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Street Art Factory Top 10

In un anno di Street Art Factory, abbiamo affrontato molti argomenti, intervistato altrettanti artisti, tra illustratori, pittori, mercanti d’arte.
Abbiamo visitato mostre, chiacchierato con editori indipendenti, affrontato temi, come si dice in questi casi, di nicchia.
La speranza era - e resta - quella di mostrare una realtà artistica vasta e attiva, che popola il sottobosco sia delle grandi metropoli che delle piccole province.
Un confronto di stili, contaminazioni e supporti, volti a sottolineare ancora una volta, quanto le idee siano spesso potenti e la libertà di espressione uno strumento indispensabile per il progresso mentale e culturale di ogni generazione.
Ho cercato di raccontare con passione un mondo che spesso viene accostato al termine vandalismo: ovviamente è un aspetto che esiste, ma che corrisponde - per fortuna - a una minoranza che nulla ha a che vedere con il termine arte.
Spero di esserci riuscito.
Essendo ormai consuetudine fare bilanci e classifiche di fine anno, ecco la Top 10 dei post più letti nel 2011.
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di Raffaele Panizza
«Mi scusi, le dispiace se mi tocco?»
E trac, neanche fosse nascosto dal bancone di Striscia la notizia, fra i tavolini del Café de paris Ezio Greggio esorcizza con una strizzata la parola proibita che ha appena sentito dall’intervistatore: incassi.
Brutto segno, significa che al suo “Box office 3D: il film dei film” crede sul serio.
«E ci credo sì. Ci ho messo dentro 12 prese per i fondelli di altrettanti kolossal americani. Questa è la più grande parodia mai prodotta nella storia del cinema» dice, senza risatona ah!ah!ah!, quella che in greggese serve a smontare la seriosità delle affermazioni precedenti.
Di ritorno da una settimana fra Los Angeles e New York a caccia di partner americani, eccolo ora a Saint-Tropez per un giro di appuntamenti con potenziali distributori francesi e vip assortiti. Poi, dritti a Venezia: il 30 agosto il suo nuovo film da produttore e regista (sono passati 12 anni da “Svitati” con Mel Brooks) preinaugura la nuova Mostra d’arte cinematografica, con una proiezione straordinaria alla Sala grande del Palazzo del cinema al Lido, fresca di restauro. Scandalo, ululano i cineblogger.
Certamente una concessione inusuale, un onore che molti cineasti possono sognarsi soltanto. «Guardi, il miracolo non è che Ezio Greggio apra Venezia, ma che accada con una commedia, genere che fino a poco tempo fa non si filava nessuno» si smarca lui.
Quattro milioni e mezzo di budget, girato tutto in 3D, il film è una sequenza di esecuzioni di classici Usa vecchi e nuovi. «È come sedersi in un multisala dove è permesso passare da un film all’altro».
C’è «Viagratar», ambientato sul pianeta Panduro, dove cresce un’erba selvatica che permette agli abitanti di dilettarsi con un rito chiamato bunga bunga. Poi «La leggenda di Zoppo», «Harry Sfotter», «Il codice gratta e Davinci», «Corri fast che sono furius», «Twinight», storia d’amore tra Bellabimba e Pallidone… Nel cast, oltre a Greggio, Gigi Proietti, Enzo Salvi, Anna Falchi, la rivelazione di Zelig Rocco Ciarmoli; e molti camei.
Il trailer fa ridere. Il film sarà dal 9 settembre nelle sale, staremo a vedere.
Leggi l’intervista

A Dangerous Method
Dal 31 agosto al 10 settembre a Venezia va in scena la 68esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema, tra grandi autori e tante prime mondiali, da David Cronenberg a Roman Polanski a Todd Solondz.
Dopo la doppia preapertura straordinaria del 30 agosto, con l’anteprima di Box Office 3D – Il film dei film di Ezio Greggio, primo lungometraggio italiano interamente girato in 3D, e Impardonnables del Maestro del cinema francese André Téchiné, interamente girato a Venezia, l’apertura ufficiale spetta a Le Idi di marzo di George Clooney, tagliente critica sulla politica Usa.
Ma, uno per uno, ecco tutti i 22 lungometraggi in concorso (tre gli italiani).
Nella fotogallery una foto di ogni film, regista e cast, nazionalità e sinossi. Continua

Nero Magazine
The Book Affair, fiera di editori indipendenti provenienti da tutto il mondo, s’è tenuta in occasione dell’apertura della 54esima Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia.
Un evento organizzato da Automatic Books, casa editrice indipendente veneziana e gestita da un quartetto di giovani creativi e intraprendenti: Elena Xausa, Tommaso Speretta, e Lorenzo Mason e Marco Campardo di Tank Boys.
Gli editori hanno mostrato le loro produzioni sui colorati banchetti di Metricubi, alternando presentazioni informali a performance nel cortile antistante.
Non sono mancati neanche momenti di puro divertissement come il Books brunch il venerdì e i dj-set la sera. Un modo come un altro per avvicinare il microcosmo delle fanzine ad un pubblico il più vasto possibile.
Ne abbiamo parlato a lungo con l’organizzatore Lorenzo Mason.
Leggi l’intervista

Alda Fendi: Jannis Kounellis
Per la 54. Biennale di Venezia, il Padiglione italiano allestito all’Arsenale e curato da Vittorio Sgarbi segue un percorso del tutto eccezionale.
In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, gli oltre 200 artisti in esposizione sono stati indicati da scrittori, poeti, registi, uomini di pensiero chiamati a proporre ciascuno un artista che abbia avuto una rilevanza nel primo decennio di questo millennio, dal 2001 al 2011.
Una selezione volutamente non fatta da critici d’arte, in modo da proporre un percorso espositivo che esuli dal mondo delle gallerie e dal mercato, alimentando lo stretto rapporto tra le diverse arti.
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Maurizio Cattelan - Others
Sabato 4 giugno ha aperto al pubblico la 54esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia che si protrarrà fino al 27 novembre 2011.
Il titolo di questa edizione della Biennale è ILLUMInazioni ed è curata da Bice Curiger; gli 83 artisti che popolano i 10 mila metri quadrati, formano un unico percorso espositivo distribuito tra i Giardini e l’Arsenale.
Per la sede espositiva tradizionale del Padiglione Italia, curata da Vittorio Sgarbi, sono state selezionate 200 grandi personalità di riconosciuto prestigio internazionale a cui è stato chiesto di indicare un artista che abbia avuto una rilevanza nel primo decennio di questo millennio.
All’interno dell’ Arsenale è esposto anche il Museo della Mafia, portato da Salemi a Venezia, che offre il leit-motif dell’esposizione: L’Arte non è cosa nostra.
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