
Eleonora Abbagnato
Manca poco più di un mese alla nascita della sua Julia, ma Eleonora Abbagnato è ancora nel pieno delle sue attività “Adesso però mi fermo -ci dice- se no la bimba nasce”.
Contattiamo telefonicamente l’etoile dell’Opèra di Parigi nel giorno dell’inaugurazione della stagione della Scala. Lei col suo pancione quest’anno non assisterà allo spettacolo, ma ci tiene a lanciare un in bocca al lupo a tutto il corpo di danza Continua

(© Gerald Bruneau)
Voluto dall’associazione Donna Onlus con il patrocinio del ministero per le Pari Opportunità, fa parte di una campagna di informazione contro anoressia, bulimia e disturbi alimentari che sono la prima causa di morte per le ragazze tra i 12 e i 25 anni. Continua

Una donna sola, sul palcoscenico, che parla con il figlio che porta in grembo. E gli racconta la sua vita, segnata dall’anoressia: tornando indietro fino all’infanzia e di volta in volta trasformandosi nelle persone che hanno segnato, nel bene e nel male, la sua esistenza. Il padre scomparso troppo presto, la madre assente e critica, l’uomo che ha abusato sessualmente di lei quando era piccola. È La bambina con la pelliccia, spettacolo teatrale scritto e diretto da Eleonora D’Urso e interpretato dall’attrice Federica Bognetti.
Al termine della pièce, il dibattito: sul palco sale una delle psicologhe dell’Aba, l’Associazione Bulimia Anoressia, e comincia un botta e risposta con il pubblico, tra cui – conferma la giovane regista, Eleonora D’Urso – “ci sono spesso, per non dire sempre, ragazze e ragazzi con disturbi alimentari”. E racconta un episodio significativo: “A Torino una ragazza venne a vedere lo spettacolo, poi si fermò a parlare con noi. La sera dopo venne di nuovo, stavolta accompagnata dalla madre. E mi disse: “Sono riuscita a convincere mia madre a venire a vedere il vostro spettacolo. Lei, prima, non aveva mai fatto nulla insieme a me”. Poi questa ragazza continuò a tenersi in contatto con me tramite email e sms: fu la prima volta in cui capii quanto La bambina con la pelliccia potesse significare per le persone che vivono il dramma dell’anoressia”.
Aggiunge Fabiola De Clercq, fondatrice dell’Aba con un passato di anoressia alle spalle e un presente dedicato ad aiutare chi soffre di disturbi alimentari: “Tante persone si sono rivolte alla nostra associazione (il numero verde è 800 165616, ndr) dopo aver visto lo spettacolo. Perchè quando le informazioni sull’anoressia e la bulimia “passano” in maniera corretta, empatica ed etica, la richiesta d’aiuto aumenta”.
Lo spettacolo, liberamente tratto dal libro autobiografico Tutto il pane del mondo (Bompiani) della De Clercq, ha debuttato nella sua prima versione nel marzo del 2005, per toccare poi nel corso del 2006 Milano, Bolzano, Verona, Ancona, Fabriano e Padova. Ora, rivisto e completato, è stato presentato in versione definitiva al teatro Garage di Genova, con un grande successo di pubblico e di critica. Dal 22 al 24 febbraio sbarcherà a Roma, al teatro Cometa Off.
“Il libro di Fabiola De Clercq mi capitò in mano per caso, ormai quasi dieci anni fa” ricorda la regista: “mi stavo documentando per fare un’audizione per il ruolo di una ragazza anoressica. Tutto il pane del mondo mi colpì subito, anche se non avevo mai vissuto in prima persona disturbi alimentari, né avevo conosciuto persone anoressiche”. Il libro le tornò in mano nel 2004, e così elaborò una proposta di trasposizione teatrale e la propose all’Aba. Dopo un lungo e impegnativo lavoro sul testo, lo spettacolo ha ottenuto il patrocinio dell’associazione.
Eleonora D’Urso, sia come attrice sia come regista, non era nuova ai temi sociali: nel 2004 aveva portato a teatro, con Davide Carnevali, lo spettacolo E’ da tanto che volevo dirvi (Storia di un abuso), in cui affrontava il tema della violenza all’interno del nucleo familiare: “Nel mio lavoro prediligo le tematiche forti” afferma “ma mi impegno sempre per non scadere nella spettacolarizzazione del dolore, nel banale, nell’eccesso”.
Perché, a dispetto del tema, La bambina con la pelliccia è un inno alla vita. “Portiamo in scena la speranza della guarigione”, spiega la regista: “Con momenti di forte comicità che sorprendono il pubblico, lo fanno sorridere. Non vogliamo creare un’atmosfera tetra: vogliamo comunicare, invece, che dall’anoressia e dalla bulimia si può uscire”. E, aggiunge l’attrice Federica Bognetti, non a caso la protagonista aspetta un bambino: “È incinta non solo di suo figlio, ma anche di se stessa. Della propria rinascita”.

Oliviero Toscani colpisce ancora e torna a far discutere con la sua foto choc sull’anoressia: la modella francese Isabelle Caro ha posato per la campagna pubblicitaria realizzata per Nolita, fashion brand del gruppo Flash&Partners.
La ragazza, scheletrica e completamente nuda (pesa appena 31 chili), ha scelto di esporsi- come ha detto a Vanity Fair - ”perché la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l’anoressia”.
”L’anoressia è un tema tabù per la moda” ha dichiarato il fotografo “Come l’Aids ai tempi: nessuno nel giro della moda aveva l’Aids…. Adesso invece l’argomento tabù è l’anoressia. Io non credo che la moda abbia grandi responsabilità nel problema dell’anoressia, è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi”.
Fatto sta che mentre l’immagine campeggia a doppia pagina sui quotidiani e sui manifesti pubblicitari lungo le strade delle città, sono esplose le polemiche: ”Esageratamente cruda” è il primo commento di Fabiola De Clercq, presidente dell’Aba, (associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia), e autrice di molti testi sull’argomento.
”Credo che queste campagne con immagini così dure e crude siano giuste, opportune” ha commentato invece Giorgio Armani. In sintonia con Stefano Dolce e Domenico Gabbana: ”Finalmente qualcuno dice la verità sull’anoressia, cioè che non un problema della moda ma un problema psichiatrico”. ”Il problema più grande, e perfino evidente, è ormai quello dell’obesità, ma sono entrambi, fenomeni contro cui lottare” concludono gli stilisti “ma non sono problemi strettamente della moda. Nella moda le donne sono sempre state molto sottili, anche negli Anni 50 e 60”.
Se il ministro della Salute plaude alla campagna di Toscani, un altro esperto è in completo disaccordo con l’utilizzo di una malata per fini pubblicitari ed economici: “Il messaggio che passa è che l’anoressia è una scelta che si può evitare: stiamo parlando di un fenomeno molto più complesso che ha varie origini, genetiche, psicologiche” sostiene Riccardo Dalle Grave, presidente dell’Aidap (associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso). Anche dal mondo dei pubblicitari c’è perplessita: ”Mi auguro molto caldamente che gli effetti di questa pubblicazione siano stati prima testati con grande attenzione e che i risultati siano stati incoraggianti” è l’auspicio di Annamaria Testa.
Toscani chiosa: “Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all’immagine e non di fronte alla realtà. Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo”.
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