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Dario-Argento

Dario Argento con Thomas Kretschmann e Marta Gastini (Credits: ufficio stampa)
Si sente a casa, Dario Argento, al Noir Fest di Courmayeur. Un po’ perchè lo frequenta dalla prima edizione, un po’ perchè, lo ammette lui stesso, “mi sento un po’ il padrino di questo festival”. Per questo lo ha scelto quale sede privilegiata per presentare in anteprima nazionale alcune scene del suo nuovo - e attesissimo - Dracula 3d, girato con un budget di 7 milioni di euro e una tecnologia talmente nuova da far impallidire persino “Avatar, che è già obsoleto”, più vicino a Hugo Cabret: “Scorsese ha usato il mio stesso nuovissimo sistema”. Continua
![[i]Profondo rosso[/i], con Michel Altieri e Silvia Specchio, per la regia di Marco Calindri.](http://gallery.panorama.it/albums/upload/maggio08/profondo-rosso/normal_04.jpg)
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Il film, Profondo Rosso, è uno di quelli che hanno fatto la storia del cinema italiano. L’esperimento di trasformare la pellicola in un musical, realizzato da L’Artistica di Lorenzo Vitali, non può dunque che essere fra i tentativi più ardui della stagione teatrale. Soprattutto perché il passaggio grande schermo-palcoscenico è sempre fra i più complicati da portare a termine. Ma a giudicare dalla prima milanese andata in onda il 6 maggio al teatro Smeraldo, sembra che Vitali & Co. abbiano azzeccato in pieno l’operazione: attori con grande esperienza nei musical, da Michel Altieri a Silvia Specchio, ottime musiche di Claudio Simonetti, autore della colonna sonora originale del film, valide coreografie, testi ben riadattati da Marco Daverio, e, soprattutto, una regia molto attenta di Marco Calindri. “La versione teatrale di Profondo Rosso”, racconta il regista, “si è ovviamente ispirata al film, ma grazie all’approvazione di Dario Argento sono stati sviluppati nuovi elementi drammaturgici che nel film non avevano trovato spazio. Proprio Argento, anche se non ha partecipato direttamente alla realizzazione dello spettacolo, è comunque riuscito a dare a tutti noi utili indicazioni su come mantenere alta la tensione del pubblico”. Non sono mancate le difficoltà: “Quella maggiore” spiega ancora Calindri “l’abbiamo incontrata nel cercare soluzioni tecniche e artistiche che trasmettessero le stesse emozioni sia agli spettatori delle prime file sia a quelli delle ultime. Al cinema, con lo schermo grande, è tutto più facile”. Soprattutto con un horror rimasto così tanto nel cuore della gente. “Diciamo che il nostro, in realtà, è più un thriller che un horror” spiega il regista “Ci aspettiamo che, anche a Milano come nel resto d’Italia, il pubblico che verrà allo Smeraldo si dimentichi del film e si faccia prendere dalla nostra versione musicale. Sono comunque convinto che le generazioni degli anni ’70, quelle del film, siano poco interessate a vedere la versione musical. E anche se le porte del teatro sono aperte a tutti, a chi è strettamente legato alla pellicola consiglio di noleggiarsi la videocassetta”.
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“Le fiction italiane sono invendibili”. Di più: “sono roba da far drizzare i capelli”. A stroncare le produzioni televisive nostrane è uno che di roba che fa paura se ne intende: Dario Argento.
Generalmente parco di parole e riottoso alle interviste, il celebrato maestro del brivido si fa improvvisamente loquace durante la conferenza stampa di presentazione del suo film La Terza Madre presentato alla Festa del cinema di Roma. “Francamente non riesco a capire come faccia il pubblico italiano a vederle” ha detto il regista. “Siamo davvero indietro” ha specificato “Basti pensare a Lost o a 24. Altro che quel polpettone di Guerra e Pace!”.
Argento se l’è presa anche con gli attori delle serie tv: “Ma come parlano? Si mangiano pure le parole. Ma andassero a lezione…”. La sua conclusione non lascia spazio a dubbi: “Bisogna dirlo” ha sentenziato “la rovina del cinema italiano è la fiction”.
E pensare che negli anni Ottanta era proprio il genere horror ad essere additato da molti come la degenerazione del cinema italiano. Franco Battiato, cantautore ora dedito anche alla settima arte, nella sua indimenticata Bandiera Bianca del 1981 cantava addirittura: “in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore”. Non si è mai saputo, in realtà, a chi si riferisse in particolare il cantautore siciliano. Ironia della sorte, però, anche Battiato è in questi giorni alla Festa di Roma, dove presenta il suo film Niente è come sembra. Chissà se i due si incontreranno per parlare di cinema…
FORUM: Voi cosa pensate delle fiction italiane?
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Meno cinque… mancano cinque giorni alla messa in onda su Sky Cinema Max del primo episodio di Masters of Horror: Jenifer, il film dell’unico europeo coinvolto nel progetto, Dario Argento.
“Quando i produttori americani mi chiamarono ne fui molto orgoglioso” racconta il regista “mi dissero che ero libero di mettere tutta la violenza che volevo in 55 minuti di film. Di solito qui in Europa, e in Italia specialmente dove il cinema è schiavo della tv, non si può: ci sono mille compromessi con la produzione, la distribuzione, e poi c’è la censura”.
In realtà, un piccolo compromesso il regista l’ha fatto: “quando i produttori hanno visto il film” spiega “ci hanno ripensato e mi hanno chiesto di fare due taglietti… a due scene di sesso orale considerate un po’ eccessive.”
“Tre secondi e tre secondi di censura” puntualizza Landis, l’altro protagonista della presentazione e autore di Deer Woman - Leggenda Assassina (il secondo film in programma) “e non è semplice sesso orale: nella prima scena, infatti Jenifer ha a che fare con un membro davvero enorme, mentre nella seconda ne divora uno a un povero quindicenne, come fosse uno snack! Probabilmente è stato un bene per il film, che in questo modo evita di cadere in quei due momenti nel ridicolo.”
Dario Argento annuisce. E continua a parlare del suo film e dell’intero progetto davanti a una sala gremita di studenti che tentano di spolparlo di domande per colmare la loro curiosità, e quel che resta di lui viene messo sotto torchio dai giornalisti, che hanno ancora meno pietà.
Signor Argento, come nasce l’idea di Jenifer?
Jenifer è la storia di una moderna Lolita, ragazza dal corpo aggraziato ma dal volto mostruosamente sfigurato ma che, grazie al suo fascino oscuro e selvaggio, seduce le povere vittime che poi annienta e divora. Per questo film mi sono ispirato abbastanza in modo fedele ad un fumetto americano degli anni 70, epoca in cui si facevano fumetti liberi e non legati a delle serie.
Com’è stato girare in America?
Divertente! Abbiamo lavorato bene per dieci giorni, come piace lavorare a me, iniziando presto al mattino e finendo di girare verso le cinque del pomeriggio. Dopo dieci ore di set, le idee iniziano a confondersi e non è bene. Oddio, divertente, forse, non è il termine esatto, il film è duro, è stato un grande impegno e poi io non mi diverto mai.
Ma la gente ha così voglia di aver paura?
Assolutamente sì!
Per liberarsene?
Spero che la gente non guardi i miei film con una funzione catartica, ma per divertirsi ed emozionarsi.
Dopo i capolavori splatter di Tarantino e il crimine in prima serata di serial come Csi tutto questo sangue fa ancora paura? O è diventato più difficile terrorizzare?
Sempre questa domanda! Le reazioni del pubblico sono sempre uguali, si lascia terrorizzare sempre per le stesse cose, e gli piace lasciarsi pervadere dall’angoscia.
In 37 anni di onorata carriera, il suo modo di fare cinema si sarà evoluto?
Ho osato, cercato nuove storie e sperimentato modi per raccontarle, ma il mio modo di fare cinema è sempre quello.
Guarda la VIDEOINTERVISTA a Dario Argento
Dopo aver fatto tremare gli Stati Uniti, arrivano anche in Italia Masters of Horror, tredici film diretti da altrettanti registi da urlo. La serie, creata da Mick Garris per Showtime, ha riscosso un successo tale da far mettere in cantiere la seconda edizione. E ora arriva in Italia - anche se non per tutti: ogni domenica di giugno, settembre e ottobre andrà infatti in onda un nuovo film-episodio su Sky Cinema.
Presentare degnamente la rassegna, Sky ha organizzato un evento per il prossimo martedì 29 maggio. Ospiti d’onore: il papà del terrore (oltre che di Asia), Dario Argento, e il blues brother per eccezione, John Landis. Il primo è l’autore di film culto come L’uccello dalle piume di cristallo, Profondo rosso, Trauma, La sindrome di Stendhal; il secondo ha al suo attivo pellicole molto diverse fra loro, come Animal House, Un lupo mannaro americano a Londra, e il videoclip più famoso della storia, Thriller.
Direttamente da Cannes, i due registi sbarcheranno a Milano per incontrare il pubblico in una lezione, coordinata dal critico cinematografico Gianni Canova sull’horror. Il genere che negli ultimi anni è tornato agli antichi fasti, conquistando oltre al pubblico anche attori e registi di ogni tipo. Un esempio? Ecco il cartellone di Masters of Horror (1a serie): Incident On and Off a Mountain Road di Don Coscarelli; H.P. Lovecraft’s Dreams in the Witch-House di Stuart Gordon; Dance of the Dead di Tobe Hooper; Jenifer di Dario Argento; Chocolate di Mick Garris; Homecoming di Joe Dante; Deer Woman di John Landis; Cigarette Burns di John Carpenter; Fair Haired Child di William Malone; Sick Girl di Lucky McKee; Pick Me Up di Larry Cohen; Haeckel’s Tale di John McNaughton; Imprint di Takashi Miike.
- Tags: Asia-Argento, Cannes, Cinema, Croisette, Daniele-Lucchetti, Dario-Argento, festival, film, Jude Law, Nanni-Moretti, Natalie-Portman, Norah-Jones, Rachel-Weisz
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![A Cannes nel 2006, al Palais de Festival per la presentazione di [i]Last Days[/i] di Gus van Sant<br> [i]Foto Ansa[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_asia_argento2006.jpg)
Un, deux, trois, Cannes!
Dal 16 al 27 maggio il cinema parla francese. Côte d’Azur, Croisette e Montée de Marche. E soprattutto film (ops, termine inglese).
Il festival internazionale del cinema è pronto a regalare dodici giorni di proiezioni e lustrini, tra prime assolute e star, feste, eccessi. Al porto hanno già fatto attracco circa 150 yacht di lusso. 15 mila bottiglie di champagne saranno stappate al prestigioso hotel Carlton. Per non parlare delle tonnellate di astici, aragoste, caviale e foie gras.
Cannes compie 60 anni, e lo fa con stile. Come ha sempre fatto dal 1946.
Potete rivivere i suoi decenni di cinema (e non solo) in questo filmato.
Sono tante le star hollywoodiane attese quest’anno, basti pensare al quartetto Clooney-Pitt-Damon-Garcia tutti dal film Ocean’s 13 di Steven Soderbergh. Ma anche grandi nomi made in Europe e giovani talenti.
Per autocelebrarsi Cannes ha anche commissionato a 35 registi, da Ken Loach (il vincitore del 2006 con Il vento che accarezza l’erba) a Kitano (l’unico italiano è Nanni Moretti, l’unica donna è Jane Campion, due ex Palme d’oro), piccoli film di tre minuti sul tema della sala cinematografica, ovvero Chacun son cinéma.
Di Italia non ce n’è molta, ma quella che c’è è osannata. Prima fra tutti Asia Argento. Adorata. È presente con ben tre film, uno in concorso (Une veille maitresse di Catherine Breillat), uno nella sezione Mezzanotte (Boarding Gate di Olivier Assayas) e uno fuori concorso (Go Go Tales di Abel Ferrara). Ma anche papà Argento piace, e sarà alla Croisette per rivedere con il pubblico uno dei suoi capolavori, Suspiria, riportato agli splendori delle origini (proiezione nella Sala Bunuel il 18, alle 22).
Di film italiani nessuno in concorso, solo Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti nella sezione Un Certain Regard. Tra i fuori concorso, Cento chiodi di Ermanno Olmi.
L’apertura, anzi, l’ouverture, è affidata al film My Blueberry Nights di Wong Kar-wai (Hong Kong), dal cast alquanto eccentrico: la cantante Norah Jones, alla sua prima come attrice, Jude Law, Natalie Portman, Rachel Weisz.
Qui tutto il programma delle proiezioni (in pdf).
Tanti i blogger che promettono di seguire il festival in diretta, con puntuali aggiornamenti: reportfromcannes, myfilmsblog, cannes.
Giornale di bordo: Cannes-fest.com. Memorie audiovisive di Cannes: Ina-festivaldecannes.
Ecco una breve guida al Festival:
- Come arrivare
- Pianta del festival (in pdf)
- Le sale delle proiezioni
- Dove soggiornare
Guardate l’arrivo di Maria Callas alla Croisette nel 1960:

Ascolta l’intervista a Michel Altieri . Guarda il video e la gallery
Il film è la storia vera di Fabio DiCelmo, il giovane italiano ucciso a Cuba nel ‘97 in un attentato terroristico di Posada Carriles, considerato il Bin Laden dei Carabi. S’intitola Cuando la verdad despierta. La sottile linea della verità. Vi compare Fidel Castro nel ruolo di se stesso. E il regista, Angelo Rizzo, ha voluto per il ruolo di Fabio l’attore italo francese Michel Altieri.
“Sono fiero del ruolo che mi è stato affidato da Rizzo” spiega Altieri a Panorama.it commentando il suo debutto cinematografico da protagonista. “Interpretarlo mi ha aiutato a crescere professionalmente e umanamente” continua l’attore “Mi sono immedesimato in questo ruolo documentandomi sui fatti realmente accaduti, anche con l’aiuto del libro scritto da Giustino DiCelmo, il padre di Fabio che ho voluto incontrare”.
Il film, girato a Cuba proprio nei luoghi dove si sono svolti i fatti, è una spy-story che vuole ricordare gli anni terroristici dell’Havana, voluti da Carriles contro il regime di Fidel Castro che ha accettato di recitare nel film. È una pellicola di denuncia per non dimenticare e per far conoscere agli italiani la tragica fine di un giovane innocente che a Cuba è già un eroe. Un’interpretazione sofferta quella del giovane attore e cantante Michel Altieri che a soli ventotto anni ha collezionato importanti premi, in ultimo l’Oscar dei Giovani ricevuto in Campidoglio nel dicembre scorso. “Mi considero un attore eclettico, anzi un animale da palcoscenico, come mi ha definito Luciano Pavarotti, mio scopritore. Amo esibirmi in teatro, ma mi piace recitare anche davanti a una cinepresa. In Italia c’è pregiudizio nei confronti dell’attore che dal teatro passa al cinema, mentre in America rientra nella normalità della professione”.
Altieri, principalmente protagonista di musical, da Rent a I Promessi Sposi, all’ultimo Il Ritratto di Dorian Gray di Tato Russo, torna in settembre sulla scena teatrale con la versione musicale del film di Dario Argento Profondo Rosso, che qui ne cura la direzione artistica. Un nuovo tassello che si aggiunge alla carriera del giovane attore che lo vedrà interprete di Carlo, il ruolo che nel film fu di Gabriele Lavia.
Ascolta l’intervista a Michel Altieri
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