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Una vera e propria città, con il suo centro storico, i suoi quartieri e i suoi cittadini onorari. Si presenta così Cartoomics 2007, la 14° edizione del salone del fumetto, dei cartoons, del collezionismo e dei videogiochi che aprirà le porte ai visitatori venerdi prossimo (a Milano, dal 23 al 25 marzo). L’ambizione degli organizzatori è di dare vita a un villaggio multimediale capace di mettere insieme grandi maestri del fumetto (Sergio Bonelli e Marco Pagot, per esempio) e giovani autori, scuole del fumetto e di arti visive (Accademia Disney e Istituto Europeo di Design di Milano) ed editori specializzati, il fumetto che ha fatto storia e l’animazione più recente, giochi da tavolo e videogiochi. Un programma molto ricco che ha nella Notte di Cartoonivori (tra sabato 24 e domenica 25) uno dei momenti clou: è prevista infatti una non stop con proiezione di cartoni animati, giochi di ruolo e videogiochi. Fino all’alba, per chi ce la fa. Tra le diverse mostre (l’elenco completo, in pdf) organizzate spiccano quella dedicata a Diabolik (tra scienza e fantascienza), quella su I fantastici 4 di Liverpool (i Beatles a fumetti) e quella sui trent’anni di una trasmissione televisiva, Gulp! Supergulp! I fumetti in tv, che ha fatto storia perché capace di mischiare media diversi. Vietata ai minori, invece, la mostra del fumetto erotico che raccoglie le tavole di alcuni grandi autori italiani (Milo Manara e Guido Crepax ) e giapponesi (Haruka Inui).
Una gallery di immagini in mostra a Cartoomics 2007
La sigla di apertura di SuperGulp!

Hanno ucciso Capitan America. Si sa chi, un cecchino, ma non per quanto tempo. Perché, come insegna Superman, i superoi muoiono ma possono pure resuscitare (e anche Capitan America in passato era già morto, in apparenza, in un disastro aereo). Per il momento però i fatti parlano chiaro: come anticipato dal New York Daily News, il numero 25 in vendita da ieri notte negli Stati Uniti racconta la fine dell’eroe americano (e “non è una bufala”, sostiene l’editore, Marvell ). Nato in piena Seconda Guerra Mondiale in contrapposizione ad Adolf Hitler, che appariva ai due creatori “più malvagio di qualunque personaggio cattivo potessimo immaginare”, Capitan America ha subito un’evoluzione costante, consolidandosi sempre più come un’icona di democrazia e di libertà (i quotidiani americani ricordano che già nel 1969 Peter Fonda, nel film on the road per eccellenza, Easy Rider, si faceva chiamare proprio Capitan America e girava con un casco da moto a stelle e striscie).
Simbolo di libertà o mito retorico che sia (fosse), “è un pessimo momento per farlo morire, proprio quando ne avevamo più bisogno”. ha detto uno dei due creatori dell’eroe a fumetti, l’ultra novantenne Joe Simon.
Politica, marketing o scelte editoriali, ognuno la metta come vuole. Il dibattito è aperto, soprattutto sui blog americani.
Guarda un montaggio video di Capitan America su Youtube.
La scene iniziali di Easy Rider, con Peter Fonda - “Capitan America”
Capitan America su Youtube