
Le sfilate di Moda uomo Milano - Credits: Kika Press
Se il calendario Maya dice che la fine del mondo arriverà a dicembre 2012, i più importanti stilisti del pianeta hanno comunque una soluzione: tutto deve finire? Tanto vale presentarsi all’appuntamento vestiti come dio comanda. Detto fatto, hanno presentato le collezioni per l’autunno/inverno 2012 nel corso dell’affollatissima
Moda uomo Milano, una quattro giorni (dal 14 al 17 gennaio) da far ingolosire tutti coloro che non si lasciano sfuggire nemmeno un consiglio sulle nuove tendenze.
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Rihanna in uno scatto per la nuova campagna Armani Underwear - (Credits: pbc)
Non si ferma mai, Rihanna: concerti su concerti, videoclip, ospitate, interviste e servizi fotografici mozzafiato, ma nonostante la stanchezza e lo stress – per cui è stata anche ricoverata – quando si tratta di lavoro la giovane cantante è molto diligente, soprattutto se si tratta di posare per Armani.
Rihanna è infatti la nuova testimonial della linea Underwear e Jeans della famosa griffe, e se le foto della campagna pubblicitaria ne hanno rivelato il lato più sexy, il video del backstage ne rivela quello più giocoso e dolce.
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Rihanna è la nuova testimonial per la campagna Armani Underwear - Credits: pbc ©kikapress.com
Dopo i coniugi Beckham, Cristiano Ronaldo, Rafael Nadal e Megan Fox, Giorgio Armani aveva reso noto a luglio che la nuova testimonial per la campagnia Underwear (e Armani Jeans) sarebbe stata la giovane Rihanna. La notizia aveva fatto presagire una svolta pop per il re dello stile made in Italy e le foto che ritraggono la bella cantante in lingerie dentro un auto di lusso lo confermano.
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La sfilata di Giorgio Armani
di Antonella Matarrese
«Sfilare l’ultimo giorno, di lunedì, non è stato facile. Molte giornaliste, buyer americani, clienti avrebbero preferito rientrare nel weekend per stare con figli, mariti, fidanzate. E per risparmiare sul soggiorno. Invece sono rimasti fino all’ultimo. Serviva questa alzata di capo. L’Italia è il posto dove si lavora la moda in una certa maniera, dove la creatività non tradisce le esigenze di mercato». Il fervore patriottico raccontato da Giorgio Armani, che con la sua sfilata «La Femme blue» ha chiuso la settimana del prêt-à-porter milanese, è stata la vera cifra stilistica di questa stagione. Continua


di Antonella Matarrese
«Vendere tazze e cinture firmate è più remunerativo che la haute couture. Si guadagna più con i poveri che con i ricchi, perché ci sono più poveri».
Alla faccia del politicamente corretto, così con la sua cinica verve Pierre Bergé, compagno e socio di Yves Saint Laurent, spiegava perché la couture era sulla via del declino. Da quell’affermazione sono passati svariati anni, il numero dei poveri è forse aumentato, ma l’alta moda non solo è viva, continua ancora a eccitare i capricci delle donne più ricche del mondo.
Quasi 2 mila, secondo la Chambre de la mode di Parigi, delle quali solo 300 sono assidue frequentatrici degli atelier, pronte ogni stagione a fare ordinazioni a diversi zeri.
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Oliviero Toscani colpisce ancora e torna a far discutere con la sua foto choc sull’anoressia: la modella francese Isabelle Caro ha posato per la campagna pubblicitaria realizzata per Nolita, fashion brand del gruppo Flash&Partners.
La ragazza, scheletrica e completamente nuda (pesa appena 31 chili), ha scelto di esporsi- come ha detto a Vanity Fair - ”perché la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l’anoressia”.
”L’anoressia è un tema tabù per la moda” ha dichiarato il fotografo “Come l’Aids ai tempi: nessuno nel giro della moda aveva l’Aids…. Adesso invece l’argomento tabù è l’anoressia. Io non credo che la moda abbia grandi responsabilità nel problema dell’anoressia, è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi”.
Fatto sta che mentre l’immagine campeggia a doppia pagina sui quotidiani e sui manifesti pubblicitari lungo le strade delle città, sono esplose le polemiche: ”Esageratamente cruda” è il primo commento di Fabiola De Clercq, presidente dell’Aba, (associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia), e autrice di molti testi sull’argomento.
”Credo che queste campagne con immagini così dure e crude siano giuste, opportune” ha commentato invece Giorgio Armani. In sintonia con Stefano Dolce e Domenico Gabbana: ”Finalmente qualcuno dice la verità sull’anoressia, cioè che non un problema della moda ma un problema psichiatrico”. ”Il problema più grande, e perfino evidente, è ormai quello dell’obesità, ma sono entrambi, fenomeni contro cui lottare” concludono gli stilisti “ma non sono problemi strettamente della moda. Nella moda le donne sono sempre state molto sottili, anche negli Anni 50 e 60”.
Se il ministro della Salute plaude alla campagna di Toscani, un altro esperto è in completo disaccordo con l’utilizzo di una malata per fini pubblicitari ed economici: “Il messaggio che passa è che l’anoressia è una scelta che si può evitare: stiamo parlando di un fenomeno molto più complesso che ha varie origini, genetiche, psicologiche” sostiene Riccardo Dalle Grave, presidente dell’Aidap (associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso). Anche dal mondo dei pubblicitari c’è perplessita: ”Mi auguro molto caldamente che gli effetti di questa pubblicazione siano stati prima testati con grande attenzione e che i risultati siano stati incoraggianti” è l’auspicio di Annamaria Testa.
Toscani chiosa: “Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all’immagine e non di fronte alla realtà. Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo”.
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Barbara Berlusconi con Giorgio Armani.
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Parata di autorità, dall’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi a quello alla Moda Tiziana Maiolo, al direttore della Triennale Davide Rampello. Ma anche nomi noti, internazionali e non, come l’esplosiva Tina Turner, Anna Wintour, Martina Colombari, Lapo Elkann, Barbara Berlusconi, Lilli Gruber, Giorgio Pasotti e Paolo Sorrentino.
Tutti invitati all’inaugurazione della mostra dedicata a Giorgio Armani, il quale, puntualissimo, neanche a dirlo, ha fatto da cerimoniere al braccio della nipote Roberta (in splendida forma). Questo il tormentone che re Giorgio andava ripetendo di continuo: “Non venderò. Quella fatta al giornale tedesco (Handelsblatt, ndr) è stata solo una battuta”.
Arte e design anche per Malo, che in via della Spiga, sempre a Milano, ha inaugurato uno spazio galleria (ridisegnato da Alessandro Bartolini e Paolo Lanzi) in cui all’esposizione del pregiato cashmere si abbina quella di opere d’arte. In mostra, infatti, nella boutique-salotto opere di Giacomo Balla, Mimmo Paladino, Fabrizio Plessi, Louise Nevelson e Julian Schnabel.
Accolti dal patron di Malo Tonino Perna sono giunti, tra gli altri: Martina Mondadori, Filippa Lagerback, Luca Calvani, Domenico De Masi e Simon Webb.