
Il rito (© 2011 New Line Productions)
Lo sguardo inquietante del miglior Anthony Hopkins è il biglietto da visita del film Il rito (The rite) e della sua atmosfera da incubo, fatta di possessioni demoniache ed esorcismi. Il thriller, prossima anteprima in Dvd in uscita con Panorama, è girato dal regista svedese Mikael Håfström ed è tratto dal libro omonimo del giornalista americano Matt Baglio. Storia vera di un esorcista di oggi, e fatti realmente accaduti. Continua


di Antonella Piperno
Sarà pure vero che l’Italia non vince un Oscar dal 1998 e che all’ultima consegna di statuette è toccato consolarci pensando al passaporto tricolore della moglie di Colin Firth. Però c’è chi si sta dando da fare: Marta Gastini, un nome che finora conoscevano giusto gli addetti ai lavori.
Un’attrice di soli 21 anni che però si è appena presa il lusso di passeggiare lungo il red carpet del Kodak Theatre di Los Angeles («il primo della mia vita») insieme con Anthony Hopkins.
Con l’attore gallese, infatti, Gastini ha girato Il rito, film in programmazione nelle sale dall’11 marzo: lui è l’esorcista, lei l’indemoniata. Nella pellicola Marta, che ha cominciato nella sua Alessandria interpretando la Madonna nelle recite del catechismo, è Rosaria, la nipote di Maria Grazia Cucinotta: una sedicenne incinta e posseduta, affidata a Hopkins-padre Lucas. E se il protagonista alla fine delle riprese le ha detto «ciao genio», c’è da sperare.
Panorama l’ha incontrata in un bar di Trastevere a Roma, dove si è trasferita da poco, alla vigilia dell’uscita del film e della sua partenza per Praga, sede del set dei Borgia, una nuova serie tv europea dove interpreterà Giulia Farnese. Il suo volto senza trucco, giusto un filo di rossetto, ricorda un po’ quello di una Asia Argento ragazzina.
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Wolfman (Credits: Universal Pictures)
LA GALLERY DEI FILM DEL WEEKEND
Leggi Benicio Del Toro, leggi Anthony Hopkins e, anche se i lupi mannari non ti hanno mai fatto particolare simpatia, ti aspetti che Wolfman possa essere quel film da intensi brividi cinematografici che positivamente ti sorprende. E poi sapere che c’è anche la grazia inesplosa di Emily Blunt dà al tuo immaginario sfumature da pellicola che ha buona chance di conquistarti.
Invece già dopo le prime scene capisci che Joe Johnston ti ha fregato. Continua

LA GALLERY DEI FILM IN USCITA
Appuntamento con la storia del gigante buono della boxe, auto spaziali tra mille effetti speciali e seconda prova di regia per Anthony Hopkins: ecco cosa propone il weekend per il grande schermo. Dal 9 maggio arrivano infatti nelle sale Carnera - The Walking Mountain, Speed Racer e Slipstream.
CARNERA - THE WALKING MOUNTAIN
Il regista che ha portato al cinema la grande tragedia del 1963 del Vajont, Renzo Martinelli, questa volta traduce sul grande schermo la biografia italo-americana del pugile friulano Primo Carnera in Carnera - The Walking Mountain. E ha scelto Andrea Iaia per interpretare il ragazzone alto oltre due metri che, partito dalla miseria e dal paesino di Sequals, notato dall’ex campione francese dei pesi massimi Paul Journée, sotto la guida esperta e spregiudicata di Léon Sée, il più famoso manager di boxe, realizza un sogno ritenuto impossibile: nel 1933, al Madison Square Garden di New York, la “Montagna che cammina” sconfigge Jack Sharkey e conquista il titolo mondiale dei pesi massimi. Mantenendo però sempre i suoi valori di sacralità della famiglia, attaccamento alla propria terra e alle proprie radici, spirito di sacrificio per costruire un avvenire migliore per i propri figli, consapevolezza che una sconfitta è tale solo se si rimane a terra e non ci si rialza. Qui il trailer da Youtube:
Imponente l’opera di post-produzione, con 1500 inquadrature digitali e venti mesi di lavoro al computer per ricostruire le grandi arene del passato: la Wagram Hall di Parigi, la Royal Albert Hall di Londra, il Madison Square Garden e il Garden Bowl di New York. E anche un complesso lavoro di “crowd replication” (moltiplicazione di folla) mai effettuato prima in Italia, che ha consentito la creazione di folle composte da migliaia di persone. Nel cast pure Anna Valle, F. Murray Abraham, Paul Sorvino, Kasia Smutniak, Daniele Liotti, Antonio Cupo, Nino Benvenuti.

SPEED RACER
Il giovane alla ricerca di terre selvagge e solitudine di Into the wild, si trasforma in un amante delle corse sulla sua auto super speciale. L’attore statunitense Emile Hirsch è infatti il protagonista del nuovo film dei fratelli Wachowski (i creatori della trilogia di Matrix), Speed Racer, ispirato a una serie di manga giapponesi degli anni ‘60 creata da Tatsuo Yoshida e intitolata Pilot Ace, in Italia nota come Go go Mach 5. A metà tra live action e animazione 3D, la pellicola snocciola oltre duemila effetti speciali, presentando duelli automobilistici mirabolanti, macchine stupefacenti, sfide mozzafiato. E accanto a Hirsch tante star, da Susan Sarandon a Christina Ricci e John Goodman. Qui il trailer da Youtube:
Speed Racer (Hirsch) è un talento naturale dell’automobilismo, figlio di un costruttore di vetture da corsa. Il suo sogno è vincere con la Match 5, una macchina da corsa realizzata dal padre, con una serie di dotazioni molto particolari, rompendo così le ferree regole non scritte di un mondo corrotto dove comandano gli sponsor multimiliardari e ha successo solo chi si lascia comprare.

SLIPSTREAM
Inoltrandosi nella produzione cinematografica indipendente, Anthony Hopkins è sceneggiatore, regista e protagonista di Slipstream - Nella mente oscura di H.. Tra surreale e onirico, si confondono i confini di reale e immaginario e la pellicola conduce nella mente tortuosa di un uomo nella cui vita sembrano coincidere la dimensione del sogno e quella della realtà. Felix Bonhoeffer (Hopkins) è uno sceneggiatore, la cui esistenza si complica quando i personaggi che lui stesso ha creato cominciano ad apparire nel suo mondo e ad interferire nella sua stessa vita. Guarda il trailer da Youtube:
“Sono affascinato dal tempo e dalla percezione degli eventi al di là del tempo. La vita ha una dimensione così illusoria e onirica, che credo che tutto sia un sogno… un sogno dentro un sogno” spiega Hopkins. “Sono intrigato dal fatto che man mano che divento vecchio, ogni momento scivola nel passato. Cos’è reale? Cos’è immaginazione o fantasia? Afferri questo momento e poi, improvvisamente, è andato. Dieci minuti fa stavo parlando, ma tutto ciò ora se ne è già andato. È tutto un sogno”.
LA GALLERY DEI FILM IN USCITA
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Ray Winstone, attore britannico cinquantenne di certo non noto per il suo fisico atletico, si trasforma in un giovane eroe epico coi muscoli scolpiti e la forza leggendaria. E Angelina Jolie, il cui corpo non ha bisogno di ritocchi, è un mostro acquatico, dal nudo integrale spolverato di liquido dorato. Potere del live-action arricchito dalla lavorazione digitale. E così La leggenda di Beowulf, film del regista premio Oscar (per Forrest Gump) Robert Zemeckis, più che una pellicola epica che rimarrà nelle memorie è soprattutto un concentrato di effetti speciali che riporta sugli schermi la più antica epopea esistente in lingua inglese. Dal 16 novembre nelle sale. Con gli attori talvolta poco riconoscibili che hanno le movenze di personaggi da videogioco.
Anthony Hopkins è uno sgraziato e panciuto Re Hrothgar, dalle abitudini laide, Robin Wright Penn (che alla più decantata Angelina ha ben poco da invidiare, soprattutto nella recitazione) è la delicata moglie Wealthow, John Malkovich è lo scettico discepolo Unferth.
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La tecnica del performance capture, già usata da Zemeckis in Polar Express, ha eliminato il problema dell’aspetto, dell’età, del colore e del genere nella definizione del cast. D’altronde sarebbe stato difficile trovare un attore che rappresentasse le caratteristiche di possenza, altezza e prestanza fisica immaginate in Beowulf, l’antenato degli eroi moderni, da Conan a Superman fino all’Incredibile Hulk.
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Tramite questa tecnologia viene applicata una miriade di sensori a volti e corpi degli interpreti, attraverso delle tutine aderenti in licra, così che le performance attoriali possano essere “catturate” e inserite in un computer. E da qui lavorate per una nuova forma espressiva, per niente cartoony. Con la sensazione di un prodotto d’animazione ma con protagonisti umani.
Di sicuro una delle scene più aderenti al reale (eccezion fatta per la coda da strega marina) è quella del tanto chiacchierato nudo integrale della Jolie. Qui il video in inglese, da Youtube:
Nella Danimarca del VI secolo d.C., Beowulf libera il regno dalle mattanze del mostro Grendel. In atmosfere grottesche e talvolta comiche, tra rudezze e trucidità tipicamente vichinghe, bardi e guerrieri, demoni e misteriose creature, come la seduttrice mamma di Grendel, Angelina. In otto sale italiane il film sarà proiettato in formato 3D.
La signora Pitt, sempre più bella (che talentuosa), è la protagonista di un’altra pellicola dal 16 novembre al cinema, presentata allo scorso Festival di Cannes. Il volto impegnato della diva. A mighty heart - Un cuore grande racconta le fatiche, d’amore e coraggio, di Mariane Pearl, moglie di Daniel Pearl, il reporter americano del Wall Street Journal rapito e ucciso in Pakistan, quando lei era incinta di sei mesi. Il trailer (da Youtube, in inglese):
Infaticabile, nel 2008 uscirà un nuovo lungometraggio con l’ex Lara Croft, che riprende la pistola in mano, nell’action movie tratto dal fumetto di Mark Millar, Wanted. Al suo fianco Morgan Freeman e il nuovo talento britannico James McAvoy (Espiazione, Becoming Jane), tutti membri di una confraternita di killer spietati. Qui il primo trailer in italiano: