X-Files - Voglio crederci
LA GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA
Il cinema si risveglia dal letargo estivo e, merito anche della Mostra di Venezia, si presenta al primo week-end settembrino con un’armata di film. Tre, tutti italiani, arrivano dal concorso al Lido e si svelano al pubblico italiano prima ancora di sapere se tra questi c’è un Leone d’Oro: Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek, Il seme della discordia di Pappi Corsicato e La terra degli uomini rossi - Birdwatchers di Marco Bechis. Sempre dalla Laguna arrivano La rabbia di Pasolini in una ipotesi di ricostruzione, da parte di Giuseppe Bertolucci, della versione originale del film, e la pellicola rivelazione Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio, presentato alla Settimana della critica. A questi si aggiunge l’atteso ritorno sul grande schermo degli agenti della tv Dana Scully e Fox Mulder, in X-Files - Voglio crederci.
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Un giorno perfetto, per un film imperfetto di Ferzan Ozpetek
Pranzo di ferragosto, la bella sorpresa di Venezia
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Da Venezia l’emozionante La terra degli uomini rossi - Birdwatchers

Quest’anno la scelta è caduta sul cinema e sul regista Ferzan Ozpetek. L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro è attiva in Italia dal 1965, e da allora promuove costantemente un’opera di informazione e sensibilizzazione. Lo ha fatto in tantissimi modi, e ora ha deciso di puntare su un cortometraggio firmato dal regista turco e interpretato, tra gli altri, da Isabella Ferrari. L’obiettivo è quello di mostrare tutto quel mondo che si nasconde dietro la speranza di sconfiggetre il male. Un mondo fatto di gesti quotidiani, delusioni, tentativi, successi e grande coraggio.
Il lavoro di Ozpetek sarà visibile sulle reti La7 e Sky, sulla Rai (dal 9 all’11 novembre, in occasione della Giornata per la Ricerca sul Cancro) ma anche per tutto il mese di ottobre nelle sale cinematografiche del circuito Opus Proclama e numerosi teatri italiani del circuito Officine Smeraldo.
Ecco il video
Il cortometraggio di Ferzan Ozpetek per l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
- Tags: candidature, Centoautori, Cinema, Daniele-Lucchetti, David-di-Donatello, Donatella-Finocchiaro, Elio-Germano, Emanuele-Crialese, ermanno-olmi, Ferzan-Ozpetek, film, Giacomo-Rizzo, Giovanna Mezzogiorno, Giuseppe-Tornatore, Kim-Rossi-Stuart, Ksenia-Rappoport, Laura-Morante, Margherita-Buy, Milchele-Placido, Roma, Vincenzo-Amato
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Dopo un bel replicone pomeridiano del telefilm Streghe e un Tg2 Flash, prima dell’immancabile Il lotto alle otto, cosa c’è di meglio di una premiazione dei David di Donatello? In un pre-prime time di un caldo pomeriggio romano, dal Gran Teatro di Tor di Quinto arrivano gli Oscar italiani, condotti da Tullio Solenghi in diretta su Rai Due giovedi 14 giugno dalle 18.30 alle 20.20, per lasciare poi il posto alle estrazioni del lotto. Classe e capacità di collocare gli eventi importanti puramente tricolori. Sì, forse sono meglio due ore di telecamere puntate sul cinema quando gli italiani, stanchi stressati e famelici, rientrano a casa dal lavoro e zampettano da un canale all’altro della tv per rilassarsi un po’ e trattenere l’appetito per la cena, piuttosto che in piena notte, come nelle scorse edizioni. L’assegnazione dei David di Donatello, nel 2006, iniziò infatti alle 23.50! Come dire: non esistono le mezze misure.
E quanti sono i film italiani in lizza a contendersi i 19 premi (a cui sono da aggiungere quelli per le sezioni cortometraggio, documentario, film europeo e straniero)? Le nomination sono ben 95 per… 23 pellicole. E cinque di queste raccolgono, messe insieme, addirittura 54 candidature. La sconosciuta di Giuseppe Tornatore (di cui sotto si può vedere una scena tratta da Youtube) ne vanta da solo 13, così come Nuovomondo di Emanuele Crialese (includendo anche il David Giovani, che viene assegnato da una giuria di giovanissimi composta da studenti, e il Premio dei critici). Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti, che ha partecipato anche alla sezione Un certain regard al Festival di Cannes - rimanendo a bocca asciutta - ne ha collezionate 11, Centochiodi del buon vecchio Ermanno Olmi 9 e Saturno Contro di Ferzan Ozpetek 8. E non si è piazzato male neanche Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart, agli esordi da regista: 6 nomination. La solita manciata di pochi buoni film. Un sintomo di certo non incoraggiante per il cinema italiano che da anni si affanna cercando di rialzarsi. Senza successo?
Per il Miglior film, comunque, la battaglia è tra Tornatore, Olmi, Rossi Stuart, Crialese e Lucchetti. Per la Migliore regia, accanto alla “banda” Tornatore-Olmi-Crialese-Lucchetti compare Marco Bellocchio, con Il regista di matrimoni. La statuina per la Migliore attrice protagonista se la contendono Margherita Buy (Saturno contro), che già ne ha portate a casa quattro negli anni passati, Donatella Finocchiaro (Il regista di matrimoni), Laura Morante (Liscio), Ksenia Rappoport (La sconosciuta) e Giovanna Mezzogiorno (Lezioni di volo), che quando vinse nel 2003 ritirò il premio indossando un abito del padre Vittorio.
Per il Migliore attore protagonista in sfida Vincenzo Amato (Nuovomondo), Elio Germano (Mio fratello è figlio unico), Michele Placido (La sconosciuta), Giacomo Rizzo (L’amico di famiglia) e ancora Kim (Anche libero va bene - qui sotto il trailer).
Qui tutte le altre candidature.
E si teme - o si spera - che la diretta Rai per i David di Donatello possa anche essere “disturbata” da una manifestazione dei Centoautori, il movimento sorto a seguito delle dimissioni di Carlo Macchitella dalla direzione di Rai Cinema, composto da sceneggiatori e cineasti (in prima riga Giuseppe Piccioni, Stefano Rulli, Paolo Virzì, Francesca Comencini, Daniele Luchetti). Il loro intento? Farsi sentire, per aprire la strada a un cinema nuovo, che dipenda dal merito e dallo spettatore. Insomma, per un cinema di qualità. Ben vengano i Centoautori. La cerimonia di assegnazione dei David di Donatello sono la loro platea migliore.