- Tags: arte, Claude Monet, Edward-Hopper, Genova, kandinsky, Mark-Rothko, Palazzo Ducale, Paul Gauguin, Street Art Factory, Van Gogh e il viaggio di Gauguin, Vincent Van Gogh
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Frederic Edwin Church - L'isola di Mount Desert - (Wadsworth Atheneum Museum of Art)

La premessa è doverosa: la mostra Van Gogh e il viaggio di Gauguin, aperta al pubblico fino a metà Aprile presso Palazzo Ducale a Genova, sarà di sicuro tra gli eventi culturali più importanti e riusciti del 2012.
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? E’ una delle domande fondamentali che l’essere umano si pone constantemente, ma anche il titolo dell’opera attorno la quale ruota l’intera esposizione.
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Una parte del capolavoro di Paul Gauguin "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" 1897 1898 (Foto Studio SC)
Da sabato scorso fino al prossimo 15 aprile Genova ospita la mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin” a cura di Marco Goldin. Nel capoluogo genovese saranno ospitate grandi opere come “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, capolavoro di Gauguin a cui la mostra dedica un’intera stanza allestita come una grande capanna tahitiana. Tutta la mostra è stata strutturata come un vero e proprio viaggio, percorso itinerante che ha come veicolo pezzi di storia dell’arte mai visti in Italia. Ecco tutte le informazioni per visitarla.
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Albert Bierstadt (Tra le montagne, 1867, olio su tela
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Caspar David Friedrich, Barca sul fiume Elba nella nebbia del primo Mattino, 1820-1825, olio su tela
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Claude Manet - Ninfee - 1905, olio su tela
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Il Palazzo Ducale di Genova dove sarà ospitata la mostra
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Vassily Kandinsky, improvvisazione con forme fredde, 1914, olio su tela
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Vincent Van Gogh, autoritratto al cavalletto 1888
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Vincent Van Gogh, Barche da pesca sulla spiaggia di Saintes Marie
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Vincent Van Gogh, Covone sotto un cielo nuvoloso, 1890
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Vincent Van Gogh, Uliveto, 1889
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Una parte del capolavoro di Paul Gauguin “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” 1897 1898
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Un immagine notturna del 50^edizione del Salone Nautico di Genova (FOTO FIERA DI GENOVA)
Nonostante l’alluvione che ha colpito Genova nei giorni scorsi e la paura per la crisi economica la cinquantesima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova ha regalato agli appassionati del mare un vero e proprio spettacolo che ha fuso tecnologia, lusso e la voglia di far rinascere un settore grazie alle creazioni italiane.
Nonostante il numero di presenze sembri calato rispetto alle scorse edizioni il Salone ha raccolto 1.400 espositori da ogni parte del mondo e un via vai di curiosi e operatori del settore che hanno potuto rifarsi gli occhi con ammiraglie, gommoni, yacth spettacolari e di ultima generazione, barche a vela e accessori di ogni tipo.
Guarda la fotogallery

La fiera di Genova dove dal 2 al 10 ottobre si svolgerà il salone nautico
Nella sua prima edizione datata 1962 il Salone Nautico Internazionale di Genova era uno spazio di 30.000 metri quadrati dove pochi espositori mostravano le novità e le offerte dell’industria nautica italiana.
Domani partirà - invece - la cinquantesima edizione dell’evento. Diventato ormai punto di riferimento internazionale per gli esperti del settore. 1.400 espositori, 2.300 barche di cui 500 in acqua, iniziative e mostre.
Dal 2 al 10 ottobre Genova diventa vetrina per gli amanti di yacht, gommoni e appassionati di mare.
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Un compleanno non è un compleanno senza una vera festa. Con gli amici più cari. Devono averlo pensato anche gli organizzatori del Goa Boa, uno dei più longevi festival musicali “alternativi” d’Italia, quando hanno deciso che la decima edizione doveva fare il botto: il ritorno a Genova di Manu Chao (unica tappa italiana), sette anni dopo il concerto-simbolo del movimento No-global nel luglio del 2001. “L’anno scorso è stato un festival di transizione” dice Totò Miggiano, organizzatore e “papà” dal 1998 dell’evento che ha portato a suonare nelle periferie industriali della Superba, tra gasometri in demolizione, vecchie presse e silos demoliti, artisti di primo piano della musica nazionale (Carmen Consoli, Negrita, Caparezza, Subsonica, Africa Unite, Elisa) e internazionale (Skin, Laurie Anderson, Tricky, Zebda, Beck). “Avevamo voglia di tirare il freno a mano, prendere la rincorsa e ripartire. Alla grande. Volevamo Manu”, dicono gli organizzatori.
E Manu Chao ci sarà, con il suo Tombolatour e la band di Radio Bemba, per ben due serate: il 26 e il 27 luglio. Insieme a lui altri protagonisti “storici” di passate edizioni della festa della musica sotto la Lanterna, dai Bluvertigo (”abbiamo aspettato che tornassero insieme pure loro” scherza Miggiano), che erano nel primissimo cartellone nel 1998, Tonino Carotone, Emir Kusturica e la sua No Smoking Orchestra, i salentini Sud Sound System. Questi i nomi più in vista dei prossimi concerti, a Genova il 26 e 27 luglio. Con due tappe di avvicinamento: il 12 luglio coi Linea77 e il 15 con una novità assoluta: il reggae di “Mr. Boombastic”, Shaggy.
il video di “Boombastic”
Sono due le location dove verranno allestiti i palchi, entrambe davanti al mare: la “Nuova darsena”, uno spazio ricavato nella Fiera di Genova a ridosso del porticciolo turistico e l’Arena del mare al Porto Antico. Qui suoneranno i Linea 77 il 12 luglio (biglietto 10 euro) e Shaggy (15 euro) tre giorni dopo. Durante il festival il biglietto (18 euro più prevendita) sarà unico e le due aree concerto (distano circa un chilometro) saranno collegate da battelli e mezzi pubblici. Il festival sarà anche l’occasione per il lancio di una campagna nazionale di sensibilizzazione per il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Al concerto di Manu Chao verrà presentata la campagna e verranno girate alcune scene di un documentario che ha per tema i trenta articoli della dichiarazione, ognuno dei quali verrà illustrato in episodi girati da trenta registi diversi (tra gli altri Mario Monicelli e Giovanni Veronesi).
Per informazioni dettagliate su orari, location, biglietti e artisti: www.goaboa.net
LA GALLERY
Ora le rotte dei disperati portano a Lampedusa, o alle Canarie. Ma un tempo neanche troppo lontano il viaggio per mare Genova - New York era quello degli emigranti per eccellenza. Milioni di “Dago”, così venivano chiamati spregiativamente i nostri connazionali che sbarcavano a Ellis Island affamati, sporchi, distrutti dalla traversata dell’Atlantico in terza classe. Ma i loro occhi si riempivano di luce quando all’orizzonte appariva la Statua della Libertà, Manhattan, New York, gli Stati Uniti. In una parola, “Lamerica” o il “Nuovomondo” per citare due film che se ne sono occupati. Adesso una mostra ripercorre l’epopea dell’emigrazione italiana di inizio secolo proprio nella città da cui partì la maggior parte di loro. Il titolo è “La Merica”, come sgrammaticamente veniva definita la terra promessa dagli emigranti, “Da Genova a Ellis Island. Il viaggio per mare ai tempi della migrazione italiana”. La grande rassegna è stata inaugurata il 20 giugno al Galata Museo del Mare del capoluogo ligure. L’allestimento, 8 sale in 3 gallerie per un totale di circa 1200 metri quadri, intende mostrare le condizioni di viaggio degli emigranti diretti negli Stati Uniti nel periodo tra il 1892 (anno in cui entra in funzione Ellis Island) e il 1914 (inizio del primo conflitto mondiale).
È un primo passo per la realizzazione del “MEM - Museo dell’Emigrazione”, quale sezione all’interno del Galata Museo del Mare. Rispetto alle mostre tradizionali sul tema dell’emigrazione, per lo più fotografiche e documentarie, “Da Genova a Ellis Island” vuole far rivivere al Visitatore l’esperienza del viaggio. Munito di un passaporto e di un biglietto, il visitatore arriverà a Genova e qui incontrerà la realtà di una città che, in pieno sviluppo industriale, vive sull’emigrante eppure lo disprezza e lo considera un problema sociale. Attenderà, come molti, all’addiaccio l’arrivo del proprio battello e poi entrerà nella ricostruzione dell’antica stazione marittima di Ponte Federico Guglielmo (oggi è Ponte dei Mille) e, dopo i controlli e le raccomandazioni, potrà salire a bordo del piroscafo di emigrazione. Il centro emozionale della mostra è la grande scena dell’imbarco, con la ricostruzione della Stazione Marittima, del Molo e la fiancata del piroscafo “Città di Torino” ricostruita nei minimi dettagli a grandezza naturale, sulla scorta dei disegni originali conservati dal museo. Una volta a bordo, in cerca della sua cuccetta, nei cameroni comuni (gli uomini divisi dalle donne) il visitatore potrà esplorare gli ambienti di servizio: come i bagni, il refettorio, la sala medica, ma anche la prigione – dove venivano rinchiusi i violenti e i clandestini – e l’Ufficio del Commissario di bordo.
Un viaggio negli ambienti del piroscafo e, contemporaneamente, un vero viaggio “virtuale”. Dagli oblò e dalle finestrature sarà possibile vedere il mare, in diverse condizioni di luce, di giorno, al tramonto e durante una notte di luna, e infine passare sotto la Statua della Libertà, il momento del pathos e della commozione. Ma questa non è la fine del viaggio. Il visitatore, da emigrante, sbarcherà a Ellis Island, l’isola a due miglia da New York, la Lampedusa d’America: qui entrerà nella Inspection Line, il percorso fatto di visite mediche, interrogatori e test per verificare se possedeva i requisiti per essere accolto. E qui verrà ricostruito il percorso, fatto di attese, domande, visite, oltre a mostrare ciò che accadeva a chi non era in regola, o era malato o comunque giudicato non idoneo a entrare negli Stati Uniti. L’ultima scena, infine, apre le porte del Nuovo Mondo o, più esattamente, la città di New York dove la gran parte degli emigranti giunti dall’Europa si fermava alle prese con i problemi concreti del trovare un lavoro, una casa, curare la salute e sbarcare il lunario.
“Per realizzare la mostra Da Genova a Ellis Island ” commenta Maria Paola Profumo, Presidente del Mu.Ma “abbiamo sviluppato una coproduzione, tra l’Istituzione Mu.MA e l’Ellis Island Immigration Museum di New York. Il contatto diretto e la collaborazione con anche l’Ambasciata USA in Italia, ha permesso visite, invio di materiale e documentazione. Un contatto importante, perché va ricordato, che gli italiani che passarono a Ellis Island furono oltre 3.000.000, una percentuale enorme sui circa 12.000.000 che tra il 1892 e il 1956 - periodo di funzionamento dell’isola - vi transitarono, il che fa del nostro popolo quello che maggiormente dovette subire le procedure e i controlli di questa fase dell’immigrazione americana”. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha messo a disposizione della mostra il dipinto più famoso e significativo dell’emigrazione italiana: “Gli Emigranti” di Angiolo Tommasi. Datato 1895, misura 4 metri x 3 e rapprsenta un grande affresco che mostra l’attesa degli emigranti, uomini e donne, vecchi e bambini, da tutta Italia, proprio al molo di Genova.
Genova, secondo Pierangelo Campodonico che è il curatore della mostra con il collaudato staff di museologi del Galata Museo del Mare, non è un “luogo qualunque dell’emigrazione italiana: è la porta attraverso la quale passano buona parte degli oltre 29.000.000 di italiani che partono per l’emigrazione. È perciò doveroso realizzare nella nostra città un luogo dove si possa fare memoria di questo”. E c’è più di un pezzo di città in questa mostra: “abbiamo posto molta attenzione alle forme espressive: e così siamo stati aiutati dalla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, che ha messo in scena molti dei documenti raccolti, registrandoli, a voce e in video, a creare la straordinaria colonna sonora della mostra, fatta da musiche dell’emigrazione, ma anche e soprattutto da dialoghi, monologhi, testi di lettere, avvisi e avvertimenti che accompagneranno il visitatore-emigrante lungo il percorso. Ma anche l’iconografia ha la sua parte, e così l’Istituto Artistico Nicolò Barabino, con il suo corso di ritrattistica ha realizzato la reinterpretazione dei ritratti fotografici di Augustus Sherman, impiegato e fotografo di Ellis Island”.
Una mostra “diversa”, nelle attese del Galata Museo del Mare, destinata a non essere il tradizionale percorso artistico o documentario, ma soprattutto “un percorso emozionale, segnato dall’ansia e dalla speranza” conclude Maria Paola Profumo “perché la storia dell’emigrazione è una storia di uomini e donne, di persone, di sentimenti. E gli stessi sentimenti che furono dei nostri padri, sono oggi quelli di tanti emigranti tra noi, non dobbiamo scordarcerlo. E’ questo il senso di una memoria civile”.
LA MERICA! Da Genova ad Ellis Island. Il viaggio per mare negli anni dell’emigrazione italiana.
Durata della mostra: dal 20 giugno - mostra permanente.
La mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo negli orari di apertura del Galata Museo del Mare:
Da Novembre a Febbraio:
martedì – venerdì 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso 17,00)
sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
Da Marzo a Ottobre:
martedì – domenica 10.00 – 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
Per tutto l’anno, lunedì chiuso per individuali ma aperto per scuole e gruppi. Per il solo mese di agosto, lunedì aperto per tutti.
Recapiti per informazioni al pubblico: 0102345655; info at galatamuseodelmare.it oppure www.galatamuseodelmare.it
Sede del Galata Museo del Mare
Calata De Mari, 1 (Darsena - Via Gramsci) 16126 Genova
LA GALLERY
Sulle tracce di un grande viaggiatore-narratore, possiamo tutti tentare di esprimere l’emozione della scoperta con un diario di viaggio che può consistere di parole ma anche di fotografie o di immagini in movimento.
Questo è l’invito del Premio Chatwin, concorso riservato ai reportage video, fotografici e di narrativa nato nel 2001 per “promuovere gli scambi culturali tra i popoli, contribuire alla realizzazione di opere sociali e sostenere progetti umanitari”.
Per la sezione video i temi sono “I grandi viaggi”, dedicato ad operatori professionisti, “Camminando per il mondo”, concorso per non professionisti e “Amore senza frontiere” per chi si occupa di volontariato nel mondo. I corti non devono superare la durata di 10 minuti.
Sul fronte della narrativa si accettano elaborati di lunghezza massima di 50 righe per 60 battute che raccontino storie di viaggio, con la massima libertà di spaziare. Infine la sezione fotografica del Premio, che prevede due categorie: “Immagini dal mondo”, 5 scatti per descrivere un viaggio, e “Castelli, manieri e fortificazioni delle Liguria”, anche qui in 5 scatti, un omaggio alla Regione che ospita e patrocina la manifestazione.
Basta armarsi di un taccuino, magari il mitico Moleskine, che tra l’altro ogni anno pubblica un’edizione speciale con un quadernetto allegato che contiene i migliori racconti del Premio, di una macchina digitale o di una videocamera e il viaggio diventa l’occasione per improvvisarsi reporter, lo spunto per raccontare una storia. Il concorso, il cui termine per la presentazione degli elaborati scade il 20 ottobre prossimo, ha il suo culmine nel Festival del viaggio, che si terrà a Genova dal 26 al 29 novembre e che vedrà, oltre alla premiazione dei vincitori, e alla proiezione dei migliori reportage, anche una nutrita serie di incontri letterari.
“Saranno quattro giorni di incontri e mostre”, spiega Luciana Damiano, ideatrice del Premio, “e un laboratorio di scrittura dedicato ai ragazzi delle scuole medie superiori gestito in collaborazione con la scuola Holden di Torino. Inoltre attribuiremo i premi speciali, consegnati a personaggi del mondo della cultura, della letteratura e della musica”. Gli anni scorsi sono stati premiati, tra gli altri, Lorenzo Jovanotti, Luca Zingaretti, Fernanda Pivano, Teresa De Sio, Fulco Pratesi. E il Festival sarà anche l’occasione per dare la visibilità che meritano agli elaborati (foto e video) che pur non avendo vinto sono di ottima qualità. “Stiamo organizzando alla Biblioteca Berio uno spazio per proiettare non solo i video dei tre vincitori ma anche i più bei videoreportage delle varie edizioni, e di esporre al Castello D’Albertis le foto migliori selezionando quelle dei 10-12 concorrenti più talentuosi”.
Sono tra i 2000 e i 2500 gli elaborati che arrivano agli uffici di Sarzana, sede del Premio, fra racconti, video e foto, categoria quest’ultima inserita soltanto nel 2006 a furor di popolo e che ha un enorme successo tra i partecipanti. In palio, c’era da immaginarselo, ci sono tanti viaggi, grazie anche al contributo di numerosi sponsor: Hong Kong, Mar Rosso, Australia, Giordania, Praga. La giuria sarà presieduta dal regista Paolo Virzì.
Guarda la LA GALLERY: Un viaggio in 5 scatti, immagini dal mondo ( i vincitori del Premio Chatwin 2007 nella sezione Fotografia)
Intervallo - di Alberto Pinato. Il video vincitore del Premio Chatwin 2007 della sezione Camminare per il mondo dedicata ai non professionisti.
Gli aquiloni di Ahmedabad - di Stefano Rebechi e Francesca Lignola. Il video vincitore del Premio Chatwin 2007 della sezione Grandi viaggi, dedicata ai professionisti.