
Anonymous (Columbia Pictures)

Mettendo per una volta da parte le catostrofi imminenti, le temibili invasioni aliene e i maremoti, Roland Emmerich ora accontenta gli appassionati di cospirazionismo e segreti - letterari - ammantati con Anonymous, dal 18 novembre in sala.
Dando luce e per di più credibilità alle teorie che vedono dietro alle celebri opere attribuite a William Shakespeare un altro autore. Svelando uno dei più grandi “falsi della letteratura”, secondo il regista tedesco naturalizzato americano, ovvio. Continua

Anonymous (Warner Bros Italia)
Chi c’era dietro a William Shakespeare? O meglio, dietro alle opere passate alla storia come composte dall’attore William Shakespeare? Domande lecite, soprattutto sapendo che poco si sa della biografia del presunto scrittore, tanto che qualcuno sostiene che il vero Shakespeare fosse addirittura quasi analfabeta. Questo si chiede Roland Emmerich nel suo nuovo film Anonymous (dal 18 novembre nelle sale italiane). Se lo chiede e ci dà anche delle risposte. Panorama.it vi offre una video-intervista esclusiva al regista americano, in passato autore di pellicole catastrofiche di successo come The Day After Tomorrow - L’alba del giorno dopo e Independence Day. Continua

Guerra a Scientology. Questa volta a prendere di mira il controverso movimento religioso (con oltre duecentomila seguaci in tutto il mondo) non è un ex adepto critico per le modalità poco ortodosse della “chiesa” fondata da L. Ron Hubbard nel 1954. Ma una più vasta operazione avviata in rete da un gruppo che si firma “Anonymous” e che sta dando vita a proteste virtuali e sit-in (reali) in molte città, oltre a diverse polemiche con i rappresentanti di Scientology.
Tutto parte da un episodio di quattro anni fa ma che fino ad ora era rimasto segreto. È il 2004 e Tom Cruise, il più noto seguace del movimento (”numero due” secondo una recente biografia), ha appena ricevuto la Freedom Medal Of Valor, uno dei più alti riconoscimenti di Scientology. Al termine della cerimonia tiene un lungo discorso di fronte a una telecamera, in cui decanta le lodi della chiesa: “Siamo i migliori a portare la gente fuori dalla droga. Siamo l’autorità per la mente. Siamo la strada per la conoscenza. Siamo in grado di riabilitare i criminali”.
Il tutto viene ripreso dalle telecamere e diffuso solo per uso interno. Fino a quando, lo scorso mese, un estratto del filmato compare improvvisamente su YouTube. La stampa anglosassone non è tenera nei confronti della star di Mission Impossible. The Daily Telegraph parla di “un Cruise dalle sembianze maniacali”.
Il video al centro delle polemiche
A pochi giorni dalla pubblicazione, Scientology (famosa per la strategia “attacca chi attacca“) richiede la rimozione del video da YouTube per violazione delle leggi sul diritto d’autore, ma anche perché “sono stati presentati estratti in maniera selettiva e fuori dal loro contesto originario con l’intento di ridicolizzare e creare controversia”.
Oltre a ripubblicare il video in lungo e in largo per la rete, gli “Anonymous” controbattono con un comunicato stampa che è una vera e propria dichiarazione di guerra. Lo scopo? “Porre fine allo sfruttamento economico dei membri della Chiesa e proteggere la libertà di espressione”. Il sito di Scientology viene attaccato da alcuni hacker e reso irraggiungibile per una giornata. Ma il vero campo di battaglia diventa YouTube, dove iniziano a comparire diversi video-denuncia e parodie di Tom Cruise.
Video di denuncia: Message to Scientology
Video-parodia di Tom Cruise
Oltre che sui media, il tam-tam inizia a strabordare in rete. In poche settimane sul popolare sito di social-networking Facebook prendono vita due gruppi con oltre 5mila iscritti. A questo punto la protesta da virtuale diventa reale. E lo scorso sabato 10 febbraio vengono organizzati diversi sit-in a New York, Los Angeles, Bruxelles, Parigi, Toronto, Birmingham e altre città. Le manifestazioni sono assolutamente pacifiche: gente che marcia mascherata o si rotola per terra, “raid” davanti alle sedi della Chiesa.
Il sit-in di Birmingham
Il sit-in di Parigi
Una manifestazione a Los Angeles
Scientology, dal canto suo, ha risposto con un comunicato in cui ribadisce la propria posizione: “Come esiste il diritto di comunicare esiste anche quello di non farlo, soprattutto se ciò che viene trasmesso diventa oggetto di derisione e, peggio ancora, usato per discriminare in modo insensato una comunità religiosa”.