
Sabrina Impacciatore - © Riccardo Ghilardi
Riccardo Ghilardi è quello che si dice un-giovane-e-promettente-fotografo.
La sua mostra “Lo Sguardo non mente mai”, evento collaterale del Festival Internazionale del Film di Roma, è fino al 14 novembre alla Casa del Cinema.
Ho voluto conoscerlo.
È gentile, disponibile e sicuro di sé. Ha una borsa fotografica enorme. Parla tantissimo e ha piacere nel farlo.
Apre il Mac e mi mostra una serie di immagini scattate durante il terremoto dell’Aquila. Sono foto da grande settimanale internazionale. Tecnicamente perfette e riprese da punti di vista insoliti, quasi tutte dall’alto. Molto più efficaci e interessanti di quelle che abbiamo visto sui giornali.
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Leonardo Pieraccioni - © Riccardo Ghilardi
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Valerio Mastandrea - © Riccardo Ghilardi
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Ninetto Davoli - © Riccardo Ghilardi
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Ninetto Davoli, Beppe Fiorello, Maria Sole, Gianmarco Tognazzi, Massimiliano Bruno, Francesco Montanari, Veronica Gentili - © Riccardo Ghilardi
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Marina Rocco © Riccardo Ghilardi
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Carolina Crescentini, Jasmine Trinca, GianMarco Tognazzi, Lillo, Alessia Barela, Francesca Figus, Michela Andreozzi, Sergio Albelli - © Riccardo Ghilardi
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Valentina Lodovini - © Riccardo Ghilardi
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Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Giulia Michelini, Andrea Sartoretti, Tiziana Bozzacco - © Riccardo Ghilardi
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Carolina Crescentini e Lillo - © Riccardo Ghilardi
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Carolina Crescentini - © Riccardo Ghilardi
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Enrico Lo Verso - © Riccardo Ghilardi
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Ennio Fantastichini - © Riccardo Ghilardi
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Gianmarco Tognazzi © Riccardo Ghilardi
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Isabelle Aadriani e Denny Mendez- © Riccardo Ghilardi
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Marco Giallini - © Riccardo Ghilardi
Continua

Se si correrà a Roma, Giancarlo Fisichella sarà il pilota di casa - Ansa
Da “Roma ladrona” a “Roma parassita”, non è che il ritornello sia cambiato poi molto, ma ieri il sindaco di Monza Marco Mariani non si preoccupava tanto di essere originale: la notizia dell’accordo tra la Fia e i promotori del Gran Premio nella Capitale d’Italia ha messo in agitazione il primo cittadino della città brianzola, che ha commentato così: “E’ l’ultimo atto di arroganza di una capitale parassita che da 2000 anni vive togliendo l’ossigeno alle altre città”. Continua
A Roma sono arrivati i tre cattivi vampiri della saga Twilight, appartenenti alla dominatrice famiglia dei Volturi: da sinistra Charlie Bewley, Jamie Campbell Bower, Cameron Bright. Al Festival del film sono stati infatti proiettati 20 minuti del secondo episodio con Edward Cullen (Robert Pattinson) e Bella Swan (Kristen Stewart).
FOTOGALLERY: New Moon a Roma, il red carpet di Twilight

Asia Argento al Roma Film Festival (AP Photo/Pier Paolo Cito)
Asia Argento ha presenziato ieri a Roma al Festival di Cinema, partecipando ad un faccia a faccia con il pubblico. Ad aprire l’incontro è stata la visione di Onedreamrush, il film corale in cui 42 registi, tra cui la stessa Argento, hanno messo in scena la propria idea di sogno in un frammento di 42 secondi.
Il progetto, che uscirà in dvd, è coprodotto da Michele Civetta, marito dell’attrice (con lei al Festival) e regista di un altro degli episodi. Tra gli altri autori: David Lynch, Abel Ferrara e Mike Figgis. Guarda la fotogallery
È la prima volta che accetta di partecipare a un festival in Italia. E lo ha fatto per Roma, ospite eccellente, perché David Cronenberg è il maestro indiscusso del cinema horror, suo il capolavoro La mosca.
“È da 50 anni che penso che dovrei essere un scrittore e non un regista. Mi stupisco ogni volta he firmo un film”. Figlio di un romanziere, Cronenberg si è deciso a saltare il fosso e ha scritto un horror che uscirà da Bompiani: “Ma non assomiglia a Stephen King. Il contratto prevede l’uscita in vari Paesi. Questo sì che mi terrorizza”.
Ospite dalla sezione L’altro cinema Extra al Festival di Roma in corso in questi giorni, Cronenberg fa il punto della sua cifra stilistica: “Far paura e dirigere l’attore considerandolo un corpo. Il corpo è lo strumento col quale si parla. Quando giro un film, giro un corpo”. Polemico con gli americani: “Invece di conservare i loro vecchi film, li distruggono. Non c’è un archivio che li contenga. Per fortuna, si sono messi i francesi a fare opera di recupero”.
Sempre geniale, spiazzante, Cronenberg regala un altro volto di sé, di pittore: a Palazzo delle Esposizioni, in anteprima mondiale, c’è lo mostra Chromosomes, 50 immagini tratte dai suoi film e rielaborate dallo stesso regista, prima in digitale, poi trasferite su tela. Una visione mozzafiato. Come La mosca.
ROMA - Ormai sembra brutto parlar male del cinema italiana: c’è nell’aria come un’enfasi intorno alla nostra cinematografia, quasi da tempi di autarchia creativa. Ma L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi fa mettere da parte il buonismo, peggio, stimola la voglia stizzosa di incattivirsi e di domandarsi: “c’era proprio bisogno di un altro film inutile?”. Inutile perché non dice nulla che già sapessimo (sull’amore), non dà un brivido registico, non fa immagine al fantomatico Nuovo Cinema Italia. Scelto per inaugurare la terza edizione del Festival Internazionale del film di Roma (22 -31 ottobre) L’uomo che ama ha avuto un suo perché proprio nella cornice capitolina garantendo un red carpet non da strapaese grazie a Monica Bellucci, amata dagli americani e non solo, a Ksenia Rappoport (la protagoista di La sconosciuta di Giuseppe Tornatore), a Marisa Paredes di almodovariana memoria; e in più Pierfrancesco Favino, Michele Alhaique, Piera Degli esposti, Arnaldo Ninchi.
Lo scrittore Ivan Cotroneo firma la sceneggiatura insieme alla regista. Insieme hanno l’ambizione di dirci qualcosa sull’amore, su cosa provoca quando entra nella vita di una persona e la sconquassa, sulla paure nostre nel gettarsi in una nuova storia fino ad arrivare al “senso della vita” riassunto in una lettera strappalacrime che Carlo, fratello del protagonista, scrive a se stesso non sapendo se avrà modo di leggerla, se cioé si sveglierà dalla delicata operazione cardiaca che lo attende.
Insomma, una infilata di pensieri da Madame Lapalisse visto che è Maria Sole Tognazzi a firmare la regia, e pure la sceneggiatura. Bravo Favino, questo lo si sa, e qui è anche sexy, inquadrato da varie angolazioni, compreso il fatidico lato B, che gli fa onore. Una sorpresa è Michele Alhaique, nome difficile ma da ricordare.
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Cristiana Capotondi in una immagine di scena
”Il film offre una radiografia impietosa di questo Paese ma io lo considero un atto d’amore per l’Italia. Sono come un medico che ha scelto di dire la verità al proprio paziente”. L’ha detto Roberto Faenza, parlando del suo nuovo film, I Vicerè, la pellicola tratta dal romanzo verista di Federico De Roberto, con Alessandro Preziosi, Cristiana Capotondi, Lando Buzzanca, Lucia Bosè, in uscita il 9 novembre in 120 copie distribuita da 01.
Per Faenza, portare sul grande schermo il libro di De Roberto, scritto nel 1894 e a lungo vittima di ostracismo, soprattutto perchè ritenuto anticlericale, è stato ”un atto di giustizia. E’ uno dei più bei romanzi della nostra letteratura, che ha anticipato, per tematiche, di cinquant’anni il Gattopardo, il quale in molte parti l’ha copiato”.
Sul film di Faenza sono piovute critiche, a partire dall’esclusione dalla Festa del Cinema di Roma.
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