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Cannes

Paolo Sorrentino: “Il cinema italiano è destinato a grandi cose”

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  • Tags: america, Cannes, Cinema, cinema italiano, commedia-all-italiana, Il-Divo, olocausto, Paolo-Sorrentino, personaggi, Registi, Sean-Penn, Stati-Uniti, This must be the place
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Paolo Sorrentino alla presentazione del suo nuovo film 'This must be the place'. (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Paolo Sorrentino alla presentazione del suo nuovo film ‘This must be the place’. (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)


Dopo gli applausi ricevuti a Cannes, il 14 approda nelle sale italiane This must be the place, ultima fatica di Paolo Sorrentino che segna anche il suo debutto oltreoceano, con un cast d’eccezione e un protagonista istrionico come Sean Penn. Un road-movie dell’anima, discusso e complesso, e tuttavia  già venduto “in tutto il mondo, tranne la Cina”, che il regista partenopeo descrive così: “Da spettatore non amo i film che parlano insistentemente per un’ora e mezza di una sola cosa: un film è una bella occasione per prendere in considerazione molteplici argomenti di interesse, per questo il mio prova a raccontare l’assenza di rapporto affettivo tra padre e figlio, e poi, con umiltà e solo per squarci, lo sfondo storico dell’Olocausto, affrontato dal punto di vista di un uomo di oggi. Ma anche tantissime altre cose”.
Continua

  • claudiacatalli
  • Lunedì 10 Ottobre 2011

Cannes 2011, il red carpet: da Woody Allen a Uma Thurman passando per Lady Gaga

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  • Tags: Cannes, Cinema, Jude Law, Lady GaGa, Uma Thurman, Woody Allen
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Uma Thurman sul red carpet di Midnight in Paris

Uma Thurman sul red carpet di Midnight in Paris

Riparte Cannes, e sono 64 (edizioni). Il Festival del Cinema più prestigioso del pianeta ha aperto ieri i battenti, con una serata inaugurale in cui l’Italia ha avuto un ruolo da protagonista. Bernardo Bertolucci ha infatti ricevuto la Palma d’Oro alla carriera e ha commentato con la frase “Habemus palmam”, parafrasando il titolo dell’ultimo film di Nanni Moretti, qui in concorso. Niente male come forma di augurio al regista romano, sempre molto amato sulla Croisette. La consueta parata di stelle è cominciata invece con il film di apertura, Midnight in Paris di Woody Allen (fuori gara).

Continua

  • giulia battafarano
  • Giovedì 12 Maggio 2011

Uomini di Dio, al cinema monaci coraggiosi in terra araba

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  • Tags: al cinema, Cannes, Cinema, monaci, Uomini di Dio, video, Xavier Beauvois
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Uomini di Dio

Uomini di Dio (Lucky Red)

Simona Santoni

“Non si fa mai il male così pienamente e così allegramente come quando lo si fa per coscienza” (Blaise Pascal). E per motivi religiosi.
Uomini di Dio (nelle sale dal 21 ottobre), film di Xavier Beauvois vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes 2010, è liberamente ispirato alla tragedia di Tibhirine (1996), quando sette monaci francesi di un monastero algerino furono rapiti dal Gruppo Islamico Armato… Un racconto potente, lucido e doloroso, che ci fa entrare nelle paure e nei dubbi di uomini di fede che prima di tutto sono uomini, come noi. IL VIDEO

  • simona.santoni
  • Giovedì 21 Ottobre 2010

Il nastro bianco di Michael Haneke, nuova candida fotografia del male

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  • Tags: Cannes, Cinema, Il-nastro-bianco, Michael-Haneke
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Il nastro bianco

LA GALLERY DEI FILM DEL WEEKEND

Michael Haneke non ha molta pietà per i suoi spettatori. E forse proprio questo lo fa amare. I suoi film sono spesso disturbanti, inquietano, non concedono finali rassicuranti. Nessun orpello e via, lui entra nelle psiche umane indugiando sugli aspetti più terribili e facendone normalità. E il suo ultimo lavoro, Il nastro bianco, non si smentisce, Continua

  • simona.santoni
  • Venerdì 30 Ottobre 2009

Cannes, la Palma d’oro a “Il nastro bianco” di Haneke

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  • Tags: Bellocchio, Cannes, Haneke, Il-nastro-bianco
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haneke
Un po’ di delusione per l’Italia del cinema a Cannes. Dopo i trionfi dell’anno scorso con “Gomorra” e “Il Divo”, quest’anno “Vincere” di Marco Bellocchio non ha spuntato nessun premio dalla giuria presieduta da Isabelle Huppert, pur ricevendo ottime recensioni. La palma d’oro è andata senza troppe sorprese a “Il nastro bianco” di Michael Haneke. Un film in bianco e nero che esplora le origini del nazismo nella rigida e claustrofobica educazione dei ragazzini nella Germania degli anni ‘10.
Gli altri premi principali parlano francese: il Grand Prix della giuria se lo è aggiudicato Jacques Audiard con il suo “Profeta”, mentre il premio speciale del 62mo festival ha fatto felice un grande vecchio del cinema transalpino come Alain Resnais. Mentre la migliore regia è stata considerata quella di Brillante Mendoza per il film “Kinatay”. Faranno discutere i premi ai due migliori attori, perché vanno a film che hanno diviso la critica: il maschile a Christoph Waltz per la sua interpretazione in “Inglorious Basterds” di Quentin Tarantino, mentre la migliore attrice è Charlotte Gainsbourg, moglie inquieta e tormentata nel discusso “Antichrist” di Lars Von Trier.

  • emanuele rossi
  • Domenica 24 Maggio 2009

Antichrist, il lungo sogno nero di Lars Von Trier

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  • Tags: Antichrist, Cannes, Charlotte-Gainsbourg, Lars-Von-Trier, Willem-Dafoe
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Antichrist

Alla vigilia du Festival dato tra i favoriti alla Palma d’oro, dopo la proiezione ufficiale alla Croisette Antichrist è stato la mira preferita di risolini, fischi e “buuu”. Magra accoglienza a Cannes per l’amato e anticonvenzionale Lars Von Trier, che però ribatte alle critiche con piglio duro, rivolgendosi così ai giornalisti: “Non mi devo giustificare con voi, io lavoro per me, non ho fatto un film per voi, ma per me stesso”.
Ma se voleste comunque anche voi usufruire di un “lavoro fatto solo per sé”, l’occasione è prossima: la pellicola del regista danese esce nelle sale italiane il 22 maggio. Protagonisti sono Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe, una coppia in lutto che si ritira a Eden, capanna isolata nei boschi, per cercare di ricucire il rapporto. Al contrario, la loro relazione prenderà una deriva tragica con scene di sesso forti e soprattutto con sequenze sadiche che hanno richiami horror: dalla Gainsbourg che masturba il partner facendogli eiaculare sangue o che gli trapana una gamba a lei che si taglia il clitoride con una forbice).
E Von Trier commenta la scena dell’infibulazione: “In questo film non c’è nessuna logica, ma è solo un lungo sogno troppo nero su colpevolezza e senso di colpa. E, allora, secondo me quella scena ci stava tutta”.
Il trailer da YouTube:

  • simona.santoni
  • Venerdì 22 Maggio 2009

Vincere, il tiepido esordio di Bellocchio a Cannes

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  • Tags: Benito-Albino-Mussolini, Benito-Mussolini, Cannes, Filippo-Timi, Giovanna Mezzogiorno, Ida-Dalser, Marco-Bellocchio
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vincere2

“Audacia audacia audacia”. “Guerra sola igiene del mondo”. Tra slogan fascisti scritti coi caratteri tipici del Futurismo a intersecare le scene girate, insieme a musiche inneggianti ai muscoli mostrati e filmati d’archivio presi in prestito dalla Storia, Marco Bellocchio con Vincere fa emergere la storia (con una “s” minuscola quasi cancellata) di Ida Dalser e di suo figlio Benito Albino, figlio segreto di Mussolini.
Unico film italiano in concorso a Cannes, in attesa della proiezione di oggi in sala Grande e quindi del debutto ufficiale, ieri sera la sua visione riservata alla stampa è stata accolta da tiepidi applausi di cortesia. O di meditabondo frastornamento. Sì, perché la pellicola del maestro italiano, della durata di 128 minuti, richiede una lenta digestione. Nella commistione di privato e pubblico di un grande uomo “nero” del recente passato, la vicenda raccontata da Bellocchio non arriva diretta allo spettatore e richiede una certa rielaborazione.
Vincere muove i primi girati su un giovane Benito Mussolini idealista e fervente, anticlericale e pacifista, interpretato con piglio duro da Filippo Timi, su cui getta subito lo sguardo, bella ed emancipata, Ida Dalser, una Giovanna Mezzogiorno che riesce a dare forza e dignità al suo personaggio e concede spesso le sue nudità alla cinepresa.
Tra i due, in una Milano scossa da fermenti socialisti di cui Mussolini è il primo agitatore, alla guida dell’Avanti!, nasce una intensa passione. Ida ama Benito in maniera assoluta, quando ancora nessuno lo amava, condivide i suoi ideali, lo spalleggia, tanto da vendere l’appartamento, il salone di bellezza, mobilio e gioielli per finanziare la fondazione del Popolo d’Italia, il giornale che diventerà il nucleo del futuro Partito Fascista. E l’11 novembre 1915 da lui ha Benito Albino, il  primogenito riconosciuto da Mussolini, che però intanto aveva una relazione con Rachele Guidi ed era già padre di Edda, nata nel 1910. Con la sua dirompente ascesa, il Duce si distacca sempre più dalla Dalser, rinnegando il matrimonio prima (voci insistenti ma non documentate dicono che i due si sarebbero uniti in matrimonio religioso nel settembre 1914) e il riconoscimento del figlio poi, facendo falsificare dati di nascita e dati anagrafici.
La reazione della Dalser al progressivo allontanamento di Mussolini fu feroce e orgogliosa. Avrebbe potuto rimanere nell’ombra, accettando di essere una delle tanti amanti segrete e mantenute del Duce, ma lei invece gridò a tutti il suo legame di moglie e pretese i diritti del figlio, tanto che Mussolini la isolò facendola passare per pazza. Dal 1926 venne rinchiusa nel manicomio di Pergine prima e in quello di San Clemente poi, subendo le peggiori torture, dove morì nel 1937 per emorragia cerebrale, senza aver mai più rivisto suo figlio. A questi capitò la stessa sorte, internato nell’ospedale psichiatrico di Milano, dove morì nel 1942.

A Bellocchio va di certo il merito di aver dato nuova luce a questa vicenda a forza oscurata, già riportata fuori dall’oblio dai libri La moglie di Mussolini di Marco Zeni e Il figlio segreto del duce di Alfredo Pieroni. Il regista emiliano, dall’ascesa di Mussolini in poi lascia il resoconto della sua carriera politica ai cinegiornali, mentre Timi ritorna sul finale come interprete del figlio di Mussolini ventenne, lasciando un po’ basiti.

Intanto buone notizie per Vincere: un bookamaker inglesi lo dà per favorito a Cannes. Ma anche Von Trier, ieri fischiato irriducibilmente, inizialmente era dato per vincente da un allibratore svedese…

Qui il programma di tutte le proiezioni del Festival in pdf
vincere_dalser
Ida Dalser con suo figlio Benito Albino

  • simona.santoni
  • Martedì 19 Maggio 2009

Cannes al via con un cartoon, aspettando Penélope Cruz e Giovanna Mezzogiorno

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  • Tags: Cannes, Giovanna Mezzogiorno, Marco-Bellocchio
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Scena del film d’animazione Up

Un settantottenne che per una vita ha venduto palloncini sognando viaggi mai realizzati e un boyscout di nove anni sovrappeso e ipercontento sono la coppia strana e romantica che il 13 maggio apre il Festival di Cannes. Per la prima volta è un film d’animazione, Up di Pete Docter, a dare il via. In una sessantaduesima edizione che invece avrà nello strascico del suo sontuoso vestito, a chiusura, la pellicola che gioca in casa Coco Chanel & Igor Stravinsky di Jan Kounen.
E in mezzo dodici giorni di proiezioni, interviste, red carpet e feste, che quest’anno risentiranno comunque della crisi economica. Ma il direttore artistico Thierry Fremaux ha scelto il modo migliore per aggirarla: puntare sui grandi autori più che su luci e starlette. Ecco così che basta citare alcuni dei nomi in concorso per essere presi dalla febbre dell’attesa: Lars Von Trier con Antichrist, Michael Haneke con White Bottom, Ken Loach con Looking for Eric, Ang Lee con Taking Woodstock, Pedro Almodóvar con Los Abrazos Rotos e Jane Campion con Bright Star. Risentendo ancora dei passati scioperi degli sceneggiatori, gli studios americani non hanno una grande armata e in competizione contano la sola presenza - pur se di peso - di Quentin Tarantino con Ingliorious Basterds, con Brad Pitt.
Tra tutti questi maestri c’è il nostro Marco Bellocchio, unico rappresentante italiano nella “official selection” con Vincere, la storia di Ida Dalser, la donna segreta di Benito Mussolini, interpretata da Giovanna Mezzogiorno. Per gli amanti delle scene bollenti si preannuncia una battaglia di sensualità proprio tra l’attrice romana e la diva di Almodóvar, Penélope Cruz, che nella pellicola del suo mentore (che l’ha voluta già in Tutto su mia madre e Volver) è chiamata a mostrarsi per quindici secondi senza veli.
Promette scandalo e rumore anche Von Trier, portando sul grande schermo atmosfere cupe del nord Europa e  tanto sesso, senso di colpa, immaginario religioso. Il suo Antichrist è preannunciato da un inizio shock, con sei minuti di sesso esplicito tra Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe (uno psichiatra), consumato su una quercia mentre il loro figlioletto muore cadendo da una finestra di casa.
Il coreano Park Chan-Wook con Thirst porterà in scena il racconto di un sacerdote diviso tra Dio e la sua natura da vampiro assettato di sangue, mentre il cinese Lou Ye con Spring Fever ha letteralmente sfidato il divieto di fare film per cinque anni impostogli dalla Cina per la sua precedente pellicola, Summer Palace, presentata sempre a Cannes.
Il festival promette anche di essere una nuova e definitiva celebrazione di Heath Ledger: fuori concorso sarà presentata la pellicola di Terry Gilliam The Imaginarium of Doctor Parnassus, ultima interpretazione del giovane attore australiano morto per overdose di farmaci prima di finire le riprese e sostituito da Johnny Depp.

losabrazos_cruz

Penélope Cruz in Los Abrazos Rotos

  • simona.santoni
  • Mercoledì 13 Maggio 2009
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