
“Le fiction italiane sono invendibili”. Di più: “sono roba da far drizzare i capelli”. A stroncare le produzioni televisive nostrane è uno che di roba che fa paura se ne intende: Dario Argento.
Generalmente parco di parole e riottoso alle interviste, il celebrato maestro del brivido si fa improvvisamente loquace durante la conferenza stampa di presentazione del suo film La Terza Madre presentato alla Festa del cinema di Roma. “Francamente non riesco a capire come faccia il pubblico italiano a vederle” ha detto il regista. “Siamo davvero indietro” ha specificato “Basti pensare a Lost o a 24. Altro che quel polpettone di Guerra e Pace!”.
Argento se l’è presa anche con gli attori delle serie tv: “Ma come parlano? Si mangiano pure le parole. Ma andassero a lezione…”. La sua conclusione non lascia spazio a dubbi: “Bisogna dirlo” ha sentenziato “la rovina del cinema italiano è la fiction”.
E pensare che negli anni Ottanta era proprio il genere horror ad essere additato da molti come la degenerazione del cinema italiano. Franco Battiato, cantautore ora dedito anche alla settima arte, nella sua indimenticata Bandiera Bianca del 1981 cantava addirittura: “in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore”. Non si è mai saputo, in realtà, a chi si riferisse in particolare il cantautore siciliano. Ironia della sorte, però, anche Battiato è in questi giorni alla Festa di Roma, dove presenta il suo film Niente è come sembra. Chissà se i due si incontreranno per parlare di cinema…
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![L'attrice australiana Cate Blanchett in posa sul red carpet prima della proiezione del film [i]Elizabeth: The Golden Age[/i], di Shekhar Kapur, presentato nella sezione Premiere nella 2° edizione della Festa Internazionale di Roma.<br> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-ottobre/festa-cinema-roma/01/normal_festa-22-01.jpg)
“Un sontuoso polpettone di fiction storica e di romantica cappa e spada” l’ha definito Natalia Aspesi. Destinato però a essere campione d’incassi, perché allo spettatore piace questa regina pallida, esile, gelosa, decisa, isterica. Insomma piace Cate Blanchett, e molto, come piace la sua interpretazione della regina vergine, Elisabetta I d’Inghilterra. Questa è la sorte Elizabeth: The Golden Age, (qui, in anteprima per Panorama.it, il web book del film) il nuovo lungometraggio del regista pakistano Shekhar Kapur: essere un successo. E poco importa al pubblico che la vera sovrana fosse quasi calva e non molto avvenente…
La pellicola, che ha aperto la sezione Première della Festa del cinema di Roma, arriva il 26 ottobre nelle sale italiane. A distanza di quasi dieci anni, il film segue Elizabeth (1998), che valse alla Blanchett l’Oscar e la consacrazione. Il cast è lo stesso di allora, si aggiunge solo il fascinoso Clive Owen, ovvero Sir Walter Raleigh, un focoso navigatore che insidierà il cuore della regina.
Qui un video con il dietro le quinte e interviste esclusive al regista e agli attori:
È il 1585 e, dopo aver regnato l’Inghilterra per quasi tre decenni, Elisabetta I continua a fare fronte alla duratura minaccia costituita dal tradimento familiare. Al di là della Manica, un’ondata distruttiva di cattolicesimo fondamentalista guidata dal re di Spagna Filippo II (Jordi Molla) si abbatte sull’Europa del XVI secolo. Sostenuto dalla Chiesa di Roma e armato con l’Inquisizione, Filippo rappresenta un’imminente minaccia per la regina e la sua nazione… Il re vuole a tutti i costi strappare l’ “eretica” protestante dal trono.
Qui il trailer di Elizabeth: The Golden Age:
I rumori inspiegabili che si sentono la notte, da bambini, in una stanza chiusa. Una enorme casa vuota in cui si intuisce una presenza. Impalpabile, eppure dannatamente universale e senza tempo, è semplicemente questa la trama di Peur(s) du noir, il film “a sorpresa” della Festa del Cinema di Roma che verrà presentato fuori concorso domenica 21 ottobre. Sei variazioni animate in bianco e nero formano un mosaico insieme spaventoso e divertente: “Paure bianche e humor nero per le sale oscure”, scherzano i sei disegnatori che hanno accettato di raccontare i propri incubi, o di inventarne di nuovi. Un’idea di respiro internazionale, basta vedere le origini dei creatori: Blutch, al secolo Christian Hincker, nato a Strasburgo e scoperto sulle pagine di Fluide Glacial, giornale di fumetti che ogni francese conosce, Charles Burns, di Washington, che ha illustrato la prima antologia di musica grunge, l’italiano Lorenzo Mattotti, adottato da Parigi, illustratore di manifesti per tanti eventi in Italia e all’estero (sue le immagini dell’estate romana e della festa del cioccolato a Torino) Marie Caillou, apprezzatissima in Giappone, Pierre di Sciullo, appassionato di tipografia, ha creato i caratteri che hanno fatto accedere il popolo Tuareg alla stampa, e infine Richard Mcguire, grafico e designer newyorkese con una carriera da bassista alle spalle. Tutti scioccati dal vedere i tratti della propria matita prendere vita sullo schermo. Ma sempre meno del pubblico, naturalmente.
Il trailer di Peur(s) du noir
Il tema delle angosce e delle fobie originate dal buio della notte è ricorrente nel cinema. Ancora di più in quello d’animazione.
Altri spezzoni animati sui mostri che affollano le notti dei bambini:
Da Monsters Inc.
Da Nightmare before Christmas di Tim Burton
Video per il singolo “Monsters under the bed” di Eugene McGuinness

Spietata puntualità, quella del Financial Times, che all’avvio della Festa del cinema di Roma fa i conti in tasca alla nostrana industria cinematografica. E scopre non soltanto che i conti non tornano. Ma anche che il Senato si appresta a un iniziativa piuttosto discutibile.
Una pioggia di sovvenzioni cade costantemente sul cinema italiano, come fosse manna dal cielo. Più di ottocento milioni di euro negli anni tra il 1994 e il 2005. Solo 25 film dei 544 finanziati, però, sono riusciti a recuperare i soldi ricevuti dallo Stato. Panorama.it aveva già segnalato il caso il 28 agosto scorso, quando tutti i riflettori erano puntati sulla Mostra del cinema di Venezia. Ora, alla partenza dell’appuntamento romano, il quotidiano britannico torna a battere sul tasto dolente. E titola La generosità di Roma ingrassa uno stormo di tacchini da botteghino.
“Le stelle di Hollywood e verosimilmente di gran parte del resto del mondo” si legge nell’articolo a firma di Paul Betts “si stanno riunendo a Roma per il popolare festival del cinema della città eterna. Ma purtroppo, non tutto va bene per il cinema italiano. E questo, non certo per mancanza di fondi che sono assegnati dallo Stato e sono una caratteristica inamovibile del settore cinematografico italiano, grazie all’obbligo imposto alle emittenti via etere di trasferire almeno il 10 percento del proprio fatturato pubblicitario alle arti audiovisive. Finora è andata bene” continua il Financial Times “L’inconveniente è che nessun beneficiario di tanta generosità è condizionato dal successo al botteghino”.
Il giornalista non lesina numeri: “Secondo i dati del ministero Italiano dei Beni culturali” scrive “fra il 2001 e il 2005 il finanziamento pubblico per i film prodotti in Italia ammontava a oltre 428 milioni di euro. Purtroppo però, i 243 film realizzati hanno incassato appena 76 milioni. In verità, la maggior parte non ha mai visto la luce, con 83 milioni di euro di denaro pubblico spesi per 50 film che non sono nemmeno mai usciti nelle sale. Altri 40 film sovvenzionati durante lo stesso periodo hanno venduto meno di 5.000 biglietti in Italia”.
“Inevitabilmente” continua l’articolo “è spuntata fuori una vasta congerie di produttori e di società di produzione per succhiare, a livello professionale, i sussidi erogati da parte dei politici che controllano i cordoni della borsa dall’interno del ministero per i Beni culturali. Tuttavia, non contento dell’attuale potere clientelare, il Senato italiano sta attualmente esaminando una legge che vedrebbe il piatto crescere di cinque volte grazie all’aumento e all’allargamento del prelievo forzoso sui nuovi attori del settore privato dell’emittenza, come le società di telecomunicazione quali FastWeb e Telecom Italia e l’operatore di pay-TV Sky Italia”.
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Le GALLERY: Gli ospiti - I film in concorso
Biondo platino, come si confà alle amanti dei gangster, nel thriller Le deuxième souffle di Alain Corneau, mora sul tappeto rosso. Sarà Monica Bellucci ad aprire la Festa del cinema di Roma.
Oltre 32.000 biglietti venduti, un villaggio del cinema tirato su per l’occasione: uno stand dopo l’altro a coprire un’area di 5600 metri quadrati, 21 grandi anteprime internazionali, 14 film in concorso, retrospettive, concerti, mostre. C’è di tutto, ovunque e in gran quantità: a Roma si respirerà cinema per dieci giorni, dal 18 al 27 ottobre.
Sui palazzi verranno proiettate enormi immagini di Roma dall’alto dell’artista Olivo Barbieri insieme a foto inusuali dei grandi attori italiani, alcune strade del centro saranno letteralmente impacchettate per l’occasione con installazioni pubbliche. Tutta Via Veneto, la strada della Dolce vita, sarà lastricata di ritratti a mosaico di Maurizio Galimberti, e nelle hall dei suoi alberghi si potrà entrare sui set allestiti intorno agli abiti di Fausto Sarli, ideati per dive come Monica Bellucci o Penelope Cruz.
Tra i divi che solcheranno il red carpet ci saranno 9 premi oscar: la luminosa Cate Blanchett, protagonista di Elizabeth, the golden age (il sequel di Elizabeth), Geoffrey Rush (di cui si ricorda soprattutto la straordinaria interpretazione in Shine, che gli valse la statuetta), Francis Ford Coppola che presenta Youth without youth, film girato 10 anni dopo il suo L’uomo della pioggia (The rainmaker). E poi ancora Sean Penn, Halle Berry, Tim Robbins, Robin Williams, Reese Whiterspoon , Gavin Hood.
Ma non è finita: ci saranno Keira Knightley, protagonista di Silk, kolossal tratto dal romanzo di Alessandro Baricco; Meryl Streep, interprete di Rendition di Gavin Hood (che vinse l’Oscar per Il mio nome è Tsotsi) e di Leoni per agnelli, film di Robert Redford con Tom Cruise (anche loro a Roma).
Il pubblico è invitato a una lezione di cinema tenuta nientemeno che da Bernardo Bertolucci e a conversazioni con Sophia Loren, Depardieu, Coppola.
I film più attesi sono le anteprime mondiali della sezione Première: Across the universe di Julie Taymor (Frida) imperdibile per ogni fan dei Beatles che si rispetti, con la sua colonna sonora che mette in fila 33 canzoni della band di Liverpool reinterpretate dagli attori.
Into the wild, quarto lungometraggio diretto da Sean Penn, è la storia vera di Christopher McCandless che, fresco di laurea, si incammina per le terre inospitali d’Alaska in cerca d’avventura. Il film è tratto dal best-seller di Jon Krakauer.
Youth without youth, il ritorno al cinema del grande Coppola, è una coproduzione indipendente franco-italo-rumena. Noir filosofico girato in Romania, nasce dall’interrogativo sul perché così spesso il picco del genio intellettuale e artistico si raggiunge in giovane età ed è poi così difficile da ritrovare.
Altro film molto atteso è il drammatico Things we lost in the fire, diretto dalla regista danese Susanne Bier, con Halle Berry e Benicio del Toro protagonisti.
Il trailer
Sul set
Non mancano le anteprime italiane: Giorni e nuvole, film sul rapporto di coppia di Silvio Soldini, regista del grande successo di pubblico con Pane e tulipani.
A Dario Argento è addirittura dedicato un Black carpet e una notte d’argento, una maratona nera con le riedizioni di Suspiria e Inferno e l’anteprima dell’ultimo capitolo della trilogia La terza madre, presentato alla Festa del cinema di Roma.
Le GALLERY: Gli ospiti - I film in concorso

Extra/altre visioni è la sezione della Festa del cinema di Roma (dal 18 al 27 ottobre) più sperimentale, quella che parla di sé come di “una angolazione non convenzionale con la quale catturare ciò che viene realizzato in qualsiasi angolo del mondo e che ancora non ha raggiunto la sala tradizionale”. Definizione perfetta per il concorso di cortometraggi che la festa ha indetto quest’anno: chiunque, da qualunque luogo poteva partecipare inserendo il proprio corto in rete tra il 18 luglio e il 12 settembre sul profilo MySpace della Festa del cinema. Ora i video sono al vaglio della redazione del concorso che selezionerà i 75 migliori lavori evidenziandoli come preferiti sulla pagina MySpace della Festa. E gli utenti potranno votarli dal 20 settembre al 10 ottobre, designando così il vincitore destinato a calpestare il red carpet, il tappeto rosso dove sfilano i divi del cinema. Panorama.it (che vi mostra in anteprima alcuni dei video arrivati su MySpace) ha intervistato Mario Sesti, critico e giornalista cinematografico che è tra i fondatori della Festa e che quest’anno dirige la sezione Extra.
Come è andata la Festa alla sua prima prova?
L’anno scorso abbiamo messo in rilievo soprattutto l’aspetto della festa, e ci siamo riusciti. Abbiamo avuto una grande attenzione di pubblico e dei media, concentrata sul tratto più spettacolare. Però ci siamo un po’ dimenticati che c’era anche un festival. Extra, ad esempio, anche se è stata una bella iniziativa non è emersa abbastanza. Un festival del cinema è tanto più grande quanto più riesce a coniugare il red carpet con la ricerca del nuovo.
Cosa rappresenta la sezione Extra di quest’anno?
Sarà un’ottima selezione di documentari, genere che sta vivendo un momento di particolare proliferazione. E poi ci sarà una sorta di retrospettiva su quello strano contagio che si genera quando qualcosa piace, soprattutto su internet. La retrospettiva parla di tutto ciò che, in rete, si avvicina al cinema.
Un esempio paragonabile è quello di Lonely girl 15: un videoblog che ha avuto milioni di visite, ma che in realtà era finto, accuratamente preparato. Questa è una forma di narrazione inedita. Oppure il corto di chi si fa una foto al giorno. (leggi anche: Per il Museo di Losanna siamo tutti fotografi) Poi ci sono i mash-up: materiali preesistenti che vengono miscelati insieme. C’è chi ha rimontato il trailer di Shining trasformandolo in commedia, e chi ha fatto la storia dei cinque film di Rocky in cinque secondi.
Come mai il concorso di corti della Festa del cinema ha scelto Internet come mezzo?
Il consumo di immagini e suoni degli adolescenti oggi si incontra molto più su Internet che altrove. Se si vuole capire cosa succede di nuovo si deve passare da lì. Il vantaggio che ha il cinema è quello di concentrare, mentre internet disperde. Il cinema è qualcosa che ti sveglia, ti sorprende, ti incanta, in una sala buia con tanta gente che non conosci. Su internet sei solo. Il contesto è completamente diverso, ma prima o poi si dovrà trovare un compromesso, anche sul piano commerciale. Comunque, se è vero che esiste qualcosa di simile al cinema su internet, un festival deve occuparsene.
Qui di seguito una selezione di brani tratti dai cortometraggi in concorso
Il corto “Chi la fa l’aspetti” di Emiliano
Il corto “Clone boy” di La Stasi
Il corto “Io, super-io e il partito unico” di Giacomo
Il corto “Le buone maniere” di Gian
Il videoclip “Linfa Vitale” di Avvolte Khristeda realizzato dagli studenti del 3° anno (2005/2006) di Illustrazione dell’Istituto Europeo di Design
Il corto “C’è Vibrisse libri” di Gianfranco
Con il cellulare in mano, con la videocamera sulle spalle oppure con un software di grafica: sono solo alcuni strumenti utilizzabili dai partecipanti alla competizione tra aspiranti registi di cortometraggi lanciata dal Festival del cinema di Roma. Per entrare in gara bisogna registrarsi nella community di Myspace Italia, caricare un video della durata massima di cinque minuti sulla propria pagina personale e poi postarlo sul profilo del Festival del cinema di Roma. Sono cinque le categorie previste dal concorso: corto narrativo, videoclip, clip con telefono cellulare, corti di animazione e i mash up, cioè filmati montati a partire da sequenze di altri video. “Noi ne selezioneremo 75 tra tutti quelli che arriveranno- osserva Mario Sesti, direttore artistico del settimanale Extra - poi per ogni sezione del concorso gli utenti potranno votare un vincitore”. Sarà inoltre assegnato un premio speciale. I corti dovranno essere caricati su Myspace a partire dal 18 luglio ed entro il 2 settembre.
Jumpcut è uno dei siti adatti per chi vuole montare i filmati o i cartoni d’animazione direttamente sul web: consente di costruire un video direttamente online. Youtube, invece, mette a disposizione Remixer per aggiungere immagini ed effetti speciali ai cortometraggi.