
Woodie Guthrie ritratto in un graffito - Credit foto: denise carbonell, by Flickr
Non capita spesso di avere tra le mani un pezzo di storia della musica. Ho provato questa sensazione nei giorni scorsi davanti a My Dusty Road, uno spettacolare cofanetto di Woodie Guthrie, il cantautore folk americano che più di ogni altro ha ispirato le carriere di Bob Dylan, Bruce Springsteen e Joe Strummer dei Clash. Ma non solo. Continua
(Bruce Springsteen - Foto AP)
Accendo la radio questa mattina e scopro che il Boss ha 60 anni. Proprio lui, l’immagine del rock sudato e portato in scena nel nome dell’adrenalina, la voce della vera America, è ufficialmente entrato nella terza età. Continua
Foto: © Filippo Alfero / LaPresse
La stroncatura corre sul web. Non risparmia i mostri sacri. Prendiamo gli U2. Serata pittosto scialba, a giudicare da questo post. E con tanto di “finale vaffanculo, cioè canzone nuova molle e anonima, cui il pubblico non partecipa per niente”. (…) “Sono già fuori dallo stadio che vado verso il motorino, scuoto la testa e mi incazzo, capisco che gli anni passino, ma non accetto che mi si prenda per il culo, che si vada pigramente dietro al pubblico, come dei pirla qualunque che durano due dischi e quattro singoli. Perché allora mi avete perso per sempre. Non ci vengo più a vedere solo urletti, retorica e watt”.
E poi gli U2 grondano retorica. “Premesso che riconosco la bravura dei primi U2″ dice qualcuno “non capisco il tam tam mediatico per un loro concerto; sono ormai 10 anni che fanno album mediocri senza proporre nulla di nuovo” E “il falso moralismo in questo tour raggiunge dei livelli estremi”.
Troppo alti i prezzi. Sempre sullo stesso blog: “Adoro gli U2. Ma ieri mi sono sentito derubato. 110 euro 1° anello arancione praticamente 3/4 del concerto allo schermo o vista nuca. E poi sotto di noi il vuoto (tecnico) prima del palco capace di congelare ogni emozione. Avevo la sensazione di gurdare un concerto da un balcone senza aver pagato il biglietto. Ridateci i soldi… Invece di 360° mi sono sentito a 90°…“.
Passiamo al Boss. Per lui è difficile trovare stroncature: il popolo di fedelissimi ha soltanto parole d’adorazione. La notte straordinaria di Bruce Springsteen a Roma. Appunto.
Madonna? “Madonna a Milano: il concerto di ieri sera a San Siro è stato una delusione: audio pessimo!!!”
“Cioè volume troppo basso?” gli risponde un altro “Per far sentire male una base preregistrata e una voce il fonico devono averlo preso ai giardini della mutua negli anni 80″
“Ma è vera poi la storia che canta in mezzo playback con una corista dietro che la copre e pure una base che il fonico (della mutua) alterna alla sua voce?”.
Altri commenti qui.
“Show ricco di: scenografie mozzafiato - Sì; coreografie stupende - Sì; bella musica - No“.
Oppure:
“No ragazzi, il confronto con il passato (anche recente) non regge guardate il reinvention tour e ditemi se non è cambiata/fossilizata (musicalmente) in peggio”.
O ancora:
“Ciao a tutti, anche io ero al concerto di Madonna martedì scorso e sono rimasta veramente delusa, l’audio era pessimo, non si capiva quali canzoni stesse cantando e tutte stravolte, è stata bella solo la coreografia, ma per il resto…”.
Un altro dice:
“Io c’ero, è stato uno spettacolo noioso e ridicolo. Continue allusioni al sesso che potrebbe anche evitare visto che non scandalizzano nessuno. È ora che si ritiri dalle scene perchè francamente ha rotto”.
E voi, che concerto avete visto?
Con il suo ultimo album Working on a Dream è diventato l’artista straniero che ha raggiunto più volte (dieci) il primo posto nella classifica italiana degli album. Impegnato in un tour europeo che toccherà 26 date, a luglio Bruce Springsteen farà tre concerti in Italia, il 19 a Roma, il 21 a Torino, il 23 a Udine. “Ho ancora una gran voglia di fare impazzire la gente sotto il palco” racconta in un’intervista a Vanity Fair che gli dedica la copertina del prossimo numero “Voglio intrattenere il pubblico, regalargli gioia e divertimento, ma voglio anche che lo show rifletta i tempi che stiamo vivendo, così come faccio coi miei dischi”.
“Dopo l’11 settembre” aggiunge “ho fatto The Rising, che provava a riflettere su quella tragedia; con Magic ho cercato di fotografare l’America ai tempi di Bush e della guerra in Iraq, mentre le canzoni di Working on a Dream le ho scritte durante il momento di transizione tra l’incubo della passata amministrazione e la campagna presidenziale che ha visto trionfare Obama”. Una campagna che l’ha visto al fianco dell’allora senatore dell’Illinois in una serie di comizi-concerti e che è culminata con la cerimonia di insediamento di Obama, aperta proprio da Bruce che ha eseguito The Rising davanti a mezzo milione di americani.
“Sono stati mesi di grande speranza” dice Bruce “ed è una speranza che il popolo americano nutre ancora oggi, anche se il mio Paese deve subire sulla propria pelle tutti i guai provocati in otto anni dal nostro ex Presidente. In questo tour avevo bisogno di suonare canzoni che riflettessero sulle conseguenze della scelta politica che abbiamo fatto”.
Indirettamente smentisce le voci di una crisi coniugale: “Riesco a pubblicare la mia musica con più regolarità e ho più tempo per andare in giro a suonare per il mondo, grazie a mia moglie Patti, che spesso resta a casa e si prende cura dei nostri figli”. Quello a San Siro nel 2003 è stato “uno dei migliori cinque concerti della mia vita. C’è qualcosa di magico nei concerti che faccio nel vostro Paese, ogni volta non vedo l’ora di venire a suonare a casa vostra”. Nel nuovo cd c’è un omaggio a Sergio Leone, Outlaw Pete: “I film di Leone sono magnifici, mi hanno influenzato molto, e ovviamente Ennio Morricone è uno dei più grandi compositori del mondo”.

Se il Boss (o chi per lui) prende la tastiera e scrive sul suo sito ufficiale un attacco alla società che gestisce la vendita dei biglietti dei suoi concerto online, dev’essere parecchio arrabbiato. È ciò che è successo ieri e lo sfogo di Springsteen si può leggere in bella vista sull’home page del suo sito ufficiale.
“Sappiamo che c’è stata molta confusione a proposito di Ticketmaster e TicketsNow durante la messa in vendita dei biglietti di lunedì”, così esordisce il cantante, riferendosi ai biglietti del suo prossimo tour, “Working on a dream”.
La pietra dello scandalo, per il Boss, è il fatto che le richieste di acquisto venivano inoltrate automaticamente dal sito Ticketmaster ad un altro, di nome TicketNow ma di proprietà della stessa società. Qui, però, le entrate ai suoi concerti si potevano trovare solo maggiorate di prezzo, da 200 a 1000 dollari, rispetto a quello ufficiale (da 65 a 98 dollari). “Noi non guadagnamo nulla da quest’operazione” dice Springsteen, che firma la lettera con il suo manager Jon Landau e “tutto il team del tour”. E prosegue chiedendo che “l’abuso” termini al più presto. Sempre sul sito è riportata la protesta inoltrata da circa 250 fan e una lunga lettera di scuse del CEO di Ticketmaster Entertainment, Irving Zadoff, che sostiene che il reindirizzamento al secondo sito sia un “servizio” per i fan, quando non si riesce più, per le troppe richieste, ad avere accesso ai biglietti a prezzo standard (”primary on-sale tickets”). “Il problema è che accade un po’ troppo in fretta” rispondono i fan. Ma adesso, promette Zadoff, “non accadrà più alcun reindirizzamento automatico, i due siti saranno ben distinti”. Ma i fan del Boss sono in ogni dove, e ad alcuni non basta una lettera di scuse: il congressista del New Jersey Bill Pascrell ha inoltrato una richiesta di investigazione alla Federal trade commission.
Nel giorno dell’uscita del suo nuovo album, Working on a dream, Bruce Springsteen dice la sua sul rapporto tra musica e politica. “Mi piace pensare che il mondo rock abbia contribuito almeno in parte a rendere possibile l’elezione di Barack Obama. Non credo che i musicisti abbiano un’influenza diretta sul voto, ma forse sono utili per creare una visione del mondo che aiuti la gente a orientarsi. A me Highway 61 revisited di Bob Dylan ha cambiato la vita e il modo di vedere le cose. Per me l’elezione di Obama ha rappresentato molto, soprattutto perché la sua vittoria ha dato corpo ai sogni che ho raccontato nelle mie canzoni”.
LEGGI ANCHE: Un disco e tre date in Italia per il Boss - Lily Allen, Blur, Bruce Springsteen e Neil Young a Glastonbury
È la settimana di Bruce Springsteen: venerdì 23 gennaio uscirà infatti nei negozi il nuovo album Working On A Dream, con 12 nuovi brani più due bonus track, registrato con la E Street Band e Brendan O’Brien, che ha prodotto e mixato l’album. Working on a Dream, il 24esimo album di Springsteen, è stato registrato ai Southern Tracks di Atlanta ed alcune parti del disco sono state prodotte a New York, Los Angeles e nel New Jersey. Il Boss ha anche comunicato le tre date italiane del suo tour mondiale, che si terranno tutte nel mese di luglio: il 19 allo Stadio Olimpico di Roma, il 21 all’Olimpico di Torino e, infine, il 23 allo Stadio Friuli di Udine.
LEGGI ANCHE: Lily Allen, Blur, Bruce Springsteen e Neil Young a Glastonbury
La carica rock di Bruce Springsteen dal vivo: il Boss è stato uno dei più accesi supporter di Barack Obama
Per celebrare l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, il prossimo 20 gennaio, le star del cinema e della musica stanno organizzando un evento che nelle loro intenzioni dovrebbe essere epocale. Il neo presidente degli Stati Uniti si avvierà alla Casa Bianca accompagnato da un corteo che secondo le previsioni potrebbe richiamare cinque milioni di persone. Un bagno folla a cui farà seguito un super party con una lista di vip eccezionali. Tra i nomi confermati, Susan Sarandon, Anne Hathaway, Spike Lee e la vocalist di origine colombiana, Shakira. Anche Jay-Z e Beyoncè, la coppia d’oro della black music made in Usa, hanno fatto sapere che ci saranno. Probabili anche le presenze di Diddy e Mary J Blige. C’è molta attesa anche per uno show a sorpresa che Bruce Springsteen potrebbe regalare ai fan e ai sostenitori del partito democratico. Proprio intorno al 20 gennaio, il Boss dovrebbe infatti pubblicare il suo nuovo cd con il brano Working On A Dream, presentato in anteprima durante la campagna elettorale di Obama.