Basta premere un tasto per trasformare l’iphone in un jukebox: è quello con l’icona di Seeqpod, un motore di ricerca che raccoglie brani musicali sparsi in rete. Con una ricca collezione di autori italiani, da Eros Ramazzotti a Fabrizio De Andrè. E, ovviamente, una vasto catalogo di band internazionali come i Tokyo Hotel, idoli delle teenager. Tutto gratis. E le canzoni, poi, si possono linkare al blog o inviare per mail agli amici. Seeqpod rivela il cambiamento profondo nell’ascolto della musica post-internet: accessibile dovunque, gratis, facilmente condivisibile. Wired, la bibbia della cultura hitech, lo ha incluso nella “top ten” dei migliori siti musicali.
Come si accede dall’iphone a Seeqpod
Non torna soltanto il jukebox, ma anche la cassetta in versione web: è Muxtape, un sito che permette di caricare in rete le canzoni preferite, un’idea simile alle prime compilation amatoriali registrate sui nastri magnetici alcuni decenni fa. Così, con un collegamento a internet, si possono ascoltare anche quei brani rari o trovati dopo lunghe ricerche, senza avere con sé il lettore mp3. Intendiamoci: Seeqpod e gli altri protagonisti nel paesaggio della musica online non sono idee “nuove”, ma sono ormai “punti di ritrovo” sul web frequentati da un pubblico sempre più vasto. Così, per esempio, alle tradizionali lezioni del maestro di chitarra “faccia a faccia” si affiancano quelle virtuali su iVideosongs: un corso online (in inglese) rivolto soprattutto ai più giovani che per la prima volta si avvicinano allo strumento musicale.
Stevie Ray Vaughan, chitarrista blues americano, dà lezioni. A modo suo
Per chi vuole provare a lanciarsi nel mercato discografico lo spartiacque è evidente. Se una volta bisognava faticosamente cercare un produttore, ora c’è SellaBand: una platea dove un gruppo può proporre la sua musica e cercare finanziatori. Per pubblicare un album servono 5mila dollari (dalla registrazione alla commercializzazione): il pubblico di SellaBand, se apprezza le canzoni, versa una piccola quota per raggiungere il finanziamento necessario. E poi l’album viene distribuito. Per le riviste, poi, si annuncia un terremoto: secondo una ricerca di Trust index nel Regno Unito otto ascoltatori di cd su dieci hanno abbandonato i periodici specializzati e cercano consigli su internet, nei forum o tra le comunità di appassionati: una delle più note è Imeem.
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Il 2007 è stato l’anno del suo successo mondiale. Anche in Italia: l’anno scorso il singolo Relax, Take it easy del giovane cantante libanese Mika è stato il brano più scaricato dagli italiani su computer, ipod, lettori mp3 e altri dispositivi (ascolta da qui). Eros Ramazzotti si è dovuto accontentare del secondo posto con Non siamo soli (ascolta da qui): sul podio è salita anche Rihanna e il suo brano Umbrella (ascolta da qui).
Tra i primi dieci stravincono comunque gli italiani con Vasco Rossi, Tazenda, Irene Grandi. Per elaborare la classifica commissionata dalla Fimi, la Federazione industria musicale italiana, sono stati inclusi negozi online molto frequentati come Apple iTunes e Mtv digital downloads.
La musica digitale è in rapida crescita: rappresenta l’8% del mercato discografico in Italia. Un settore dove le major devono confrontarsi con l’abitudine dei navigatori (soprattutto quelli più giovani) a condividere e scaricare sui propri computer canzoni e album, con reti peer-to-peer (come BitTorrent e eMule) o attraverso radio online per l’ascolto in streaming, molto simili a immensi jukebox (per esempio, Jango e Meemix).
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Sembra giunta al termine la telenovela tra i Beatles, rappresentati dalla loro casa discografica la Apple Corps, e la Emi per l’utilizzo dei diritti d’autore. La querelle andava avanti da molto tempo, ma ora l’intesa sembra essere stata raggiunta in modo definitivo. Una svolta importante che apre al quartetto britannico la via di internet. Caccia grossa quindi a tutti i preziosi dischi dei Beatles che ora non avranno più confini, come non avranno confini anche tutti i lavori dei singoli componenti del gruppo di Liverpool dal 1963 ad andare avanti. Non si conoscono, però, ancora tutti i dettagli di questa operazione, ma la stampa britannica ha parlato di cifre molto elevate: 45 milioni di euro. E non poteva essere altrimenti visto che i dischi dei Fab Four valgono ancora cifre elevate.
Nel 2005 Ringo Starr, Paul McCartney e gli eredi che rappresentano John Lennon e George Harrison avevano messo in piedi una causa con la stessa Emi chiedendo un risarcimento di 45 milioni di euro per il mancato pagamento di tutti i loro diritti d’autore. Questo aveva impedito alla Emi di mettere in vendita le canzoni dei Beatles sui siti web. Quasi lo stesso discorso era stato fatto per il simbolo. Come è noto la mela rappresenta la band di Liverpool ed è anche il simbolo della Apple di Steve Jobs (per intenderci quella di iPod e iTunes). Risolta anche questa questione si può ben dire che i Beatles diventeranno ancora più globali.