Giulia non esce la sera
LA GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA
A cinque anni dal suo ultimo lavoro La vita che vorrei, il regista Giuseppe Piccioni torna con Giulia non esce la sera, film malinconico con Valerio Mastandrea e Valeria Golino, istruttrice di nuoto che nasconde un inafferrabile dolore. Dal 27 febbraio nelle sale, insieme a un’altra pellicola italiana, Iago, opera seconda di Volfango De Biasi che rilegge in chiave moderna l’Otello di Shakespeare, e a L’Onda, interessante rivisitazione tedesca, ad opera di Dennis Gansel, di un esperimento di nazismo in un liceo americano. Per le shopping addict è un grande week end: arriva infatti anche I love shopping di P.J. Hogan, trasposizione per il grande schermo dell’omonimo libro di Sophie Kinsella.
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A cinque anni dal suo ultimo lavoro (La vita che vorrei), Giuseppe Piccioni torna con Giulia non esce la sera (nelle sale dal 27 febbraio) e con il suo poetico sguardo sul disagio esistenziale. Questa volta una piscina è la “penombra esistenziale”, così la chiama il regista, dove si incontrano due diverse solitudini, quella di Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
La Golino, con gli occhi che sono due pozzi azzurri smarriti e stranieri, è Giulia, un’insegnante di nuoto che riesce ad avere una vita normale solo nella panacea sorda di bordo vasca: “Solo nell’acqua sto bene” dice con una malinconia inafferrabile che cela un dramma. Mastandrea invece è Guido, uno scrittore che sta vivendo il suo momento di gloria, entrato nella cinquina dei finalisti di un prestigioso premio letterario, eppure profondamente insoddisfatto. Sposato con Benedetta, l’eterea Sonia Bergamasco, vive mollemente, insofferente ma immobile, senza riuscire a prendere mai una posizione. L’incontro con Giulia e con il suo dolore potrebbe essere una svolta per scuoterlo da un fiacco torpore senza coraggio.
Al di là del fatto che sia o non sia un bel film, “con Giulia non esce la sera mi sento riconciliato con questo mestiere” afferma Piccioni. “Racconto storie che sono storie d’amore ma dicono anche qualcos’altro”. “La pellicola narra di due differenti solitudini molto diverse tra loro ma simili” rilancia Mastandrea, “e lì deve subentrare il coraggio dell’amore. L’amore è una delle più grandi risorse in una vita, ma anche quella che fa più paura”.
Con il tocco elegiaco che contraddistingue il cinema di Piccioni e pennellate di surrealismo, Giulia non esce la sera è un discreto incompiuto cinematografico, con appannato amalgama tra colori. Valore aggiunto è la colonna sonora, che alterna pezzi storici francesi come J’entends siffler le train e Tu me fais tourner la tête, a musiche dei Baustelle: bella la canzone di chiusura, Piangi Roma, con un duetto di Francesco Bianconi e Valeria Golino.
Ecco il trailer da YouTube