(500) Days of Summer
LA GALLERY
Il docu-film sull’ultima campagna elettorale a stelle e strisce Marching Band è il regalo che la 62esima edizione del Festival del film di Locarno fa al pubblico. A ingresso libero e proiettato sul mega-schermo (ben 26 per 14 metri) di Piazza Grande, co-realizzato da Claude Miller, Héléna Cotinier e Pierre-Nicolas Durand, è la pre-apertura, oggi alle 21.30 in prima internazionale.
L’onore dell’apertura ufficiale spetta invece il 5 agosto a (500) Days of Summer (500 giorni insieme), commedia romantica visionaria di Marc Webb, in anteprima europea, che allo scorso Sundance Festival ha conquistato pubblico e critica. Due bei giovani di verdi speranze e già buone interpretazioni archiviate i protagonisti: Joseph Gordon-Levitt (Sguardo nel vuoto, Mysterious Skin) e Zooey Deschanel (E venne il giorno, Yes Man), che presto vedremo anche nella commedia medievale Your Highness di David Gordon Green come fidanzata di James Franco e accanto a Natalie Portman. (500) Days of Summer racconta la storia d’amore libera e imprevedibile tra Tom e Summer, vista con gli occhi di lui, sognatore che a differenza di lei crede nell’amore. Arriverà in Italia a novembre, distribuito da 20th Century Fox. L’Hollywood Reporter l’ha definito ”brillante anatomia di un amore che diventa amaro [..] un film scritto con intelligenza e realizzato in modo divertente e acuto”.
Ma a Locarno sono attese tante altre proiezioni, come La Guerre des fils de lumiere contre les fils des tenebres del regista Pardo d’onore 2008, l’israeliano Amos Gitai.
Spazio privilegiato al Giappone, con la sezione Manga Impact, che animerà Piazza Grande. Tre gli appuntamenti: Redline di Takeshi Koike, in prima mondiale, film atteso da tutti i fan del genere; Mobile Suit Gundam I (1981), adattamento
cinematografico, mai distribuito in Europa, della serie televisiva che ha rivoluzionato il genere robot; Pom Poko (1994) di Isao Takahata, fondatore con Hayao Miyazaki del celebre Studio Ghibli.
C’è anche molta Italia. In giuria con l’attrice Alba Rohrwacher per la giuria del Concorso internazionale e la montatrice Esmeralda Calabria per quella della Migliore Opera prima. Poi a Toni Servillo sarà consegnato l’Excellence Award 2009, prima di lui ricevuto da John Malkovich, Willem Dafoe o Michel Piccoli.
Tra le pellicole nostrane, il concorso più radicale del Festival, Cineasti del presente, ne ospita tre: Mirna di Corso Salani, girato in Argentina; Sogno il mondo il venerdì di Pasquale Marrazzo, che mette in scena in chiave musicale sei personaggi in cerca di un futuro migliore nella Milano di oggi; Piombo fuso di Stefano Savona, un’immersione, senza commento, nel quotidiano della striscia di Gaza, lo scorso gennaio, durante gli attacchi israeliani.

Locarno è considerato il meno glamour tra i festival cinematografici. “Sì, è così da sempre” ammette a Panorama.it senza troppa preoccupazione Frédéric Maire, direttore della rassegna dall’ottobre del 2005. “Questo dipende anche dallo spirito svizzero: qui ministri e amministratori arrivano in bus e non con le auto blu e la scorta! Insomma, frequentano il festival come spettatori qualsiasi” continua placidamente Maire. Che però rilancia: “A questo festival non interessa la moda, semmai interessa la gioventù”. “Il festival vuole essere giovane” spiega il direttore “tanto nei contenuti quanto nel rapporto con il pubblico”.
Una bella sfida per una rassegna che quest’anno compie 60 anni. Li festeggerà dal 1° all’11 agosto, con un’edizione talmente ricca di film, ospiti, premi e iniziative che si fatica un po’ ad orientarsi tra i tanti nomi e dichiarazioni di intenti.
Direttore Maire, quali sono i criteri guida per capire questo festival?
Ci sono quasi 80 lungometraggi presentati nelle cinque sezioni ufficiali, accanto alle quali abbiamo organizzato una sezione parallela dedicata alla critica, una retrospettiva sui primi 60 anni del festival, un omaggio alle grandi dive del cinema italiano e il laboratorio Open Door. Tanti film di ogni genere per invitare lo spettatore a scoprire territori nuovi.
In che modo?
Presentando film innovativi sia per le tematiche sia per le forme. E mettendo le star vicino al pubblico. A Locarno, infatti, autori e attori assistono alla proiezione e partecipano alle discussioni che seguono assieme agli spettatori.
Qui si sono visti film di autori sconosciuti che poi hanno raggiunto un grande successo, come Marco Tullio Giordana
L’idea è proprio di sperimentare e far conoscere. Il Festival di Locarno ama il cinema particolare e spesso questa ricerca viene scambiata per intellettualismo, ma per questa nuova edizione abbiamo lavorato per rendere più leggibile la programmazione. Esiste infatti un festival di giorno con le diverse retrospettive e con due concorsi dedicati a un pubblico più cinefilo. E poi un festival serale che vede un pubblico più variegato ritrovarsi tutto in Piazza Grande.
Nonostante la fama di essere poco glamour, ci sono sempre grandi personaggi. Qual’è l’ospite di cui va più fiero quest’anno?
Anthony Hopkins, che non interverrà come attore, ma come giovane regista per presentare il suo terzo film Slipstream, interpretato da Chistian Slater.
In programma anche un grande ritorno del cinema anglofono e asiatico.
Non solo: ci saranno film da tutto il mondo, compresa l’area mediorientale a cui è stato dedicato il laboratorio Open Door. Si tratta di una rassegna che permette di vedere film non distribuiti di autori emergenti. Ci saranno 13 progetti provenienti da Israele, Egitto, Libano, Siria e Giordania per dare spazio alla cinematografia emergente.