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La peggio gioventù si mette in mostra on line

di Cristina Bassi, Nicola Bruno, Luca Dello Iacovo

La selva oscura della Rete. È l’angolo buio dell’enorme prateria dove pascola l’ultima generazione, quella che è capace di dialogare col mondo davanti allo schermo di un computer. Panorama si è soffermato nell’angolo buio. E tra la giungla di siti, blog, video pubblicati online ha scoperto un mondo che va al di là dell’immaginazione.
Droga, razzismo, sesso estremo, violenza e molto altro. Raramente gli “adulti” si affacciano a vedere cosa succede daquelle parti. Accade quando è
la cronaca nera a forzare la mano. È accaduto per esempio dopo l’assassinio di Meredith, a Perugia, e dopo la strage dello studente finlandese. Due fatti di sangue preceduti da incursioni dei protagonisti nel mondo virtuale. È là che bisogna cercare per cogliere la degenerazione di una generazione. Che ormai vive oltre il senso della privacy, ossessionata dal bisogno di condividere e raccontarsi. Anche negli aspetti più sconcertanti.
Ci si ubriaca a una festa universitaria e si finisce col menarsi? Qualcuno riprende con il cellulare e il giorno dopo il filmato è su Youtube, naturalmente senza aver chiesto il permesso ai compagni di sbronze. Il fotoclip (immagini accompagnate da un sottofondo musicale) è un format a forte impatto emotivo, utilizzato per raccontare le esperienze più varie. Lo studente finlandese è ricorso allo stesso sistema per annunciare il suo proclama contro “l’umanità sopravvalutata” nel video intitolato Jokela High School Massacre e “postato” su Youtube. Si firmava Sturmgeist89. Ma nessuno pensava che potesse sparare davvero.

Violenza
Sul web già compaiono i video sulla guerriglia seguita alla morte del tifoso Gabriele Sandri (qui il profilo che Gabriele aveva su MySpace). E da Milano a Palermo, si rincorrono altri filmati di scontri tra ultras e polizia con molotov, fumogeni, mazze, pietre. Urla di sfida contro le forze dell’ordine e gli avversari, come nel coro cupo di alcuni tifosi napoletani: “Sangue. Violenza. Per chi non ci rispetta“. O come nel video in cui un giovane allo stadio Friuli di Udine grida contro i “terroni“.

Se i campi sportivi diventano trincee durante le giornate di campionato, dalle città arrivano reportage filmati con il cellulare dai testimoni di risse e scontri. Così, per esempio, si vede che in un incrocio di Napoli bastano un tamponamento e un insulto sottovoce per arrivare alle mani. Sempre un telefonino riprende Dario, un adolescente seduto su un marciapiede di periferia, mentre litiga con gli spacciatori: “Nui vennimm’ l’erba” grida uno dei presenti. In un altro filmato un ragazzo colpisce a pugni il volto di un coetaneo, lo costringe a sdraiarsi a terra, si siede sopra di lui e continua a picchiarlo con un pallone sgonfio: due amici si avvicinano, riprendono la scena con i cellulari e la guardano in diretta sullo schermo. Come se fosse un film.
All’ingresso di una nota discoteca romana scoppia una rissa: si vedono intervenire quattro uomini della sicurezza per dividere gli avversari. Pugni, urla, sangue. E nelle immagini dei concerti del gruppo Zeta zero alfa alcuni fan usano cinture borchiate per frustarsi in massa: saltano, si scontrano e colpiscono gli altri a tempo di musica. Un rito collettivo chiamato “cinghiamattanza“.
Nei blog spesso appare anche un altro genere di violenza, più sotterranea, quella contro se stessi: “Al benché minimo dolore io ho voglia di suicidarmi” scrive Mattia nella sua pagina online. E Roby, 15 anni: “Riuscirei a suicidarmi? È difficile dirlo. Me lo sono chiesta parecchie volte”. Zoe è una veterana del mezzo (blogga dal 2004) e si presenta con una lunga serie di icone: è una cattiva ragazza, “chimica” e “acida”. Si descrive in versi: “Ma c’era un male in lei che non si cura mai, né coi baci, né con la cocaina sai, senza lacrime, senza regole”.

Armi e droga
Con il web, poi, l’aggressività si può imparare facilmente. Non è difficile trovare video di corsi, realizzati all’estero, che insegnano come usare un kalashnikov, una p38, una glock. Gli istruttori sono precisi: spiegano il montaggio dell’arma, la manutenzione, il funzionamento, l’impiego in azione. In alcuni casi sono bambini che indossano un’uniforme a impugnare pistole e fucili per provarne l’efficacia.
Poi la droga, tanta. L’utente Delirious- People si riprende con gli amici subito dopo avere ingoiato una pasticca. E via così, molti altri, come il primo piano di “Bianco calato dopo una serata con i gnari del parco”: pallidissimo in volto, prova comunque ad articolare qualche suono mentre l’amico più sveglio lo incalza. L’autore del video condivide molte altre bravate notturne: le “pisciate nel cestino” in un viale di periferia o la “gara a chi si fa più male schiantandosi contro una siepe a bordo di un carrello”. A Lago Patria, in provincia di Napoli, un gruppo di ventenni passa il pomeriggio all’insegna di “un po’ di robba mista“. Uno di loro dice: “Oggi m’appicc’o cervello”. Cosa avranno assunto? Molto probabilmente cobrett, il composto di hashish ed eroina di scarto venduto per pochi euro in tutte le grandi città.

Razzismo
“Qual è la razza peggiore tra zingari, romeni, cinesi, negri, albanesi? Chi vorreste eliminare e perché?” si chiede il Dona su un forum frequentatissimo. “Le razze esistono, ce ne sono di superiori e di inferiori” gli fa eco il moderatore di “Socialmente inutile“. “No all’Islam” ha creato un blog dove spiega perché, secondo lui, gli italiani dovrebbero riprendersi il proprio Paese usurpato dai musulmani. Persian Mehdi gli risponde con altrettanta aggressività. Altro che integrazione: “Roma un giorno sarà capitale islamica, impara a rispettare gli islamici perké sono solo loro ke governeranno sui tuoi figli”.
Il razzismo trova modo di esprimersi anche attraverso i video. “Via gli zingari” è il titolo di un manifesto fatto di foto e slogan presi dall’estrema destra, mentre un altro spot girato da adolescenti (”Disinfestazione zingari“) spiega come cacciare i nomadi. Il proclama “Contro l’invasore extracomunitario” è pronunciato dalla finestra, a mo’ di Duce, da Andre che fa il saluto romano e indossa la camicia nera davanti al suo pubblico. Un altro ragazzo robusto col giubbotto in pelle mima con una bottiglia rotta in mano un romeno. Conciso ma convinto, un membro dei Casetta boys dichiara davanti alla web cam: “Sono contro i musulmani“.

Sesso & affini
Chi si sognerebbe di spogliarsi in una stanza piena di gente? Quello che nella vita reale è un caso isolato, in rete può diventare la norma. Gli interpreti di una fiction a sfondo erotico (che però è vera e si gioca a volto scoperto) sono adolescenti e ventenni, maschi e femmine allo stesso modo. A volte i visi non ci sono, si vedono solo dei pezzi di corpi. Ma non manca chi si mostra per intero e sorridente. I filmati di semplici strip tease sono ormai superati, c’è chi va oltre: la liceale che fa la lap dance nel bagno della scuola e rimane in topless, i due ventenni in mutande e al guinzaglio che si fanno frustare dal loro “padrone”, le due ragazzine in jeans e maglietta, con l’apparecchio ai denti, che si baciano a lungo davanti alla telecamera. La voce fuori campo di un ragazzo dà le istruzioni e insiste perché non smettano. Alla fine le protagoniste si spazientiscono: “Per continuare vogliamo essere pagate”.
Molti filmati spesso sono goliardici, come la “pubblicità progresso” dal titolo “Dona il tuo pene“. Ma a volte sconfinano nell’inquietante: Giuseppe A. indossa solo slip bianchi e scarpe rosse coi tacchi a spillo e si scrive addosso col rossetto frasi enigmatiche, come “3° sex” od “orientamento sessuale”.
Non c’è solo esibizionismo, anche voyeurismo: Margherita, architetto milanese, mette online la “Cronaca di una lunga scopata dei miei vicini” e un giovane poco elegante, non riconoscibile, pubblica (su Metello.com) il filmato di un amplesso estivo con una ragazza di cui fa nome e cognome. I due ragazzi, sui 25 anni, sono completamente nudi a letto, le immagini non lasciano nulla all’immaginazione.
Il sesso è l’argomento di decine di blog tematici, forum, annunci. A partecipare sono soprattutto ragazzi intorno ai 30 anni. I più gettonati sono i diari erotici e le raccolte di racconti, anche pornografici, spesso amatoriali. Il Diario di una donna qualunque riporta testi e foto molto spinti, mentre il profilo del moderatore di Spermablog è significativo: “Non sto leggendo niente, non ho visto assolutamente niente, odio la solitudine, adoro venire. Vorrei che qualcuno diventasse mio amico, mi piacerebbe che qualcuno mi regalasse una vita migliore”.
I più inesperti fanno domande su come fare sesso e c’è chi approfitta del forum di Giovani.it per proporsi: “Non so se cerca ancora modelle per foto… io sarei interessata. Ho una voglia assurda di… ma ho 26 anni e tutti me ne danno 20 per quanto dicono che sembro un angioletto… Sono disponibile a posare per foto di ogni genere ma sotto compenso”.

L’anima
Condividere sul web ambizioni, idee, paure, dubbi è un po’ come guardare in uno specchio collettivo della società contemporanea: certo, si possono chiudere gli occhi davanti a queste storie. O magari aprirli per la prima volta. Tra la generazione che tutt’al più ha scoperto il cellulare e quella che ha fatto del mondo virtuale il proprio mondo, a volte esclusivo, rischia di aprirsi un abisso. Lo scenario potrà sembrare inquietante, ma vale la pena conoscerlo: ancora oggi i membri di alcune tribù sono convinti che una semplice fotografia, dopotutto, rubi l’anima.

South Park sparerà i suoi colpi sulla strage in Virginia?

[i](Credits: www.southparkstudios.com)[/i]

Sbarcheranno in Virginia quelli di South Park, i bambini terribili della Tv, che non risparmiano nessuno? Affronteranno la terribile strage avvenuta lunedì scorso nel campus americano? Parleranno delle uso delle armi negli Stati Uniti?
South Park è una serie televisiva americana di cartoni animati creata da Trey Parker e Matt Stone e trasmessa dal 1997 dal canale Comedy Central. Nominata cinque volte per gli Emmy Awards (gli Oscar della televisione americana), lo vinse nel 2005 con l’episodio Best friends forever. In Italia è andata in onda per alcuni anni su Italia 1 e recentemente è passata sul canale Paramount Comedy di Sky. Satirica, irrispettosa, politicamente scorretta, affronta senza peli sulla lingua i temi dell’attualità statunitense attraverso le vicende di un gruppo di bambini novenni della cittadina di South Park, Colorado.
Uno dei pochi argomenti spinosi non ancora trattati dalla serie riguarda l’uso delle armi negli Stati Uniti. Il motivo è probabilmente più legato a uno sgradevole precedente che non a una mancanza di volontà. Matt Stone è stato intervistato da Michael Moore nel documentario Bowling for Columbine a proposito della strage avvenuta nel liceo di Columbine. All’intervista segue un breve cartone animato sulla vicenda in perfetto stile South Park, ma non prodotto dai due creatori della serie. Questo ha creato molti attriti tra Stone e Moore.
Ora, con l’orribile episodio del Virginia Tech, l’argomento armi ritorna di scottante attualità. E, come accadde per l’uragano Katrina, i nostri potrebbero trovarsi obbligati a trattarlo “Lo show iniziava a ottobre e la gente si aspettava di sentire qualcosa da noi sull’uragano Katrina ( i contenuti del video potrebbero risultare offensivi). Per la prima volta abbiamo avvertito la sensazione che fosse nostro dovere lavorare su un dato argomento”.
Michael Moore, nonostante le buone intenzioni, ha sicuramente fallito nel tentativo di educare gli americani sulla questione armi. Il suo essere eccessivamente schierato politicamente non lo rende universalmente credibile. South Park, invece, potrebbe a questo punto dare un segnale forte proprio ai giovani. Far capire loro che se possiedono un’arma non è per accrescere la loro sicurezza ma perché qualcuno vuole semplicemente guadagnare dei soldi. Per una volta forse l’America farebbe bene a chiudere un occhio su una parolaccia di troppo in televisione e ritrovarsi con un morto in meno per arma da fuoco. Staremo a vedere.

[i](Credits: www.southparkstudios.com)[/i]

La serie festeggia quest’anno il suo decimo anniversario. Un risultato insperato, date le pesanti critiche e le richieste di non riprogrammazione che si scatenano dopo ogni episodio. Finora soltanto uno è stato bloccato dopo la prima messa in onda, si tratta dell’episodio sulla Chiesa di Scientology (i contenuti del video potrebbero risultare offensivi). Ma il duo Parker-Stone non ha perso l’occasione per rincarare la dose e sbeffeggiare ulteriormente i seguaci di Ron Hubbard ammiccando proprio ai loro dogmi (con un linguaggio volutamente non sense): “Scientology, puoi aver vinto QUESTA battaglia, ma la guerra millenaria per la Terra è appena cominciata. Aver temporaneamente anonizato il nostro episodio NON ti impedirà di tenere i Tetani intrappolati per sempre nei vostri corpi umani. Ci avete fermati per ora, ma il vostro spregevole tentativo di salvare l’umanità fallirà. Ave Xenu”.
South Park deve il suo successo alla sua capacità di essere sempre vicina all’attualità. Un episodio di mezz’ora viene prodotto in circa sei giorni e l’argomento è deciso all’ultimo momento, come spiega Trey Parker “Lo show va in onda di mercoledì. Il giovedì precedente io e Matt ci riuniamo con gli altri autori la mattina presto e diciamo d’accordo, di cosa parliamo questa settimana? Cosa succede nel mondo e come possiamo farlo accadere in South Park?”.
Un altro ingrediente fondamentale per il successo della serie è la scelta di non schierarsi. South Park ha satireggiato tanto su Bush (i contenuti del video potrebbero risultare offensivi) quanto su Bin Laden (i contenuti del video potrebbero risultare offensivi), sul cattolicesimo e sull’islam, passando per i diritti di omosessuali e transessuali, ebraismo, mormoni, Tom Cruise, riscaldamento globale, Paris Hilton, eutanasia e la Regina Elisabetta. “Le persone che sbraitano da questo lato e dall’altro, sono le stesse persone ed è perfetto stare giusto nel mezzo e ridere di entrambi” afferma sempre Trey Parker.

Cinema, di SImona Santoni
Musica, di Gianni Poglio
Televisione, di Marida Caterini
Sport? Quale sport? di Emanuele Rossi
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