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X Factor: tra siparietti da Stranamore piange pure Claudia Mori

Questione di ex

Asia Argento e Morgan

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Per favore, X Factor si ricordi di essere un talent show e non un reality. Ho infatti avuto la sensazione che l’ottava puntata del 28 ottobre, sia stata particolarmente infarcita di ingredienti strappa-audience lontani anni luce dalla musica. Continua

Foto - Asia Argento incontra il pubblico al Festival del Cinema di Roma

Asia Argento al Roma Film Festival

Asia Argento al Roma Film Festival (AP Photo/Pier Paolo Cito)

Asia Argento ha presenziato ieri a Roma al Festival di Cinema, partecipando ad un faccia a faccia con il pubblico. Ad aprire l’incontro è stata la visione di Onedreamrush, il film corale in cui 42 registi, tra cui la stessa Argento, hanno messo in scena la propria idea di sogno in un frammento di 42 secondi.
Il progetto, che uscirà in dvd, è coprodotto da Michele Civetta, marito dell’attrice (con lei al Festival) e regista di un altro degli episodi. Tra gli altri autori: David Lynch, Abel Ferrara e Mike Figgis. Guarda la fotogallery

Asia Argento on air su Lifegate Radio

asia-argento
Continua con successo l’esperienza di Asia Argento sulle frequenze di Lifegate Radio. Il programma, il secondo on air da Roma insieme ad Area Protetta di Sergio Mancinelli, si intitola Life in Asia e va in onda fino a giugno, tutti i venerdì dalle 22 alle 23. L’attrice trasmette direttamente dalla sua casa romana: luogo perfetto per confidenze, racconti e consigli musicali come in questo botta e risposta con Panorama.it.

Chi ti piacerebbe intervistare?
Lou Christie, il “Faraone del falsetto”. Vorrei che mi parlasse di Twyla Herbert, l’eccentrica, mistica gipsy con cui compose innumerevoli hit.

Un artista intramontabile?
Syd Barrett: una meteora avulsa, un buco nero.

Una novità italiana su cui punteresti?
Niente di nuovo dal fronte…

La voce maschile più bella in assoluto? E quella femminile?
Ne basta una: Nina Simone, voce femminile e maschile insieme.

Il Cd che ami in questo momento?
More of Cake Please, di The Cake. Band tutta al femminile di fine anni Sessanta. Mattacchione, ma dolci e fresche come pesche vellutate.

Il tuo Cd preferito di sempre?
The Piper at the Gates of Dawn dei Pink Floyd: mi ha aperto la testa.

Il concerto della tua vita?
Quello di Ozric Tentacles, a New York nel 1994. Psichedelia pura.

Il primo album e l’ultimo che hai acquistato?
Il primo è stato un Greatest Hits di Elvis Presley, a 5 anni. Mi ero innamorata del faccione con il ciuffo ribelle che mi guardava sorridente dalla copertina; il più recente è Country Moog di Gyl Trythall del 1972, perché è citato da Bob Moog come una delle sue registrazioni “Moog” preferite.

Cinque brani nel tuo lettore Mp3?
Here I Come di Barrington Levy, vorrei che fosse suonata al mio funerale; F.U.N.K. di Betty Davis, la voce femminile più volgare che abbia mai sentito; Masculine Intuition dei Bonniwell Music Machine, energia allo stato puro; Baciami la vena varicosa di Clem Sacco, perché mi fa morire dal ridere; infine, Cani Sciolti dei Sangue Misto per i bei ricordi.

Parti per la luna: quali album porti?
The White Album dei Beatles, Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach e Histoire de Melody Nelson di Serge Gainsbourg.

Suoni qualche strumento?
L’omnichord, un’arpa elettrica giocattolo.

Le emozioni che ti suscitano la chitarra, il basso, la batteria.
Chitarra: gelo nelle vene. Basso: vuoto in pancia. Batteria: sale nella zucca.

Ti sei mai esibita come cantante?
Una volta, tanti anni fa, con i Royalize RYLZ. Ho diretto anche il loro video, nel quale appaio, La tua lingua sul mio cuore.

Hai mai avuto una band?
Da ragazzina, insieme al regista Alex Infascelli. Ci chiamavamo Kid’s Sparkle Fun.

Chi era il tuo idolo, all’epoca?
Roland Orzabal dei Tears for Fears.

E adesso di chi sei fan?
Papa John Phillips, adoro il suo album John, the Wolfking of L.A.

Bianca Balti: “Ho fatto un film, ma non so recitare”

Bianca Balti
Di Erika Suban

Vive a New York a due passi dal ristorante Sant Ambroeus nel West Village, dove fa colazione tutte le mattine. Questione di abitudine e di nostalgia: “Il toast ripieno qui è proprio come quello che si mangia a Milano” dice la supermodel italiana 24enne Bianca Balti, che a Manhattan si è trasferita solo da sei mesi e con l’inglese fa ancora fatica. “Credo di non essere proprio portata per le lingue. Ogni volta che prendo un taxi a New York gli autisti non capiscono mai il mio indirizzo. Sarà perché, oltre ad avere un accento italiano piuttosto marcato, mi manca anche la ‘r’. Ma a me l’accento in fondo piace, non lo vorrei perdere” racconta sorridendo.
Ne è passato di tempo da quando faceva promozione di prodotti nei supermercati di Lodi, prima che Dolce & Gabbana la lanciassero nel mondo della moda internazionale. Da allora ha lavorato con Marc Jacobs, Donna Karan, Gucci, Stella McCartney e Zac Posen; ha sposato il fotografo romano Christian Lucidi e avuto una bambina che ora ha un anno. Si appresta a debuttare come attrice nel film Go go tales, una commedia sexy diretta da Abel Ferrara dove Balti interpreta una ballerina di cabaret e recita al fianco di Willem Dafoe, Asia Argento, Matthew Modine, Riccardo Scamarcio, Bob Hoskins e Tiziana Rocca.

Com’è la sua vita a New York?
Questa città ha una forte energia positiva e sembra che tutti siano qui per darsi da fare. Ti concede molte opportunità, in qualunque campo. Anche se io, in fondo, sono la tipica casalinga italiana.
In che senso?
Lavo, stiro, faccio la spesa e cucino. Peccato che lo spazio negli appartamenti newyorkesi sia sempre un problema: casa mia è così piccola che non ho abbastanza posto per metterci un tavolo da pranzo. Sono stufa di mangiare per terra e sto quindi cercando un posto a Brooklyn, dove spero tanto di potermi permettere anche un piccolo giardino.
Come ha ottenuto la parte nel film di Abel Ferrara?
È buffo, ma l’idea di recitare non mi era mai nemmeno passata per la testa. Poi un giorno mi ha chiamato il fotografo Massimo Gatti, che è il produttore del film e con il quale avevo cercato di lavorare a delle foto, senza riuscire a trovare il momento giusto, e mi sono detta: perché no?
Non ha avuto alcuna incertezza prima di accettare?
Io prendo sempre la vita come viene, senza pianificare troppo. Però devo ammettere che la reputazione di persona eccentrica e difficile di Ferrara un po’ mi spaventava. Tanto più che non avevo assolutamente esperienza. Ma mi sono buttata.
E com’è andata?
Benissimo. Durante il provino Ferrara mi ha solo guardato e stretto la mano, senza dire nemmeno una parola. Poi due settimane prima di girare ho scoperto di essere incinta e mi sono sentita prendere dal panico. Gli amici mi telefonavano per mettermi in guardia o farmi addirittura cambiare idea, dicendo che nelle mie condizioni dovevo stare attenta. Invece la produzione ha persino accettato di girare le mie scene in una sola settimana, improvvisandone una che non era nel copione in cui confessavo di aspettare un bambino. Mi sono sentita molto coccolata.
Come si è trovata con gli altri attori?
Asia Argento è un “personaggione” con un carattere forte come ci si immagina che sia. Willem Dafoe un uomo simpatico con una faccia così espressiva che non poteva fare altro nella vita che recitare. Gli altri sono tutti persone molto normali da cui ho imparato che se mi ricapita di lavorare nel cinema devo assolutamente fare un corso di recitazione.
Sta pensando di diventare attrice?
Devo ammettere che non so ancora cosa voglio fare nella vita. Mio marito mi prende sempre in giro perché ogni giorno cambio idea sulla mia futura professione. Per un po’ ho sognato di essere stilista, poi ho fatto un vestitino per mia figlia che non le entrava dalla testa e ho deciso di mollare. Resterò modella ancora per qualche anno e poi si vedrà.
È rimasta in contatto con le persone che ha conosciuto durante le riprese?
No, sinceramente io nelle pubbliche relazioni sono un disastro. Anche come modella non sono mai stata una di quelle brave a farsi vedere alle feste, perché finivo per ballare e divertirmi per conto mio e dimenticare che ero lì per farmi pubblicità.
Il film esce in Italia il 20 giugno…
Sì, infatti in questi giorni sono alle prese con il doppiaggio, visto che è stato girato interamente in inglese. Non si può immaginare quanto sia difficile recitare in uno stanzino buio davanti a uno schermo. Però non vedo l’ora di mostrare la nuova versione del film a mia madre, che l’ha visto solo in inglese al Festival di Cannes e non ci ha capito niente.
E se sua figlia volesse diventare modella, che cosa le direbbe?
Mi sembra tutto così lontano… Certamente non la farei mai lavorare finché è piccola. Mi è capitato di assistere a dei servizi fotografici con bambini che mi sono sembrati così stressati dai loro genitori che mi hanno fatto paura.
Del resto, sua madre ha fatto lo stesso con lei.
Sì, da tipica mamma italiana mi ha dato il permesso di lavorare solo dopo che avevo finito le scuole superiori, a 19 anni. È decisamente tardi nel mondo della moda, ma sono felice che sia andata così perché in questo modo ho mantenuto i piedi per terra, a differenza di tante modelle che iniziano da giovanissime e poi perdono i contatti con la realtà.
Lavora meglio con gli italiani o gli americani?
Gli americani mettono gli affari prima di tutto, sono efficienti ma distaccati. Io amo lavorare con gli italiani. Con Missoni, per esempio, con cui ho un rapporto fantastico da anni, o con Cesare Paciotti, per cui ho appena terminato la nuova campagna pubblicitaria che uscirà alla fine dell’estate. Con loro si instaura un rapporto amichevole e intimo. Ti fanno sentire proprio a casa.

Cannes, le festival est arrivé! E compie 60 anni

A Cannes nel 2006, al Palais de Festival per la presentazione di [i]Last Days[/i] di Gus van Sant<br> [i]Foto Ansa[/i]
Un, deux, trois, Cannes!
Dal 16 al 27 maggio il cinema parla francese. Côte d’Azur, Croisette e Montée de Marche. E soprattutto film (ops, termine inglese).
Il festival internazionale del cinema è pronto a regalare dodici giorni di proiezioni e lustrini, tra prime assolute e star, feste, eccessi. Al porto hanno già fatto attracco circa 150 yacht di lusso. 15 mila bottiglie di champagne saranno stappate al prestigioso hotel Carlton. Per non parlare delle tonnellate di astici, aragoste, caviale e foie gras.
Cannes compie 60 anni, e lo fa con stile. Come ha sempre fatto dal 1946.

Potete rivivere i suoi decenni di cinema (e non solo) in questo filmato.


Sono tante le star hollywoodiane attese quest’anno, basti pensare al quartetto Clooney-Pitt-Damon-Garcia tutti dal film Ocean’s 13 di Steven Soderbergh. Ma anche grandi nomi made in Europe e giovani talenti.

Per autocelebrarsi Cannes ha anche commissionato a 35 registi, da Ken Loach (il vincitore del 2006 con Il vento che accarezza l’erba) a Kitano (l’unico italiano è Nanni Moretti, l’unica donna è Jane Campion, due ex Palme d’oro), piccoli film di tre minuti sul tema della sala cinematografica, ovvero Chacun son cinéma.

Di Italia non ce n’è molta, ma quella che c’è è osannata. Prima fra tutti Asia Argento. Adorata. È presente con ben tre film, uno in concorso (Une veille maitresse di Catherine Breillat), uno nella sezione Mezzanotte (Boarding Gate di Olivier Assayas) e uno fuori concorso (Go Go Tales di Abel Ferrara). Ma anche papà Argento piace, e sarà alla Croisette per rivedere con il pubblico uno dei suoi capolavori, Suspiria, riportato agli splendori delle origini (proiezione nella Sala Bunuel il 18, alle 22).
Di film italiani nessuno in concorso, solo Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti nella sezione Un Certain Regard. Tra i fuori concorso, Cento chiodi di Ermanno Olmi.
L’apertura, anzi, l’ouverture, è affidata al film My Blueberry Nights di Wong Kar-wai (Hong Kong), dal cast alquanto eccentrico: la cantante Norah Jones, alla sua prima come attrice, Jude Law, Natalie Portman, Rachel Weisz.

Qui tutto il programma delle proiezioni (in pdf).

Tanti i blogger che promettono di seguire il festival in diretta, con puntuali aggiornamenti: reportfromcannes, myfilmsblog, cannes.

Giornale di bordo: Cannes-fest.com. Memorie audiovisive di Cannes: Ina-festivaldecannes.

Ecco una breve guida al Festival:
- Come arrivare
- Pianta del festival (in pdf)
- Le sale delle proiezioni
- Dove soggiornare

Guardate l’arrivo di Maria Callas alla Croisette nel 1960:

Cinema, di SImona Santoni
Musica, di Gianni Poglio
Televisione, di Marida Caterini
Sport? Quale sport? di Emanuele Rossi
Sport? Quale sport? di Emanuele Rossi

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