Hai paura? Spero tu risponda di sì.
Per due motivi. Primo, perché spero tu sia sincero. Infatti è normale avere paura. La paura fa parte della nostra vita. Come la fame. La sete. Il sonno. E il bisogno di andare in bagno. Quindi chi risponde di no mente.
Secondo, perché chi risponde di no è ancora più pauroso degli altri. Perché ha paura di ammettere che ha paura.
Ma non dobbiamo temere la paura. Perché la paura è parte integrante della nostra vita. E perché può diventare amica. Se impariamo a conoscerla.
Continua
Non puoi piacere a tutti. Per quanto ti impegni, per quanto ce la metti tutta ci sarà sempre chi avrà da ridire. Da disapprovare. Da accusare.
L’ho imparato a mie spese.
Da ragazzo ci restavo malissimo quando qualcuno mi criticava. Per carità, le critiche costruttive vanno benissimo: aiutano a migliorare. Ma ci sono persone che criticano sempre. E comunque. Per invidia. Per gelosia. Per meschinità. Perché se hai successo si rodono il fegato. Perché credono che se tu sali, loro scendono.
Sono dei mediocri: gente frustrata, insoddisfatta. Che rosica se tu prosperi. Sta male se tu stai bene. Perché i tuoi successi fanno apparire ancora più clamorosi, per contrasto, i loro insuccessi.
Continua
A nessuno piace sbagliare. E a nessuno piace perdere. Eppure è dagli errori, e dalle sconfitte, che possiamo imparare molto. Moltissimo. Ed è sugli errori, e sulle sconfitte, che possiamo costruire le più grandi vittorie.
Prima di imparare a fare qualunque cosa bene non possiamo che farla male. È normale. È naturale. Prima di imparare a camminare il bambino cade mille volte. Ma si rialza ogni volta. Non si dispera. Non si strappa i capelli piagnucolando “Sono un fallimento, non ce la farò mai!”. Invece insiste. Persiste. Non desiste.
E, pur essendo piccolo, insegna a noi grandi con quale spirito affrontare le avversità. Noi ci scoraggiamo; lui no. Noi ci arrendiamo; lui no. Lui impara dai suoi errori. E così dovremmo fare noi.
Continua
Quando avrò ottenuto la promozione lavorerò di più. Quando avrò perso dieci chili riprenderò ad andare in palestra. Quando avrò trovato l’amore tornerò a sorridere. Frasi comuni. Ma sbagliate.
Perché presuppongono che adotterai un comportamento virtuoso solo dopo aver raggiunto l’obiettivo desiderato. Invece la prospettiva va ribaltata: raggiungerai l’obiettivo solo se adotti il comportamento virtuoso.
Continua
Ti è mai capitato di infrangere una promessa? La risposta è scontata: certo che sì. Capita a tutti. Ma non dovrebbe.
Perché ogni volta che prometti e non mantieni fai del male. Doppio. Perché prendi in giro. Due volte. Prendi in giro l’altro. E te stesso.
Nuoci all’altro. Perché lui si aspetta qualcosa che poi non riceverà. Lo illudi. E lo deludi. Ma nuoci anche a te stesso.
Primo, perché ti fai un nemico. O quantomeno perdi un amico. Chi si è sentito tradito o preso in giro una volta ci penserà due volte prima di concederti ancora la sua fiducia. Secondo, perché perdi il rispetto e la stima in te stesso. Il messaggio inconscio che ti mandi è: non sono una persona da prendere sul serio. La mia parola non ha valore.
Continua
Vale la pena di porsi obiettivi? Luca (vedi lettera qui sotto) pensa di no. Pensa che non si possa prevedere né programmare nulla nella vita. E che quindi tanto valga vivere alla giornata.
Sono in disaccordo con lui. Perché la vita è un dono. A patto che tu ne sappia trarre il meglio. E l’unico modo per trarne il meglio è porsi obiettivi. Porsi delle mete: tra sei mesi voglio avere raggiunto questo; tra un anno quest’altro; tra cinque anni quest’altro ancora.
Devono essere mete realistiche, ma anche ambiziose: devono scaldarti il cuore. Devi sorridere quando ci pensi. Devi sentirti come un bambino prima di Natale, provare la stessa gioia nell’attesa del regalo tanto desiderato.
Continua
Capirsi tra uomini e donne può essere difficile. Molto difficile. Perché la diversità è un arricchimento, certo; ma, se non compresa, può essere un ostacolo al dialogo.
Care lettrici, rendetevi conto che l’uomo non è una donna malriuscita!
La mia è una battuta, certo. Ma solo a metà. Perché inconsciamente molte signore considerano il maschio una femmina con un bel po’ di problemi. E che, quindi, va aiutata a risolverli.
Continua
Chiunque di noi può perdere tutto in un attimo. Tutto: la famiglia, l’amore, la casa, il lavoro. La vita. Basta che arrivi un terremoto. O uno tsunami. O che una centrale nucleare vada in tilt. O che accadano mille altre cose che ci possono spazzare via in un attimo. Noi. Il nostro mondo. Le nostre false certezze.
Oggi siamo sani. Domani chissà. Se conduciamo una vita sana, senza vizi e con animo lieto, è meno probabile che ci capiti qualcosa. Ma potrebbe capitarci.
Oggi abbiamo un lavoro. Domani chissà. Se lavoriamo con impegno e serietà non dovremmo perderlo tanto facilmente. Ma non ci puoi mettere la mano sul fuoco.
Oggi abbiamo degli amici. Una famiglia. Un amore. Domani chissà. Se coltiviamo i nostri affetti è presumibile che ci restino accanto per tutta la vita. Ma non mi azzarderei a scommetterci.
Continua