di Chiara Risolo
Diciamolo subito: A Little Bit Longer è la colonna sonora ideale per un party di scatenati ragazzini under 18. A un pubblico adulto, invece, il suo ascolto è concesso solo in occasioni speciali che richiedono stereo a palla e mente leggera, ergo pulizie domestiche della domenica mattina, o aerobica sul terrazzo, al massimo. Non c’è dubbio che eserciti di teenager impazziranno per l’ultima fatica della band dei fratelli Jonas. Il finale è
noto: il disco venderà milioni di copie. Già, il disco… Una manciata di pezzi tirati, e stirati, che talvolta somigliano a tutto e a niente. Sin dall’opening track, BB Good, aleggia su tutto il fantasma ispiratore di Bon Jovi e l’album fila liscio e pulito come le chitarre e i coretti da bravi ragazzi che i tre ci propinano. Troppo liscio forse. Poi, non appena Lovebug sembra suggerire il sentore di una sincopata e anomala acoustic jam, ci pensa un assolo di pura matrice Aerosmith a riportare il tutto nei binari del politically correct. Una sfilza di titoli scarni (Tonight, Video Girl, Sorry) ci porta sparati all’immancabile ballatona, A Little Bit Longer, che sembra rubata di soppiatto dagli spartiti di nonno Bryan Adams.
![[i]Foto Ansa[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_bon_jovi.JPG)
“Quando la gente si annoia fa cose folli”, scrive un utente di Youtube. Da questo spleen è nata la sua parodia al video della canzone Toxic di Britney Spears. Ed evidentemente devono essere tanti gli annoiati della Rete visto l’alto numero di clonazioni, in versione comica, di clip storiche della musica: le parodie di video musicali impazzano sul maggiore sito di condivisione di filmati, soprattutto quelle relative ai miti degli anni Ottanta.
Come dimenticare la scapigliata Cindy Lauper, con il suo look stravagante e i capelli giallo fosforescente, che pareva uscita da una bufera al mercatino dell’usato? Il singolo che lanciò il suo album d’esordio fu Girls Just Want to Have Fun, nell’83, e divenne quasi un inno internazionale. Il video (visibile qui) non fu da meno.
Ed ecco che dal Cile, da Santiago, esce una riproduzione esemplare, fatta in casa, dello stesso video, postata da amariliss. Una versione adattata da “niñas muy talentosas”. L’abbigliamento della falsa Cindy è credibilissimo, come la mamma rompiscatole della scena iniziale (con qualche anno e chilo in meno) intenta a brontolare e rompere uova in una ciotola, come le folli ragazze scanzonate in giro per la città.
Tra le clip musicali indimenticabili, come tra le più parodiate, non si possono tralasciare quelle del Re del Pop, Michael Jackson, che segnò una vera innovazione nel campo dei video, introducendo effetti speciali, coreografie divenute celebri, producendo veri e propri mini-film. Thriller (1983) gli è valso anche il titolo come video musicale migliore di tutti i tempi (qui il filmato originale, di tredici minuti, diretto da John Landis). E su Youtube si trovano la versione indiana, che è tutta da ridere (con musiche di certo non originali e passi di danza che farebbero sorridere pure un condannato a morte), quella in cartoon di Final Fantasy: the Spirits Within, la riproduzione del balletto da parte di avvenenti zombie, ma soprattutto un remake del dialogo iniziale tra Michael e Ola Ray, la protagonista femminile, modella e attrice fattasi conoscere proprio con la clip. Con tanto di tentativo di manicure alle zampe da lupo mannaro del “sosia” di Michael. Eccolo qua:
Altro video da cinque stelle, che fece clamore e scandalo all’uscita, è quello della canzone di un’altra icona inossidabile del pop, Madonna (come sbagliarsi?): Like a prayer (1989), classificato dalla Mtv britannica come “il più trasgressivo di sempre” (qui il filmato). E tra rifacimenti del brano all’acceleratore e richiami alla politica che accostano Bush a un predicatore, esilarante l’attacco di questo video-parodia dove l’attrice, emulando Madonna che con fare mistico-drammatico, inciampa correndo su una collina buia, cade anche lei… dalla bici:
Divertente e magistralmente rifatto - con tanto di riproduzione del salto da un ponte - è il video della canzone dei Bon Jovi It’s my life (2000) (qui il filmato originale):
Di video re-made in Italy non c’è molto. Ma strappano risate il testo rifatto alla recente Bruci la città di Irene Grandi (la cui clip è ambientata in Second Life) da Morgana Suppo, che diventa Brucia la città (tra grattacieli che si sciolgono al sole, rotaie del tram fuse e passeggeri morti dal caldo), e la parodia di Tutto su Eva di Carmen Consoli (qui l’originale) realizzata da junkieboy82.
Se avete altre divertenti segnalazioni sono ben accette.