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Luc Besson con l'immagine del suo nuovo film "The Lady"
Ha commosso e scioccato il film d’apertura della sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, The Lady di Luc Besson (la cui locandina campeggiava oggi sulla maglia del regista, come d’abitudine). Una storia potente, capace di mettere etica ed estetica cinematografica d’accordo nel nome di una necessità forte condivisa da regista e cast: non far spegnere i riflettori sulla figura di Aung San Suu Kyi, premio Nobel della pace nel 2001, prigioniera pluriennale di un paese, la Birmania, massacrato da una feroce dittatura militare. Continua
Viaggiare nel tempo e nella storia alla scoperta del passato e dell’arte culinaria del tempo che fu? L’opportunità la fornisce la quinta edizione del festival èStoria a Gorizia dal 22 al 24 maggio che propone suggestivi percorsi di turismo culturale in città e sul territorio, veri e propri itinerari storici, di epoca medievale, moderna e contemporanea. Tutto grazie a èStoria-bus, un bus che propone itinerari diversi nelle tre giornate del festival: si parte con un tour nell’Istria, si prosegue con un percorso sulle tracce dei Borboni che abbandonarono la Francia in rivoluzione per rifugiarsi nell’ottocentesca Gorizia asburgica. Si conclude con un tour sulle tracce del Milite ignoto.
Con l’edizione 2009 èStoria inaugura “La storia in tavola”, un nuovo percorso tra cucina e storia, gastronomia e tradizioni, affidato ad esperti, studiosi e giornalisti del ramo. Ogni incontro offrirà l’occasione per discutere di cultura gastronomica e tradizioni culinarie, presentare al pubblico le novità editoriali del settore ed assaporare la cucina dell’epoca. Rientra in questa sezione la presenza a Gorizia di un noto ‘divulgatore’ della gastronomia internazionale, Allan Bay, autore de La cucina delle meraviglie e di molte altre pubblicazioni. La manifestazione è un concentrato di eventi, appuntamenti, tavole rotonde.
Va segnalata la presenza di Franz Ludwig von Stauffenberg, figlio del leggendario eroe della resistenza tedesca anti-hitleriana, il colonnello Claus Scenk von Stauffenberg che pagò con la vita, insieme con i suoi compagni d’avventura, il tentativo di salvare il mondo dalla follia nazista. Poi ci saranno lo storico portavoce di Arafat, Nemer Hammad, in una tavola rotonda su Israele, il saggista Luciano Canfora, nell’incontro dedicato a “Patria e cittadinanza nella Grecia antica”, Ernesto Galli della Loggia, Lucio Caracciolo il saggista Franco Cardini e la lectio magistralis dello storico Gian Enrico Rusconi. Infine la scrittrice Antonia Arslan, Giordano Bruno Guerri, Margherita Hack. Il cartellone di èStoria 2009 sarà integrato dalla sezione “La Storia in Testa”, riservata alle novità bibliografiche ed editoriali di carattere storico: verranno presentate le ultime uscite delle case editrici nazionali.

Maledetto tag, episodio del film Feisbum con Giulia Bevilacqua
Opere che vogliono essere guardate con occhi diversi. Come da slogan, sono queste a popolare il MIFF, il Festival internazionale del film di Milano che, alla sua nona edizione, dal 7 al 19 maggio raccoglie nella capitale della moda e del design pellicole indipendenti. E per indipendente non si intende per forza produzioni low budget, ma lavori prodotti e finanziati per più della metà da una compagnia di produzione diversa da un “major studio” come Paramount o Warner Bros (sono indipendenti capolavori come The Pianist o The Hours o Il Paziente Inglese, poi distribuiti da major).
I migliori cineasti internazionali presentano le loro pellicole in anteprima, ma quest’anno la manifestazione avrà una veste nuova e diventa MIFF Awards: il nuovo evento, infatti, integra i criteri di selezione degli Oscar americani al programma di un festival. I film candidati al Cavallo di Leonardo, l’Oscar ambrosiano, non hanno l’obbligo di uscire in sala per poter essere ammessi alle candidature ma saranno delle prime e durante il festival verranno proiettati per il pubblico i vincitori.
Apre il cartellone, in premiere mondiale, Feisbum, l’instant movie che racconta come le nostre vite, i nostri comportamenti e le nostre interrelazioni siano cambiate con l’utilizzo di internet e soprattutto dei social network come Facebook. Sarcastica, la pellicola è divisa in otto episodi dai titoli significativi, da Maledetto Tag a Default, girati da giovani registi esordienti e non, tra avventure e disavventure di utenti: amori, truffe, mascheramenti, chat, sogni e rapporti familiari. Nel cast Giulia Bevilacqua, Pietro Taricone, Primo Reggiani, Caterina Guzzanti.
Tra i film candidati, invece, c’è Lymelife di Derick Martini, con Alec Baldwin, panoramica sui rischi, negli anni ‘70, del sogno americano, o My One and Only di Richard Loncraine, con Kevin Bacon, Renée Zellweger, Chris Noth (fotografia di Marco Pontecorvo), storia di una donna alla ricerca di un uomo ricco e generoso che si occupi di lei e dei suoi figli. Tra i rappresentanti italiani Zoe di Giueppe Varlotta, con Francesco Baccini, Serena Grandi, Andrea G. Pinketts: una ragazzina, alla fine della Seconda Guerra mondiale, alla disperata ricerca del padre partigiano per informarlo degli abusi perpetrati dai tedeschi nei villaggi vicini.
Il trailer di Feisbum da YouTube:

Giovanna Mezzogiorno
Vincere di Marco Bellocchio è l’unico film italiano in concorso quest’anno al Festival di Cannes. La lista delle venti pellicole che dal 13 al 24 maggio si contenderanno la Palma d’Oro 2009 è stata annunciata a Parigi ed è dominata dai grandi cineasti europei ed asiatici, da Ken Loach a Pedro Almodovar, da Alain Resnais ad Ang Lee. Hollywood è rappresentata solo dall’habituè Quentin Tarantino con Inglorious bastards, film sulla Seconda guerra mondiale con Brad Pitt e Diane Kruger.
Vincere racconta la storia del figlio illegittimo che Benito Mussolini ebbe dall’estetista Ida Dalser e che fu internato a Milano, dove morì nel 1942. Protagonista, nei panni della Dalser, Giovanna Mezzogiorno. Tra le altre pellicole Looking for Eric di Loach che ha per protagonista l’ex calciatore Eric Cantona, L’Anticristo del danese Lars von Trier, Bright Star della neozelandese Jane Campion e Los abrazos rotos di Almodovar.
Ma c’è un po’ d’Italia anche nella giuria del Festival, presieduta da Iabelle Huppert, premiata due volte come migliore attrice a Cannes. Tra i giurati infatti c’è Asia Argento. Accanto a lei il regista e sceneggiatore turco Nuri Bilge Ceylan, il regista coreano Lee Chang-Dong, lo statunitense James Gray, il romanziere e sceneggiatore britannico Hanif Kureishi, l’attrice taiwanese Shi Qi e la statunitense Robin Wright Penn.
E, ciliegina sulla torta, Monica Vitti è la testimonial del Festival: per il manifesto e le cartelle stampa di questa 62/a edizione, la direzione artistica ha scelto un’immagine tratta dal film L’Avventura di Michelangelo Antonioni (1960) in cui Monica-Claudia, di spalle, è davanti alla finestra spalancata sul mare di Lipari dove si sta costruendo il suo futuro d’amore con Sandro (Gabriele Ferzetti).
Una scelta che ben esprime gli interrogativi sul cinema di domani, sul futuro del cinema d’autore indipendente, come ha detto in conferenza stampa Gilles Jacob, presidente du Festival.

Il poster del Festival di Cannes 2009
Cinque serate, 20 big e 14 giovani artisti, per il 58esimo Festival della canzone italiana, che si apre il 25 febbraio al Teatro Ariston di Sanremo, per concludersi il primo marzo. La manifestazione canora è stata ufficialmente presentata alle 12,30, al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo. Presenti i due conduttori: Pippo Baudo, che è anche direttore artistico, e Piero Chiambretti. Al loro fianco l’attrice Bianca Guaccero e l’attrice e modella ungherese Andrea Osvart.
Il dettaglio delle 5 serate.
Lunedì 25 febbraio si esibiranno dieci artisti della sezione campioni e sette della sezione giovani. In entrambe le sezioni è prevista la votazione della giurdia demoscopica. Le quattro canzoni più votate della sezione giovani saranno ammesse alla quarta serata.
Martedì 26: si assisterà all’intepretazione degli altri dieci campioni, cui seguirà la votazione della giuria demoscopica, e degli altri sette artisti della sezione giovani tra i quali avranno accesso (alla quarta serata del venerdì) le quattro canzoni più votate dalla giuria demoscopica.
Mercoledì 27: il Festival si ferma per un giorno con uno spazio più ampio dedicato al dopofestival: sarà l’occasione per fare un primo bilancio della canzoni presentate con ospiti e protagonisti del Festival.
Giovedì 28: terza serata della kermesse. Si alterneranno sul palco i 20 campioni che proporranno la propria canzone in versione riadattata, affiancati da artisti italiani o stranieri. Le performance saranno poi votate dal pubblico con il televoto, in funzione da questa giornata, perche’ i telespettatori avranno avuto modo di sentire le canzoni più volte nel corso delle serate precedenti.
Venerdì 29: ci saranno le esibizioni degli 8 partecipanti della sezione giovani ammessi alla gara ed è prevista la proclamazione del vincitore, attraverso la somma dei voti della giuria demoscopica, del televoto e della giuria di qualità. La serata di venerdì 29 vedrà anche l’esibizione dei super ospiti, nomi di grande prestigio del panorama musicale italiano.
Sabato 1 marzo: la serata della finalissima, ci sarà l’esibizione delle venti canzoni degli artisti appartenenti alla sezione campioni poi votate dalla giuria demoscopica, dal pubblico con il televoto e dalla giuria di qualità. In base alla somma dei voti complessivamente ottenuti nelle varie serate, verrà stilata la graduatoria definitiva e la canzone più votata sarà proclamata vincitrice del 58esimo Festival della canzone italiana. Verranno anche premiate le canzoni classificatesi seconda e terza.
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In attesa dell’uscita dei colossal di Natale che sfodereranno fior fiori di star per scaldare le fredde sere delle feste, Trieste, Torino e Courmayeur si rincorrono in un caleidoscopio di festival cinematografici molto diversi fra loro.
Primo in ordine di tempo il Fiction+Science, il Festival della Fantascienza nato nel 2000 dalle ceneri del celebre Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste, che si è aperto lo scorso 12 novembre con la proiezione del capolavoro del genere: Metropolis, di Fritz Lang. Grandi classici del passato e assolute novità provenienti da tutto il mondo per soddisfare gli appassionati di un genere di cui in Italia ci si era quasi dimenticati; il festival, che si concluderà domenica 18 con la consegna del Premio Asteroide, ha anche proposto la versione 2007 di Blade Runner - Final Cut, di Ridley Scott (qui sotto il trailer).
Dal cinema black al noir passando attraverso la città dei misteri, Torino. Il 23 novembre prossimo si apre la XXV edizione del Torino Film Festival che proporrà quasi 230 film tra lungo, medio e cortometraggi scelti tra oltre 2500 pellicole visionate. In bando ci sono 25 mila euro per il film miglior film e svariati altri premi, oltre a un’enorme visibilità data sia dalla forza crescente di Torino e Piemonte come luoghi del cinema sia dalla capacità di catalizzare l’attenzione del direttore del festival: Nanni Moretti. Il regista non si concede alle interviste, preferendo lasciar parlare i film: ne ha scelti di tutti i tipi, farcendo ben 12 sezioni tra concorsi, fuori concorso, retrospettive ed eventi speciali.
Il 1°dicembre si chiude il Torino Film Festival e tre giorni dopo si apre il Noir Film Festival di Courmayeur (4-10 dicembre) festival cinematografico e non solo, dato che viaggia in coppia con il premio Giorgio Scerbanenco, dedicato al miglior libro romanzo noir italiano edito. Cinema e letteratura vanno a braccetto dai tempi di Agatha Christie a Raymond Chandler e conquistano il pubblico a suon di misteri e delitti risolti. Edizione numero 17, 13 i lungometraggi in concorso, 3 i premi da vincere, 6 i documentari e innumerevoli i delitti e i misteri ancora da sciogliere.
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LA GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA
Tra ottobre e novembre, ormai da vent’anni, a Londra si tiene il Black History Month: un intero mese di appuntamenti dedicati alla cultura afro-caraibica. Londra, capitale multiculturale di un’antica potenza coloniale, è stata nel corso degli anni ‘50 e ‘60 meta di una forte immigrazione proveniente proprio dalle ex colonie e si trova oggi ad essere un ricco crogiolo di razze e religioni, con la vivacità culturale ed economica ma anche le contraddizioni e i problemi che questo comporta.
Era il 1926 quando Carter G Woodson fondò il primo BHM in America, manifestazione che si ripete da allora ogni anno e che fu esportata in Inghilterra molto tempo dopo, nel 1987. Da allora, però, il mese di celebrazione delle diverse culture ha conquistato fama e attenzione da parte di un pubblico vastissimo, ed è cresciuto fino a contare circa 6 mila eventi tra incontri, spettacoli, letture e conferenze. In un’offerta tanto ricca e diversificata, quest’anno avrà particolare rilievo tutto quello che riguarda l’abolizione della schiavitù, tematica molto sentita dato che ricorrono i 200 anni dalla firma dello Slave Trade Act, atto che più che stabilire la fine della schiavitù segnò l’inizio della lotta contro la stessa e a favore dell’uguaglianza.
Una battaglia condotta da uomini che hanno letteralmente fatto la storia, basti pensare a Martin Luther King o a Malcom X. Personaggi “famosi” in una storia fatta però di tante persone ignote, che hanno preferito perdere la vita pur di guadagnare la propria libertà. Qui l’interpretazione di Denzel Washington di Malcom X, nell’omonimo film del 1992, per la regia di Spike Lee:
Di questo si parlerà in una serie di conferenze e incontri in programma per ricordare il passato e riflettere sul presente.

Sorpresa, il cinema africano si esporta bene. Almeno in Italia, dove si contano ben due festival cinematografici interamente dedicati alla Settima arte targata made in Africa. La rassegna di Verona, in programma fino al 24 novembre propone per questa sua ventisettesima edizione otto film in concorso (tra cui Afrique Paradis, già vincitore di un premio all’ultimo Fespaco, il più importante festival panafricano del mondo), un omaggio all’immenso Ousmane Sembène, una sezione di cortometraggi, incontri e dibatti con registi, critici ed esperti di una delle cinematografie più affascinanti del panorama internazionale.
“Con questa edizione” sottolinea a Panorama.it Giusy Buemi, la direttrice artistica della manifestazione, “la rassegna veronese si trasforma in un vero e proprio festival con dimensione nazionale”. In realtà, si scopre che un festival panafricano in Italia esiste già, ed è quello di Milano. “Sì” ribattte Buemi, “ma in questi ultimi anni la rassegna milanese ha allargato il suo raggio d’azione promuovendo film asiatici e sudamericani”. In altre parole, “ci è sembrato doveroso tornare a proporre un festival interamente dedicato alle pellicole africane”, spiega Buemi.
Un festival, quello di Verona, che sa riservare non poche sorprese, come il boom di produzioni digitali e video fiction confezionate da Nollywood, la versione africana, anzi nigeriana, della più nota industria cinematografica dell’entertainment nel Sud del mondo, Bollywood. E siccome a Verona si vuole sognare in grande, ad aprire il festival sarà Indigènes, opera premiata a Cannes e candidata all’Oscar 2007 come miglior film straniero che svela un periodo poco noto della Seconda Guerra Mondiale, quella della partecipazione della fanteria nordafricana alla liberazione della Francia e dell’Italia dall’occupazione nazista.