

di Antonella Matarrese
«Vendere tazze e cinture firmate è più remunerativo che la haute couture. Si guadagna più con i poveri che con i ricchi, perché ci sono più poveri».
Alla faccia del politicamente corretto, così con la sua cinica verve Pierre Bergé, compagno e socio di Yves Saint Laurent, spiegava perché la couture era sulla via del declino. Da quell’affermazione sono passati svariati anni, il numero dei poveri è forse aumentato, ma l’alta moda non solo è viva, continua ancora a eccitare i capricci delle donne più ricche del mondo.
Quasi 2 mila, secondo la Chambre de la mode di Parigi, delle quali solo 300 sono assidue frequentatrici degli atelier, pronte ogni stagione a fare ordinazioni a diversi zeri.
- Mercoledì 3 Febbraio 2010









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