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Nevruz - Credits: La Presse
Quali sono i brani nati in tv che sono rimasti davvero nel cuore degli ascoltatori?
Tra tutti, i singoli prodotti dai figli dei talent show nel 2010 sono stati ancora una volta quelli di maggiore successo nelle vendite.
La televisione si dimostra ancora, purtroppo e per fortuna, il miglior strumento di promozione. Ma sul lungo termine, chi rimane?
Ecco i 15 che secondo il nostro criterio particolare di selezione, sono i brani del 2010 più popolari e discussi dalla Rete nella categoria “talent show”.
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Alessandra Amoroso- Credits: Kika Press
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Davide Mogavero - Credits: La Presse
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Emma Marrone - Credits: Kika Press
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Emma Marrone - Credits: Kika Press
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Giusy Ferreri - Credits: Kika Press
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Loredana Errore - Credits: Kika Press
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Marco Carta - Credits: Kika Press
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Marco Mengoni - Credits: Kika Press
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Nathalie Giannitrapani - Credits: Kika Press
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Nevruz - Credits: La Presse
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Noemi - Credits: Kika Press
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Pierdavide Carone - Credits: Sony Music
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Pierdavide Carone - Credits: Kika Press
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Valerio Scanu - Credits: Kika Press
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Valerio Scanu - Credits: Kika Press
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Marracash - Credits: Universal Music
Dopo la nostra prima sperimentazione, ecco di nuovo la classifica di Panorama.it dedicata ai clip, ai live e agli streaming musicali ufficiali di successo sul più noto social network di condivisione video, relativo questa volta al mese di ottobre 2010.
Salutato Fabri Fibra, re a settembre con il brano “Vip in Trip“, la chart oggi è stata completamente rivoluzionata e si arricchisce di altre 10 posizioni relative ai soli artisti italiani, per un totale di 15. Continua
Trecento milioni di euro in un anno: è questo il danno causato dai 6 milioni di italiani che scaricano, secondo stime, musica da internet illegalmente. Cifra astronomica, che sta cambiando per sempre il volto del mercato musicale. “Siamo al centro di una rivoluzione che stravolge il rapporto del pubblico con le canzoni” avverte Gianmarco Mazzi, direttore artistico del Festival di Sanremo 2009, con alle spalle una lunga esperienza di management. “Grazie alla rete, circola molta più musica adesso che in qualsiasi altro periodo storico, ma questo dato non coincide con un aumento dei guadagni, anzi. Milioni di brani gratuiti a disposizione hanno cambiato il gusto e le abitudini dei consumatori. Fatta qualche eccezione per i grandi nomi, tipo U2, Vasco Rossi o Depeche Mode, che hanno un’audience fidelizzata, il tempo degli album interi è finito” prosegue Mazzi. “La generazione iPod è attratta dalla singola canzone, indipendentemente dall’interprete o dal genere musicale. Più che dischi evento ci sono personaggi evento che con la loro personalità trainano i cd che ancora funzionano. Molti artisti ci provano con un paio di album e poi tornano a fare un altro mestiere”. Qualcuno si salverà? “Di sicuro Amy Winehouse e, per l’Italia, Malika Ayane, un vero talento. Queste due ragazze hanno davanti a loro una grande carriera”.
Scuole professionali e talent show. Eccezioni, appunto. In Italia, nel 2008, le vendite dei cd sono crollate di un ulteriore 20 per cento. Inutile piangersi addosso, secondo Mazzi bisogna affrontare l’emergenza con strumenti innovativi. I negozi di dischi sono vuoti o chiudono per sempre come il Virgin Megastore di Times square a New York, ma i concerti vanno benissimo in quanto eventi unici e irripetibili. “E allora perché non investire sugli ‘instant cd’, ovvero le registrazioni degli spettacoli messe in vendita pochi minuti dopo la fine dello show? Andrebbero a ruba perché l’acquisto d’impulso sull’onda di un’emozione funziona sempre. Lo hanno capito per primi quelli che vendono le magliette fuori dai concerti”.
“Non ha senso nascondersi dietro le canzoni rubate da internet” dichiara deciso Mogol, l’uomo che sta dietro le parole delle più belle canzoni di Lucio Battisti. “La musica va male perché, quando non ha fascino, è rumore. E il rumore non piace. I talent show come Amici o X Factor sono carini, ma i brani di qualità sono un’altra cosa. Per quelli ci vogliono i professionisti. È questa la ragione per cui nel 1992 ho fondato il Cet, una scuola per musicisti, autori e cantanti. Siamo a 1.700 diplomi. Arisa viene da lì, ha ricevuto una preparazione rigorosa e i risultati stanno arrivando. Quando trova spazio, la qualità vince. Spero che questo principio valga per il mio album, MogolAudio2 in uscita a maggio. Ne sono molto orgoglioso”.
Impossibile congedarsi senza chiedere a Mogol se oggi uno come Battisti riuscirebbe a farsi largo in un contesto musicale così frammentato e senza direzione. “Ecco la domanda tragica… Canzoni come I giardini di marzo, Pensieri e parole, Il mio canto libero non passerebbero nemmeno in radio, si direbbe che non hanno il ritmo radiofonico giusto. C’è bisogno di aggiungere altro?”.
Opposto l’approccio di Rudy Zerbi, presidente della Sony Italia, ospite di Maria De Filippi in Amici e convinto sostenitore della musica che nasce in tv: “Immaginare che i ragazzi ascoltino le canzoni soltanto attraverso il cd è antistorico. Amici e X Factor, da cui vengono Marco Carta e Giusy Ferreri, appagano l’orecchio ma anche l’esigenza delle nuove generazioni di vedere il proprio idolo mentre mangia, alle prove, mentre discute delle sue scelte artistiche”. Fuochi di paglia? “Non credo. Maria De Filippi ha un fiuto pazzesco e penso che questi ragazzi avranno una lunga carriera. E poi, talent show italiani a parte, non si possono ignorare format tv mondiali e di successo come High school musical, Camp Rock con i Jonas Brothers e Hannah Montana. L’immagine romantica del ragazzo che arriva in casa discografica con i genitori e la chitarra in mano per far sentire le sue canzoni appartiene al passato. Molto più semplice e immediato farsi notare in un talent show che poi, se tutto va bene, permette anche di vendere qualche cd”.
Aumenta l’ascolto, ma non i ricavi. Per capire meglio dove andrà la musica bisogna anche ricostruire come si sono modificate le fonti d’accesso. “Fino a qualche anno fa erano quattro: l’acquisto del cd, la radio, la tv intesa come Mtv e i concerti” ricorda Enzo Mazza, presidente della Federazione industria musicale italiana. “Oggi ci sono le radio via internet e soprattutto Youtube. In ogni istante della giornata almeno 66 milioni di persone nel mondo sono collegate a Youtube e la stragrande maggioranza guarda video musicali. Ecco perché il consumo di musica negli ultimi anni è aumentato a dismisura. Un incremento straordinario che però non corrisponde all’aumento di ricavi”.
Ovvio, quindi, che le case discografiche cerchino strade alternative per promuovere gli artisti. Certo è che le vendita dei cd, fatta eccezione per una manciata di nomi consolidati, non genera guadagni sufficienti a mantenere in piedi le spese di produzione e di promozione. Il che potrebbe voler dire rinunciare a mettere sotto contratto artisti giovani con un grande potenziale, ma dalla fama ancora acerba.
Una possibile via d’uscita sta cercandola il colosso americano Live Nation, nato con un progetto rivoluzionario: stringere accordi di ferro con gli artisti sia per quanto riguarda la commercializzazione dei dischi sia per quanto riguarda i concerti. Il primo a giocarsi questa opportunità è il re dell’hip hop americano, e marito di Beyoncé, Jay-Z. “L’idea dei contratti a 360 gradi potrebbe aprire qualche via d’uscita, ma il problema è che siamo nell’era dell’usa e getta, della “musica da tappezzeria” come diceva John Lennon” spiega Marco Alboni, presidente di Emi Italia. “Troppa musica gratis ha fatto perdere valore ai brani. Se una canzone non ti piace, prendi il file e lo butti nel cestino del computer. Ma qualcuno può ancora farcela: io punto sull’americana Katy Perry e sulla nostra Malika”.

Dalle otto del mattino alla mezzanotte di lunedì nove marzo, si celebra ad Mtv il Giusy Ferreri day. Per un’intera giornata la cantante scoperta dalla scorsa edizione di X Factor sarà la direttrice del canale Mtv Hits. Significa che l’ex cassiera di provincia, assurta a star nazionale, deciderà in tutta autonomia la programmazione della giornata. L’omaggio che il canale le fa è la messa in onda della première televisiva del suo concerto live che su Internet è stato visibile sul sito di Mtv.
Durante la sua giornata dirigenziale la Ferreri dialogherà anche con il pubblico, spiegherà i motivi che l’hanno indotta a scegliere i vari programmi che sta mandando in onda. Qualche anticipazione sullo speciale palinsesto è pure trapelata. Sicuramente vedremo video di Linda Perry, Alanis Morrisette, Queen, Janis Joplin e Franz Ferdinand. Ma ci saranno anche Joy Division e tutta la new wave. “Vorrei far capire ai telespettatori quanto sono importanti tutti i gruppi e tutti gli artisti che mi hanno influenzata nella mia formazione musicale e quanto sono stati determinanti in ogni fase della mia esistenza” afferma la Ferreri. Che continua: “devo molto alla televisione, grazie al piccolo schermo sono balzata alla ribalta, ma Internet mi sta consentendo di entrare in diretto contatto con coloro che mi vogliono conoscere come artista”. Ovviamente nel Giusy Ferreri day ascolteremo anche l’ultimo singolo della cantante Stai fermo lì, che, scritto da Tiziano Ferro, sta replicando il successo avuto dalla Ferreri con brani come Novembre. “Proprio grazie a questo consenso popolare è scattata per me l’ora del live”, sottolinea la cantante palermitana. Ed infatti il vero banco di prova scatterà il 12 marzo: inizio del suo primo tour in giro per l’Italia. Anche di questo si parlerà il nove marzo.
Lo sanno anche i sassi: i duetti nella vita artistica di Ornella Vanoni non si contano. Al di là dello storico, iper produttivo (e sentimentale) sodalizio con Gino Paoli, molti ricorderanno che nel ‘64 vinse il Festival di Napoli cantando Tu sì ‘na cosa grande, con Domenico Modugno. Negli anni ‘70 fu la volta della collaborazione con il meglio della bossa nova, Vinicius De Moraes, Roberto Carlos e Toquinho. Il risultato? Un capolavoro assoluto: La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria. Negli anni ‘80 si legò a Fabrizio De André, Pierangelo Bertoli, George Benson, solo per citarne alcuni. E brava Ornella. Che, oggi, con parecchie rughe in più, su input del “Presidente” (della Epic-Sony immaginiamo), come riferiscono le note autografe di copertina, propone Più di me.
Un album con due inediti, uno con Eros Ramazzotti, Solo un volo, l’altro con Mina, Amiche mai. E poi nove successi conclamati made in Vanoni scelti dagli stessi artisti che hanno partecipato al progetto. Non ne abbiano i palati fini, ma il tandem con Giusy Ferreri (Una ragione di più) è sorprendente. La tigre di X-Factor si merita un applauso perché sapientemente intreccia la ruvidezza della sua voce ai toni nasali della rossa. Il risultato è vicino alla perfezione. Ascoltare per credere. L’onnipresente Jovanotti, in Più e Io so che ti amerò, si mette umilmente al servizio della Diva e fa il suo. Senza infamia e senza lode scorre Domani è un altro giorno con Claudio Baglioni. Eccellente La musica è finita con Morandi. Apprezzabile L’appuntamento con l’extra snob Carmen Consoli (per amarlo bisogna ascoltarlo più volte di seguito). Di livello superiore le due collaborazioni con Lucio Dalla, una sinuosa Senza fine e Fiorella Mannoia che canta, in tutti i sensi, Senza paura. La stessa assenza di paura che dovrebbe indurre, nella produzione di un ipotetico capitolo secondo, a preferire il confronto di Ornella con cantanti giovani e maggiormente disponibili all’emozione.
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“Giusy Ferreri ha copiato una mia canzone del ‘69″: lo afferma Paolo Mengoli dai microfoni dell’Alfonso Signorini Show (in onda dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 10.00 su Radio Monte Carlo).
“Ecco un eclatante caso di plagio: l’ultimo singolo di Giusy Ferreri Novembre” sostiene Mengoli “ha esattamente gli stessi accordi della mia storica canzone del ‘69 Perché l’hai fatto. Le due canzoni hanno proprio la stessa ritmica, non si può copiare il giro armonico. Bisognerebbe istituire un garante delle note!”. “Sono indignato” ha detto Mengoli “Canto questa canzone da 40 anni, è come se mi fosse stato tolto un figlio! Anche un profano della musica, con un click su Youtube può rendersi conto di questo scandalo”.
Paolo Mengoli, bolognese classe 1950, ha vinto il Festival di Castrocaro nel 1968. Il suo più grande successo è proprio Perché l’hai fatto. Ha partecipato a due edizioni del Festival di Sanremo, nel 1970 e nel 1971, con Ahi! Che male che mi fai e I ragazzi come noi. Nel 1970 vince il Girone B del Cantagiro con Mi piaci da morire. Torna a Sanremo nel 1992 con Io ti darò. Nel 2005 partecipa al reality show Ritorno al presente, mentre attualmente è un ospite assiduo del talk show L’Italia sul 2.
Ascolta le due versioni a confronto
Perché l’hai fatto - Paolo Mengoli
Novembre - Giusy Ferreri