
È la stessa squadra? Se lo saranno chiesti in molti martedì guardando la partita dell’Inter contro il Chelsea e pensando alla magra figura del venerdì precedente a Catania.
La risposta è sì: sono le due facce di un collettivo costruito per vincere tutto e stare sempre sulle prime pagine.
Adesso però Josè Mourinho ha alla sua portata un obiettivo storico: conquistare il “triplete“, il “Grande Slam“, insomma la triade scudetto - Champions league - Coppa Italia. Continua

Un'espulsione a Gigi Buffon - Ansa
Domenico Di Carlo, allenatore del Chievo Verona, è il primo protagonista del nostro campionato a essere mandato a fare penitenza dal grande fratello televisivo per una bestemmia.
Proprio come nei reality show, anche nella Serie A adesso chi viene sorpreso a urlare frasi blasfeme in campo sarà messo alla pubblica gogna e squalificato, anche se l’arbitro non ha sentito niente, via prova TV.
Come sa chi ha giocato a calcio, anche nel campetto dietro l’oratorio le espressioni “religiosamente scorrette” possono scappare anche al più pio. E persino il religiosissimo Kakà ha confessato alle “Iene” che qualche volta gli è uscita qualche frase di troppo in campo (ma poi ha detto di preferire il campionato spagnolo perché si bestemmia di meno).
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José Mourinho mima il gesto delle manette sabato sera durante la partita con la Sampdoria - Ansa
Il silenzio stampa imposto a tutta l’Inter dal presidente Moratti dopo la partita di sabato sera con la Sampdoria è stata una decisione saggia.
Ma ha privato i telespettatori di quello che sarebbe stato sicuramente un grande Mourinho-show, nella migliore tradizione dello “Special one”.
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