
Il nuovo spot firmato Chrysler che è stato mandato in onda durante il Super Bowl di domenica scorsa
Il nuovo spot firmato Chrysler, mandato in onda durante il Super Bowl di domenica scorsa, ha subito suscitato numerose polemiche. Nelle parole del testimonial Clint Eastwood, infatti, da sempre repubblicano, molti hanno invece letto un messaggio di incoraggiamento per il candidato democratico Barack Obama, che si sta per ripresentare agli elettori per il secondo mandato. Continua

J. Edgar (Warner Bros)

J. Edgar Hoover per quasi mezzo secolo ha diretto con pugno di ferro l’FBI, facendolo diventare la struttura intrigante e potente che è oggi, passando dai seicento agenti in forza nel 1924 ai seimila alla fine della sua gestione nel 1972. Ma chi era veramente Hoover? Era uno strenuo difensore della patria, ferreo e intrasigente in nome dell’America? O era un assetato di fama e riconoscimenti, ossessionatamente anti-comunista?
Clint Eastwood, con il suo J. Edgar (dal 4 gennaio al cinema), se lo chiede ed esamina per ben 2 ore e 17 minuti la figura del leggendario capo dell’FBI. Alla fine della visione del film però le domande rimangono le stesse, aggravate dalla delusione per un mancato colpo del solitamente infallibile Clint. Continua

(Ansa)

Nel panorama cinematografico o televisivo internazionale, ecco chi si distingue per una indimenticabile recitazione, chi per una parte ottenuta o, per nostra fortuna, rifiutata. Chi ritorna finalmente al cinema, chi poteva anche mancare. Chi sale e chi scende, ogni settimana. Continua

di Marco Giovannini
«Mi rompo a spiegare le cose agli attori. E non sono neanche così bravo con le parole» dice Clint Eastwood, con la sua voce di carta vetrata. «Per cui, prima di girare la scena della lite fra Hoover e il suo partner Tolson in una stanza d’albergo, io e il mio amico stuntman Buddy Van Horn abbiamo mostrato cosa si intende al cinema con la parola zuffa. Non volevo due damerini che se le danno come due lottatori professionisti, ma due persone normali incattivite dai profondi sentimenti che li legano, perché spesso si è più violenti con chi si ama che con gli sconosciuti. Finito di rotolarmi sul pavimento con Buddy, mi sono tolto di dosso un po’ di polvere e ho detto a Leonardo DiCaprio e Armie Hammer: ora tocca a voi, ragazzi. Fate qualcosa del genere». Continua

Leonardo DiCaprio e Clint Eastwood sul set del film J.Edgar - Credits: RM©kikapress.com
Tutto quello che si conosceva fino a poco tempo fa era il titolo, il cast e qualche recensione in anteprima della sceneggiatura che circolava in rete, adesso, grazie al primo trailer ufficile rilasciato in rete dalla Warner Bros si sa molto di più di J. Edger, nuovo film dell’infaticabile Clint Eastwood. Per esempio che potrebbe aspirare a qualche Oscar.
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Hereafter (Warner Bros)
L’aldilà di Clint Eastwood e Matt Damon è fatto di dolore per il distacco e di domande senza risposta. In Hereafter, nuova anteprima in Dvd e Blu-ray in uscita con Panorama (in edicola dal 23 giugno), i due talenti di Hollywood affrontano per la prima volta un thriller soprannaturale, regalando, rispettivamente da regista e attore, una delle loro migliori prove. Continua

Beyoncé e Clint Eastwood
Cosa possono avere in comune un grande attore, regista e icona internazionale del cinema e una cantante saltuariamente attrice?
Fino a oggi la risposta sarebbe stata: niente. Poche ore fa però è stata data la notizia che Clint Eastwood ha scelto l’interprete femminile per il remake del classico È nata una stella: Beyoncé.
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di Marco Giovannini
Il vecchio e il cinema: la ragnatela di rughe che sembra scolpita con lo scalpello sul suo volto è perfetta, ma forse per essere un vero personaggio hemingwayano a Clint Eastwood manca la barba.
A maggio ha compiuto 80 anni, però non è mai stato più attivo: Hereafter, il suo nuovo film, è il sesto che dirige in appena quattro anni. E sta già studiando il prossimo, la biografia di Edgar Hoover, uno dei più potenti e controversi americani del Novecento, l’uomo, per capirsi, che inventò l’Fbi.
Hereafter, scelto come film di chiusura del Festival di Torino il 4 dicembre, affronta un tema che, nella sua pur sterminata carriera, lunga 56 anni con 57 film da attore e 31 da regista, è per lui nuovo: esiste l’aldilà?
Tre storie fra Parigi, San Francisco e Londra collegate da George Lonegan, un operaio ipersensibile che ama Charles Dickens ed è capace di entrare in contatto con i morti.
L’interprete è Matt Damon, al secondo film consecutivo con Eastwood, dopo Invictus. Che non nasconde il suo desiderio di tentare al più presto la strada della regia. Serio, posato, geloso della sua privacy, è antistar proprio come Clint: che il grande vecchio di Hollywood abbia trovato, se non proprio un erede, almeno un pupillo?
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