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Brian May dei Queen in concerto
“Siamo certi che Freddie approverebbe quello che stiamo facendo”. Così Brian May e Roger Taylor hanno presentato alla stampa il nuovo tour mondiale con Paul Rodgers alla voce. Un tour di passaggio anche in Italia per due date che si preannunciano un immenso karaoke collettivo. Qui sotto trovate la scaletta dello show di stasera a Roma. Una setlist che verrà ripetuta anche il 28 settembre al Datchforum di Milano. Oltre ai vecchi classici, ci sono anche alcuni brani tratt i dal nuovo cd, The Cosmos Rock.
Cosmos Rockin’
One Vision
Tie Your Mother Down
The Show Must Go On
Fat Bottomed Girls
Another One Bites The Dust
Hammer To Fall
I Want It All
I Want To Break Free
A Kind Of Magic
Seagull (Paul Rodgers solo)
Love Of My Life (Brian May solo)
‘39
Electric Bass solo
Drums solo
I’m In Love With My Car
Say It’s Not True
Wishing Well
Shooting Star
Bad Company
Guitar solo
Bijou (con la voce di Freddie in playback)
Last Horizon
Crazy Little Thing Called Love
C-lebrity
Feel Like Makin’ Love
Radio Ga Ga
Bohemian Rhapsody (con la voce di Freddie in playback)
Queen live 2008
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Chris Martin e Jonny Buckland (LaPresse)
A pochi giorni dall’arrivo in Italia della band che ha dominato le classifiche del 2008, trapela la scaletta degli attesissimi spettacoli di Bologna e Milano del 29 e 30 settembre. Quello dei Coldplay è un concerto spettacolare diviso in più sezioni. La prima parte, che è anche la più lunga, inizia con:
Life in Technicolor
Violet Hill
Clocks
In My Place
Speed of Sound
Cemeteries of London
Chinese Sleep Chant
42
Fix You
Strawberry Swing
la seconda parte dello show si svolge su un piccolo palco posizionato davanti a quello principale.
God Put A Smile Upon Your Face (techno version)
Talk (only partial, techno version)
The Hardest Part (solo Chris Martin)
Postcards from Far Away (solo Chris Martin)
terza parte del concerto: due canzoni nuovamente sul palco principoale
Viva la Vida
Lost!
La quarta puntata dello spèettacolo si svolge con un colpo a sorpresa. I Coldplay riappaiono alle spalle del pubblico The Scientist (Chris suona l’armonica)
Death Will Never Conquer (Will canta Chris suona l’armonica)
Lo show riprende poi con
Politik
Lovers in Japan
Death and All His Friends
E infine nell’ultimo bis c’è ancora spazio per due grandi successi:
Yellow
The Escapist (outro)
Coldplay: Viva la vida live

Botti, fiamme, litri di sangue finto e voli sulla folla. A Monaco di Baviera il gran circo degli scatenati Kiss ha messo in scena tutti i suoi trucchi ed effetti speciali. Davanti a quattordicimila fan in delirio la band di Gene Simmons ha proposto per due ore e venti tutte le hit di una carriera lunga 35 anni. Lo show che arriva in Italia martedì sera a Verona (all’Arena) è un concentrato di suoni hard rock e botti stile Capodanno. Tutta la prima parte dello spettacolo propone classici tratti da Alive I, lo storico live album dei Kiss datato 1975. Deuce, Strutter e Rock Bottom scaldano il pubblico che canta in coro con la band trasformando il concerto in un immenso karaoke. Gene Simmons sputa fuoco e
fiamme alla fine di Firehouse e vola quasi sul tetto dell’ arena prima di I Love it Loud. Tutto da gustare il gran finale quando tonnellate di coriandoli sparate da tre cannoni ai lati del palco ricoprono tutti e tutti sulle note di Rock n roll all nite. A chiudere arriva il super classico I was made for loving you che fa letteralmente tremare le solide mura della Olympiahalle di Monaco. Prima di lasciare il palco sui loro zatteroni con tacchi da 35 centimetri i Kiss promettono: ci vediamo tra un anno. Quando loro ne avranno sessanta…

Stasera allo storico Dingwalls di Camden Town a Londra va in scena Vinicio Capossela. Sold out: biglietti esauriti in poco meno di un mese. Panorama.it ha intervistato l’artista alla vigilia del concerto. L’abbiamo incontrato all’Italian Book Shop dove si è tenuto un incontro con il pubblico.
Istrionico e spettacolare sul palco, il cantante è in realtà timidissimo. Alle domande dei giornalisti risponde tromentando i suoi ricci e fissando il pavimento. “Mi considero un cantante di emozioni”, abbozza per cominciare. Poi, interpellato sulla sua carriera e sui suoi gusti, si lascia finalmente andare in voli pindarici in cui porta i suoi ascoltatori pur senza guardarli mai.
Un italiano in concerto a Londra: una bella soddisfazione dopo 18 anni di carriera.
La mia carriera è maggiorenne: ora può prendere la macchina e guidare fino a Londra, dove può anche andare dalla parte sbagliata della strada. È il mio primo live qui, anche se ero venuto in città per assistere a concerti in passato. Insomma, dopo che il Chelsea ha chiamato Capello, arrivo anch’io: gli inglesi hanno molta fiducia in noi italiani!
La sua è una musica che vuole andare alle radici delle emozioni, per raccontarle.
Qualcuno dice che vado alle radici della tradizione della musica ed è per questo che le mie canzoni piacciono anche qui. Ma io non mi considero un cantante tradizionale. E poi, a seconda della storia e dell’emozione, posso cambiare totalmente genere musicale.
Chi sono i suoi maestri?
Celine, Kerouac e Bukowski per la letteratura, Louis Prima, Renato Carosone, Adriano Celentano e Tom Waits per la musica. Tom Waits è il massimo. Le sue canzoni non sono la colonna sonora della nostra vita, siamo noi la colonna umana delle su canzoni.
E se dovesse fare un tour di Londra attraverso gli artisti e i luoghi che ama?
Mi spingerei nella Londra dell’Ottocento, quella che tanto ispira i registi cinematografici. Mi addentrerei nella Londra di Charles Dickens e passeggerei per le strade grigie curiosando fra le tante storie nascoste.
![[i]10 settembre 2007[/i] - Il concerto di Ennio Morricone in piazza San Marco a Venezia.](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/morricone/normal_morricone-01.jpg)
LA GALLERY
Due sere magiche in laguna: ieri e oggi Ennio Morricone in concerto a Venezia, in piazza San Marco, per ricordare “le stragi della storia dell’umanità” nel sesto anniversario della tragedia delle Torri Gemelle. Cinquemila posti a sedere tutti esauriti ieri sera, forse qualche posto ancora disponibile per stasera. (E i bar storici della piazza che si sfregano le mani, offrendo i loro tavolini come posti aggiuntivi).
A rompere gli indugi, ieri, le note della colonna sonora di C’era una volta in America - forse la più nota tra le decine di colonne sonore composte dal 79enne artista romano. E via con gli altri pezzi, suonati uno via l’altro senza far troppa attenzione agli applausi, come si conviene ai grandi della musica (Morricone, oggi forse l’artista italiano più famoso del mondo dopo la scomparsa di Luciano Pavarotti, ha ricevuto pochi mesi fa l’Oscar alla Carriera - nel video qui di seguito).
Scaletta suggestiva, suddivisa in cinque blocchi: in quello dedicato a Sergio Leone, da segnalare l’esecuzione di C’era una volta il West del soprano Susanna Rigacci, scenograficamente inguainata in un abito rosso fiammeggiante. E poi tante altre musiche che hanno fatto la storia del cinema: da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a Mission, da Giù la testa a Sostiene Pereira.
Sulle teste dei musicisti dell’orchestra Roma Sinfonietta e dei cantanti del coro del teatro La Fenice quattro lampadari in vetro di Murano, pronti a illuminarsi sulle note di Vittime di guerra. Un modo simbolico per sottolineare la volontà di dedicare questo evento musicale alla pace. (Durante il concerto di stasera Morricone eseguirà inoltre il brano Voci dal silenzio: mezz’ora di musica per voce recitante, coro e orchestra composta per ricordare le vittime del World trade center).
Unica pecca di ieri sera, l’acqua alta comparsa a sorpresa a metà concerto: davvero poca, a dire il vero, ma “Piazza San Marco è il punto più basso della città, quindi non appena la marea sale un po’ è la prima ad andare sotto. Tutta colpa di un vento di scirocco inatteso” spiegano i responsabili del Casinò di Venezia, organizzatore dell’evento “ma per fortuna i disagi sono stati minimi”.
Qualche spettatore si è bagnato i piedi, ma le orecchie sono state poi ricompensate dai tre bis che Morricone ha regalato al pubblico: chiudendo l’ultimo, Sacco e Vanzetti (per onorare tutti i condannati senza colpa), il Maestro si è messo gli spartiti sotto il braccio e ha portato via con sè il primo violino. Così tutti hanno capito che era davvero finita: e facendo lo slalom tra le pozze di acqua alta, piano piano hanno abbandonato la piazza.
Si replica stasera, ma - assicurano dal Casinò - senza più pericolo di acqua alta.

I Muse vanno in scena stasera all’Arena di Verona. Sono Matthew Bellamy, Dominic Howard e Christopher Wolstenholme. Tre ragazzi inglesi con la faccia pulita che hanno fatto parecchia strada da quel lontano Showbiz (l’album de 1999) e dal rock duro che invitava Bellamy a spaccare la chitarra a fine concerto. Ora il cantante, famoso per la sua voce acuta e i suoi falsetti, (oltre che per essere stato designato l’uomo più sexy 2007 dalla rivista NME) suona chitarre che sono capolavori di estetica e di acustica, e le tratta con grande cura. E Black Holes and Revelations, il quarto album della band, ha già venduto 2.600.000 mila copie, conquistando il doppio disco di platino.
Luci e video spettacolari fanno da scenario a questo tour mondiale: Asia, Australia, ora l’Europa, per poi approdare negli Stats.
Quella di stasera sarà l’ultima tappa italiana, per ascoltare dal vivo Knights of Cydonia e New Born, Starlight e Hysteria: vecchi e nuovi successi, con Matthew Bellamy che alterna pianoforte e chitarra.
Ogni canzone è una poesia e una sferzata di adrenalina. Con melodie che mescolano dolcezza a ritmi duri e ipnotici.
La gallery del concerto di Locarno, sabato 14 luglio
![Peter Gabriel al [url=http://www.moonandstarslocarno.ch/]Moon & Stars[/url], il festival della musica internazionale di Locarno.](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_peter-gabriel02.jpg)
La Gallery
Sono alla prima serata di Moon & Stars, il festival che ormai da alcuni anni trasforma la tranquilla Piazza Grande di Locarno in un teatro della musica internazionale. Infilo la macchinetta fotografica in tasca (guarda la gallery) e agli uomini all’ingresso apro, da brava, la borsa. Negli anni passati mi hanno già portato via una bottiglietta d’acqua, una macchina fotografica usa e getta e un ombrello… Passo senza problemi: soddisfazione! Mi avvio con non curanza tra la folla e mi rendo subito conto che non sono l’unica ad averla fatta franca.20,30 sale sul palco Charlie Winston. Suona. Alle 21 saluta e se ne va. Per oltre un quarto d’ora i tecnici trafficano sul palco. “Peter! Peter!” inizia a urlare la folla.
E alle 21,30 precise arriva lui: Mr Peter Gabriel. “L’idea di questo tour nasce dalla voglia di partecipare di nuovo a Womad, in occasione dei 25 anni dalla nascita di questa fondazione, - spiega l’ex Genesis in italiano e poi in tedesco - ma non ho un nuovo disco pronto, così ho pensato di far scegliere ai miei fan le canzoni di questo concerto”. Ed è davvero così: Peter Gabriel propone canzoni che da anni non cantava più in pubblico. The Warm Up Tour: Summer 07 è un viaggio attraverso la carriera dell’artista inglese, famoso anche per le sue iniziative umanitarie (in piazza c’è ovviamente il tavolino Amnesty International). Sul palco accanto a lui: Tony Levin (basso) e David Rhodes (chitarra), Ged Lynch (batteria), Angie Pollock (tastiere), Richard Evans (strumenti) Melanie Gabriel (corista), a cui Gabriel Father chiede di cantare Mother of violence.
Il concerto procede in un gioco di luci e colori, mentre sul pubblico inizia a piovere. Il viaggio continua fino al grande appuntamento a Charlton Park, a fine luglio, e poi ancora oltre verso un nuovo disco.

Non poteva scegliere giorno migliore, il nostro Zucchero, per fissare il suo concerto nel Port America’s Cup. Quel 3 luglio così anonimo fino a poco tempo fa, è infatti da ieri pomeriggio ufficialmente il giorno in cui Alinghi è riuscito nell’impresa di difendere l’America’s Cup. E così, per festeggiare questa vittoria arrivata dalla regata più emozionante di tutta la 32° Coppa, i ragazzi di Alinghi, con i tre italiani in prima fila, hanno potuto seguire a pochi passi dalla propria base il concerto del bluesman più famoso dello stivale, a Valencia per il proseguimento di un tour lungo più di 180 date. E proprio la città spagnola ha vissuto nell’ultimo periodo un momento d’oro anche dal punto di vista musicale, con moltissimi artisti che si sono esibiti per il pubblico della Coppa America, da Joe Cocker a José Carreras. Lo show di Zucchero, così come quello di un mese fa all’Arena di Milano (tre date tutte sold out), prevedeva una scaletta ricca di più di 25 canzoni, a coronamento di una carriera fin qui davvero strepitosa.
E di una festa, per Alinghi, che non poteva avere miglior colonna sonora. La notte valenciana, dopo i fuochi artificiali del pomeriggio, è stata così arricchita per più di due ore dalle dolci note di Diamante e dal blues di Diavolo in me, per concludersi con Il mare, più che mai attuale, e You are so beautiful, di Billy Preston. Una canzone dall’enorme intensità, che, siamo certi, Zucchero avrà dedicato un po’ anche al team di Alinghi. Ieri, meraviglioso più che mai.
Guarda le GALLERY - Leggi lo SPECIALE COPPA AMERICA.