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Cristiano Ronaldo, pallone d'oro 2008 © Abaca / Lapresse
La GALLERY dei candidati al pallone d’oro
Tre anni fa Fabio Cannavaro vinceva il pallone d’oro, il massimo premio individuale per un calciatore. Tre anni fa la nazionale azzurra era campione del mondo. Lo siamo ancora, ma in pochi se ne ricordano. Continua

Lo spagnolo Fernando Torres esulta con la coppa d'Europa nel 2008 / ©Jonathan Moscrop - LaPresse
Da Obama a Lula: oggi sono tutti a Copenaghen giornata decisiva per l’assegnazione delle Olimpiadi del 2016. Ma i Giochi non saranno l’unico grande evento sportivo tra 7 anni. Continua

Chris Martin e Jonny Buckland (LaPresse)
A pochi giorni dall’arrivo in Italia della band che ha dominato le classifiche del 2008, trapela la scaletta degli attesissimi spettacoli di Bologna e Milano del 29 e 30 settembre. Quello dei Coldplay è un concerto spettacolare diviso in più sezioni. La prima parte, che è anche la più lunga, inizia con:
Life in Technicolor
Violet Hill
Clocks
In My Place
Speed of Sound
Cemeteries of London
Chinese Sleep Chant
42
Fix You
Strawberry Swing
la seconda parte dello show si svolge su un piccolo palco posizionato davanti a quello principale.
God Put A Smile Upon Your Face (techno version)
Talk (only partial, techno version)
The Hardest Part (solo Chris Martin)
Postcards from Far Away (solo Chris Martin)
terza parte del concerto: due canzoni nuovamente sul palco principoale
Viva la Vida
Lost!
La quarta puntata dello spèettacolo si svolge con un colpo a sorpresa. I Coldplay riappaiono alle spalle del pubblico The Scientist (Chris suona l’armonica)
Death Will Never Conquer (Will canta Chris suona l’armonica)
Lo show riprende poi con
Politik
Lovers in Japan
Death and All His Friends
E infine nell’ultimo bis c’è ancora spazio per due grandi successi:
Yellow
The Escapist (outro)
Coldplay: Viva la vida live

Estorsione, frode fiscale, esercizio illegale della medicina, violazione alla privacy, organizzazione criminale e associazione a delinquere. Sono queste le accuse che la Giustizia belga ha rivolto nei confronti di Scientology perché, sostengono i magistrati di Bruxelles, l’organizzazione “si camuffa come un’entità religiosa mentre, in realtà, si tratta di un’organizzazione commerciale che vende corsi in cambio di grandi quantità di denaro”, per di più senza essere registrata come impresa. Le accuse del Belgio sono frutto di un’indagine durata dieci anni e sono originate da parecchie denunce di ex membri di Scientology che si sono sentiti ingannati dall’ente. Come in questo video:
Ma se le cose per la “chiesa” di Tom Cruise e John Travolta vanno male in Belgio, in Germania vanno addirittura peggio. E per rendersi conto della battaglia che il governo di Angela Merkel conduce contro Scientology è sufficiente dare un’occhiata al sito Internet del BFV, il servizio segreto tedesco. L’associazione è protagonista di una delle sei “aree di lavoro” su cui concentrano tutti i loro sforzi gli 007 teutonici. Con essa gli altri nemici giurati dei James Bond tedeschi sono tra gli altri l’integralismo islamico, il terrorismo e i neonazisti.
Non tutta l’Europa tuttavia è uguale e, per esempio, la Spagna di José Luis Rodríguez Zapatero con una sentenza della Audencia Nacional ha riconosciuto lo scorso 7 dicembre il diritto di Scientology ad iscriversi al registro nazionale degli enti religiosi. A Madrid, insomma, quella che in Francia è considerata una setta, ha praticamente gli stessi diritti della millenaria Chiesa Cattolica.
Un reportage della tv iberica smaschera le tecniche commerciali di Scientology in Spagna
E l’Italia? Nel nostro paese per l’articolo 8 della Costituzione il riconoscimento giuridico di una confessione religiosa si ottiene stipulando un’apposita convenzione con lo Stato e, sino ad oggi, questo accordo non c’è stato.
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- Tags: concorso, Festival-cinematografico, Giovanna-Taviani, Isole-Eolie, Italia, Michael-Moore, paesaggi, paese, rassegna, Salina-Doc-Fest, Spike-Lee
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Che cosa succede quando la passione per il racconto della realtà si unisce alla bellezza dei luoghi? Nasce il Salina Doc Fest, il primo Festival del Documentario, ideato da Giovanna Taviani, che si terrà sull’isola di Salina dal 21 al 23 settembre, anticipato da quattro giorni di retrospettiva sul genere, una sorta di pre festival, denominato Documentiamoci.
Sull’onda del successo dei lavori di Michael Moore, si sono dedicati a questo genere grandi registi, come Spike Lee, e giovani cineasti ai quali è dedicato il 1° concorso per documentari. E dopo Bowling a Columbine e Fahrenheit 9/11 il pubblico ha ripreso ad appassionarsi a questo tipo di produzioni. “Il documentario” spiega Giovanna Taviani “non è solo reportage o passiva registrazione dei fatti, ma vuole essere una ricostruzione della realtà attraverso uno sguardo personale, che non esclude il ricorso all’ibridazione dei generi”. E così sull’isola scelta da molti registi come ambientazione dei loro film (come Nanni Moretti e Massimo Troisi) ci sarà spazio per pellicole lunghe e corte, per documentari famosi e per quelli poco conosciuti, oltre ad incontri e spettacoli teatrali, perché come ogni festival anche il Salina Doc Fest cerca di offrire il maggior numero di appuntamenti per attrarre e conquistare gli spettatori.
C’è sete di realtà, una realtà che a volte mostra paesaggi di straordinaria bellezza e altre volte macerie di un paese in disfacimento, come documentano i nove film finalisti del concorso (quest’anno titolato Il mio paese). “Tutte le opere selezionate” racconta Giovanna Taviani “trasmettono un comune senso di spaesamento: c’è l’immigrato catapultato nelle grandi capitali di Europa di Welcome Europe; il transessuale a cui non è permesso diventare quello che realmente è (La persona De Leo N).; la tragica libertà conquistata al prezzo della deviazione mentale di Grido; lo straniamento del barbone che ha scelto di vivere sui treni notturni di Il Passaggio della linea. E poi” continua l’ideatrice del festival ” c’è la rabbia degli adolescenti senza volto del carcere minorile di Napoli di Nisida; la fallimentare parabola di Carlo Petrini nel mondo del calcio corrotto di Centravanti nato; l’affermazione di esistenza dei gitani di Barcellona di Cun Tunis. E poi” spiega ancora Taviani “c’è chi si ribella allo spaesamento, rivendicando la propria identità nelle montagne curde (Primavera in Kurdistan), o tornando in Sicilia, nella propria terra natale, per investigare, dopo anni di assenza, sul mistero di Provenzano (Il fantasma di Corleone)”.

Il reality è ancora un format vivo e vegeto, con buona pace di tutti quelli che ne avevano già decretato la morte. Dopo il successo globale di The Big Brother, Survivor, isole dei famosi e fattorie dei disperati, il tormentone continua. Nelle sfide senza tregua per un quarto d’ora di successo, ci sono aspiranti cantanti, modelli, attori, cuochi, produttori e registi.
Se poi un nuovo reality nasce da un’idea di Steven Spielberg e di Mark Burnett, e in palio c’è un contratto da un milione di dollari con la DreamWorks per realizzare un film, allora l’attenzione è planetaria. Il progetto si chiama On the Lot. E ha messo in moto speranze e creazioni di migliaia di registi in erba. Agli studios sono arrivati 12 mila corti, di un massimo 5 minuti, per 3.600.000 secondi di girato totali. Tra questi sono stati scelti 200 registi, cui è stato affidato il primo compito: realizzare un cortometraggio in una sola settimana.
Claudia La Bianca (qui alcuni suoi video), unica italiana in concorso, una degli unici tre europei selezionati, ci ha impiegato cinque giorni, e ha passato anche questa seconda selezione. Claudia è una regista italiana che da dieci anni vive a Miami, dove si occupa principalmente di realizzare video musicali. E dove ha girato A cinic angel (guarda il video), il corto con cui ha partecipato al concorso:
“Steven Spielberg ha personalmente guardato tutti i 200 corti” spiega la regista a Panorama.it “Ed è stato lui in persona a scegliere i 50 semifinalisti. Dopo quella selezione, siamo stati invitati a Los Angeles per una settimana veramente faticosa: l’hanno definita il campo di concentramento di Hollywood.”
Raccontaci com’è andata
La nuova prova consisteva in 3 minuti di discorso con cui vendere il nostro primo film. Hanno eliminato così un altro gruppo e siamo rimasti in 36. Poi ci hanno concesso 24 ore per realizzare un nuovo cortometraggio e siamo rimasti in 24. L’ultima prova è stata per me la più eccitante: girare un corto con l’aiuto di una produzione professionista negli studi di Hollywood in solo 1 ora. E ne hanno mandati a casa altri 6. Infine rimanevano 18 finalisti e io ero ancora in gioco!
I tuoi lavori sono piaciuti alla giuria?
Mi hanno fatto molti complimenti. Ne sono orgogliosa perché i nomi erano di tutto rispetto: Carry Fisher, la Principessa Leila in Guerre Stellari, Garry Marshall, il creatore di Happy days e il regista che ha scoperto Julia Roberts con Pretty Woman, Jon Avnet, regista di Pomodori verdi fritti… e Brett Ratner, regista di Red Dragon, Rush Hour3 e X men 3.
E ai 18 finalisti cosa è successo?
Sono stati votati da casa, con il televoto, e i primi tre ad essere eliminati siamo stati noi unici europei… ma non importa, io la mia sfida l’ho vinta! Sono stata selezionata fino alle finali dai Big di Hollywood e ora sono sotto contratto con la DreamWorks per un anno e potrò presentare idee e copioni!
Claudia ci confessa di avere in cantiere due progetti di film da ambientare in Sicilia. Nel frattempo la sfida a On the Lot continua, tutto ora è nelle mani del pubblico. E di eliminazione in eliminazione, in agosto, con i voti on line si arriverà al vincitore. Il migliore. Oppure quello con la famiglia più numerosa…

Ormai è appurato: il fumo è un business, calcolando che al mondo ci sono circa 650 milioni di fumatori. Ma anche i modi per smettere di fumare possono diventarlo. E in Europa seguono di pari passo la crociata contro il fumo iniziata nel 2004, quando il tabacco è stato bandito dai locali pubblici, in rapida successione, da Irlanda, poi Italia e Svezia, Scozia, Galles, Irlanda del Nord e infine Lituania (nel 2007) .
Francia, Spagna e Germania, per ora, sono in fase di divieto parziale: negli uffici non si può fumare, ma nei ristoranti sì, ancora per quest’anno però. E dal 1° luglio anche l’Inghilterra si uniformerà allo Smoke Free. Col risultato che dal il 2008 in quasi tutta l’Europa si potrà fumare solo all’aperto.
L’idea è salvaguardare la salute dei cittadini dal fumo passivo e scoraggiare questa cattiva abitudine. In parallelo alle decisioni istituzionali prosegue così la campagna antifumo: prezzi sempre più alti delle sigarette, pubblicità di ogni tipo, come questa
e giornate dedicate al no smoking, studi e documentari shock come questi:
La pubblicità gioca su educazione e terrore. Ma come fare per smettere realmente di fumare? Ogni anno vengono lanciati sul mercato nuovi ritrovati: cerotti, pastiglie e sigarette placebo. E il giro d’affari, che sembrava coinvolgere solo industrie del tabacco e fumatori, porta ora introiti miliardari anche alle case farmaceutiche.
A Londra, in vista del prossimo blocco, c’è un boom di nuove trovate commerciali per aiutare i nicotinadipendenti. E per la maggiore vanno le sedute di gruppo e quelle di ipnosi, con pubblicità che giurano di farti smettere entro il termine tassativo del primo luglio. E se la suggestione non funziona… resta la magia
oppure gli infallibili consigli di Bill Plympton sui 25 modi per smettere. Per sempre.
Si chiama Eurovision Song Contest. È la versione europea del festival di Sanremo. E la sua 52sima edizione si è chiusa a Helsinki lo scorso weekend con la partecipazione di 42 Paesi. La finale è stata trasmessa in diretta da tutte le Tv europee e ritrasmessa poi in decine di altri Paesi, per un evento mondiale con due sole grandi assenti: l’Italia e la Rai.
Il nostro Paese è stato in passato una presenza puntuale alla manifestazione. Sin dall’inizio, nel 1956, fino a 1980, ha mandato ogni anno all’Eurovision il vincitore del Festival di Sanremo, o, in alternativa, il secondo o il terzo classificato. E due volte il primo posto è stato proprio dell’Italia: nel ‘64 con Gigliola Cinguetti e nel ‘90 con Toto Cotugno. Poi le participazioni si sono rarefatte, fino all’ultima, nel ‘97, quando i Jalisse hanno guadagnato il quarto posto.
Per l’edizione di quest’anno, a nulla sono valsi gli sforzi di Svante Stockselius, organizzatore della manifestazione, di riportare i big di Sanremo alla kermesse. Falliti anche i suoi tentativi di coinvolgere la Rai: qualche contatto approdato in un niente di fatto e senza una motivazione ufficiale da parte di viale Mazzini.
L’Italia si è comunque fatta sentire, almeno nel brano del cantante lettone, che ha partecipato con la canzone Questa Notte, curiosamente cantata in italiano. Una scelta che però non ha portato fortuna. A vincere è stata la Serbia con Marija Serifovic. Il secondo posto è andato a una sorta di Platinette in salsa ucraina: Verka Serduchka. E il terzo alle tre belle e giovanissime russe Serebro.