Ultimatum alla Terra
GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA
Dal 12 dicembre arrivano nelle sale due film molto attesi. Da una parte una pellicola tutta italiana, con il ritorno di Gabriele Salvatores che porta sul grande schermo il libro premio Strega Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti, dall’altra il kolossal americano fantascientifico Ultimatum alla Terra, rifacimento dell’omonimo cult del 1951, con Keamu Reeves nei panni dell’alieno. Insieme a Il giardino di limoni, l’ultimo lavoro del regista israeliano Eran Riklis sul coraggio delle donne di sfidare il sistema.
LEGGI GLI ARTICOLI:
Ultimatum alla Terra, gli alieni sono tornati. E più giustizieri di prima
Come Dio comanda, il dramma padre-figlio di Ammaniti firmato Salvatores
Il giardino di limoni, dramma e ironia in Medio Oriente
Il debutto in Italia è il 27 novembre a Torino, presentato fuori concorso al Festival diretto da Nanni Moretti (in programma dal 21 al 29 novembre). Nelle sale invece arriverà il 12 dicembre, Il giardino di limoni, pellicola che alla scorsa Berlinale si è guadagnata il premio del pubblico. A dirigerla è uno dei più noti registi israeliani contemporanei, Eran Riklis, già autore di Zohar e La sposa siriana.
Benché cresciuto tra gli Stati Uniti, il Canada e il Brasile, Riklis con la macchina da presa non può non ritornare ancora una volta nella sua terra, in Medio Oriente, in una storia di coraggio al femminile. Ritroviamo anche la bella e brava attrice israeliana Hiam Abbass, protagonista anche de La sposa siriana. È lei Salma, una vedova palestinese che vive in un villaggio della Cisgiordania, il cui nuovo vicino è il ministro della Difesa israeliano. Quando, per ragioni di sicurezza, le viene intimato di abbattere quel giardino di limoni che rappresenta il suo unico sostentamento e le sue stesse radici, la donna non si dà per vinta e porta la causa in tribunale. L’amicizia inaspettata della moglie del ministro Mira (Rona Lipaz-Michael) e l’amore del suo giovane avvocato riescono a sostenerla in una sfida che a tutti sembra impossibile.
“Quando mi sono messo a scrivere Il giardino di limoni, ho pensato di dover compiere un ulteriore passo avanti nel descrivere tutta la follia del Medio Oriente, portando a conclusione un discorso iniziato fin dai miei primi film” raccona il regista. “Ho attinto dall’assurdo mix di dramma e ironia, tragedia e commedia, insomma da quel caos incredibile di luci e ombre che contraddistingue la storia di israeliani e palestinesi”. Ponendo come motore della vicenda degli alberi, unici elementi fermi da decenni, a testimoniare il susseguirsi di speranze, ottimismo, odio, rivoluzioni, nuovi orizzonti…
Panorama.it presenta in anteprima il trailer italiano del film: