbiamo iniziato a girare l’Europa in sacco a pelo. A quei tempi suonare in costume sulla sabbia mi sembrava un lavoro redditizio…
Poi, siete stati ingaggiati da un club di Parigi.
Il primo vero contratto della mia vita! Ci esibivamo solo nel weekend e il lunedì i soldi erano già finiti. E quando dico finiti, intendo che avevamo le tasche pulite. Ho saltato i pasti anche per tre giorni di fila. Al quarto sono svenuto e mi sono risvegliato in ospedale con la flebo nel braccio.
Quindi, ha deciso di darsi alla carriera di modello.
Lo ammetto: ho ceduto per una questione di sopravvivenza. Anche se più che il modello facevo il manichino. Ero rigidissimo, mi muovevo come un pupazzo di legno. Però ero un ragazzo carino e questo bastava. Mi pagavano bene e e mi regalavano dei vestiti che in realtà non ho mai indossato.
Nemmeno quando ha cercato di conquistare Brigitte Bardot?
Guardi, tutto quello che ho fatto è stato strizzarle l’occhio più volte mentre mi esibivo in un party a Parigi. Stavo suonando la chitarra e non potevo muovermi. Lei mi ha sorriso e se n’è andata con un signore tedesco per niente sexy, ma molto più elegante di me.
Qualche settimana dopo la chiamano i Pink Floyd e la sua vita cambia per sempre.
Dovevo affiancare il chitarrista originale, Syd Barrett, che spesso era troppo fuori di testa per incidere dischi o suonare dal vivo. Ma dopo poco fu chiaro a tutti che le sue condizioni erano irreversibili. Troppa droga e troppi problemi psichici lo avevano messo fuori gioco per sempre. Purtroppo. (Barrett è morto il 7 luglio 2006 nella sua casa di Cambridge dopo decenni di autoreclusione, ndr). Ma la prego non scriva che l’Lsd gli ha bruciato il cervello. Mi creda, Syd era una persona profondamente instabile. Le sostanze chimiche hanno solo amplificato il suo disagio.
Pensa che sia così anche per Amy Winehouse?
Quella ragazza mi fa paura. Il suo problema non è tanto la droga quanto l’assurda convinzione che per essere artisti veri bisogna essere strafatti. Ecco, questo è quello che la sta rovinando. Io spero e prego che un giorno si svegli e realizzi di essere una cantante straordinaria. Non sono il crack e la cocaina che la rendono unica, ma la sua voce e il suo talento naturale.
Sta dicendo che drogarsi non aiuta la creatività? Molti della sua generazione erano convinti che gli stupefacenti fossero fondamentali per scrivere grande musica e fare grandi concerti.
Teorie senza fondamento. Nessuno diventa un artista migliore drogandosi. Qualche volta, se sei sotto effetto di sostanze, puoi avere la sensazione di un flusso creativo straordinario. Ma non serve a nulla, perché il giorno dopo non ti ricordi niente.
Lei di quale sostanza aveva abusato quando, negli anni Settanta, in Arizona, s’è lanciato con la moto nella vetrina di un ristorante affollatissimo?
In quel caso la droga non c’entrava niente. Era una scommessa con Roger Waters (bassista e cantante dei Pink Floyd fino a metà anni Ottanta, ndr). A lui piaceva provocarmi con sfide impossibili. Mi disse: “Vedi questo pacco di dollari? Se entri nel ristorante in sella alla moto diventano tuoi. Dimostrami di essere un vero uomo”. Detto, fatto. Ho acceso la Harley Davidson e ho puntato dritto alla vetrina. Davvero una pessima idea.
Sono iniziati quel giorno i litigi che hanno portato Waters ad abbandonare la band a metà anni Ottanta?
No, lì eravamo ancora in un clima di goliardia da liceo. Vede, sulla storia della nostra rottura è stato scritto di tutto, ma raramente qualcuno si è avvicinato alla verità. Non eravamo più in sintonia su nulla. C’era un conflitto reale sulla musica e sui testi. Per non parlare della politica: le sue posizioni erano troppo spostate a sinistra anche per uno come me, che pure si sente di sinistra. Lui è a priori contro tutte le guerre. È un pacifista intranisgente, il pacifista più aggressivo che abbia mai conosciuto. C’erano molte discussioni, a volte anche inutili. Ma se in quel periodo avessimo scritto musica meravigliosa, non ci saremmo separati. La verità è che le canzoni su cui stavamo lavorando erano mediocri e non all’altezza della nostra reputazione.
Così, da un giorno all’altro, lei si è trovato titolare del marchio Pink Floyd, la band più popolare del pianeta.
E sa di chi è il merito? Di Roger Waters. Mi ha spedito una lettera in cui annunciava di volersene andare: io ho preso in mano la situazione e sono diventato Mr. Pink Floyd.
Visti i precedenti, come avete fatto a suonare insieme qualche brano al Live 8 del luglio 2005?
Ci siamo sentiti più volte al telefono, abbiamo fatto delle prove insieme e devo dire che abbiamo lavorato in un’atmosfera di grande serenità nonostante tutto. Ma proprio quell’esperienza mi ha convinto che rimettere insieme il gruppo e andare in giro a suonare come una volta non è quello voglio. A volte, è meglio non riaprire le pagine chiuse.
È vero che prima dello show di Danzica, Lech Walesa, l’ex leader di Solidarnosc ed ex Presidente della Polonia, ha voluto incontrarla a tutti i costi?
Sì è andata così. Devo dire che anch’io ero curioso di conoscere l’uomo che ha contribuito a far crollare i regimi dell’Est. Mi ha travolto con un fiume di parole sulla situazione politica internazionale. Ma soprattutto mi ha fatto bere un numero impressionante di bicchierini di liquore un’ora prima della conferenza stampa che avremmo dovuto tenere insieme. Ho cercato di parlare il meno possibile per evitare gaffe.
Secondo lei perché il Primo ministro inglese, Gordon Brown, è così impopolare tra i suoi concittadini?
A volte, non riesce a comunicare il senso dei suoi provvedimenti, ma credo che alla base ci sia un deficit di carisma. Senza quello non si va molto lontano: nella musica, in politica e nella vita.
Dai suoi due matrimoni sono nati sette figli (l’ottavo è stato adottato) che hanno un’età compresa tra i 6 e i 32 anni. È preoccupato di farli crescere nell’Inghilterra delle gang di teenager che picchiano, uccidono e stuprano?
Sono preoccupato, ma non voglio impedire ai miei ragazzi di vivere una vita normale. Lo so che se vanno al pub o in discoteca rischiano di trovarsi coinvolti in una rissa. Ma non ho intenzione di tenerli al riparo dietro le mura della nostra villa in campagna.
Quando non indossa i panni di Mr. Pink Floyd, che cosa fa David Gilmour?
Tutto quello che non farebbe Mr. Pink Floyd. Compreso andare ai concerti come uno spettatore qualsiasi con mia moglie. Adoro anche passare ore al supermercato. Sono uno specialista nell’acquisto di cose inutili. Mi immergo così tanto nel ruolo di uomo casalingo da dimenticarmi chi sono. Non le dico l’imbarazzo quando mi chiedono un autografo mentre sto scegliendo la marca di fagioli e cipolle in scatola da portare a casa.
Amy Winehouse
Amy Winehouse in un’esibizione al Glastonbury Festival
Saranno Alicia Keys e Jack White a incidere il pezzo, Another Way To Die, che farà da colonna sonora alla fortunata serie. La popstar britannica, però, non ci sta e promette di pubblicare ugualmente il suo brano, che non ha ancora un nome, facendo coincidere la data d’uscita nei negozi con quella della release ufficiale, attesa per il 31 ottobre. Piena di rabbia per il licenziamento, la cantante di Rehab, ha anche lanciato un appello a mezzo stampa ai boss di James Bond, assicurando loro che si pentiranno presto per averla scartata: “Stanno cercando un sound pulito e noioso. Quando uscirà il mio brano – e farò di tutto per pubblicarlo lo stesso giorno di quello di Alicia Keys e Jack White- sarà la più grande hit mai ascoltata. Se dovessero cambiare idea, però, io sono pronta”. E aggiunge che solo lei è in grado di scrivere un pezzo capace di andare al numero uno nelle chart di mezzo mondo: “Avrebbero dovuto aspettare. Se quello che cercano è una worldwide hit, io ce l’ho in testa”. Peccato che i produttori di 007, non la pensino allo stesso modo. Loro, infatti, hanno già ascoltato la canzone, giudicandola sotto standard per il sequel di un format così amato. Il management, probabilmente, è stato anche condizionato da un recente studio statistico, che mostra lo scarso appeal della 24enne sugli inglesi. È stato chiesto, infatti, a 3.500 persone quali fossero le celebrities e i politici che più spesso popolano i loro incubi notturni. Al top della lista compare proprio lei, la fulminata Amy Winehouse, seguita da Marilyn Manson, Gordon Brown e Pete Doherty.
Amy Winehouse: il videoclip di You Know I’m No Good
Alla fine è sbottata. La vocalist gallese, che quest’anno che ha dominato le classifiche con l’album Rockferry, non ha retto l’ennesimo giornalista che la paroganava a Leona Lewis, la superstar inglese di X-Factor. A fare le spese dell’ira funesta di Duffy è stato un reporter americano che alla fatidica domanda “Ma lei si sente la nuova Leona?” è stato travolto da un fiume di parole. “Sarebbe come dire che tutti gli articoli sono uguali perché in ognuno ci sono le virgole, i punti e le parentesi”, ha sibilato la cantante. Che ha aggiunto: “Mi fa diventare pazza sentire che le persone mi paragonano a Amy Winehouse e a Leona Lewis. Mi etichettano come una di loro, senza nessun rispetto per la fatica, la determinazione e la visione artistica che ogni giorno metto in campo”. La 24enne, è davvero arrabbiata e ripete ossessivamente che vuole essere riconosciuta per il suo sound, ben diverso da quello delle colleghe. Ha deciso, quindi, di togliersi tutti i sassolini dalla scarpa, rivendicando la sua forte personalità: “Perché dovrei essere qualcun altro? Io non sono uguale a nessuno e voglio essere semplicemente me stessa”. La cantante di Mercy, però, si contraddice subito dopo0 ammettendo che alcuni paragoni, specialmente se appartengono alla top five delle sue icone musicali, le fanno molto piacere e gratificano il suo ego, come è successo di recente: “Sono stata paragonata a Diana Ross l’altro giorno, e questo per me è stato un vero complimento. Ho letto, poi, che qualcuno pensa io sia la versione femminile di Otis Redding, cosa che mi fa sentire molto bene, visto che lui è uno dei miei eroi”. In realtà, quindi, a Duffy non dispiacciono i paragoni, purchè vadano nella direzione che lei preferisce. Quello che davvero Duffy non sopporta sono le colleghe. Probabilmente si sente troppo brava e cerca di allontanare le possibili rivali. Che sia solo invidia?
Duffy: il clip di Warwick Avenue
Amy Winehouse in concerto
Amy Winehouse è preoccupata per le instabili condizioni mentali di Blake e ha deciso di trovare una casa nell’area di Suffolk, città che ospita le carceri minori di Edmund HIll, Blundeston e High Point, dove presto verrà spostato il marito. Questo le darà la possibilità di far visita più spesso a Fielder Civil, che deve scontare ancora due mesi e mezzo di detenzione. Il 26enne, accusato di corruzione e aggressione, infatti ha fatto temere per la sua vita quando è crollato in un pianto isterico nella cella di Pentonville di fronte a una foto della moglie appesa al muro. Pare il consorte della popstar si sia messo a urlare: “Perché proprio a me?”. Immediatamente è scattato l’allarme e ad aiutare la coppia in crisi ci si è messo un samaritano, che, dopo aver parlato a lungo con il ragazzo, ha persuaso lo staff del carcere chiedendone il trasferimento. “Il personale di Pentonville è davvero dispiaciuto per Blake e il management di Amy è solo felice che lei voglia trasferirsi lontano dalla città”, ha rivelato una fonte vicina ai due ragazzi. Nel frattempo, la Winehouse si tiene impegnata con le canzoni del prossimo album, il terzo. I testi, malinconici e autobiografici, raccontano di quando era bambina : “Sta lavorando su un brano in cui parla della sua educazione ebraica. Questo la riporta indietro nel tempo, a quando era felice e nessuno si interessava di lei”, emerge dal suo entourage che ha anche riportato parte del testo di uno dei suoi nuovi brani dal taglio decisamente culinario: “Posso cucinare zuppe, polpette di carne e un buon pollo fritto e arrosto”.
Amy Winehouse: ubriaca al concerto Rock in Rio

Menagrami dell’ultim’ora, fate i vostri giochi. Quando morirà Amy Winehouse? La cantante inglese, che è stata ricoverata nei giorni scorsi in seguito a un collasso polmonare dovuto all’abuso di droghe, stimola la curiosità un po’ macabra degli amanti della casistica. E in rete spunta il sito “When will Amy Winehouse Die?“, con una gallery di foto della star in condizioni non ottimali a campeggiare in home.
L’abilità richiesta agli utenti è indovinare la data di morte della rockeuse. Chi la azzeccherà vincerà un iPod Touch. E c’è da dire che le predizioni finora non sono molto incoraggianti per la Winehouse. Una delle meno ottimistiche la vede davvero imminente, per il 13 agosto di quest’anno. E a dirla tutta sono molti quelli la fissano per il 2008. Ci sono anche messaggi di pre-condoglianze, che vanno dal rattristato al cinico. Ecco alcuni esempi: “Mandela e Dio ti staranno aspettando” (predizione morte: 27 settembre 2011). “Amy, noi ti amiamo… quindi… perché?” (predizione: 13 novembre 2008). “Dio abbracci la tua anima e ti aggiunga a Janis Joplin e agli altri eroi. Ora sei un’icona della musica mondiale!” (predizione: 24 dicembre 2008). “Te l’avevo detto” (predizione: 28 novembre 2008).
Ma Amy non se la prenda, del resto non è la prima ad attirare stime così funeste. Già Britney Spears ne era stata oggetto con simile sito “When is Britney Going to Die“. E ancora la pop star è viva e vegeta. Nel suo caso, in palio c’è una PS3. Il portale Deathclock addirittura permette a ogni internauta di… predirsi la morte. Basta indicare la propria data di nascita, insieme ad alcuni dati personali come il sesso e se si è fumatori o meno, e vengono calcolati il giorno e l’ora del proprio di decesso. Ovviamente molto presunti. Simile cosa in LongAgony. Per chi volesse provare, c’è anche la versione italiana, dove quindici domande da completare precedono la predizione. Chi vuole si può anche stampare il proprio certificato di morte. In bocca al lupo…
Quanto costa sentire suonare i tuoi artisti preferiti ad una festa privata? Pop Babylon, uno dei libri che svela tutti i segreti dello showbiz musicale, lo ha scoperto e ha stilato il “tariffario” extra lusso dei musicisti più pagati. In cima all’elenco compaiono i Rolling Stones, capitanati dal frontman Sir Mick Jagger: sono arrivati a percepire fino a 3,5 milioni di sterline da un texano multimilionario che li voleva sentire suonare alla sua festa di compleanno all’ hotel Hard Rock di Las Vegas. Le All Saints e Janet Jackson, hanno ricevuto reciprocamente 250.000 sterline e 500.000 sterline per presenziare al party dei 18 anni della figlia del Sultano del Brunei, che ha aggiunto al cachet delle cantanti un diamante a testa. Bill Gates non ha resistito e per sentire Sting al New York Supper Club ha pagato 250.000 sterline. Niente male anche per l’inaffidabile Amy Winehouse che negli ultimi 12 mesi ha suonato per Louis Vuitton a Parigi e per Abramovich a Mosca, ricevendo 1 milione di sterline a concerto. Meno quotate le Sugarbabes che hanno preso “solo” 250.000 sterline da un ricco uomo d’affari russo per un’esibizione di 30 minuti: nella tracklist sette canzoni. Paul McCartney, invece, ha chiesto ben 500.000 sterline per il concerto privato a casa di Wendy Whitworth, un direttore di American TV. Insomma il nuovo trend, se sei un calciatore, un attore o semplicemente un ricchissimo uomo d’affari, è quello di ingaggiare senza badare a spese un artista vincitore dei Grammy Award. Oltre che al piacere personale di chi ascolta c’è quello di ingolosire di chi sbava dietro a un simile lusso riservato ai soliti vip. Sotto un elenco delle popstar più pagate e dei loro incassi.
Rolling Stones – 3.5 milioni di sterline
Sir Elton John - 1milione di sterline
Robbie Williams - 1milione di sterline
Rod Stewart - 1milione di sterline
Amy Winehouse - 1milione di sterline
Janet Jackson – 500.000 sterline
Pussycat Dolls – 500.000 sterline
Sting – 250.000 sterline
Sugababes – 250.000 sterline
All Saints – 250.000 sterline
Girls Aloud – 200.000 sterline
Rolling Stones: Satisfaction in concerto
A Fielder Civil Blake la Winehouse non basta più. Sono mesi ormai che il marito della turbolenta 24enne, dalla piccola scrivania della sua cella, si scambia dozzine di lettere hot con Melissa Goldstone, un’ex detenuta che ha avuto parecchi guai con gli stupefacenti. Le fantasie sessuali sono cominciate circa 7 mesi fa, quando Blake era agli inizi della sua detenzione, e presto sconfinate in morbose visioni hard. La sua perversione preferita è un festino a base di droghe varie che culmina con un’orgia nella toilette di un ristorante. “Ti benderei tutto il corpo e stringerei le mie mani attorno alla gola fino a farti urlare insulti irripetibili”. Questo è solo uno stralcio delle appassionate lettere che Blake invia di continuo alla Goldstone, aggiungendo particolari sempre più piccanti. Come quello che vede la moglie Amy protagonista di un incontro a tre, una volta fuori dal carcere di Pentonville. Ed ecco così che la Winehouse si prepara ad incontrare la nuova amichetta del marito per approfondire la conoscenza. “Cara Melissa, ho detto a Amy di noi due e le ho fatto leggere alcune tue lettere. Adesso la mia compagna chiede di vederti e di avere il tuo indirizzo per cominciare a scriverti”, ha scritto tutto agitato Blake, che già comincia ad assaporare il gusto della libertà. Che per lui non significa una serata in casa a guardare il football, ma un’orgia con due donne possibilmente fuori di testa.
Amy e Blake: quando erano felici