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Filippo-Timi

Com’è bello far l’amore di Fausto Brizzi, chissà perché in 3D

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  • Tags: al cinema, Cinema, Claudia-Gerini, com'è bello far l'amore, Fabio De Luigi, Fausto-Brizzi, Filippo-Timi, Patty-Pravo
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Com'è bello far l'amore

Com'è bello far l'amore (Medusa)

Simona Santoni

Coppia consolidata che dopo decenni di matrimonio si appanna sessualmente? Niente di più comune. E se a dar lezioni di intensa tra i due si presentasse un Rocco Siffredi del momento? Niente di più banale (il potere sensuale dei film porno è altamente sopravvalutato). Ecco che ne vien fuori Com’è bello far l’amore (dal 10 febbraio al cinema) di Fausto Brizzi, il re delle commedie blockbuster italiane, che ha di gran lunga elevato i cinepanettoni tenendo però lontani i bei ricordi della vecchia commedia all’italiana. Continua

  • simona.santoni
  • Venerdì 10 Febbraio 2012

Giorgia Wurth: “Vorrei fare un film con Tinto Brass”

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  • Tags: 3D, Cicciolina, Cinema, com'è bello far l'amore, Fausto-Brizzi, Filippo-Timi, Giorgia-Wurth, moana, Tinto Brass
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Giorgia Wurth in 'Com'è bello far l'amore' (Credits: Kika Press)

Giorgia Wurth in 'Com'è bello far l'amore' (Credits: Kika Press)

Escort, amante, lapdancer, rovina-famiglie, Cicciolina e di nuovo pornodiva. Sono questi i ruoli che continuano ad affidare all’attrice Giorgia Wurth, 32 anni, fisico invidiabile e  sguardo malizioso, sexy partner di Filippo Timi in ‘Com’è bello far l’amore’di Fausto Brizzi (dal 10 febbraio in 600 sale). Proprio lei, che si definisce un’”anti-sensuale” per eccellenza: “Non me lo so spiegare, nella vita sono molto più maschile che femminile: non so sedurre, non saprei proprio da dove iniziare, solo grazie a questi ruoli sfogo la mia sensualità nascosta”. Continua

  • claudiacatalli
  • Mercoledì 8 Febbraio 2012

“Parole Note: attori in musica per Umberto Veronesi. La solidarietà funziona ancora…

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  • Tags: Ambra Angiolini, Claudio Santamaria, Fabio-Volo, Filippo-Timi, gianmarco tognazzi, Luciana-Littizzetto, Neri Marcorè, pino insegno, umberto veronesi, Valerio-Mastandrea
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Sandro Veronesi - Credits: Mida

Sandro Veronesi - Credits: Mida

“Parole note“, attori popolari d’eccezione per la Fondazione Umberto Veronesi.

Claudio Santamaria, Fabio Volo, Valerio Mastandrea, Pino Insegno, Ambra Angiolini, Neri Marcoré, Filippo Timi, Luciana Littizzetto, Gianmarco Tognazzi e lo stesso Veronesi hanno dato voce e vita ad alcune delle più importanti poesie del ‘900, ma non solo.

Il disco è oggi per la seconda settimana il più venduto tra le compilation. Nella super classifica di Sorrisi che integra le vendite di album e compilation, si posiziona oggi al 12esimo posto. E su iTunes è il quarto album più venduto al momento nonostante sia uscito già il 4 maggio 2010.

Insomma, la solidarietà funziona ancora. O almeno pare. Continua

  • alessandro.alicandri
  • Giovedì 20 Maggio 2010

La doppia ora, l’esordio di Giuseppe Capotondi alla David Lynch

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  • Tags: Cinema, Filippo-Timi, Giuseppe Capotondi, Ksenija Rappoport, La doppia ora
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La doppia ora

LA GALLERY DEI FILM DEL WEEKEND
Che tutto quello che tocchi Ksenija Rappoport diventi oro? E che lo stesso, poi, si possa dire di Filippo Timi, suo compagno di set nel convincente esordio di regia di Giuseppe Capotondi La doppia ora? Continua

  • simona.santoni
  • Venerdì 9 Ottobre 2009

Salvatores e Timi presentano Come Dio Comanda, in BD

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  • Tags: blu-ray, Cinema, Come-Dio-comanda, Filippo-Timi, film, Gabriele-Salvatores
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comediocomanda5

In occasione dell’uscita home video del film Come Dio comanda (disponibile in dvd ed in Blu-ray disc distribuito da 01 Distribution dal 20 maggio), martedì 26 maggio alle ore 18,30 nel Web Studio, all’interno di Mondadori Multicenter a Milano (Corso Vittorio Emanuele II), il regista Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1992 per il film Mediterraneo, Filippo Timi e il giovane Alvaro Caleca, protagonisti della pellicola tratta dal libro di Niccolò Ammaniti, incontrano il pubblico. Modera l’incontro il giornalista Antonello Catacchio.
Nella versione Blu-ray di Come Dio comanda è presente un nuovo Contenuto Extra mai finora realizzato in Italia: “Dentro il film con Gabriele Salvatores”. Il regista, oltre ad aver realizzato un’intervista per il dvd, ha realizzato un’intervista ad hoc per il BD nella quale ha commentato alcune delle caratteristiche più importanti della sua opera. Questa intervista, attraverso la tecnologia “picture-in-picture” (PIP), possibile esclusivamente con il Blu-ray disc, è stata sovrapposta al film in un riquadro più piccolo. In questo modo lo spettatore, una volta scelta l’opzione “Dentro il film”, può sperimentare l’emozione di vedere il regista apparire di persona nel film per raccontare aneddoti e particolari tecnici.

LEGGI ANCHE: Come Dio comanda, scheda e recensione del Blu-ray

  • redazione
  • Lunedì 25 Maggio 2009

Cannes, standing ovation del pubblico per Vincere di Bellocchio

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  • Tags: fascismo, Filippo-Timi, Giovanna Mezzogiorno, Marco-Bellocchio, Vincere
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vincere_mezzogiorno
Filippo Timi, Giovanna Mezzogiorno e Marco Bellocchio

Standing ovation per Vincere di Marco Bellocchio, unico film italiano in concorso in questa sessantaduesima edizione del Festival di Cannes e che ha avuto ieri sera la proiezione ufficiale con in sala il cast al completo.
Oltre dieci minuti di applausi hanno accompagnato al Grand Theatre Lumiere la fine visione del lungometraggio che vede Giovanna Mezzogiorno nei panni di Ida Dalser, l’amante segreta del Duce, e Filippo Timi in quelli impegnativi di Benito Mussolini e di suo figlio.
Accolto tiepidamente dai giornalisti alla Croisette il giorno prima, Vincere ora sta raccogliendo consensi, anche quelli di certa stampa internazionale. Variety lo definisce “un’opera entusiasmante, una brillante messa in scena. Raramente le immagini [...] di repertorio sono state usate in modo così superbo e profondamente integrate con il racconto. La storia è affascinante, ma è lo stile del film che toglie il respiro”. Sulla stessa linea anche lo Screen International: “Fuochi d’artificio d’autore. [...] La Mezzogiorno dà un’interpretazione incontenibile ed emozionante”.
Bellocchio parla del suo lavoro come di “un melodramma futurista”: ”Credo che le radici del melodramma siano state trascurate, ma di questo genere c’è qualcosa che mi riguarda personalmente. Questo film, Vincere, lo vedo così, come un melodramma futurista”. E ancora: “Il futurismo ha avuto però la sfortuna di essere legato al fascismo e recuperato ingiustamente solo da poco tempo”. Il regista ha rivendicato poi con forza la scelta della storia poco conosciuta di Ida Dalser. ”Si è sempre parlato tanto di eroi antifascisti come Gobetti, Amendola, Gramsci e poco di questa donna che era a tutti gli effetti un’eroina tragica”.

Un’eroina che tutti volevano far passare per folle. E Giovanna Mezzogiorno racconta così la difficoltà di interpretare questo personaggio: “Il problema per me era quello di non renderla pazza. È una donna forte con un chiaro scopo, ma non è una calcolatrice, c’è in lei ingenuità e cecità”.
Oggi, 20 maggio, Vincere arriva nelle sale italiane e, come ha detto Bellocchio, “sarà il pubblico, indipendentemente dai premi e dai festival, a decretare il successo del film”.

LEGGI ANCHE: Vincere, il tiepido esordio di Bellocchio a Cannes

  • simona.santoni
  • Mercoledì 20 Maggio 2009

Vincere, il tiepido esordio di Bellocchio a Cannes

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  • Tags: Benito-Albino-Mussolini, Benito-Mussolini, Cannes, Filippo-Timi, Giovanna Mezzogiorno, Ida-Dalser, Marco-Bellocchio
  • 3 commenti

vincere2

“Audacia audacia audacia”. “Guerra sola igiene del mondo”. Tra slogan fascisti scritti coi caratteri tipici del Futurismo a intersecare le scene girate, insieme a musiche inneggianti ai muscoli mostrati e filmati d’archivio presi in prestito dalla Storia, Marco Bellocchio con Vincere fa emergere la storia (con una “s” minuscola quasi cancellata) di Ida Dalser e di suo figlio Benito Albino, figlio segreto di Mussolini.
Unico film italiano in concorso a Cannes, in attesa della proiezione di oggi in sala Grande e quindi del debutto ufficiale, ieri sera la sua visione riservata alla stampa è stata accolta da tiepidi applausi di cortesia. O di meditabondo frastornamento. Sì, perché la pellicola del maestro italiano, della durata di 128 minuti, richiede una lenta digestione. Nella commistione di privato e pubblico di un grande uomo “nero” del recente passato, la vicenda raccontata da Bellocchio non arriva diretta allo spettatore e richiede una certa rielaborazione.
Vincere muove i primi girati su un giovane Benito Mussolini idealista e fervente, anticlericale e pacifista, interpretato con piglio duro da Filippo Timi, su cui getta subito lo sguardo, bella ed emancipata, Ida Dalser, una Giovanna Mezzogiorno che riesce a dare forza e dignità al suo personaggio e concede spesso le sue nudità alla cinepresa.
Tra i due, in una Milano scossa da fermenti socialisti di cui Mussolini è il primo agitatore, alla guida dell’Avanti!, nasce una intensa passione. Ida ama Benito in maniera assoluta, quando ancora nessuno lo amava, condivide i suoi ideali, lo spalleggia, tanto da vendere l’appartamento, il salone di bellezza, mobilio e gioielli per finanziare la fondazione del Popolo d’Italia, il giornale che diventerà il nucleo del futuro Partito Fascista. E l’11 novembre 1915 da lui ha Benito Albino, il  primogenito riconosciuto da Mussolini, che però intanto aveva una relazione con Rachele Guidi ed era già padre di Edda, nata nel 1910. Con la sua dirompente ascesa, il Duce si distacca sempre più dalla Dalser, rinnegando il matrimonio prima (voci insistenti ma non documentate dicono che i due si sarebbero uniti in matrimonio religioso nel settembre 1914) e il riconoscimento del figlio poi, facendo falsificare dati di nascita e dati anagrafici.
La reazione della Dalser al progressivo allontanamento di Mussolini fu feroce e orgogliosa. Avrebbe potuto rimanere nell’ombra, accettando di essere una delle tanti amanti segrete e mantenute del Duce, ma lei invece gridò a tutti il suo legame di moglie e pretese i diritti del figlio, tanto che Mussolini la isolò facendola passare per pazza. Dal 1926 venne rinchiusa nel manicomio di Pergine prima e in quello di San Clemente poi, subendo le peggiori torture, dove morì nel 1937 per emorragia cerebrale, senza aver mai più rivisto suo figlio. A questi capitò la stessa sorte, internato nell’ospedale psichiatrico di Milano, dove morì nel 1942.

A Bellocchio va di certo il merito di aver dato nuova luce a questa vicenda a forza oscurata, già riportata fuori dall’oblio dai libri La moglie di Mussolini di Marco Zeni e Il figlio segreto del duce di Alfredo Pieroni. Il regista emiliano, dall’ascesa di Mussolini in poi lascia il resoconto della sua carriera politica ai cinegiornali, mentre Timi ritorna sul finale come interprete del figlio di Mussolini ventenne, lasciando un po’ basiti.

Intanto buone notizie per Vincere: un bookamaker inglesi lo dà per favorito a Cannes. Ma anche Von Trier, ieri fischiato irriducibilmente, inizialmente era dato per vincente da un allibratore svedese…

Qui il programma di tutte le proiezioni del Festival in pdf
vincere_dalser
Ida Dalser con suo figlio Benito Albino

  • simona.santoni
  • Martedì 19 Maggio 2009

Come Dio comanda, il dramma padre-figlio di Ammaniti firmato Salvatores

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  • Tags: Come-Dio-comanda, Elio-Germano, Filippo-Timi, Gabriele-Salvatores, Niccolò-Ammaniti
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comediocomanda5
“Il primo a dirlo è stato proprio Niccolò Ammaniti. Per trarre un film dal suo romanzo ricco di cinquecento pagine e di una miriade di personaggi sorprendenti, tragici e comici, bisognava essere drastici e rinunciare a tante cose”. Questa è la premessa del regista Gabriele Salvatores, quindi non sorprende che nella sua versione cinematografica di Come Dio comanda, che arriva nelle sale il 12 dicembre, manchino elementi centrali del libro a cui si ispira. Non c’è Danilo, uno dei componenti del gruppo sbandato di protagonisti, abbandonato dalla moglie dopo la morte della figlioletta di tre anni. Non c’è neanche il progetto di rapina in banca che ha riempito gran parte dell’ossatura del premio Strega 2007, prima che la trama scivolasse verso il vortice inatteso di follia e dramma. Eppure, dopo il disorientamento iniziale, nessuna delle componenti tolte manca davvero. Il film entra diretto nel cuore del romanzo di Ammaniti (che ha partecipato alla sceneggiatura), inquadrando in maniera pulita, senza la ricerca di espedienti ad effetto, il rapporto speciale tra padre e figlio: un legame di amore totale, al di là del degrado e della violenza che i due vivono. E Salvatores allunga presto la macchina da presa - usata quasi sempre in spalla - sul capovolgimento improvviso di toni e ritmo che avviene nella tempesta del secolo, in una notte di temporale irrefrenabile e avvenimenti tragici, quando Corrado, detto Quattro Formaggi, dà sfogo ai suoi sogni malati di represso e ritardato mentale, sulle note dolci, in stridente e suggestivo contrasto, di She’s the one di Robbie Williams.
A impersonare Quattro Formaggi c’è il solito mostro di istrionismo Elio Germano, che come ha saputo ben rendere il nevrotico fanatismo del venditore di elettrodomestici in Tutta la vita davanti e la caduta negli abissi nascosti del proprio io in Il passato è una terra straniera, qui riesce a catturare tutta la pietà e la disapprovazione che può suscitare “Quattro”, come viene chiamato dai suoi pochi amici. Per rendere il suo personaggio Germano non è partito da studi sulla malattia mentale o pazienti di ospedali psichiatrici, ma ha preso riferimenti più letterari. “Shakespeare, per esempio, i fool delle sue commedie” racconta. “Puck del Sogno di una notte di mezza estate, tra tutti. Come se Quattro Formaggi fosse un folletto, uno spirito della foresta, asessuato, puro, tenero, dolce, ma anche poi improvvisamente violento, bestiale”.
Rino Zena, il padre-padrone di fede nazista, alcolizzato e violento quanto protettivo verso il figlio e verso Quattro Formaggi, è interpretato da Filippo Timi, inaspettatamente a suo agio in panni da duro e miserabile. Il ruolo del tredicenne Cristiano Zena è ricoperto da Alvaro Caleca, con il suo sguardo intenso, alla sua prima prova cinematografica.
“Rino, Cristiano e Quattro Formaggi sono tre personaggi scomodi, tre persone che non vorremmo incontrare, tre disgraziati che hanno imboccato la ‘cattiva strada’. Definitivamente soli, alla ricerca di una qualsiasi identità” dice Salvatores, che per la seconda volta dopo Io non ho paura sceglie per un lungometraggio un libro di Ammaniti. “Ma, come canta De André: ‘C’è amore un po’ per tutti e tutti quanti hanno un amore sulla cattiva strada’”.
Il trailer di Come Dio comanda da YouTube:

comediocomanda17

  • simona.santoni
  • Venerdì 5 Dicembre 2008
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