
di Cristiana Allievi
La sua risata fa tremare l’aria sonnolenta dell’hotel nel cuore di Roma in cui sta dando l’intervista. Pare una signora normale, in splendida forma senza avere fatto ricorso al bisturi, invece è un mito per un’intera generazione: ha venduto 50 milioni di dischi, vinto quattro Grammy e cantato per la regina d’Inghilterra, i Clinton, i Bush e persino Giovanni Paolo II. Ma per tutti lei rimarrà sempre Sandy, la brava ragazza con il nastro di raso colorato nei capelli del musical cinematografico di maggior successo della storia, Grease. Dal 10 febbraio Olivia Newton-John sarà di nuovo al cinema in Tre uomini e una pecora, una wedding comedy firmata da Stephan Elliott (Priscilla, la regina del deserto). Continua

di Cristiana Allievi
Glamour, bella come non mai e convincente nei panni di una ricca proprietaria terriera che salva il marito dalla
crisi finanziaria. Così Carolina Crescentini è da qualche giorno sul grande schermo con L’industriale di Giuliano Montaldo, storia di una fabbrica in crisi che sembra uscita dalle prime pagine dei quotidiani di questi giorni. Ma nella vita vera l’attrice romana si è presa una pausa dall’Italia e si è immersa nella Grande Mela. Non per una vacanza, ma «per portare a casa un’esperienza che mi riempia anche gli occhi» come racconta lei stessa in questa intervista corredata da scatti e autoscatti newyorkesi. Fra teatri e vernissage, ristoranti e cinema. Continua

di William Ward
Da quando è stato annunciato che la più rispettata e amata attrice contemporanea avrebbe interpretato la prima donna premier occidentale, quella che per oltre un decennio fu la signora più potente al mondo, in Inghilterra c’è stata molta curiosità: come avrebbe fatto Meryl Streep, americana e liberal, a interpretare l’inglesissima e conservatrice Margaret Thatcher? Come sarebbe riuscita Meryl, con la sua formazione culturale dichiaratamente sinistrorsa, a entrare nell’anima di The Iron Lady (questo il titolo del film che debutterà nelle sale italiane il 27 gennaio), la «donna di ferro» detestata e snobbata dalle sinistre e, soprattutto, dalle femministe del mondo intero? Continua

di Cristiana Allievi
Parla lentamente, come se cercasse le parole a una a una. La pronuncia è ottima ma, come ripeterà più volte durante l’incontro, «my English is poor», il suo inglese è stentato.
Una cascata di capelli appena mossi, tra il biondo e il rosso tiziano, gli occhi di ghiaccio che ti aspetti da una nata a pochi chilometri a est di Mosca, Svetlana Khodchenkova, 28 anni, ha sempre pensato che da grande avrebbe fatto il medico. A 15 anni, però, diventa modella; poi passa alla facoltà di economia, che lascia dopo un anno per approdare, finalmente, a un amore stabile: il teatro. Studia al Vakhtangov di Mosca e viene arruolata in film per cinema e tv, diventando popolarissima. Oggi fa la prima apparizione in una produzione internazionale, La talpa, diretta dallo svedese Tomas Alfredson, accanto ai blasonatissimi Gary Oldman, John Hurt e Colin Firth. Continua

«Adoro l’Italia e i suoi cineasti, capaci come pochi di penetrare la complessità della vita e raccontare storie forti in modo non banale. Se ieri amavo Federico Fellini, di cui ho divorato tutti i film, oggi ammiro Gabriele Muccino: ha una sensibilità straordinaria, da tempo parliamo di progetti da realizzare insieme». Ha le idee chiare Hilary Swank, terza attrice nella storia di Hollywood a vantare due Oscar come migliore attrice all’età di 31 anni. Oggi che ne ha 37 prosegue determinata in una carriera che definisce una «personale ricerca della verità» e che la vede lavorare con nomi del calibro di Robert De Niro, accanto a cui recita in Capodanno a New York, dal 23 dicembre nelle sale. Continua

di Raffaele Panizza
E ora che qualcuno s’è accorto di lei è lei a non accorgersi di se stessa. «Ho guardato due puntate e ho visto soltanto difetti, come al solito» sospira Martina Stella, l’attrice che su di sé non vara mai condoni, l’ex bimba di Gabriele Muccino che ha appena compiuto 27 anni e riesce a dimostrarne 10 di più e 10 di meno allo stesso tempo. «I momenti belli non riesco a godermeli. Capita spesso» si rammarica, con la pelle bianca da tintarella di luna, anzi da luci allo xeno. Continua

di Cristiana Allievi
È alta, magra e flessibile come un giunco. Biondissima, capelli corti tirati indietro, pelle di porcellana, Evan indossa pantaloni a sigaretta neri e un’ampia camicia color avorio dal colletto alto e severo. La voce è squillante, l’energia luminosa come non ti aspetteresti mai dall’ex fidanzata di un rocker pseudosatanico come Marilyn Manson. Quando recentemente le hanno chiesto se è mai stata con una donna, ha risposto di sì togliendo ogni dubbio sulla sua ambiguità sessuale. Subito dopo, però, passeggiava mano nella mano con Jamie Bell (Billy Elliot) e twitterava alla collega Amber Heard (che ha fatto outing l’anno scorso): «La smetti di essere così sexy?». Giusto per confondere di nuovo le idee. Continua

di Cristiana Allievi
Nikki Reed è il tipo di ragazza a cui il sangue non fa impressione. A darle una fama planetaria è stato il ruolo di Rosalie, la vampira più bella della saga di Twilight; suo marito Paul McDonald, poi, lo ha conosciuto sul red carpet di Cappuccetto rosso sangue; aggiungete che le sue migliori amiche sono Deborah Ann Woll e Kristen Stewart, rispettivamente la vampira sexy della serie tv True Blood e la protagonista di Twilight, e il gioco è fatto. Presenza fissa della saga sin dal primo episodio, Reed recita anche in Breaking Dawn, penultimo capitolo di Twilight, film predestinato a sbancare il botteghino, nelle sale italiane dal prossimo 16 novembre. Continua