
Il lungomare di Bari in un'immagine di Google Street View
Google Street View non è solo un comodo strumento per esplorare le strade di una città senza muoversi dalla propria scrivania.
Secondo l’artista canadese Jon Rafman, infatti, può diventare anche un nuovo genere fotografico. Continua


di Raffaele Panizza
I miei amici hanno detto che devo lasciare perdere Meetic, che è a pagamento. E di non perdere tempo su Facebook, che per quagliare bisogna lavorarci un po’.
Le tipe che ci stanno, dicono, sono tutte su Badoo.com.
Io penso ovvio, con 80 milioni di iscritti, qualcuno che ci sta con qualcun altro ci dev’essere per forza. Ma loro insistono. Dicono che lì la concentrazione di ragazze facili è impressionante.
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Protesta davanti alla sede di Facebook in difesa del diritto alla privacy. Palo Alto, California - © Paul Sakuma / AP Photo
Lo diceva già Aristotele che la memoria è l’identità stessa dell’esperienza: “non c’è esperienza, se non viene ricordata”.
Non è solo un discorso da filosofi. Nell’epoca di Internet, la memoria può diventare un problema con conseguenze molto fastidiose per chiunque usi Facebook, Myspace o qualsiasi altro sito per farsi vedere in Rete.
Ne ha parlato in questi giorni Jeffrey Rosen sul New York Times, citando il caso della povera Stacy Snyder che si è vista rifiutare la specializzazione per l’insegnamento per aver postato su MySpace, con il titolo “Drunken Pirate”, una foto che la ritraeva con un cappello da pirata mentre beveva da un bicchiere di plastica.
Negli USA il 75% dei responsabili delle risorse umane - aggiunge Rosen citando dati Microsoft - ha rifiutato dei candidati dopo aver indagato la loro presenza sul Web.
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Kristen Stewart e Taylor Ratner (insieme a Pattinson): i due attori saranno a Roma il 17 giugno per promuovere il film - Credits: Eagles Pictures
Appassionati di vampiri e licantropi, restate all’ascolto.
A Roma sta per svolgersi un evento unico, che non potete perdervi: la Capitale ospiterà infatti da domani fino al 31 maggio la prima convention italiana dedicata alla saga di Twilight, organizzata dalla Fantasy Events in collaborazione con la Fazi Editore (che pubblica in Italia i romanzi della Meyer).
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Michael Jackson: statua di cera al Madame Tussauds
Il 25 giugno 2010 sarà passato un anno dalla scomparsa di Michael Jackson, l’icona della musica pop internazionale che macina, ahi noi, più soldi da morto che da vivo.
C’è che esistono due tipi di fenomeni attorno alla (messa in dubbio?) morte del cantante, in costante sviluppo in questo momento. Dall’alto e dal basso, operazioni che incentivino la celebrazione per produrre un guadagno retroattivo.
Dall’alto, ad esempio. Il fratello maggiore di Michael, Jermaine Jackson, ha ipotizzato già la data di un maxi concerto celebrativo in onore di Jacko allo Wembley Stadium di Londra il prossimo 8 giugno, anche se è ancora presto - anche se mancano solo tre mesi - per le conferme definitive. Continua

Una scena dello spettacolo "Segreto di Stato" di Fortunato Zinni e Silvio Da Rù
Fortunato Zinni è il sindaco di Bresso, comune alle porte di Milano. Quarant’anni fa Fortunato ha avuto fortuna, se di fortuna si può parlare nel contesto di una strage: Zinni lavorava alla banca dell’Agricoltura il 12 dicembre 1969, in Piazza Fontana, a Milano. Continua
Benedetto XVI sbarca su Internet. Dopo aver chiesto ai fedeli nella sua ultima udienza del mercoledì di esprimere la propria fede anche in rete, il papa sceglie un portale dall’indirizzo accattivante e difficile da dimenticare:Pope2you.net.
Il Vaticano, insomma, scopre la forza di Internet in tutte le sue molteplici forme e applicazioni. Chi si collega al sito del Pontefice, infatti, può entrare anche nella pagina del Papa su Facebook e su Youtube. Non solo. Insieme al portale è stata creata una «Wikicath» e un’applicazione iPhone. Una passione per la rete utile sicuramente per stare al passo con i tempi. Oppure come sostengono, invece, i più scettici per attrarre a sè anche una porzione di fedeli, i più giovani, protagonisti di un’emorragia preoccupante negli ultimi anni dalla Chiesa. Sempre nel discorso pontificale è stato messo l’accento in particolare sul bisogno di portare avanti anche in rete “una cultura del rispetto”. E il sito papale è in linea con questo pensiero. Colori accattivanti, foto di giovani sorridenti e quella immancabile del Pontefice. Le funzioni del sito appaiono subito chiare anche ai meno esperti. Con Facebook si tranno inviare cartoline virtuali che ritraggono il Papa, con Youtube si potranno seguire tutte le sue apparizioni video, con l’applicazione iPhone si potrà seguire l’attività del Pontefice in diretta, mentre su Wikicath vengono spiegate le sue parole sulle nuove tecnologie.
Il 9 aprile scorso, a causa di un attacco di ignoti la città di Morgan Hill, in California, si è risvegliata senza Internet. Niente e-mail, niente ricerche in Rete, nessuna possibilità di consultare documenti on-line. Antifurti disattivati, bancomat non funzionanti, carte di credito inutilizzabili. Un ritorno al passato, indietro di vent’anni. Ora fate uno sforzo di immaginazione: che cosa succederbbe se imprvvisamente in tutto il mondo si spegnesse internet? Quali sarebbero le conseguenze di questo immaginario scenario?
È un giorno come tanti. Vi sedete alla scrivania, accendete il computer e vi collegate al web. Ma l’accesso alla rete è impossibile. Per tutti. Che sia stato un virus o un’azione terroristica non importa. Il modem lancia i suoi richiami e poi tace. Nessuna risposta dall’altro lato. E, come in una macchina del tempo, si ritorna a una ventina di anni fa, quando internet era frequentata soprattutto da ricercatori universitari e quasi sconosciuta al pubblico. Adesso, però, un miliardo e seicento milioni di persone non possono accedere al web.
La carta ritorna nell’uso abituale: al posto delle email occorre inviare lettere con francobollo. Per trovare un numero di telefono bisogna sfogliare le rubriche: se poi l’interlocutore abita all’estero, l’impresa diventa ardua. Niente aste online e biglietti lastminute acquistati da casa. Migliaia di aziende inghiottite nel nulla, senza più una vetrina globale. E per sapere cosa succede nel mondo bisogna aspettare i telegiornali o il quotidiano al mattino. Soprattutto, scomparirebbero i motori di ricerca.
Ma come potrebbe cambiare la vita lavorativa? “I due dati oggettivi della globalizzazione sono internet e il telefonino: il tempo reale del lavoro è legato al tempo di internet” dice Philippe Daverio, critico d’arte. Uno strumento insostituibile, dunque: “Tre quarti delle mie ricerche sono su internet: soltanto la Library of congress (la Biblioteca del Congresso Usa, ndr) permette l’accesso a 8 milioni di volumi online: quattro volte di più di tutte le biblioteche di Milano” osserva Daverio. E immagina: “Saremmo tutti del 70 per cento più stupidi. Anzi, imbecilli: l’etimologia della parola è ‘colui che non ha il baculum’, il bastone della ragione”. Ai danni per la cultura si affiancherebbero, poi, i danni economici: “Oggi bastano dodici minuti per cercare il bilancio di una società e le informazioni più rilevanti” sottolinea Chicco Testa, imprenditore. “È un mondo che sarebbe difficile immaginare: rallenterebbe l’intera economia globale”.
Internet ha popolato il mondo con più di cinquecento milioni di computer connessi: una rete fitta attraversata da conversazioni, dati finanziari, informazioni scientifiche. Che unisce gli angoli più remoti del mondo attraverso email e chat. Modificando profondamente le abitudini collettive. Le transazioni internazionali non avvengono più nelle Borse, ma attraverso datacenter che permettono ai mercati finanziari di essere aperti 24 ore su 24: i tabelloni con le quotazioni segnate con il gessetto sono ormai un ricordo. Monster.com negli Stati Uniti e Fayada in India sono alcuni dei siti più noti per trovare offerte di lavoro: gli annunci sui giornali rappresentano una parte limitata dell’offerta complessiva. Ma l’impatto più profondo sarebbe nella vita intima di chi ha affidato a blog, social network e forum i suoi sogni e i suoi pensieri: all’improvviso perderebbe il suo “corpo digitale”, come lo chiama il giurista Stefano Rodotà. Fotografie e appunti online che raccontano una vita svanirebbero in un buco nero se internet fosse inaccessibile. Forse è meglio pensare di fare una copia dei dati affidati a internet. Non si sa mai.
La storia di internet (in inglese, sottotitoli in italiano)
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