Together Through Life: è il nuovo album, il 46esimo, di Bob Dylan, in uscita il 24 aprile. Prodotto da Jack Frost, conterrà 10 brani inediti. Il disco è stato registrato alla fine dello scorso anno, partendo dalla composizione di un inedito, Life Is Hard, scritto per il nuovo progetto cinematografico del regista francese Oliver Dahan (La Vie En Rose). Dylan anticiperà i brani del nuovo lavoro nel suo prossimo tour in Italia: il 15/4 a Milano, il 17 a Roma, il 18 a Firenze.
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Chiara Meattelli
Londra - Si chiama The Drawn Blank Series la prima mostra che raccoglie la collezione completa di disegni realizzati lo scorso anno da Bob Dylan (tutti tratti da sketch creati tra il 1989 e il 1992). Esposta alla prestigiosa Halcyon Gallery, nel cuore di Mayfair, la mostra rivela l’ennesimo talento di un artista a dir poco prolifico. I soggetti dei suoi acquarelli sono modelli occasionali, a volte sono amici e molto spesso strani angoli delle camere d’albergo da cui osserva il mondo ormai da decenni (si esibisce ancora con almeno 100 concerti all’anno). I suoi ritratti sono simili a caricature o a fumetti, tanto che alcuni critici lo hanno paragonato a Degas e Van Gogh, mentre l’angolo di osservazione è spesso spostato verso l’alto con tagli imprevedibili, quasi criptici, proprio come molti dei suoi versi. Poi ci sono diners, bar per camionisti, paesaggi abbandonati, ferrovie che convergono verso punti infiniti, balconi, verande, case in South Dakota, New York, Stoccolma; immagini mondane e reali di una vita precaria e in costante movimento. Che a Dylan piaccia fare variazioni di uno stesso tema lo avevamo capito dal modo in cui interpreta le canzoni dal vivo: negli ultimi anni si diverte a cambiare così tanto la melodia e gli arrangiamenti dei vecchi successi che il fan riesce ad identificarli solo dal testo. Allo stesso modo presenta uno stesso disegno con diverse variazioni di colori, cambiando del tutto l’atmosfera e l’impressione che genera nell’osservatore. “Sostituendo i colori” ha spiegato l’artista “modifico anche la luce, ciascun disegno mi parla con una lingua diversa ogni volta che applico nuovi colori”. Riassumendo: cantautore, autore di bestseller, poeta, pittore, regista, attore e da un paio di anni, anche DJ per un programma radiofonico di successo sull’emittente americana XM. Si tratta di un artista talmente complesso che per interpretarlo in un film sono necessari sei attori diversi (vedi I’m not There di Todd Haynes). Bob Dylan, che lo scorso aprile aveva conseguito il Premio Pulitzer per “il profondo impatto sulla musica popolare e la cultura americana, caratterizzato da liriche di straordinaria potenza poetica”, si augura di fare visita alla mostra prima che termini il 14 luglio, tour permanente permettendo.
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La Columbia University di New York ha assegnato i premi Pulitzer. Sei di questi “Oscar al giornalismo” vanno al Washington Post, un premio al fotografo Adrees Latif per lo scatto sul reporter giapponese ucciso durante una manifestazione in Birmania (foto in alto), e due premi al New York Times. Nella categoria “Special citations & awards” uno speciale riconoscimento è andato a Bob Dylan. Il menestrello di Duluth è stato premiato per il “suo profondo impatto sulla cultura e sulla musica popolare americana, sottolineato da testi di straordinaria potenza poetica”. Dal 1984 i vincitori ricevono i premi, nel mese di maggio, nel corso di una cerimonia volutamente modesta presso la biblioteca della Columbia University. La presenza televisiva è solitamente bandita.
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Si chiama Soldati il secondo album di Andrea Parodi. Il 32enne di Cantù che, negli anni e con tanta gavetta, si è ritagliato un spazio importante nella musica italiana. Ora è tornato a distanza di cinque anni dal suo esordio discografico: Le piscine di Fecchio. In questo album, il cantautore brianzolo, caro a Bocephus King, è riuscito a unire (come la critica unanimemente ha riconosciuto) la tradizione sonora italiana con quella americana, Dylan, Springsteen e Tom Petty, in particolare. Il tutto amalgamato da testi che sono diventati un concept dal quale vengono fuori storie di guerra e di vita tragica (fondamentale e commovente quella di Tania che, su commissione del ministero della cultura, va come ricercatrice del folklore in Bolivia per raccogliere informazioni per Che Guevara. Ed è qui che trova la morte ad appena 29 anni).

Ma oltre all’aspetto prettamente musicale c’è una particolarità che colora questo disco. Parodi è, infatti, un’artista a Impatto Zero, perché ha deciso di intraprendere una personale battaglia contro le emissioni CO2 nell’ambiente. Un ambiente che viene aiutato a rinascere puntando sulla creazione di nuove foreste nel Costa Rica. Se le nostre parole vi hanno incuriosito, vi diamo un motivo in più per comprare Soldati, visto che potrete così avere tra i vostri dischi anche uno che ha un elegante packaging completamente ecologico e stampato su carta riciclata Cyclus. E c’è di più. Tutte le emissioni di CO2 per la realizzazione dell’album sono anch’esse a Impatto Zero. Proseguendo su questa linea, anche il tour, nei suoi numerosi spostamenti (qui sotto le date), avranno un Impatto Zero.
TOUR:
6/11 Radio Voce Spazio
9/11 Napoli – FNAC
10/11 Aversa – Auditorium Bianca D’Aponte
12/11 Milano – Salumeria della Musica con Patricia Vonne
13/11 Ferrara - Circolo Arci Bolognesi con Patricia Vonne
14/11 Firenze – Be Bop con Patricia Vonne
15/11 Roma – FNAC – ore 18.00
15/11 Roma – Big Mama con Patricia Vonne - ore 22
16/11 Cantù (Co) – All’una&35circa con Patricia Vonne
22/11 Pesaro – Fuzz
23/11 Rimini – Centro Grottarossa
30/11 Arcola (Sp) – Pegaso
1/12 Savona – Raindogs
6/12 Roma – Big Mama
14/12 Pavia – Spaziomusica
15/12 Milano - Leoncavallo
21/12 Osnago (Lc) – Locomotiva
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- Tags: Bob-Dylan, Clarke-Gable-e-Fidel-Castro, Colazione-da-Truman, Gabriel-Garcia-Màrquez-e-Proust, Gerald-Clarke, Greta-Garbo, Jack-Kerouack, Lawrence-Grobel, libri, Marilyn Monroe, Marlon-Brando, Mick-Jagger, Minimum-Fax, Robert-De-Niro, Truman-Capote, Vladimir-Nabokov, William-Faulkner, Yukio-Mishima
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Nuovi segreti di Truman Capote. Dopo la biografia di Gerald Clarke, uscita l’anno scorso per Frassinelli, esce in Italia Colazione da Truman (Minimum fax), di Lawrence Grobel, il giornalista americano noto come il Mozart dell’intervista.
È un botta e risposta realizzato a più riprese tra il 1982 e il 1984. A Capote è lasciato campo libero su pettegolezzi, segreti e giudizi senza appello. Pagina dopo pagina si sgretolano i miti. C’è “il noioso” Mick Jagger, “un uomo d’affari accorto e astuto, che appena scende dal palco tira fuori la calcolatrice”. C’è “l’impostore” Bob Dylan, “un opportunista che non sa nemmeno cantare”. E ci sono le indiscrezioni su Marlon Brando, James Dean e Robert De Niro. Di pochi si può parlar bene. I fortunati assolti sono Marilyn Monroe, Greta Garbo, Clarke Gable e Fidel Castro.
Uno dopo l’altro, cadono anche i grandi scrittori del Novecento. Hemingway? “Una persona mediocre. Un omosessuale non dichiarato”. Faulkner? “Un autore senza stile”. Dostoevskij? “Terribile”. Borges? “Roba di second’ordine”. Promossi soltanto Nabokov, Mishima, Màrquez e Proust. Mentre Kerouack è “un buffone” e “il suo non è scrivere. È solo battere a macchina”.
Che cosa significhi scrivere Capote lo racconta attraverso la genesi di tutti i suoi romanzi. Come Altre voci, altre stanze, scritto a 24 anni. A Sangue Freddo, che lo ha consacrato come uno degli autori più importanti del Novecento. E poi Preghiere esaudite, la sua ultima, sofferta e incompiuta opera.
Poi c’è il sesso. “Non sono un promiscuo” dice “non avrei nemmeno le forze per esserlo”. Racconta delle sue poche e intense storie d’amore. Ma poi ricorda di aver frequentato un bar necrofilo nel Village: “un posto dove la gente andava a letto con persone morte”.
Fuori dalle provocazioni e dalle battute da talk show, ci sono poi i due temi che attraversano tutta la vita di Truman: la fama e la morte. Due categorie che usa - non ha caso - quando deve definire i suoi più odiati nemici: Gore Vidal e Norman Mailer. Quando non ci saranno più - dice - nessuno si ricorderà di loro.
Per Capote la morte è materia letteraria: “Ho conosciuto più di quattrocento pluriomicidi. Mi sono fatto le mie opinioni in merito. Tutti sono specializzati in un campo. Il mio è il pluriomicida”. La morte ricorre come un cappa di malinconia e come demone da esorcizzare con lo champagne e la vita frivola. È un fantasma con cui Truman deve convivere dopo l’asportazione di un tumore nel 1960. Ed è anche corteggiata con pillole, droga e alcol fino a un cocktail fatale il 28 agosto 1984 (anche se non fu mai accertato che si trattò di suicidio).
Capote aveva trascorso gli ultimi anni solo, povero e inviso a quel mondo che lo aveva coccolato e celebrato, e che lui aveva poi ridicolizzato con tanto di nomi e cognomi in Preghiere esaudite.
L’ultima battuta del libro era stata raccolta da Grobel poco prima della morte di Truman. “Mi piacerebbe reincarnarmi in un avvoltoio” aveva detto “Mi piacciono, sono esseri liberi. Tutti li odiano. A nessuno interessa quello che fanno. Se sei un avvoltoio non devi preoccuparti dei tuoi amici o nemici. Sei lì fuori, svolazzi, te la godi, cerchi qualcosa da mangiare”.