

di Andrea Marcenaro
L’ha voluto il destino. Il destino ha deciso che Cesare Lanza, navigato giornalista, noto avventuriero per sua civettuola e ribadita ammissione, grande appassionato dell’azzardo, dalla roulette in su, nonché ispiratore, consigliere, autore, collaboratore e insomma decennale braccio destro di Paolo Bonolis, si beccasse un brutto infarto.
Sopravvissuto al quale, come per testamento a scampata paura, o meglio, «per prepararsi a morire », Lanza ha voluto rilasciare un’intervista in cui ne ha dette assai sulla vita propria, le proprie donne, le mogli e addirittura i figli («Due dei quali mi detestano, ricambiati»), ma, perché questo hanno ritenuto di evidenziare maggiormente le cronache, soprattutto su Bonolis stesso: un bamboccio irresponsabile, capriccioso, traditore degli amici, violatore di contratti, negatore della parola data, anaffettivo, privo di valori fondanti, avaro, circondato e sorretto da donne che non merita, nonché mancante di spina dorsale. Scusate se è poco.
- Mercoledì 21 Luglio 2010










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