
La Première Dame è sul set di Midnight in Paris
Non le bastava aver calcato le passerelle più importanti della moda negli anni ‘80, nè essere riuscita a sposare il Presidente francese Nicolas Sarkozy.
Ora Carla Bruni debutta sul grande schermo diretta da Woody Allen.
Il film in questione è Midnight in Paris e vanta la presenza di attori del calibro di Adrien Brody, Owen Wilson e Marion Cotillard.
Continua

La première dame da forfait pare per colpa di Cristicchi - Credits: AP/Lapresse
L’annuncio ufficiale è arrivato ieri: la première dame non salirà sul palco dell’Ariston dove avrebbe dovuto duettare con Gino Paoli. Pare sia colpa di Cristicchi. E del marito Sarkozy…
Continua
La first lady francese Carla Bruni-Sarkozy attacca il Vaticano protestando contro la proibizione dei condom in Africa. Poche settimane fa Papa Benedetto XVI ha dichiarato che “la diffusione e l’utilizzo dei contraccettivi non sono la soluzione utile per prevenire e combattere il diffondersi dell’AIDS nei paesi africani ma al contrario c’è il rischio che l’impiego dei profilattici contribuisca ad aumentare il proliferare della malattia”. In risposta a questa esternazione la Bruni è intervenuta in un’intervista sul magazine Femme Actuelle dichiarandosi profondamente laica e muovendo accuse alla Chiesa che, a suo dire, deve evolversi: “Sono nata Cattolica, sono stata battezzata ma nella mia vita sono completamente laica. Trovo che il controverso messaggio lanciato dal Papa sia decisamente pericoloso. In Africa ci sono molte persone di chiesa che si prendono cura dei malati. Ed è impressionante vedere quanto sia diversa la teoria dalla realtà. Penso che il Vaticano debba evolversi: i condom sono l’unico contraccettivo esistente che possa offrire protezione”.
Carla Bruni – il videoclip di Quelqu’un m’a dit
Nicolas Sarkozy si sveglia spesso nel cuore della notte a causa della musica della moglie, che, travolta dalla passione per l’arte, non smette mai di sperimentare nuovi sound. Ad ammetterlo è stata la stessa Carla Bruni durante la sua apparizione televisiva allo show televisivo, Later… With Jools Holland. Dopo essersi esibita cantando la canzone Tu es ma came (tu sei la mia droga), al fianco della rock-band americana dei Metallica e ai Kings of Leon, la première dame di Francia si è lasciata scappare alcune indiscrezioni sulla vita coniugale al fianco del presidente Nicolas. “Lo disturbo sempre nel mezzo della notte. Lui vive in tutt’altro mondo, ma è sempre molto gentile con me e ascolta comprensivo tutti i miei timori”. L’ex modella, che ha sposato in febbraio Sarkosy, è diventata una delle first lady più chiacchierate dell’anno. Lei, però, sembra non aver dato peso alle polemiche sorte a causa del suo passato non proprio politicamente impegnato, e per tutta risposta ha pensato bene di dedicarsi completamente all’altra grande passione della sua vita: la musica. A luglio è uscito il terzo album, Si de Rien n’etait, al quale, Carla ha dedicato molto tempo ed energie, trascurando, forse, gli impegni mondani. Questo il motivo per cui il conduttore della trasmissione, Jools Holland, le ha chiesto spontaneamente: “Scusi signora Sarkosy, ma come riesce a conciliare la sua carriera musicale con la posizione di first lady francese?”. Carla, serena e un po’ sorpresa ha prontamente replicato: “Non li mescolo, li separo. Suono la mia musica e seguo mio marito quando ha bisogno di me”.
Carla Bruni e Jools Holland: intervista e performance musicale, Tu Es Ma Came
Carla Bruni ha avuto 30 amanti prima di sposare il presidente francese Nicolas Sarkozy e lo ha scritto nella canzone, My Thirty Lovers, pubblicata nel suo ultimo album, Comme Si de Rien N’etait (Come se niente fosse), uscito l’11 luglio nei negozi. L’ex modella italiana ha provocato un imbarazzante scandalo rendendo di dominio pubblico le allegre vicende sentimentali delle quali è stata protagonista, compreso il noto fidanzamento con Sir Mick Jagger ed Eric Clapton. Come se non bastasse, la Bruni ha avuto anche la sventurata idea di distribuire personalmente il suo cd durante l’ultimo consiglio dei ministri in Francia prima delle ferie estive. Così tutti i colleghi del marito ora sono al corrente delle bizzarrie amorose della maldestra moglie del loro presidente, che non è in grado di tenere a bada i suoi bollenti spiriti. Lei si difende dicendo che è tutto un equivoco, e che i testi sono frutto di licenza poetica: “Non è vero che ho avuto trenta amanti. È solo che non ho mai nascosto le mie relazioni. È una cosa ben diversa. E comunque non ho nessun rimpianto”. Il disco della premiere dame è finito al primo posto nelle classifiche francesi, scalzando addirittura l’album dei britannici Coldplay, Viva La Vida. L’attenzione morbosa da parte dei media per le canzoni della modella si spiega facilmente: Carla ha infatti affermato di aver scritto parte dei testi dopo aver sposato Sarkozy. E i francesi, da sempre ossessionati dalla vita amorosa del loro neopresidente, non hanno perso tempo e si sono messi con la lente d’ingrandimento a spulciare ogni singola parola del controverso album.
Carla Bruni - Quelqu’un m’a dit

LA GALLERY
Di Gianmaria Padovani e Lucia Scajola
“Se c’è un frangente in cui i francesi non si dimostrano sciovinisti è questo. Il fatto che Carla Bruni sia italiana anzi dà a tutta questa storia un tocco di esotismo”. Eric Joseph, corrispondente da Roma per il quotidiano francese Libération, risponde così al giornalista italiano che lo punzecchia chiedendogli se il love affaire fra la bella ex modella e il presidente francese Nicolas Sarkozy non sia visto oltralpe come un piccola vittoria della seduzione made in Italy su quella parigina. “In questa vicenda, casomai” continua Joseph “i miei connazionali vedono più il successo di Sarkozy. La cosa divertente è che non sceglie mai una compagna che dica di aver votato per lui: Bruni aveva sostenuto Ségolène Royal”.
Insomma, lo stereotipo si ribalta: il presidente di Francia sembra il tipico italiano posseduto dal demone del collezionismo di belle femmine (dopo Cécilia si è parlato di flirt con la giornalista Laurence Ferrari e della bella ministra della Giustizia Rachida Dati). Carla Bruni, invece, fa la figura della francesina gattamorta sedotta dal fascino del potere.
Ma il feuilleton all’ombra dell’Eliseo una constatazione, magari un po’ sessista, la induce: fra i tanti prodotti da esportazione del made in Italy minacciati dalla concorrenza estera non c’è di sicuro la bellezza femminile. I nostri prodotti di punta? Ce n’è una lista intera. Che decreta la fine del modello 90-60-90 occhi e capelli corvini: uno stereotipo polveroso che ci portavamo dietro dal dopoguerra e ormai più fastidioso del trittico da barzelletta “italiano pizza spaghetti mandolino”. La donna che oggi seduce lo straniero, sia esso uno stilista, un regista o un presidente della repubblica, assomiglia sempre meno a Gina Lollobrigida per avvicinarsi a un esotico mix che unisce spirito mediterraneo e colori nordici.
Le portabandiera dell’avvenenza sono proprio le donne che più si allontanano dal concetto tradizionale di femmina italiana. “Non è un caso che a New York, Berlino o Tokyo nessuno sappia chi è Sabrina Ferilli” rileva Francis Rocca, editorialista del Wall Street Journal. “Lei è sexy quanto Monica Bellucci e ha molto carisma. Se non ha sfondato, forse, è perché non conosce le lingue e perché incarna fin troppo una figura rassicurante”.
Se si ha la ventura di nascere in Italia belle, formose e giunoniche, per fare strada oltrefrontiera bisogna fare come Bellucci, che sulla morbidezza mediterranea ha innestato un tocco cosmopolita sposando un sex symbol francese che più francese non si può come Vincent Cassel, da cui ha imparato la lingua. Ora i galletti la adorano al punto da averla eletta lo scorso mese di marzo “la femme la plus sexy du monde”.
A Parigi Monica Bellucci è in buona compagnia: sono amatissime e ben inserite nella società francese anche la siciliana Eleonora Abbagnato, 28 anni, da 14 a Parigi, e la romana (ma solo di nascita) Maya Sansa, 32 anni. La prima è ballerina, étoile dell’Opéra, esile per esigenze professionali ed esteticamente all’opposto di Monica: bionda e con due occhioni blu felini. Sansa è un’attrice impegnata che ha recitato in film su Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir. E anche lei, come Bellucci con Matrix, grazie al cinema si è fatta conoscere fino a New York, dove è considerata “la nuova Anna Magnani”. Così la definisce Antonio Monda, critico cinematografico e docente di regia alla New York University.
Fra le ultime scoperte dei francesi c’è anche Laura Chiatti. Emersa a maggio al Festival di Cannes, ha avuto più successo del film che le ha fatto da trampolino, L’amico di famiglia. Poco dopo Elle l’ha consacrata con un servizio di dieci pagine che la indicava, nell’ordine: “l’emblema del nuovo cinema del Belpaese”, “la nuova Lolita” e “la bomba italiana”.
Popolarissima è anche Giovanna Mezzogiorno, che a Parigi ha vissuto, studiato e lavorato da quando vi si trasferì nel 1994. Qui Giovanna non è apprezzata solo per la bellezza, ma è indicata anche come “il prototipo dell’attrice europea del futuro”.
Sei ambasciatrici del fascino italiano ai piedi della Tour Eiffel? “Per quanto riguarda “Carlaccia” non direi proprio, è più francese che italiana” commenta tagliente il fotografo Fabrizio Ferri. Ferri sull’argomento ha il punto di vista di molti addetti ai lavori della moda. Un mondo che non accetta più, anzi ritiene retrogrado lo stereotipo che fa coincidere la femminilità italiana con il classico cocktail capelli corvini e forme generose. E forse ha ragione Ferri, visto che le modelle italiane più quotate all’estero non corrispondono più a questo canone estetico. La lodigiana Bianca Balti, testimonial della lingerie Victoria’s Secret, ha occhi blu e una silhouette esile. Vanessa Hessler, già vista al Festival di Sanremo e pronta al debutto cinematografico in Asterix ai giochi olimpici, sembra una valchiria, a partire dal cognome.
Dove le bellezze italiane fanno più fatica a sfondare è oltreoceano. Per diverse ragioni: la lingua, innanzitutto. Per farsi conoscere negli Usa il trampolino per eccellenza è il cinema. Ma non esistendo il doppiaggio è necessario parlare l’inglese senza inflessioni o accontentarsi dei ruoli di “bella straniera”, come ha fatto Caterina Murino nell’ultimo 007.
“Questo è un momento provinciale per gli Usa” osserva Christopher Winner, direttore di The American, mensile di cultura e attualità in lingua inglese stampato in Italia, “il mito di Cinecittà è tramontato e da noi funzionano solo le bionde bollenti, un po’ come le vostre veline. La stessa Bruni qui ha avuto notorietà solo quando ebbe un flirt con Mick Jagger. Monica Bellucci? È conosciuta solo a New York”.
Un nome nuovo, per noi italiani, ma notissimo a Manhattan, è quello della “sexy food diva on the food network” Giada De Laurentiis. Fisico da top model, la nipote di Silvana Mangano e Dino De Laurentiis conduce il programma di cucina italiana Everyday Italian. Di lei l’attrice Jo Champa, la più inserita a Hollywood tra gli italoamericani, dice: “È l’unica connazionale di cui non mi vergogno: non è nota per la sua vita privata, ma per il suo apprezzatissimo talk-show ai fornelli”.
L’unica bellezza made in Italy dalle fattezze e dal curriculum veracemente nazionalpopolari che ha preso il volo verso gli States è Manuela Arcuri, chiamata da Prince per il video del suo singolo Somewhere here on Earth. Ironia della sorte, a Manuela non è neanche servito inviare un curriculum. Prince cercava una bellona stile Ciociara, non gli serviva nemmeno che parlasse inglese. L’ha trovata guardando un film spagnolo, Giovanna la pazza, di cui Arcuri era protagonista. L’ha vista, l’ha scelta e, come ha raccontato lei stessa, “non ci ha nemmeno provato”. Altro che Sarkozy.
LA GALLERY