
Il Cigno Nero (20th Century Fox)

“Be’, se ti ha inquietato significa che è un film riuscito, che ti è arrivato”, obietta una mia collega quando mostro il mio disappunto turbato verso Il Cigno Nero, dal 18 febbraio nelle sale italiane.
Sì, certo, l’attesissimo thriller psicologico di Darren Aronofsky mi ha graffiato lo stomaco, mi ha tolto il buonumore e mi ha costretta un paio di volte a tapparmi gli occhi delicati facendomi pensare “non farò mai fare la ballerina a mia figlia”, eppure continuo a dirmi che Il Cigno Nero è un mezzo tonfo nell’acqua, un film che disattende le attese. Accolto tra malumori all’ultima Mostra di Venezia, in America invece è stato un amato successo ai botteghini: ancora una volta ho la dimostrazione che devo fidarmi più del gusto europeo che di quello yankee. Continua

Rachel Weisz presenta Agora a Cannes
Da un paio di giorni una notizia ha invaso i siti di gossip di tutto il mondo: è nata una nuova coppia hollywodiana. Pare però che anche questa volta i rumors abbiano preso un abbaglio e non sia vero che dalle ceneri di una relazione ne sia già iniziata un’altra.
Da una parte all’altra del mondo è infatti rimbalzata la notizia che Rachel Weisz avesse lasciato Darren Aronofsky per il suo compagno di set Daniel Craig. Tutto falso.
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LA GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA
LA GALLERY: EVA MENDES PRESENTA “LIVE!”
Leone d’oro a Venezia, film che è valso il Golden Globe a Mickey Rourke segnando il suo grande ritorno, The Wrestler di Darren Aronofsky arriva nelle sale italiane il 6 marzo. Insieme alla trasposizione dal teatro al cinema della commedia Due Partite, tratta dal testo di Cristina Comencini e ora diretta da Enzo Monteleone, con un ghiotto cast di attrici italiane: Isabella Ferrari, Marina Massironi, Margherita Buy, Valeria Milillo, Carolina Crescentini, Paola Cortellesi, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher.
A questa schiera di donne fa da contraltare l’uscita del film di Constantin Costa-Gavras dov’è assoluto protagonista il bel Riccardo Scamarcio, Verso l’Eden. Ma questo weekend ce n’è davvero per tutti i gusti, con la traduzione sul grande schermo della graphic novel Watchmen e con Live! - Ascolti record al primo colpo, la pellicola che vede Eva Mendes produttrice di un reality show estremo, dove un concorrente è destinato a morire in diretta tv.
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La statuetta dorata come miglior attore, invece alzata dal collega e amico Sean Penn, sarebbe stata la consacrazione assoluta. Ma la mancata vittoria dell’Oscar non può di certo oscurare il sensazionale ritorno di Mickey Rourke, pochi mesi fa premiato con un Golden Globe. Dopo un lungo e sfiancante viaggio all’inferno, l’attore di 9 settimane e ½ ha finalmente avuto una seconda possibilità e lui, con The Wrestler, l’ha agguantata e sfruttata appieno.
Con il fisico acciaccato da tanti incontri, massiccio e muscoloso pur sotto i chili di troppo, il lottatore del film Leone d’oro a Venezia sembra così vicino allo stesso interprete. Da ex-boxeur Rourke ha tolto i guantoni per entrare nel personaggio di Randy “The Ram”, un wrestler professionista, di rinomata fama alla fine degli anni ‘80, che dopo vent’anni di carriera tira avanti esibendosi nelle palestre dei licei e nelle comunità del New Jersey vivendo di vecchie glorie e per l’adorazione dei fan che gli rimangono. Allontanatosi dalla figlia (Evan Rachel Wood), l’unica persona con cui trova un’intimità che vada al di là dei discorsi da ring e calzamaglia è la spogliarellista Cassidy (Marisa Tomei), ormai non più giovanissima.
Con tempi lenti che trasudano una malinconia non scontata, la telecamera del regista Darren Aronofsky entra nella psicologia della solitudine dell’uomo, mostrando tutto il suo vuoto. La difficoltà di riappropriarsi di una vita normale, finito il successo, è messa spietatamente a nudo e aggrapparsi al passato in una speranza di redenzione pare l’unica strada possibile… Ora sembra difficile immaginare nel ruolo qualcuno diverso da Rourke. Abbronzatura vistosa da lampada, capelli lunghi e biondi da tinta fai-da-te, tra doping e match finzione, “The Ram”/Rourke ricorda la copia invecchiata di tanti lottatori passati per il baraccone del wrestling, prima tra tutti Hulk Hogan.
“Dopo il film ho cambiato opinione sul wrestling. Ho fatto boxe per molti anni, per cui non ne avevo alcun rispetto” dice Rourke, che per la parte ha dovuto sollevare pesi per sei mesi per un’ora e mezza due volte al giorno e seguire una dieta carica di proteine per aumentare di peso. “Nel wrestling lavori insieme al tuo avversario, come in una squadra, è molto coreografico, devi credere ciecamente nell’altra persona. Inoltre devi essere in una grande forma fisica: anche se è finto il wrestling è molto faticoso!“.
E la ricerca di redenzione del protagonista Randy “The Ram” non può non legarlo con un sottile filo rosso al suo interprete. “Credo ci siano vari livelli di redenzione” afferma l’attore americano. “Non è una cosa che accade spesso, devi volerlo, ma non basta. A me ci sono voluti più di dieci anni. Credevo che ci sarei riuscito in un anno o due, volendolo, e invece ci sono voluti quattordici, quindici anni di duro lavoro su me stesso per accettare il fatto che dovevo cambiare. La mia forza era diventata la debolezza, non c’erano regole, non accettavo nessun tipo di compromesso, e questo non è possibile”.
The Wrestler arriva nelle sale italiane il 6 marzo.
Il trailer da YouTube:
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