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“Lungo la mia carriera di scrittore ho incontrato diverse persone che hanno creduto in me senza conoscermi bene e mi hanno aiutato, permettendomi di inseguire i miei sogni. Durante l’ultimo anno ho visitato le pagine dei lettori e ho visto lavori eccellenti fatti da attori, musicisti, registi… E ho pensato: perché non fare un film insieme?”. Detto e fatto. Paulo Coelho, l’autore di bestseller come L’Alchimista e Lo Zahir, ha lanciato un concorso online per la trasposizione cinematografica del suo ultimo lavoro, La strega di Portobello.
Il romanzo è incentrato sulla vita di una donna misteriosa, Athena, raccontata attraverso i ricordi di 15 diverse persone. Una narrazione collettiva, quindi, che ben si adatta a una trasposizione a più voci. Magari sfruttando al meglio le possibilità espressive offerte dal web 2.0.
Di qui l’idea di The experimental witch (ovvero La strega sperimentale), il progetto con cui lo scrittore brasiliano invita chiunque sia interessato (cineasti professionali o amatoriali) a realizzare un breve cortometraggio basandosi sulla storia di uno dei 15 narratori. I video vanno poi caricati su YouTube in forma privata e segnalati all’autore attraveso l’invio del link.
Stesso discorso anche per la colonna sonora: compositori affermati o meno possono cimentarsi nella realizzazione di uno dei 15 temi e pubblicarlo poi su MySpace (il social network preferito dai musicisti).
I lavori dovranno essere inviati entro il 19 marzo 2008 e saranno poi selezionati da una giuria internazionale (qui ulteriori informazioni). Oltre la pubblicità di ritorno (il film sarà presentato a diversi festival e manifestazioni), per i vincitori è previsto anche un premio in denaro: 3.000 euro per i video e 1.500 euro per le colonne sonore.
“Una tale varietà di punti di vista rifletterà il proposito del libro, dove la stessa storia viene raccontata da diverse prospettive”, spiega un Paolo Coelho quanto mai interessato alle tecnologie del web 2.0. L’autore è infatti già presente online con un blog (in cui da qualche mese dialoga con i lettori), un account su Flickr (dove raccoglie foto e citazioni), un altro su MySpace (con le tracce musicali preferite) e uno su YouTube (con interviste e video ispirati ai suoi lavori).
Con The experimental witch ora prova a guardare ancora più lontano. La direzione è quella del transmedia storytelling, ovvero la trasposizione (spesso collaborativa e partecipativa) di uno stesso universo narrativo su diversi media e supporti. Come già stanno facendo da tempo i fan di Star War o, in Italia, i pioneristici Wu Ming.
- Tags: anakin-skywalker, dart-fener, early-bird-certificate-package, Flickr, George-Lucas, Guerre-stellari, luke-skywalker, moo, principessa-leila, second-life, Star-Wars, yoda
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Il maestro Yoda , Dart Fener, la principessa Leila: eroi del mondo di Star wars che popolano coloratissime card personalizzabili con indirizzo email, contatti per le chat, e altri riferimenti personali o brevi cenni biografici. Sono gli ultimi oggetti di culto nel merchandising di Guerre stellari: si possono creare direttamente online con 30 dollari e diventano biglietti da visita, inviti per le feste, reliquie da scambiare tra fan. È l’americana Get Solo ad avere l’esclusiva per la commercializzazione delle card di Star wars. E le ha presentate in occasione di Comic-con 2007, la recente fiera di cultura pop a San Diego, sulla costa californiana.
Quella delle social networking card è una moda in continua crescita tra fan e geek, gli appassionati di tecnologia. La personalizzazione può essere estrema. Le foto di un viaggio o di un compleanno, le immagini memorizzate durante le passeggiate del proprio avatar nei mondi virtuali, le frasi memorabili: si possono stampare con pochi clic su una tessera, per poi essere scambiate con gli amici o per essere regalarle. Creando così un oggetto che trasporta immagini e idee dall’universo dei social network online (come Flickr e Second Life) alla rete di relazioni nel mondo reale, come gli amici o i fan. Con Moo bastano 20 dollari per ricervere cento card con le foto o i testi desiderati.
La saga di Star Wars alimenta da quasi trent’anni un merchandising che ha fruttato a George Lucas, regista delle imprese spaziali di Anakin e Luke Skywalker, almeno 13,5 miliardi di dollari. Un guadagno davvero stellare. Uno dei primissimi oggetti di culto per i collezionisti è stato l’ Early bird certificate package (nella foto), una scatola messa sul mercato nel natale del 1977: conteneva una certificato che dava il diritto di acquistare i giocattoli dei protagonisti di guerre stellari in negozio, dove erano già andati a ruba da mesi. Nei casi più fortunati l’attesa è durata appena sessanta giorni.

Chi l’avrebbe mai detto che un’austera e antica istituzione come la National Gallery sarebbe scesa letteralmente in piazza, a Londra, per far (ri)innamorare cittadini e turisti dei suoi capolavori? Eppure è successo. Nelle strade della capitale più trendy d’Europa si può sorseggiare un caffè ammirando lo Stagno delle ninfee, armonia in verde di Monet oppure fermarsi estasiati davanti all’Autoritratto a 34 anni di Rembrandt che campeggia in Rose Street. Ma non temete, perché le spledide opere, 30 in tutto, non rischiano di essere rovinate da eventuali attacchi barbarici: sono copie. Trenta copie perfette realizzate non da pittori, ma da Hewlett-Packard, che sponsorizza l’iniziativa. I quartieri di Piccadilly, Soho e Covent Garden si sono così trasformati quasi in una depandance del museo e lo saranno per tutta l’estate, fino a fine agosto.
Così, mentre altre città europee, italiane incluse, danno sempre più spazio all’arte contemporanea, Londra va come al solito in controtendenza. La National Gallery, però, non si è limitata a piazzare le opere. Ha aperto un sito dedicato, offre un servizio di audioguida in Mp3 e intende coinvolgere a tal punto i cittadini da promuovere uno scambio di immagini su Flickr.
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Quello che succede in un certo istante, in tutto il mondo, nello stesso giorno. Nello specifico, il 5 maggio 2007. Un’immagine e una sola per raccontare la propria giornata. Questa la proposta lanciata nelle scorse settimane da Flickr, il sito che consente di pubblicare e condividere le proprie foto e che raccoglie in tutto il mondo migliaia di appassionati e professionisti.
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Terminata la 24 ore, adesso sul sito è possibile guardare le prime foto che raccontano quello che migliaia di flickers hanno immortalato. Immagini curiose, belle o anche decisamente poco interessanti. Nessun problema, fa parte del gioco. Che prosegue ancora: c’è tempo fino al 21 maggio per inviare il proprio scatto. Poi, il gruppo di Flickr sceglierà le migliori e ne farà un libro. A pagamento e con parte dei proventi destinati a Médecins Sans Frontières.
Guarda la Gallery con una selezione di foto di 24 hours of Flickr
Cosa succede nel mondo in un giorno qualunque? Per saperlo, e vederlo, bisognerà aspettare il 5 maggio 2007, e fare un salto su Flickr. Il sito, che consente di pubblicare e condividere le proprie foto e che raccoglie in tutto il mondo migliaia di appassionati e professionisti (leggi Il Festival di Roma ha scoperto le foto di Flickr), ha infatti lanciato per il 5 maggio una “24 ore” in cui invita ognuno a raccontare la propria quotidianità. L’obiettivo è condividere attraverso le immagini il mondo per come lo vediamo. Tutti lo stesso giorno. Ci sarà poi tempo fino al 21 maggio per spedire le foto a Flickr, che celebrerà l’evento anche con un libro e diversi altri eventi. Tutti i dettagli su 24 hours of flickr.
- Tags: digitale, Flickr, fotografia, jonathan-keller, losanna, mostre, musée-de-lelysée, noah-kalina, scoopt, spazio-forma, svizzera, tous-photographes, william-ewing, youtube
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Hai un apparecchio digitale o un cellulare dotato di fotocamera? Allora anche tu puoi essere uno degli artisti le cui foto vengono esposte al Musée de l’Elysée di Losanna. Sì, perché oggi tutti possono essere fotografi (o quanto meno provarci) e la mostra “Tous photographes!” (guarda la gallery) è lì a dimostrarlo.
Con l’avvento della fotografia digitale sono sempre meno le barriere tecniche tra professionista e amatore. Basta una buona (e non buonissima) conoscenza dei mezzi informatici e un po’ di fantasia (e di capacità) e si può giocare di ritocco, fotomontaggio, sovrapposizione o ricampionatura di immagini. Uno sbizzarrirsi di pixel in libertà. Per sentirsi tutti un po’ fotografi, scegliendo magari di condividere la passione per lo scatto in siti come Flickr, o ricavandone anche un business con agenzie fotografiche amatoriali come Scoopt. La creatività è quanto di più democratico ci sia. Così il direttore del museo svizzero, William Ewing, ha deciso di consacrare a questo fenomeno un’esposizione, interattiva e in progress. Dall’8 febbraio sono esposte immagini inviate, tramite un apposito form presente sul sito del museo, da fotoamatori di tutto il mondo. Ogni settimana avviene la selezione casuale di un centinaio di nuove foto, che vanno a sostituire le precedenti e a comporre il patchwork di immagini in continuo mutamento sui muri della galleria. Il fotografo selezionato riceve indietro una foto di come appare la sua opera in mostra. E questo fino al 20 maggio (c’è invece tempo fino al 5 giugno 2007 per partecipare alla rassegna-concorso Videominuto organizzata dal Museo Pecci di Prato: leggi l’articolo).
![Le sale dell'esposizione al [url=http://www.elysee.ch/]Musée de l'Elysée[/url] di Losanna © Yves André](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_13_yvesandre2007.jpg)
Tra i fotoamatori selezionati, Noah Kalina, ventiseienne di Williamsburg (Brooklyn) è l’emblema della new generation digitale. Il suo lavoro è un video composto da 2.356 autoritratti scattati quotidianamente dall’11 gennaio del 2000 al 31 luglio del 2006. Messi in fila tramite un software per la fotografia digitale, uno dietro l’altro, con un intervallo di sei immagini al secondo, Noah ha ottenuto “everyday“, un filmato tanto facile da realizzare quanto geniale e sorprendente. Il suo volto in progressivo mutamento: stesso sguardo, fisso e quasi ipnotico, ma i lineamenti in lenta evoluzione e i capelli che cambiano taglio. Il filmato, caricato il 27 agosto scorso su YouTube, il sito di condivisione di video, è stato visto finora quasi 6 milioni di volte e ha raccolto oltre 24 mila commenti. Un vero boom.
Noah si è ispirato per il suo lavoro al video “me” di Ahree Lee, che con la stessa tecnica ha ritratto se stessa per tre anni, postando poi il relativo video su AtomFilms e su YouTube. Su questa scia sono nati tanti video simili, un fenomeno di cui si è occupato anche il New York Times, come quello di Jonathan Keller, che espone il progetto nel suo sito.”È una rivoluzione o solo un’evoluzione?”: è questa la domanda che vuole porre William Ewing attraverso la mostra Tous photographes!. Ewing, che è anche curatore della rassegna in corso al Forma di Milano “Faccia a Faccia. Il nuovo ritratto fotografico” (leggi la recensione) dedicata all’evoluzione del ritratto alla luce dell’era digitale, si dà anche una risposta. “È una rivoluzione”.
Guarda la gallery

In fondo, è tutta una questione di confini. Ipotetici e tangibili, mentali o fisici. Elementi di separazione o spazi di contaminazione tra dentro e fuori, normale e patologico, reale e virtuale. Confini, appunto, come il titolo di una mostra nata con l’obiettivo di gettare un ponte tra comunità virtuali di internet ed eventi reali e ospitata all’interno del Fotografia-Festival internazionale di Roma. Una raccolta di immagini cresciuta in rete, frutto di un concorso e di una selezione che si sono svolte esclusivamente su Flickr, il sito che consente di pubblicare e condividere le proprie foto e che raggruppa in tutto il mondo circa due milioni di semplici appassionati o professionisti del settore. Al bando di concorso di Confini/Boundaries hanno aderito circa 1200 flickers (molti italiani, come ovvio, ma anche americani, francesi, neozelandesi, polacchi e indiani): 300 persone hanno poi effettivamente inviato le proprie foto, per un totale di oltre 760 scatti in concorso.

Le 61 immagini selezionate (guarda la gallery), a cui vanno aggiunte le 9 scattate dai promotori dell’iniziativa, verranno esposte a Roma alla Casa del Jazz dal 13 al 30 aprile 2007. Quattro i percorsi tematici della mostra: i confini del corpo, i confini dell’immaginario, culture di confine e gli spazi di confine.
Confini/Boundaries, il cui catalogo si può acquistare o scaricare direttamente dal web, è nata dall’idea dei sociologi di CreActive e da Sguardo Urbano, un gruppo di “fotografi per caso” che negli anni scorsi aveva già organizzato alcune mostre a Roma.
Guarda le foto della mostra Confini/Boundaries
Si definiscono un “gruppo di fotografi per caso” nati con l’obiettivo “di sperimentare nuovi progetti fotografici e di contaminazione tra le comunità virtuali di internet ed eventi reali”. Sono quelli di Sguardo Urbano, un gruppo di lavoro che ha preso il nome da una mostra organizzata nell’ambito di Forum P.A. 2006 e che ha ideato e gestito la rassegna Confini/Boundaries (la gallery), ospitata all’interno della sesta edizione del Fotografia Festival Internazionale di Roma.
Il lavoro di ricerca e sperimentazione visuale di Sguardo Urbano è vincolato in modo indissolubile a Internet: lo testimoniano anche la collaborazione con il gruppo di lavoro sul bianco e nero presente su Flickr, 1500 iscritti per quasi 25 mila foto, e la mostra 4elementi, nata “dalla passione di alcuni fotografi non professionisti e dai legami che si sono stretti tra loro attraverso il web” e approdata poi nei locali di un centro sociale romano.