
di Dori Ghezzi
Quando Geoff Westley mi ha proposto di intraprendere questo nuovo viaggio, non ho avuto bisogno di pensarci, come si dice, due volte. È successo pochi mesi fa, la scorsa primavera, e l’idea di interpretare le musiche di Fabrizio traducendole in affreschi orchestrali mi ha subito entusiasmata, perché da un lato dava prospettiva e corpo a un desiderio che cullavo da tempo, vale a dire quello di aprire finestre, collaborazioni, oltre i confini italiani, dall’altro perché intuivo quanto una reinterpretazione orchestrale avrebbe dato in dolcezza, eleganza ed energia. Continua

“La profezia delle onde”, il nuovo spettacolo teatrale-musicale dell’Associazione musicoterapica di volontariato La Stravaganza Ostinati e Contrari, debutta giovedì 13 gennaio (con repliche fino al 16) per il secondo anno, con nuovi arrangiamenti, nuove coreografie e nuove drammaturgie, nel prestigioso teatro milanese d’arte contemporanea Elfo Puccini (Corso Buenos Aires 33).
L’associazione vuole testimoniare attraverso la lezione di vita di Fabrizio De Andrè assumendo la sua poesia come punto di partenza per creare un’opera di denuncia sociale e culturale sui diritti civili e umani e sui diritti negati, il tutto attraverso un lavoro multimediale dove condividere è il verbo sul quale si regge lo spettacolo: condivisione tra le persone (diversamente abili, professionisti, operatori e volontari), condivisione tra le arti (musica, canto, poesia, recitazione, danza, immagine visiva).
Continua

«Nessuno la vede, ma appena salgo sul palco si materializza alle mie spalle l’ombra di un gigante»
Non è una sfida indolore quella che Cristiano De André ha lanciato a se stesso decidendo di portare in giro per l’Italia le canzoni di suo padre Fabrizio (l’8 e 9 marzo al Teatro Smeraldo di Milano).
«Arrivo buon ultimo, ma prima era come un’epidemia: tutti ricantavano i suoi pezzi. E io, paralizzato dal dolore, me ne stavo muto, in disparte, spiando i colleghi dal buco della serratura. Poi ho preso coraggio e sono sceso nell’arena. Perché ho ricevuto un’eredità importante ed è giusto che la mantenga viva in concerto»
Continua

Dal libro Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
Piuttosto che esibirsi, lamentava un principio di afonia, oppure lancinanti mal di gola, faceva chiamare tre medici diversi per essere visitato, richiedeva un laringoiatra specializzato. Poi magari non era vero. La gola non gli faceva poi così male. Anzi, non gli doleva affatto. Ma il pensiero di dover cantare in pubblico lo paralizzava letteralmente, fino a fargli accampare ardite scuse pur di non comparire sul palco.
Continua
LA GALLERY
Dopo la mostra al palazzo Ducale di Genova, ad accogliere una nuova rassegna su Fabrizio De André è la sua terra d’adozione: la Sardegna. Immagini della sua vita e della sua musica sono ora al MAN, museo d’arte di Nuoro fino al 4 ottobre.
“Stregato dalla Sardegna, Fabrizio De André l’ha scelta come luogo per vivere” ricorda Cristiana Collu, direttore del MAN. “È approdato all’Agnata, e lì, dopo quello che ha definito, citando Albert Camus, un incidente della felicità, vi ha fatto ritorno. La fascinazione iniziale per questa terra e per la sua gente mette radici, diviene qualcosa di più solido, suggellato anche da ciò che non sarebbe dovuto accadere. I sardi con lui stringeranno un patto concorde, come se firmassero, ora sempre, le 11 lettere di scuse dei suoi sequestratori”.
L’evento occuperà tutti gli spazi del MAN. L’allestimento, multimediale e interattivo, progettato e allestito da Studio Azzurro, uno dei più importanti gruppi internazionali di videoarte, condurrà il visitatore a vivere un’esperienza emozionale, con e dentro la creatività del cantautore.
La Regione Sardegna e la Provincia di Nuoro, dalla quale il MAN dipende, hanno deciso che questo omaggio a De André sia offerto a tutti i sardi e agli ospiti della Sardegna. Di qui la scelta di aprire gratuitamente la mostra.
Informazioni e prenotazioni: MAN tel. e fax +390784252110 info@museoman.it
LA GALLERY
È partita il 30 dicembre la mostra dedicata a Fabrizio De André per ricordarlo nel decimo anno della sua scomparsa. “Non una celebrazione ma un racconto. Un modo per consegnare al futuro un artista senza tempo”: così Dori Ghezzi, vedova del cantante, ed il critico televisivo Vincenzo Mollica, tra i curatori della rassegna, hanno presentato la mostra dedicata al cantautore di Bocca di rosa, inaugurata nel Sottoportico del Palazzo Ducale di Genova. Mai, nella storia della cultura italiana, è stata ideata e realizzata una esposizione che, come questa, riesce a fondere il percorso umano, quello poetico, quello artistico di un cantante-letterato e lo spirito di una città, Genova, attraverso l’utilizzzo di tecnologie che consentono ad ogni visitatore di entrare in una scatola magica e costruire un rapporto quasi diretto con Fabrizio.
Il racconto di De André prende avvio dalla sua poetica, attraverso immagini multimediali (firmate Studio Azzurro) che illustrano i temi a lui più cari (Genova, l’amore, la guerra, la morte, l’anarchia, gli ultimi) e parole, i testi manoscritti delle sue canzoni, e si sviluppa in una serie di sale dedicate alla musica (la produzione discografica), i personaggi (scelti da Fabrizio per le sue canzoni), la vita (con schermi interattivi) ed un video-affresco che scorre per cinque ore.
La mostra, curata da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, rimarrà aperta fino al 3 maggio.
LEGGI ANCHE: De André in concerto e in libreria- Ballata per Fabrizio De André, Faber diventa un fumetto - Dall’altra parte del vento, l’omaggio di Massimo Bubola